Io sto con Marino – resoconto assemblea iscritti ed elettori del PD (22 novembre 2014)

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(foto tratta da Facebook)

Senza paura e senza compromessi: assemblea degli iscritti, elettori e amministratori del PD che appoggiano Ignazio Marino e vogliono trasformare Roma

Sabato 22 novembre 2014 si è tenuta, presso il Teatro Belli in Piazza di Sant’Apollonia, una affollata assemblea di iscritti, elettori ed amministratori del Partito Democratico di Roma in appoggio al sindaco Marino in risposta a certe dichiarazioni e prese di posizioni emerse durante la “Direzione” del PD di Roma del 14 novembre 2014 .
All’incontro ha partecipato anche il segretario del PD di Roma Lionello Cosentino.

Il documento di convocazione

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(clicca immagine per ingrandire)

Nel documento di invito alla manifestazione (qui in pdf e word) il tema dell’incontro era sintetizzato come segue:
“Riteniamo che strappare Roma alle destre sia stato un risultato storico. Il centrosinistra ed il PD governano in tutta la città: questo ci obbliga ad avere un grande senso di responsabilità, soprattutto in un momento di particolare crisi e complessità come questo. (…) La consapevolezza delle difficoltà, specialmente ora, impone al PD Roma un ruolo di supporto critico e costruttivo al sindaco e alla giunta. (…)
Per non rischiare di cadere nella deriva populista e riconsegnare la città alla destra - che ha già rialzato la testa nelle periferie - dobbiamo evitare spettacoli indecorosi che possono mettere a rischio la tenuta del sindaco e di tutta la giunta. Il PD può e deve ora affiancare, con le idee prodotte dall’esecutivo e dai circoli, l’azione amministrativa anche laddove è carente. Ma occorre farlo con spirito costruttivo.”

Principali interventi

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L’incontro è stato aperto da Bernardo Gialanella  del Circolo PD di Donna Olimpia  che ha subito voluto spiegare che l’assemblea non nasce per contrapporsi al PD di Roma o per dar vita all’ennesimo corrente.
Il nostro avversario è la destra fellona e senza vergogna che negli anni dell’amministrazione Alemanno ha portato allo sbando la città e le società controllate”.
Per non rischiare di cadere nella deriva populista e riconsegnare la città alla destra, ha sottolineato Bernardo, si devono però evitare spettacoli indecorosi da parte di esponenti del PD di Roma che possono mettere a rischio la tenuta del sindaco e di tutta la giunta.
“Il PD può e deve ora affiancare, con le idee prodotte dall’esecutivo e dai circoli, l’azione amministrativa anche laddove è carente. Ma occorre farlo con spirito costruttivo.”
In conclusione Bernardo ha poi auspicato che il partito Democratico di Roma riprenda l’iniziativa politica specie nelle periferie per ricucire i rapporti con le fasce sociali più indifese che soffrono maggiormente la crisi e che rischiano di cadere nelle braccia della deriva populista della vecche e nuova destra.

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Valeria Castrucci  ha portato la testimonianza dei lavoratori della società Sitcom dove sono stati operati decine di licenziamenti a causa di una ristrutturazione spregiudicata pur in un comparto, l’audiovisivo, che dovrebbe offrire opportunità di sviluppo e lavoro (qui e qui altri approfondimenti sulla vertenza Sitcom). Valeria ha inviato il Partito Democratico a non dividersi e a stare al fianco dei lavoratori e delle imprese virtuose specie in questa situazione economica assai precaria.

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Andrea Masala  dell’ARCI ha ripreso l’invito di Bernardo e preannunciato a breve una fiaccolata contro il razzismo e per la riqualificazione delle periferie.
Piero Filotti ha chiesto che i Circoli e gli iscritti siano consultati maggiormente anche con referendum o in via telematica quando il Partito prende decisioni di rilievo.

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Lorenzo Dal Monte tra gli organizzatori dell’assemblea ha svolto un appassionato intervento in cui ha richiamato gli esponenti del PD a smetterla di esternalizzare in modo improvvido le proprie personali opinioni su temi delicati senza curarsi delle conseguenze politiche delle loro affermazioni.
Il PD deve tornare a fare elaborazione politica” ha stigmatizzato Lorenzo “ e smetterla di continuare ad azzuffarsi per ogni poltrona disponibile!”
C’è ovviamente la liberta di dire quel che si pensa ha concluso Dal Monte ma “non a nome mio!” scatenando lunghi applausi.

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Intervento molto appassionato anche da parte di Esmeralda Tyli del Circolo Esquilino e componente del Forum Immigrazioni che ha invitato il PD a darsi da fare sui veri temi che interessano i cittadini e ad essere in prima linea contro i rigurgiti razzisti della destra e le stupidaggini dei nuovi populismi.

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Giancarlo Ricci  ha censurato le dichiarazioni degi esponenti del PD romano che si sono pronunciato contro Marino: “O non sanno quello che dicono o perseguono interessi personali”

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Elio Tomassetti  consigliere del PD in XII Municipio ha ricordato che chiedere nuove elezioni a Roma vuol dire far decadere Presidenti e giunte dei 15 municipi, tutti governanti da PD e alleati.
Non possiamo abbandonare presidenti di municipio e amministratori locali che in questi anni sono stati troppo spesso in trincea senza fondi e supporto adeguato”.
Secondo Elio occorre ritrovare in fretta l’unità - abbandonando inutili fughe in avanti – “per portare a termine il programma di profonda innovazione che porterà i cittadini a giudicarci nel 2018”.

L’intervento di Lionello Cosentino

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Lionello, segretario del Partito Democratico di Roma, non si è sottratto al confronto e con molto coraggio è salito sul palco per spiegare quanto è realmente accaduto durante la direzione del 14 novembre 2014.
In primo luogo, ha spiegato Cosentino, la direzione del PD di Roma si è riunita nuovamente il 21 novembre proprio per chiarire che nessuno chiede le dimissioni del sindaco Ignazio Marino o vuole  mettere sotto tutela la sua giunta.
Chiediamo però a Ignazio Marino di rivedere alcune priorità della sua agenda politica” ha detto il segretario del PD di Roma.
La crisi economica morde le categorie sociali più fragili ha sottolineato Cosentino è dovere del PD di Roma rimarcare certi punti di massima attenzione.
Lionello ha ricordato che le periferie vivono gravissimi disagi e che Roma in generale ha sofferto più di altri territori la contemporanea riduzione degli investimenti nel settore pubblico e nell’edilizia.
Lionello ha poi ricordato che il 28 e 28 novembre 2014 avrà luogo la “conferenza programmatica” del PD di Roma  presso il Teatro Quirino e che trai suoi obiettivi ha anche il rilancio dell’azione politica del Partito Democratico nei territori.
La Direzione e la Segreteria del PD di Roma vogliano in tal modo aprire uno spazio di confronto: è necessario mettere in circolo idee, proposte e contributi su come disegnare il futuro della città anche metropolitana e dei Municipi. Uno spazio libero, per un confronto vero e partecipato.
“Dopo le giornate del 28 e 29 novembre” ha detto Lionello “il lavoro continuerà: porteremo la discussione nei circoli e nelle altre sedi di partecipazione attiva e civica che sono in rete con il PD di Roma, per proseguirla e darle ampiezza e spessore”.

Il documento di convocazione

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Resoconto della Direzione PD Roma del 14 Novembre 2014

Politica: 

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Acceso dibattito in direzione PD Roma sulla giunta Marino. Prossimo impegno: “Conferenza di Programma” del 28 e 29 novembre

La Direzione romana del PD si è riunita ieri, 14 Novembre, nella sala riunioni della sede di via di S.Andrea delle Fratte.

L’ordine del giorno era formato da un solo punto: l’iniziativa del PD romano e le scelte di governo della città in vista della Conferenza di Programma del 28 e 29 novembre  (tutte le informazioni sull’organizzazione sono in corso di pubblicazione sul sito: conferenza.pdroma.it).  Il progetto della conferenza è un impegno preso dalla Direzione nel giugno scorso, con l’obiettivo di riportare il PD Roma a produrre idee e visione politica, nel momento cui governa la città e i suoi municipi. E’ un tema che la direzione di ieri ha affrontato anche  sulla spinta della cronaca politica romana recente e delle notizie sul disagio sociale che si è manifestato a Tor Sapienza, nella periferia est di Roma.

Il dibattito, molto partecipato, ha portato allo scoperto le varie ‘anime’ del PD romano, che si sono confrontate sul diverso modo di intendere i rapporti tra la Giunta Marino, il gruppo consiliare del PD e la federazione romana.
In apertura, il Segretario Lionello Cosentino ha fissato i termini del dibattito: le colonne dei giornali raccontano le vicende delle multe del sindaco, ma raccontano soprattutto il problema molto più grave delle periferie romane, con gli scontri di Tor Sapienza. Secondo Cosentino, è da qui che bisogna partire: «la città sta esplodendo, e bisogna cambiare tante cose». Il sostegno al Sindaco c’è stato e continua ad esserci, ma impone ora un impegno serio e più forte per affrontare al meglio sia i problemi profondi della città che la distanza tra la città e la politica.

Gli interventi successivi del segretario del circolo di Tor Sapienza, Bruno Cecchini, e di Alessandro Rosi, assessore alle politiche sociali del V Municipio, hanno ricostruito gli avvenimenti dei giorni scorsi.

Dopo di loro, Khalid Chaouki, deputato e membro della segreteria del PD Roma, ha chiesto le dimissioni dell’assessore al Sostegno sociale e sussidiarietà, Cutini, motivandole con la gestione delle politiche sociali del tutto inadeguata all’entità reale dei problemi.
Nel dibattito, sono emerse posizioni diverse.

Secondo alcuni esponenti del gruppo comunale del PD, la Giunta Marino e lo stesso Sindaco hanno compiuto scelte sbagliate, hanno un programma di governo inadeguato, non si confrontano con il gruppo comunale PD.

Perciò Marino e la sua Giunta devono fare un passo indietro. Lo hanno sostenuto Francesco D’Ausilio (ex capogruppo PD in Campidoglio), Michela Di Biase (Consigliera comunale). Sulla stessa linea anche Mario Ciarla (Consigliere regionale), che ha chiesto l’azzeramento dell’intera Giunta comunale e una nuova ripartenza, altrimenti «alla prima finestra elettorale, nazionale o regionale che sia, si andrà al voto anche a Roma».
Altri interventi hanno manifestato posizioni più sfumate.

Pedetti (Consigliere comunale) ha chiesto una correzione di rotta per governare meglio una città fuori controllo, una «verifica sulle deleghe» per capire se sia possibile «costruire delle condizioni amministrative più adeguate». Coratti (Presidente del Consiglio comunale) ha ricordato lo stato di Roma dopo la consiliatura Alemanno e le difficoltà del centrosinistra nel governo della città. De Luca (Consigliere comunale) ha chiesto di intervenire sugli anelli deboli della Giunta attuale, per metterla in grado di affrontare i problemi gravi dell’illegalità e della diffusione delle mafie. Le cause di quei problemi non riguardano solo Roma ma l’intera regione e devono essere affrontati con la collaborazione di tutti i livelli istituzionali, comune e regione insieme.
A sostegno della Giunta Marino si è espresso Miccoli (parlamentare), ricordando che i problemi romani, quali la condizione delle periferie, sono stati generati non dall’amministrazione attuale, ma dagli errori del passato, da «come sono state costruite le periferie», anche dalle amministrazioni di sinistra. Risolvere quei problemi richiede un lavoro difficile, tempi più lunghi di un anno e mezzo e la disponibilità a collaborare di tutte le componenti del PD romano (dagli eletti in Parlamento agli eletti al Parlamento europeo).
La disponibilità al lavoro comune è richiesta da Marta Leonori (Assessora alle attività produttive) al gruppo PD in Comune: «È stato chiesto agli assessori di venire alle riunioni del gruppo Pd? Subito, invitateci». Serve anche, secondo Leonori, la riflessione di tutto il PD per un programma comune e condiviso per Roma, e la prossima Conferenza programmatica del 28 e 29 Novembre dovrà essere l’occasione per mettere alla prova il partito. Su responsabilità collettiva e lavoro comune per risolvere criticità che a Roma sono rimaste identiche da almeno dieci anni hanno insistito Rosati e Patané (Consiglio regionale Lazio).
Alle 21 gli iscritti a parlare erano ancora numerosi e il Presidente, Tommaso Giuntella, ha deciso di aggiornare la seduta a una prossima data.

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La nuova segreteria del PD Roma – Intervista a Raffaella Petrilli (20 gennaio 2014) - See more at: http://democratici-digitali.com/pd-roma#sthash.bwPfM6Z4.dpuf
 

 

Angelo Rughetti: «Più autonomia ai Comuni con la tassa unica» (Il Sole 24 Ore, 6 novembre 2014)

Politica: 

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I margini. «Gli enti potrebbero introdurre agevolazioni ulteriori legate ai reddito»

Il periodo della concertazione istituzionale e sociale è finito. Serve un salto di qualità per andare verso un’integrazione delle politiche in cui si decidono gli obiettivi condivisi e poi ogni livello di governo fa la sua parte

  • di Eugenio Bruno

Nella trattativa con i Comuni sulla legge di stabilità il Governo sta per giocarsi l’asso.
Si tratta della «local tax»: il nuovo tributo unico immobiliare che dovrebbe sostituire Imu, Tasi e addizionale Irpef e potrebbe dare ai sindaci quella vera autonomia finanziaria attesa dal 2001.
A confermarlo è il sottosegretario alla Pubblica Amministrazione, Angelo Rughetti (Pd).

Onorevole Rughetti, da segretario generale dell’Anci per anni è toccato a lei presentare al governo di turno il conto sugli effetti delle manovre. Da sottosegretario come giudica la stima dell’Anci sui 3,7 miliardi di tagli della stabilità?

Il calcolo l’ha fatto l’Anci. Il totale di 3,7 miliardi risulta applicando e sommando le manovre del 2014, incluso il decreto 66, con gli effetti della nuova contabilità sul patto di stabilità.
I Comuni chiedono di rivedere soprattutto la riduzione alla spesa corrente.
E mi sentirei di dire che fanno bene perché rischia di avere un effetto negativo non solo sul bilancio delle amministrazioni ma anche sull’economia reale.
Penso anche però che da questa si-tuazione si esca non chiedendo più trasferimenti statali ma più autonomia e più differenziazione.
Serve cioè quel salto di qualità che è mancato sia nella stabilità che nella proposta dell’Anci.

In che modo?

I Comuni che hanno più autonomia finanziaria devono poterla usare come vogliono. Ma i Comuni non sono tutti uguali e non possiamo fare politiche che vadano bene per tutti. Ci sarà una differenza tra chi riscuote al 98% le proprie imposte e chi ha il 30% di evasione fiscale?

Certamente. Ma come si fa a valorizzare queste differenze?

C’è lo spazio offerto dalla nuova contabilità. Se l’avvio non è più rinviabile perché lo abbiamo concordato con l’Ue, possiamo pensare a modalità attuative diverse da Comune a Comune. Potrebbe esserci un’esenzione totale dal patto di stabilità per chi la ap¬plica pienamente. Mentre chi ha bisogno di più tempo per ripulire i residui attivi dai bi-lanci potrebbe applicarla con minore rigidità.

Il punto più dolente per i sindaci rimangono i tagli alla spesa corrente. Come potete aiutarli?

Penso che la soluzione sia eliminare del tutto i trasferimenti erariali e andare verso un tributo unico immobiliare che consenta ai Comuni di finanziare integralmente le loro funzioni fondamentali.
Mi piacerebbe dare un’applicazione piena all’articolo 119 della Costituzione. In quest’ottica sarebbe opportuno che i Comuni avessero una leva fiscale molto forte, sotto forma di una patrimoniale contemperata dal reddito familiare.
Oggi i Comuni mettono insieme due leve diverse: l’Imu/Tasi e l’addizionale Irpef. Domani sarebbe meglio avere un tributo unico con un base impo-nibile patrimoniale e un sistema di detrazioni collegate al reddito. Penso a una detrazione fissata per legge su base nazionale, immagino di 200 euro, lasciando poi ai Comuni la possibilità di aggiungerne al-tre sulla base del reddito del nucleo familiare.
Insomma avremmo un tributo unico che unifichi Imu, Tasi e addizionale Irpef e lasci invece fuori la Tari?

Sì. Anche perché sulla Tari bisogna tenere conto delle direttive europee che prevedono una tassazione commisurata alla quantità dei rifiuti prodotti.

Questo nuovo tributo, chiamiamolo local tax, verrà inserito nella legge dì stabilità in Parlamento?

Credo di sì. In questi giorni si sta lavorando dal punto di vista tecnico per trovare delle ipotesi da sottoporre ai Comuni. Ma a questo proposito mi lasci dire che il periodo della concertazione istituzionale come la conoscevamo è finito, così come quello della concertazione delle parti sociali. Anche qui serve un salto di qualità per andare verso un’integrazione delle politiche in cui si decidono gli obiettivi condivisi e poi ogni livello di governo fa la sua parte. Ma c’è poi un altro tema sul tavolo.

Quale?

La riduzione dei centri di costo. E penso alle partecipate e ai piccoli comuni. Ricordo una vecchia proposta dell’Anci che puntava a ridurli da 8mila a mille spingendoli emettersi insieme. Scelgano loro come farlo ma lo facciano.

A proposito dell’Anci, da oggi a venerdì si terrà a Milano l’assemblea nazionale. Ha un messaggio per i suoi ex colleghi?

Dico che anche loro devono fare un passo in avanti. L’Anci deve diventare un pezzo istituzionale anche dal punto di vista giuridico. E quindi, pur restando un’associazione a tutti gli effetti, dovrebbe avere compiti e funzioni previste dalla legge.

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Chi è Angelo Rughetti?

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Angelo Rughetti è Sottosegretario al Ministero della “Semplificazione e Pubblica Amministrazione”.

Deputato Pd, è nato a Rieti il 22 aprile 1967. È sposato e ha tre figli. Si è laureato in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Avvocato. Nel 1991 ha iniziato a prestare la propria attività presso la società Ancitel.
Ex Segretario Generale dell’Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci) dal 2004, è stato Direttore dell'Ufficio di Coordinamento del Comitato istituzionale e di indirizzo per la ricostruzione e la assistenza alle popolazioni colpite dal terremoto, istituito dalla Regione Emilia Romagna a giugno scorso.
Coordinatore della mozione Renzi nel Lazio durante le primarie del 2013.

  • Componente della Commissione Bilancio della Camera.
  • Componente della Direzione Nazionale del Partito Democratico

Per approfondire

Per contattare Angelo Rughetti

Adesso!Roma8: resoconto incontro pubblico “Una nuova Legge Elettorale per l’Italia” (8 ottobre 2014)

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(le foto sono di Patrizia Cini, qui l’album completo)

Roberto Giachetti: rilanciare l’azione politica del PD con iscritti e cittadini per la nuova legge elettorale

Il 6 ottobre 2014 a Roma presso il Circolo Ardeatina-Montagnola del Partito Democratico ha avuto luogo l’incontro pubblico “Una nuova Legge Elettorale per l’Italia” organizzato da Adesso!Roma8  .
Relatori dell’evento sono stati:

Ha moderato l’incontro Valchiria Vittori, segretario del Circolo PD  Ardeatina Montagnola.

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Valchiria Vittori, segretario del Circolo PD  Ardeatina Montagnola

Valchiria ha aperto l’incontro presentando i relatori e ricordando che il Circolo PD Montagnola è sempre stato in prima linea nelle battaglie per la riforma elettorale a cominciare dalla raccolta delle firme  per chiedere nel 2011 l’abrogazione del Porcellum  mediante referendum, referendum poi non ammesso dalla Consulta.
Inoltre lo scorso 26 settembre 2013 sempre in questo stesso Circolo, ha ricordato Valchiria, ha avuto luogo un’assemblea aperta ai cittadini  con la presenza di Roberto Giachetti e Francesco Clementi per lanciare la mobilitazione civile contro il “Porcellum” poi definitivamente dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale il 4 dicembre 2013.

Roberto Giachetti, deputato del PD, vice presidente della Camera

Nel suo intervento Roberto Giachetti   ha ripercorso i passi che hanno portato alla proposta della nuova legge elettorale, il cosiddetto “Italicum”, da parte dell’esecutivo guidato da Matteo Renzi.
Roberto non ha nascosto che l’Italicum è frutto di un compromesso politico raggiunto grazie all’accordo tra il Partito Democratico e le forze del centro destra (NCD e Forza Italia) e ha ricordato anche che il Movimento 5 Stelle ha rifiutato di partecipare alla discussione sulla nuova legge elettorale dichiarando la sua preferenza per il cosiddetto “Consultellum” la versione cioè del “Porcellum” epurata dagli aspetti anticostituzionali che si configura così come un sistema proporzionale puro a preferenza.
Pur con i suoi limiti, secondo Giachetti, l’Italicum rappresenta un grande passo avanti rispetto al “Porcellum” in quanto garantisce:

  • una chiara maggioranza e dunque “di sapere la sera stessa delle elezioni chi ha vinto e chi ha perso”
  • la scelta dei candidati pur con i limiti dettati dalla scelta di avere collegi plurinominali e non uninominali.

Roberto Giachetti si è soffermato in particolare sul punto della scelta dei candidati.
“Con il Porcellum l’elettore ha una scheda che riporta solo i simboli di partiti e nessun nome dei candidati. Ad ogni simbolo è collegata una lista di oltre 20 nominativi che ovviamente non può essere riportata sulla scheda. Con il Mattarellum l’elettore sulla scheda trovava insieme al simbolo di partito un unico candidato in quanto i collegi erano uninominali. Nell’Italicum infine la scheda elettorale presenta accanto ad ogni simbolo fino a tre candidati: si tratta di un compromesso che tuttavia rappresenta un innegabile passo in avanti rispetto al precedente sistema.”
Roberto ha poi ribadito la sua avversità al sistema delle preferenze rispetto al quale il PD è sempre stato contrario in quanto “le preferenze producono una lotta fratricida fra candidati all’interno dello stesso partito”.
In conclusione del suo intervento Giachetti ha auspicato che a partire anche da incontri con iscritti e cittadini riprenda l’azione politica del Partito Democratico per giungere prima possibile alla definitiva approvazione della nuova legge elettorale.

Gabriele De Giorgi, componente dell’Assemblea Nazionale Pd

Anche Gabriele, dopo aver ricordato l’impegno nei mesi precedenti del Circolo e dell’intero VIII Municipio di Roma sia nella raccolte delle firme del 2011 contro il Porcellum sia nella successiva battaglia contro la legge truffa voluta da Calderoli, ha ripreso la proposta di Roberto Giachetti di rilanciare l’attività politica nei territori anche in materia di riforma elettorale.
De Giorgi ha sottolineato che il PD nasce come partito a vocazione maggioritario dopo lo “scippo” delle elezioni del 2008 vinte dal centrosinistra ma con un margine troppo esiguo per colpa del “Porcellum” emanato dall’uscente maggioranza di centro destra proprio per inficiare la vittoria degli avversari politici.
Gabriele ha infine auspicato che l’azione politica contro le “brutte leggi elettorali” comprenda anche la riforma delle regole per le elezioni dei consiglieri regionali.

Francesco Clementi, docente di Diritto pubblico comparato all’Università di Perugia

Francesco ha analizzato in dettaglio il meccanismo elettorale sottolineando che la necessità di una buona legge elettorale è precondizione per far ripartire in modo efficace la macchina delle riforme istituzionali, economiche e sociali di cui il Paese ha estremo e urgente bisogno.
“Le difficoltà a far approvare le riforme” ha detto Clementi “ sono figlie anche della cattiva legge elettorale costruita anche con l’obiettivo di frenare l’azione riformatrice”.
Infatti la legge elettorale è sia una “tecnalità” per assegnare i seggi in Parlamento sia un “termometro” per misurare i rapporti di forza tra i movimenti politici.
Non esiste una legge elettorale “buona” in assoluto proprio perché essa nasce da un accordo tra forze politiche in competizione.
Anche per Francesco Clementi l’Italicum garantisce i principi di governabilità e rappresentanza e rappresenta un innegabile passo in avanti rispetto al “Porcellum” in quanto:

  1. in primo luogo è un sistema majority assuring che cioè garantisce sempre una maggioranza a chi vince
  2. prevede il doppio turno il che consente all’elettorato esprimere un voto “ragionato”
  3. pur con i limiti di un listino plurinominale “bloccato” permette all’elettore di scegliere a quale candidato dare il proprio voto.

Come Gianchetti anche Clementi si è infine detto fortemente contrario al sistema proporzionale con preferenze che nessuno in Europa adotta tranne la Grecia perché produce una aspra competizione interna nei partiti.

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adessoRoma8

Roma Forward ! MasterClass #1: “Europa nel mondo e Italia in Europa” con Simona Bonafè (25 settembre 2014)

Politica: 

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Simona Bonafè: “ Questa Europa di tecnocrati non ci piace. Costruiamo insieme una nuova Europa dei cittadini con al centro sviluppo, occupazione, ricerca”

L’associazione di innovazione politica Roma Forward nel suo primo anno di attività ha organizzato numerosi incontri di discussione e analisi politica:

  • i “Tavoli Forward” durante la Leopolda dell’ottobre 2013
  • il workshop sulla riforma del mondo del lavoro e le nuove forme di contratto flessibile (easy job) il 5 febbraio 2014  con la partecipazione del senatore Pietro Ichino e delle deputate Giovanna Martelli e Lia Quartapelle
  • l’incontro “l’Italia cambia verso all’Europa”  il 7 aprile 2014 con la partecipazione dei sottosegretari Sandro Gozi (Affari Europei) Enrico Zanetti (Finanze), Gioacchino Alfano (Difesa) e Cosimo Ferri (Giustizia) durante il quale è stato presentato un documento di proposte sui temi dell’Europa “L’Italia cambia verso in Europa, contributo politico programmatico - Europee 2014” (pdf, 531 K, 9 pp.) discusso da membri del governo e dell’imprenditoria italiana subito prima della campagna per le elezioni europee.

Forward MasterClass

La nuova iniziativa di Roma Forward consiste in un originale format di comunicazione e formazione politica: le “Forward Masterclass”.
Si tratta di lezioni/conversazioni su aspetti fondamentali della Politica, tenute da alcuni degli attori principali della scena italiana.
Le “Forward Masterclass” si rivolgono alla nuova generazione che fa dell’impegno politico, fuori e dentro i partiti, il proprio strumento per il cambiamento del Paese e vuole confrontarsi con chi ha le stesse idee e le sta portando avanti nel proprio quotidiano ruolo istituzionale, nazionale o locale.
Ogni Masterclass è organizzata attorno a un esperto e ad un tema o un’idea, racchiusi in una lecture di venti minuti, dinamica, accompagnata da materiali multimediali.
Il programma delle “Forward Masterclass” prevede, al momento, quattro incontri:

  • “Europa nel mondo e Italia in Europa” con Simona Bonafè
  • “I politici - il buono della politica a partire dai politici” con Luca Lotti
  • “Le riforme - Che democrazia vogliamo con queste riforme” con Maria Elena Boschi
  • “Comunicazione verso Organizzazione, siamo in un'epoca di democrazia accresciuta?” con Filippo Sensi.

“Europa nel mondo e Italia in Europa” con Simona Bonafè

Il 25 settembre 2014 ha avuto luogo la prima “Forward Masterclass” con la partecipazione dell’eurodeputata del Partito Democratico Simona Bonafè dedicata all’Europa.
Simona ha affrontato il tema “Europa nel mondo e Italia in Europa”, uno sguardo allargato alle nuove e fondamentali dimensioni della politica nel futuro, non più limitata a vecchi approcci provinciali, ma capace di far innamorare di nuovo del progetto europeo e dare all’Europa un ruolo più forte nel mondo.

Introduzione all’evento di Emilio Ciarlo

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Nella sua breve introduzione all’evento Emilio,  dopo aver ringraziato l’Istituto Sturzo di Roma nella persona di Flavia Piccoli Nardelli per aver ospitato nei propri locali l’iniziativa, ha rapidamente presentato “Roma Forward!”: una associazione di innovazione politica che intende partecipare attivamente alla vita politica del nostro Paese costituendo un network per il cambiamento fatto da persone che credono nell'innovazione, nel merito e mantengono uno sguardo aperto e cosmopolita sul futuro.
“Roma Forward!”, ha ricordato Ciarlo, fa parte di un network di associazioni simili che oggi sono attive a Milano, Bruxelles e New York.

Video di presentazione

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(clicca sull'immagine per vedere il video o qui per vedere dal sito Rai)

L’incontro è stato aperto con la presentazione del breve video “Che cos’è l’Europa” di Rai Europa che inizia con le drammatiche immagine della seconda guerra mondiale e ripercorre le tappe che hanno portato alla costituzione della Unione Europea che oggi conta 500 milioni di persone e rappresenta l’economia più grande del pianeta ma che ancora non è  una vera comunità sociale e politica.
“L’Europa è un esperimento ancora in corso” conclude il video.

Intervento di Simona Bonafè

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Simona ha esordito sottolineando che oggi non abbiamo ancora l’Europa che i padri fondatori avevano in mente 50 anni fa.
Citando le parole di Matteo Renzi in occasione dell’apertura del semestre europeo a guida italiana, Simona ha rimarcato che la grande sfida è ritrovare l’anima dell’Europa, “il senso profondo dello stare insieme”.
L’Europa così com’è “non ci piace” ha detto Simona “non basta darsi obiettivi di risanamento economico, perché la crisi dell’Europa non è una crisi  finanziaria ma in primo luogo politica”.
Mentre Usa e Giappone, grazie a politiche espansive, hanno ricominciato a crescere in Europa al contrario aumenta la disoccupazione specie giovanile.
“Aver lasciato il campo ai tecnici ha mostrato tutti i suoi limiti” ha concluso Simona “ed è tempo che la politica riprenda il suo ruolo di guida strategica anche in Europa”.
Secondo la eurodeputata per contrastare e sconfiggere il vento dell’antipolitica che soffia sul vecchio continente occorre rafforzare il rapporto dei cittadini con le istituzioni comunitarie e rendere più forte l’azione del Parlamento UE rispetto alle altre istituzioni.
Anche in Europa, ha ricordato Simona, la burocrazia regna sovrana.
Sulla complessità delle istituzioni comunitarie è stato proiettato un secondo breve video di Europarltv, “Codecisione: Lezioni d’Europa - premere START per iniziare”.

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(clicca sull'immagine per vedere il video o qui per vedere dal sito Europarltv)

Chiudendo il suo intervento Simona Bonafè ha invitato tutti a costruire insieme una nuova “visione” dell’Europa.

 Questa Europa di tecnocrati non ci piace. Costruiamo insieme una nuova Europa dei cittadini con al centro sviluppo, occupazione, ricerca. Il PD che è il partito con il maggior numero di eletti all’interno del Parlamento Europeo” ha detto Simona “deve assumere un ruolo di guida nel definire e sostener questa nuova visione dell’Europa”
Con la nomina di Federica Mogherini a “Alta rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza” c’è una possibilità in più, ha concluso Simona, per “cambiare verso anche in Europa”.

Allegato

  • Paper, “Europa nel mondo e Italia in Europa” (pdf, 1,3 M 2 pp.)

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Cos’è Roma Forward

L'associazione di innovazione politica Roma Forward! nasce da un gruppo di persone che vivono a Roma e che, stanchi della crisi materiale, politica e umana in Italia, hanno deciso di partecipare attivamente alla vita politica del nostro Paese.
Abbiamo condiviso da subito la proposta di Matteo Renzi e attorno a quell’esperienza abbiamo raccolto le energie e le idee di chi vuole far ripartire il Paese, un vero network per il cambiamento fatto da persone che credono nell'innovazione, nel merito e mantengono uno sguardo aperto e cosmopolita sul futuro.
Roma Forward! organizza incontri di approfondimento, workshop, piccoli meeting all'insegna della libertà delle idee, del valore del confronto e di una informale creatività.
Roma Forward! fa parte di un network di associazioni simili che oggi sono attive a Milano, Bruxelles e New York.

Contatti

Link

L’evento Roma Forward ! MasterClass #1 “Europa nel mondo e Italia in Europa” con Simona Bonafè  del 25 settembre 2014 su EventBrite

Multimedia

Registrazione audio dell’evento

I video proiettati durante l’evento

  • Rai Europa, “Che cos’è l’Europa”, durata: 2 minuti circa, andato in onda il 4 aprile 2014 (qui per la visione online e qui per scaricare il video in formato mp4)
  • Parlamento Europeo, Europarltv, “Codecisione: Lezioni d’Europa - premere START per iniziare”, durata: 3 minuti e mezzo circa, andato in onda il 30 gennaio 2014 (qui per la visione online  e qui per scaricare il video in formato mp4, 14 M)

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Chi è Simona Bonafè

Sono lombarda di nascita e toscana d’adozione. Ho 41 anni e per nove anni sono stata assessore all’Ambiente a Scandicci (Fi). Nel 2013 sono entrata nel Parlamento italiano come deputata e sono felice e orgogliosa di essere stata candidata dal pd come capolista alle europee, nel collegio dell’Italia Centrale.
Obiettivo del mio impegno in Europa è cogliere le opportunitá di innovazione per dare valore e impulso all’immenso capitale del nostro Made in Italy.

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Guida ai “Coordinamenti municipali di Roma città” (1° ottobre 2014)

Politica: 

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Indice

  1. In sintesi
  2. Gli “organismi” del coordinamento municipale
    • l’assemblea municipale
    • il presidente dell’assemblea municipale
    • il coordinatore
    • il tesoriere
    • la segreteria municipale
  3. Come si vota
    • elezione “delegati” all’assemblea municipale: elettorato attivo e passivo
    • candidature a “delegato” dell’assemblea municipale
    • elezione dei “delegati” dell’assemblea municipale
  4. Allegati
    • i nuovi regolamenti
    • simulazione numero “delegati” di circolo

1. In sintesi

Nel mese di ottobre 2014 gli iscritti al Partito Democratico di Roma città sono chiamati ad eleggere gli organismi dei “Coordinamenti municipali”.
Roma città è suddivisa in 15 Municipi:

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(Fonte immagine: http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?jppagecode=municipi.wp )

I “passaggi”, in ogni Municipio, sono:

  1. presentazione nei Circoli delle liste dei candidati “delegati” all’Assemblea Municipale
  2. elezione nei Circoli dei delegati
  3. prima riunione dell’Assemblea Municipale con l’elezione da parte dei delegati, in quest’ordine, de:
    • il Presidente dell’Assemblea
    • il Coordinatore Municipale
    • Il Tesoriere Municipale
  4. nomina da parte del Coordinatore della Segreteria municipale.

2    gli “organismi” del coordinamento municipale

l’assemblea municipale

L’Assemblea municipale è composta dagli iscritti al Partito Democratico eletti, nei Circoli di appartenenza, quali “delegati” all’assemblea.
L’Assemblea ha competenza in materia di indirizzo e direzione della politica territoriale del Partito democratico municipale che esprime attraverso mozioni, ordini del giorno, risoluzioni.
L’Assemblea municipale ha il compito di comporre la lista di candidati al Consiglio municipale del Partito Democratico, tenendo conto delle indicazioni provenienti dai diversi circoli e portate alla ratifica della Direzione romana.
La Direzione può rimandare una sola volta all’Assemblea la lista insieme con le motivazioni.
L’Assemblea è convocata, sentito il Coordinatore, dal suo Presidente periodicamente e comunque almeno cinque volte l’anno; il Presidente e tenuto altresì a convocarla in via straordinaria, entro 20 giorni, se lo richiedono almeno un quinto dei suoi componenti.

il presidente dell’assemblea municipale

Nella sua prima riunione l’Assemblea elegge a scrutinio segreto il proprio Presidente, che ha la funzione di gestire e coordinare i lavori dell’Assemblea municipale.
Nel caso in cui nessun candidato abbia conseguito nella prima votazione un numero di voto pari almeno alla maggioranza dei suoi componenti, si procede ad un secondo turno di ballottaggio tra i due candidati più votati.

il coordinatore

Il Coordinatore municipale rappresenta il partito nell’ambito territoriale di riferimento, coordina i Circoli territoriali, nel rispetto della loro autonomia, e attua l’iniziativa politica sulla base degli indirizzi assunto dall’Assemblea Municipale.
Il Coordinatore è eletto nel corso della prima seduta dell’Assemblea Municipale, dopo l’elezione del Presidente della stessa.
La candidatura a Coordinatore deve essere sottoscritta da un numero di componenti dell’Assemblea non inferiore al 20% e non superiore al 25% del totale dei membri dell’Assemblea stessa.
I candidati alla carica di Coordinatore Municipale devono far parte dell’Assemblea municipale.
Risulta eletto il candidato che ottiene, nella prima votazione, il 50%+1 dei voti o al successivo turno (ballottaggio tra i primi 2 candidati che hanno ricevuto più voti) la maggioranza dei voti.

Il Tesoriere

Il Tesoriere Municipale viene eletto dall’Assemblea con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei votanti su proposta del Coordinatore che lo sceglie fra persone che presentino i requisiti di competenza e affidabilità.

La segreteria municipale

La Segreteria municipale è l’organo collegiale di supporto al Coordinatore nell’espletamento delle sue funzioni.
È nominata dal Coordinatore che ne dà tempestiva comunicazione all’Assemblea.
È composta rispettando i criteri della pari rappresentanza di genere e tenendo conto dell’equilibrio territoriale del Municipio.
Il Coordinatore può revocare la nomina di uno o più componenti della segreteria previa comunicazione all’Assemblea.

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Come si vota

Elezione “delegati” all’assemblea municipale: elettorato attivo e passivo

In occasione dello svolgimento delle elezioni previste nel 2014:

a)    per ogni Circolo l’elettorato attivo sarà composto dagli iscritti/e al 31 dicembre 2013, che abbiano rinnovato l’iscrizione per l’anno in corso entro l’operazione di voto. Fanno eccezione a questa disposizione quei Circoli che non sono riusciti a certificare entro il 20 maggio 2014 la platea dei loro iscritti/e al 31 dicembre 2013. Per tali Circoli, viceversa, l’elettorato attivo sarà composto dalla platea ritenuta valida dalla Federazione Romana per l’elezione del Segretario Lionello Cosentino e cioè gli/le iscritti/e al 29 settembre 2013 che comunque abbiano rinnovato l’iscrizione per il 2014 entro l’operazione di voto, salvo decisioni diverse della Commissione per il congresso; l’elettorato passivo è costituito dalle/dagli iscritte/i al Partito che hanno effettuato il tesseramento 2014 entro la presentazione delle liste;
b)    per quanto riguarda i Giovani Democratici, l’elettorato attivo sarà formato dalle/dagli iscritte/i ai GD al 31/12/2013 che abbiano aderito al Partito Democratico; l’elenco completo dovrà essere comunicato alla Federazione Romana almeno una settimana prima dello svolgimento del primo congresso;
c)    l’elettorato così come determinato ai punti precedenti, sarà preso come base per il computo dei/delle delegati/e da assegnare ad ogni Circolo.

Candidature a “delegato” dell’assemblea municipale

1.    Le liste, contenenti i/le candidati/e all’Assemblea Municipale, composte da iscritti/e al Circolo stesso, dovranno essere sottoscritte da almeno il 15% dell’elettorato attivo di quel Circolo.
2.    Le liste sono presentate in ogni singolo Circolo, ma non è escluso che possano esserci liste presentate in Circoli differenti dello stesso Municipio che abbiano lo stesso nome e, ove presente, lo stesso logo.
3.    Le liste devono essere formate, pena l’inammissibilità, nel rispetto dell’alternanza di genere e riporteranno un numero massimo di/delle candidati/e pari al numero di/delle delegati/e all’Assemblea Municipale che la Commissione per il Congresso ha assegnato a quel Circolo.
4.    Le liste dovranno altresì favorire la partecipazione attiva e significativa dei Giovani Democratici nella composizione delle stesse.
5.    Le liste con le candidature devono essere consegnate da uno dei sottoscrittori il giorno dell’apertura del Congresso di ogni Circolo entro 30 minuti dall’avvenuto insediamento della Presidenza del Congresso. Le liste nominative, così come presentate nei Congressi dei Circoli, dovranno essere obbligatoriamente allegate al verbale da riconsegnare in Federazione alla Commissione per il Congresso.

Elezione dei “delegati” dell’assemblea municipale

Il voto per i membri dell’Assemblea municipale si esprime tracciando un segno su una delle liste presenti sulla scheda.
I/le candidati/e all’Assemblea Municipale sono eletti/e secondo l’ordine di posizione nella lista.
I componenti l’Assemblea municipale da eleggere in ogni circolo sono ripartiti tra le liste con il metodo proporzionale d’Hondt, fino a raggiungere il numero degli eleggibili previsto in quel Circolo.

Allegati

I nuovi regolamenti

Il 24 settembre 2014 sul sito del PD Roma sono stati pubblicati i regolamenti definitivi per le elezioni dei Coordinamenti municipali:
•    “Regolamento per l’elezione del segretario e assemblea della federazione, e dei segretari e dei comitati direttivi dei circoli della città di Roma e delle assemblee e dei coordinatori municipali” in  http://pdroma.it/wp-content/uploads/2014/09/REGOLAMENTO-DEFINITIVO-al-17... , 396 K, 15 pp.
•    “Regolamento organizzativo dei coordinamenti municipali del Partito Democratico di Roma città” in http://pdroma.it/wp-content/uploads/2014/06/Adeguamento-REGOLAMENTO-ORGA..., 88 K,  4 pp.

Simulazione numero “delegati” di circolo

Il 24 settembre 2014 sul sito del PD Roma è stato pubblicato (in formato immagine) il seguente riepilogo per quanto riguarda i “delegati” espressi da ogni Circolo di Roma città per le assemblee municipali:
(Fonte: http://pdroma.it/congressi-municipali-tabella-simulazione-per-municipi/ )

 

Nuova segreteria nazionale del Partito Democratico: intervista a Lorenza Bonaccorsi, presidente del PD Lazio (24 settembre 2014)

Politica: 

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Lorenza: "credo sia giusto in primo luogo ringraziare gli iscritti, i dirigenti, gli amministratori e gli eletti del Partito Democratico per l’impegno e la passione che mettono sempre nel loro agire"

Agatino Grillo: Buongiorno Lorenza. Il 18 settembre 2014 Matteo Renzi ti ha chiamata nella nuova segreteria nazionale del Partito Democratico e assegnato la delega per “Cultura e Turismo”. Qual è il significato politico del rinnovamento voluto dal Renzi? Lorenza Bonaccorsi: La nuova segreteria risponde a due obiettivi politici ben precisi come Matteo Renzi ha chiaramente espresso in più occasioni:

  1. la volontà di costruire una gestione plurale del partito accogliendo anche rappresentanti delle minoranze congressuali
  2. la necessità di “accelerare il passo” della segretaria nazionale facendone uno strumento operativo e veloce di ausilio perché anche il Partito dia il suo contributo all’opera di rinnovamento del Paese.

Come è noto io ho sempre appoggiato Matteo Renzi sin dalla sua prima candidatura alla leadership del centro sinistra del 2012 e dunque il mio ingresso in segreteria va interpretato dal secondo punto di vista; darò pertanto il massimo del mio impegno per far sì che il PD, sia a livello territoriale sia a livello nazionale, diventi uno strumento di cambiamento.

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Agatino Grillo: Hai già dichiarato che manterrai la carica di presidente del PD Lazio. Come pensi di coniugare le due cose?

Lorenza Bonaccorsi: Ho deciso di rimanere presidente del PD Lazio per 2 ordini di motivi: mantenere l’impegno che ho preso con i componenti dell’Assemblea regionale quando ho assunto la carica, e contemporaneamente rafforzare grazie al rapporto con il territorio la mia azione in segreteria nazionale perché a mio avviso l’azione riformatrice del Partito Democratico a livello nazionale avrà successo solo se riuscirà a mantenere uno stretto rapporto con gli iscritti e i militanti nei circoli e nei territori. Aggiungo infine che anche per il partito del Lazio sarà un sicuramente un’opportunità in più avere un referente diretto nella segreteria nazionale dato gli enormi problemi che la Regione e la Capitale devono affrontare e risolvere nei prossimi mesi.

Agatino Grillo: Il PD Lazio nelle scorse settimane è stato al centro di accese discussioni a causa della formazione delle liste per le elezioni della nuova Città Metropolitana di Roma. Alcuni hanno parlato di psicodramma. Cosa è successo e come pensi di intervenire in qualità di presidente del partito regionale?

Lorenza Bonaccorsi: Vorrei fare una premessa. Il Partito Democratico è, a livello nazionale e a livello territoriale, l’unica formazione politica di massa dove ancora si discute e si fa politica. Siamo un partito abituato a confrontarci anche in modo radicale sulle proposte. Non voglio nascondere i problemi né negare che ci siano state tensioni nel PD Lazio ma credo sia giusto in primo luogo ringraziare gli iscritti, i dirigenti, gli amministratori e gli eletti del Partito Democratico per l’impegno e la passione che mettono sempre nel loro agire. Come ho già avuto modo di dichiarare non dobbiamo aver paura della discussione e del confronto e anzi dobbiamo andare avanti sulla strada di una maggiore comunicazione e trasparenza da parte del partito a iscritti e cittadini. Ciò premesso credo che il 12 settembre in occasione della presentazione delle liste per la Città Metropolitana siano stati commessi degli errori, dopo una direzione sicuramente impegnativa ma che alla fine si era espressa chiaramente. Il principale è legato alla sintesi, che era necessaria, ma che per vari motivi non è stato possibile fare con le federazioni interessate. In oltre avrei preferito che la discussione fosse centrata maggiormente sulla visione politica che abbiamo e sul lavoro che vogliamo impostare dal 5 ottobre in poi.

Agatino Grillo: Si rimprovera al PD Roma di non aver presentato nessun candidato di genere femminile per la città metropolitana …

Lorenza Bonaccorsi: Matteo Renzi ha fatto del riconoscimento della parità di genere un punto fermo della sua attività di governo e di partito. Ricordo che la nuova segreteria nazionale del PD è formata da sette uomini e otto donne e che i ministri del governo Renzi, per la prima volta nella storia della Repubblica, sono metà di genere maschile e metà di genere femminile. Dunque presentare liste del PD senza rispettare la parità di genere è in ogni caso un errore politico, legato anche come ho detto alla mancanza di momenti di sintesi, che c’è stata, con le federazioni direttamente interessate. Ciò detto lavoreremo insieme a Roma, nella provincia e in Regione per capire l’origine di questo sbaglio ed evitare che si ripeta.

Agatino Grillo: Hai parlato di enormi problemi che la Regione Lazio e Roma devono affrontare. A cosa ti riferisci e cosa può fare il PD Lazio a riguardo?

Lorenza Bonaccorsi: A Roma e nel Lazio, come nel resto del Paese, l’emergenza numero uno è il lavoro. Il PD Lazio deve essere al fianco dei nostri amministratori nelle città e in Regione per contribuire a un grande progetto politico di rilancio dell’economia e del lavoro. Non dimentichiamo che nel Lazio vi sono ancora distretti industriali di eccellenza come la farmaceutica, la chimica, la ricerca accademica e industriale, le telecomunicazioni. Nel rispetto dei ruoli occorre che il PD Lazio sia attore proattivo nella difesa e nello sviluppo di queste eccellenze e contemporaneamente sappia elaborare proposte per il rilancio delle attività in crisi o in via di startup. Contemporaneamente è necessario valorizzare ancora di più il nostro patrimonio culturale, storico-artistico e paesaggistico, così da farlo diventare ancora di più un volano economico e turistico per la nostra regione.

Agatino Grillo: Nei giorni scorsi insieme ai deputati del PD Miccoli e Minnucci hai lanciato un allarme sulla situazione dei lavoratori Alitalia. Cosa sta succedendo?

Lorenza Bonaccorsi: L’accordo Alitalia-CAI-Poste Italiane-Ethiad prevede chiari impegni in relazione alla riqualificazione e ricollocazione dei lavoratori in esubero. Osserviamo che al momento mancano chiare risposte da parte dei nuovi soci su temi quali le esternalizzazioni e il futuro di tanti lavoratori. A nostro avviso va riattivato al più presto il tavolo nazionale presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per affrontare tutte le delicate tematiche del settore: regole, authority, politiche industriali indirizzi di sistema e investimenti infrastrutturali . Mi piace ricordare che il PD Lazio su questo tema si è già espresso il 23 giugno 2014 con un “Ordine del giorno” sul trasporto aereo. Come dicemmo già nel giugno scorso il trasporto aereo è una componente significativa del sistema economico nazionale: esso ha un impatto diretto sull’economia, determinante per lo sviluppo ed il rilancio del Paese. Come è ovvio le connessioni aeree a lunga distanza facilitano l’accesso al mercato internazionale, favorendo esportazioni e turismo e in definitiva lo sviluppo e il lavoro.

Agatino Grillo: Torniamo al tuo nuovo ruolo in segreteria nazionale. Hai la delega a “Cultura e Turismo”: come pensi di agire su questi temi?

Lorenza Bonaccorsi: Cultura e turismo devono smetter di essere le cenerentole dell’economia nazionale e assumere al contrario il ruolo di catalizzatori e moltiplicatori degli investimenti. Questo può avvenire solo eliminando gli ostacoli che finora hanno bloccato modernizzazione, innovazione e nuova imprenditoria in questi comparti. Dobbiamo far sì che i nostri territori ritornino, come accennato in precedenza, attrattivi agli investitori e agli operatori internazionali lavorando su temi come la semplificazione, l’innovazione, la formazione. Da questo punto di vista le nuove città metropolitane avranno un ruolo centrale se sapranno accreditarsi come interlocutori affidabili e efficienti. Ho seguito con molta attenzione la recente iniziativa di Dario Nardella che ha siglato un “patto per la crescita” tra la nuova città metropolitana di Firenze, imprese e investitori per rendere il territorio toscano quanto più attrattivo ed efficiente. Credo che si tratti di una “best practice” che potrebbe essere replicata facilmente in altre territori a forte vocazione turistica a partire ovviamente dal Lazio.

Agatino Grillo: Grazie Lorenza e buon lavoro.

Lorenza Bonaccorsi: Grazie a voi

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Angelo Rughetti: «Lobby: basta con il Far West. Agiremo presto» (Avvenire, 13 settembre 2014)

Politica: 

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L’intervista. «Non eluderemo il nodo dei rapporti tra interessi privati e bene comune»

  • di Giovanni Grasso

«Sulle lobby ora c’è il Far West. Un governo come il nostro che si è caratterizzato per la sua carica di riformismo e innovazione considera una priorità regolare con la massima apertura e trasparenza la questione dei rapporti tra gli interessi privati e la politica».

Lo dice il sottosegretario alla Pubblica amministrazione Angelo Rughetti che spiega: «La legge di riforma del finanziamento ai partiti va estesa e deve integrare anche questa parte ».

Il governo si è accorto che senza una legge sulle lobby, la riforma del finanziamento dei partiti rischia di essere un boomerang?

Figuriamoci: durante l’esame della legge 90 sulla pubblica amministrazione, ci siamo accorti che dentro l’aula della Commissione c’erano esponenti dei destinatari del provvedimento (alti funzionari dello Stato) che dettavano letteralmente gli emendamenti ai parlamentari. Questo è un modo di svilire la funzione parlamentare: il parlamentare ascolta tutti, ma poi decide in coscienza...

Dunque, che cosa intende fare il governo?

Nel documento di economia e finanza il governo si è impegnato a presentare un provvedimento legislativo per regolare le lobby e le relazioni fra gruppi di interesse e istituzioni a tutti i livelli. Del resto è in linea con tutta l’azione del governo, tesa a garantire il massimo di trasparenza nella vita politica e istituzionale con i fatti e non con le parole.

Si sa già in che direzione andranno i contenuti del provvedimento?

Per i contenuti è ancora presto. Lavoreremo con tutti i ministeri interessati, da quello delle Riforme a quello dello Sviluppo Economico, che per sua natura è quello più interessato a pressioni di carattere lobbistico. Personalmente sono favorevole a un modello di tipo "americano", dove non si demonizzano i contributi privati e tutto avviene alla luce del sole e il cittadino è perfettamente informato di tutti i rapporti leciti tra la politica e il mondo degli interessi.

Come si può realizzare questo obiettivo anche in Italia?

Le due parole chiave sono: trasparenza e tracciabilità. Tutto deve essere pubblicato e offerto alla conoscenza degli elettori. Di ogni euro che entra nelle casse dei partiti bisogna conoscere l’esatta provenienza. Attualmente, con la nuova legge, questo non succede. Siamo in una situazione di confusione assoluta. Non c’è la tracciabilità. C’è anche bisogno di una legge che regolamenti la vita dei partiti e i loro bilanci, molto di più di quanto accade ora. C’è anche il discorso delle fondazioni, che fanno capo a uomini politici: sfuggono a qualsiasi regolamentazione... È chiaro che attraverso le fondazioni si può riuscire a eludere le norme sul finanziamento ai partiti. Certo, bisognerà fare delle distinzioni: tra una fondazione che è culturale e una che è nata con l’unico scopo di sostenere un partito o un candidato. Ma comunque anche per le fondazioni dovrà valere la regola generale: se in qualche modo finanziano la politica, devono rendere tutti i dati pubblici e accessibili.

Ci sono state polemiche perché il presidente del Consiglio Renzi ha nominato nei Cda delle imprese partecipate qualche suo finanziatore. Bisognerà normare anche questo aspetto?

Tutto dipende dall’entità del finanziamento. Se, come nel caso che ha generato polemiche, si tratta di diecimila euro, non credo che si possa parlare di una cifra tale da condizionare le decisioni della politica. Il discorso cambia se i finanziamenti sono molto più consistenti.

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Chi è Angelo Rughetti?

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Angelo Rughetti, Deputato Pd, è nato a Rieti il 22 aprile 1967. È sposato e ha tre figli. Si è laureato in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Avvocato. Nel 1991 ha iniziato a prestare la propria attività presso la società Ancitel.
Ex Segretario Generale dell’Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci) dal 2004, è stato Direttore dell'Ufficio di Coordinamento del Comitato istituzionale e di indirizzo per la ricostruzione e la assistenza alle popolazioni colpite dal terremoto, istituito dalla Regione Emilia Romagna a giugno scorso.
Coordinatore della mozione Renzi nel Lazio durante le primarie del 2013.
Componente della Commissione Bilancio della Camera.
Componente della Direzione Nazionale del Partito Democratico

Sottosegretario al Ministero della “Semplificazione e Pubblica Amministrazione”

Per approfondire

Per contattare Angelo Rughetti

Intervista a Lorenza Bonaccorsi, presidente del PD Lazio (14 luglio 2014)

Politica: 

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Il PD deve tornare a fare il PD cioè esprimere proposte politiche che nascono dall’ascolto delle esigenze dei territori arricchite dalla nostra proposta di governo anche locale

Agatino Grillo: Buongiorno Lorenza. Il 23 giugno 2014 sei stata eletta Presidente del PD Lazio . Vuoi presentarti?

Lorenza Bonaccorsi: Sono nata a Roma il 20 luglio 1968 e mi sono laureata in Storia Economica all’Università Statale di Milano. Ho una figlia. La politica è la mia passione da sempre. Nel 1983, quando frequentavo il Liceo Virgilio di Roma mi sono iscritta alla FGCI. Avevo 15 anni. Da allora ho seguito da vicino e con passione la trasformazione del Pci in Pds, la fine della prima repubblica, la nascita dei DS e del PD. Dal 2006 al 2008 sono stata capo segreteria del Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, ministro delle Comunicazioni del Governo Prodi, e dal 2008 al 2010 Responsabile delle Relazioni Istituzionali e dei Rapporti con l’Unione Europea della Regione Lazio con la giunta Marrazzo. Nel 2012 ho coordinato i “Comitati Renzi” del Lazio durante le primarie per la scelta del leader della coalizione di centrosinistra. Alle “parlamentarie” del PD del 30 dicembre 2012 sono stata “scelta” quale candidata del Partito Democratico per il Lazio con oltre 4.000 voti e alle successive elezioni politiche del 2013 sono stata eletta deputata. Infine mi sono candidata per la segreteria del Partito Democratico del Lazio alle primarie del 16 febbraio 2014 ottenendo oltre il 28% dei voti e risultando la seconda in termini di consensi dopo Fabio Mellilli eletto segretario regionale.

Agatino Grillo: La tua elezione a Presidente del PD del Lazio è arrivata dopo un lungo “percorso” in cui l’assemblea si è riunita diverse volte prima giungere ad un accordo sul tuo nome. Vuoi spiegare cosa è successo e qual è il significato politico della tua elezione?

Lorenza Bonaccorsi: I componenti dell’Assemblea del PD Lazio sono stati eletti con le primarie del 16 febbraio 2014 che hanno anche scelto il nuovo segretario regionale e quindi riflettono la composizione delle diverse “mozioni” che si sono presentate agli elettori del partito. La maggioranza uscita vittoria dalle primarie regionale ha ritenuto in una prima fase di poter eleggere presidente dell’assemblea un proprio componente. Successivamente, anche in seguito al rilevante risultato a Roma e nel Lazio del Partito Democratico alle consultazioni europee del 25 maggio 2014, è prevalsa l’idea di una presidenza del PD Lazio espressione di tutte le componenti e l’accordo è arrivato sul mio nome. Si è imposta fortunatamente l’idea che il PD non debba più perdere tempo dividendosi sui nomi e sulle “mozioni” perché i cittadini si aspettano da noi azioni rapide e incisive per affrontare e risolvere i problemi del Paese e della Regione. Sono convinta che il Partito anche nel Lazio abbia bisogno delle energie e dei contributi di tutti: perseverare nelle divisioni non sarebbe stato compreso dalla nostra base e dai nostri Circoli che ci chiedono al contrario di avanzare sul terreno dei contenuti e dell’azione politica.

Agatino Grillo: Qual è il tuo progetto politico per il PD Lazio? In che modo il rinnovamento che il segretario nazionale, Matteo Renzi, sta conducendo nel PD nazionale può tradursi nelle regioni?

Lorenza Bonaccorsi: Ho appoggiato l’opera di rinnovamento di Matteo Renzi sin dalle prime battute: nel 2010 ho partecipato a “Prossima Fermata Italia” alla Stazione Leopolda di Firenze ed ho deciso di sostenere l’allora sindaco di Firenze nella sua battaglia per la rottamazione e il cambiamento fino a diventare coordinatrice dei “comitati Renzi” del Lazio durante le primarie per il candidato premier del Centro Sinistra del 2012. Credo che l’affermazione di Renzi nelle primarie del PD dell’8 dicembre 2013 rappresenti un vero e proprio “big bang” per la politica e la società italiana; lo straordinario successo ottenuto dal nuovo segretario nazionale in termini di partecipazione e consenso ha infatti secondo me cancellato il vecchio quadro di riferimento e innestato un processo di cambiamento che ha prima investito il partito e il governo e in brevissimo tempo anche il Paese come hanno dimostrato le elezioni Europee del 25 maggio 2014. Il lavoro però è solo all’inizio: tocca a noi adesso seguendo l’esempio nazionale riportare nei territori impegno, entusiasmo, capacità. Il 25 maggio gli italiani ci hanno affidato una grande responsabilità: il PD deve adesso dimostrare di saper dare risposte concrete ai cittadini. Anche nel PD Lazio occorre voltare pagina: non dobbiamo disperdere energie in querelle interne che sono del tutto incomprensibili ai cittadini e concentrarsi sul “fare”.

Agatino Grillo: Nel Lazio quasi sono i temi più importanti su cui deve operare il PD?

Lorenza Bonaccorsi: Non basta “scimmiottare” Matteo Renzi per conquistare la fiducia dei cittadini. A mio avviso il PD deve tornare a fare il PD cioè esprimere proposte politiche che nascono dall’ascolto delle esigenze dei territori arricchite dalla nostra proposta di governo anche locale. Nel Lazio ci sono innumerevoli temi che richiedono un nostro intervento lucido e propositivo, tra questi mi limito a ricordare:

  • il caso Alitalia / aeroporti di Roma e del “comparto aereo” più in generale
  • la RAI e l’industria culturale nazionale
  • il comune di Roma
  • le difficoltà di chi fa impresa, dagli artigiani alle start-up, dall'imprenditore a giovanile alle aziende storiche
  • il futuro del TPL con tutte le problematiche e l'aumento della domanda.

In tutti questi casi il Partito regionale non può limitarsi a registrare e sottoscrivere soluzioni di terzi ma deve essere protagonista attivo.

Agatino Grillo: Sul “comparto aereo” regionale l’Assemblea del PD Lazio del 23 giugno 2014 ha approvato un “ordine del giorno”. Di che si tratta?

Lorenza Bonaccorsi: L’ODG recentemente approvato impegna il Segretario dell’Assemblea Pd Lazio perché si impegni in modo prioritario presso il Presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti affinché il Presidente del Consiglio Matteo Renzi e il Ministero dei Trasporti Maurizio Lupi rilancino al più presto il tavolo nazionale del trasporto aereo presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti avviato, dai precedenti governi Monti-Letta, per affrontare nodi del settore: regole, autority, politiche industriali, indirizzi di sistema e investimenti infrastrutturali e strutturali a garanzia e tutela della salute pubblica dei cittadini che vivono nelle zone circostanti l’Aeroporto , coinvolgendo le amministrazioni locali tramite un tavolo interistituzionale fra Governo, Regione Lazio e Comune di Fiumicino. Il tutto senza dimenticare la grave crisi Alitalia: occorre a mio avviso affrontare la grave crisi dell’Aeroporto Internazionale di Roma Leonardo da Vinci. L’OdG impegna inoltre il Segretario PD Lazio a farsi promotore presso la segreteria nazionale del PD per l’avvio di un Forum nazionale sul trasporto aereo e dell’industria aeronautica così da analizzare a livello nazionale le problematiche del comparto.

Agatino Grillo: Nella sua relazione all’Assemblea del 23 giugno scorso (qui il testo completo in pdf) , il segretario regionale Melilli ha detto di volere un PD Lazio che lavori e produca risultati ed annunciato di voler costituire un “Forum sanità” regionale, organizzare “conferenze programmatiche provinciali”, avviare un “gruppo di lavoro” sulle “città metropolitane” e sul “sistema di mobilità” regionale. Che ne pensi?

Lorenza Bonaccorsi: Apprezzo questi progetti del segretario regionale e sono convinta che l’assemblea regionale del PD Lazio saprà dimostrarsi un luogo di riflessione e di proposizione con continuità e passione, su temi così importanti e che toccano il futuro della nostra Regione.

Agatino Grillo: Grazie Lorenza e buon lavoro.

Lorenza Bonaccorsi: Grazie a voi.

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Per contattare Lorenza Bonaccorsi

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Roma città hi-tech negli “incubatori” si sviluppa la ripresa (Repubblica, 17 giugno 2014)

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Diventa sistema il lavoro comune con un tutor Centri pubblici e privati per le imprese giovani. Il casting delle idee di Capitale Roma
di Salvatore Giuffrida
Ricerca e innovazione, un settore sempre più strategico anche nel Lazio: la regione è al primo posto in Italia per le spese di ricerca rispetto al Pil: l’1,1% nel totale e lo 0,5% nel privato.
Ed è la seconda regione dopo l’Emilia Romagna con il maggior numero di laureati in discipline tecnologiche, il 18%. Infine è prima per numero di addetti in ricerca e sviluppo (5,7 ogni mille abitanti), ed è sede di tre poli tecnologici.
Negli ultimi dieci anni il farmaceutico ha ottenuto più di 450 brevetti, l’Ict romano oltre 60 e l’aeronautico 7.
Il tessuto imprenditoriale laziale è dinamico e in termini di innovazione segue tra i distretti industriali europei Copenhagen, Helsinki, Stoccolma, Berlino, Parigi.
La base c’è e le potenzialità per crescere sono molte, a patto che si continui a investire: nel privato la ricerca è ancora ridotta e soprattutto nella capacità brevettuale la regione sconta un evidente ritardo: secondo uno studio di Banca Intesa San paolo, su un campione di 2.405 aziende laziali di Ict, solo 126 fanno ricerca e innovazione. Sarebbero ancora meno se non ci fosse il farmaceutico. Nel Lazio il profilo di chi investe in R&S è di una azienda medio-grande, che esporta (67,5% dei casi), appartiene a gruppi economici (54%) o ha un marchio internazionale (31,7%). Anche molte imprese che si occupano di ambiente (15%) vi dedicano un ampio spazio.
L’innovazione è un settore chiave per la crescita in prospettiva e per diversificare la propria offerta, ma ha effetti positivi anche sulla produttività, superiore del 20% nelle imprese che hanno almeno un brevetto. Infine crea più occupazione: nel Lazio il 21% delle aziende che investono in R&S ha previsto un piano di assunzioni nel 2013, diversamente la quota scende all’11%.
Anche così, insieme alle agevolazioni fiscali e incentivi, si spiega il boom delle start-up, imprese che, in base al decreto Crescita del 2012 producono e commercializzano prodotti o servizi innovativi ad alto contenuto tecnologico: dopo Milano, Roma ma è al secondo posto in Italia per numero di startup, 172 su un totale di 1.863 riconosciute come “innovative”. Anche grazie alle università, la realtà romana è in continuo fermento e offre tante potenzialità. Nelle aule universitarie e negli uffici non mancano i piccoli Steve Jobs, che possono rivolgersi a una rete di servizi di tutor e accompagnamento per mettere su la propria impresa; meno romantico del garage di casa, ma più concreto.
È un sistema di incubatori e acceleratori che in origine era formato principalmente da realtà e spin-off accademici ma adesso è sempre più affiancato e promosso da privati; L’interesse sia in termini di prodotti che di risorse umane, è forte ma non mancano i problemi: gli investimenti non arrivano, la Lombardia attrae il 30% del totale nazionale e il Lazio si ferma al 4%. Manca un sistema strutturato di finanziamenti alle start-up e la rete di incubatori è frammentata, con scarso coordinamento tra pubblico e privato, e dispersiva.
Sinergie e partnership sono una risposta, spiega il direttore di Banca Intesa per il centro Italia Luciano Nebbia: “I contratti di rete stanno aumentando e sono diventati oggetto di numerosi incentivi. Gli attuali stanziamenti per tutte le regioni sono arrivati a 1,3 miliardi. Noi siamo impegnati nella diffusione della cultura della rete in numerosi laboratori regionali”.
Molte le collaborazioni con Università e spin-off, mentre in pochi si rivolgono a istituti di ricerca pubblici e nella maggior parte dei casi le aziende fanno ricorso a consulenti privati. Che raccolgono sempre più partecipazione popolare.

Casting delle Idee di Capitale Roma

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(Renato Giallombardo, foto di Salvatore Contino, clicca per ingrandire)

È il caso del Casting delle Idee, un concorso realizzato dall’associazione Capitale Roma per progetti ideati da cittadini e associazioni sullo sviluppo di Roma.
Dieci le idee più innovative tra cui la proposta di realizzare spazi di coworking presso i municipi, una banca del lavoro che conceda microcredito ai ragazzi che svolgono volontariato, il marchio Made in Rome per promuovere la scuola dell’artigianato capitolino, i servizi per migliorare le acque del Tevere.
Chiunque può votare il progetto preferito e quello con il maggior consenso sarà presentato alle istituzioni per essere realizzato.
“È un modo trasparente per dare voce ai cittadini e di mettere in rete professionisti e territori” spiega Renato Giallombardo, avvocato romano e fondatore di Capitale Roma.
Innovazione, in fondo, è anche questo

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