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Innovazione

Davide Faraone: Big Bang anche a Palermo

Davide Faraone(tratto da: http://www.davidefaraone.it/Democratici Digitali (DD): Ciao Davide e grazie per questa conversazione. Sei uno dei candidati alle primarie del centro sinistra per le prossime elezioni del sindaco di Palermo e scendi in campo con lo slogan "Palermo 2012 capitale europea dell'innovazione". Che vuol dire?

Davide Faraone (DF): Oggi Palermo dal punto di vista dell'innovazione è all'anno zero. Per usare una metafora: se Palermo fosse un computer sarebbe un Commodore 64; io propongo di lavorare perché diventi un Ipad. Questo vuol dire che il nuovo sindaco e la nuova amministrazione dovranno lavorare anche per colmare gli attuali ritardi nelle infrastrutture e nei servizi e far tornare Palermo una moderna città europea. Questo vuol dire ad esempio: wi-fi libero e gratuito in venticinque piazze della città, un sito web del Comune organizzato come un social network, una pen drive 'e-friend' per ogni cittadino per richiedere da casa i certificati, un sistema telematico che consenta di abolire la carta, l'utilizzo di software open source in ogni ufficio per abbattere i costi e il telerilevamento computerizzato per contrastare le illegalità, Pec, firma digitale e finalmente l'anello telematico.

DD: Perché questa attenzione a Internet e all'innovazione? È la priorità per Palermo? O bisognerebbe partire da altre necessità?

DF: Trasformare Palermo in una città digitale non è solo una questione di modernità: le nuove tecnologie sono la risposta per abbattere i costi della politica e stare più vicini ai cittadini. Con le nuove tecnologie le amministrazioni comunali diventano più efficienti e più trasparenti: i cittadini possono controllare meglio i politici che hanno eletto, per esempio, con la diretta streaming delle sedute d'aula e delle giunte, intervenire, verificare presenze e assenze e i loro redditi attraverso il sito del comune. C'è soprattutto un risparmio economico non irrilevante per le casse comunali: il comune di Palermo ogni anno spende per la carta più o meno 200 mila euro, cifra che arriva a 1 milione di euro sommando anche le società partecipate; per i software circa 2 milioni di euro, per non parlare dei costi per i cittadini in termini di tempo e di denaro per andare in un ufficio a richiedere un certificato.

DD: L'innovazione, internet, l'economia 2.0 sembrano essere entrati improvvisamente nell'agenda politica del PD o almeno di una parte di essi. Merito del Big Bang di Matteo Renzi?

DF: Matteo ha solo portato alla luce esigenze e parole d'ordine che erano già nelle agende (o nell'Ipad se preferisci) di ciascuno di noi. Occorre sicuramente recuperare, a Palermo e in tutto il paese, un ritardo tecnologico che comincia a farsi preoccupante ma c'è anche qualcosa di più. L'agenda digitale che ho in mente credo debba servire anche a riavvicinare finalmente il cittadino alle istituzioni locali e centrali. Oggi la società civile è distante anni luce dalla burocrazia e dalla politica perché il paese reale è più veloce, parla con altri linguaggi e invoca efficienza, democrazia e partecipazione. E non sono solo giovani. Quando mi chiedono cosa ci farà un'anziana con la pen drive io gli rispondo che, ogni volta che le servirà un certificato, sicuramente presterà la sua penna al nipote che, in trenta secondi, esaudirà tutti i suoi desideri. La politica che si connette con la società avrà solo da guadagnarci e la rete è il presupposto della nuova e buona politica.

Politica: 

Mafia e riciclaggio – intervista al senatore Giuseppe Lumia della Commissione Parlamentare Antimafia

Peppe Lumia (da ://www.giuseppelumia.it/ )

Il senatore Lumia, che sarà tra i relatori del convegno  "Mafia e riciclaggio: l'emergenza criminale e gli strumenti di contrasto " del 13 giugno 2011 presso il Senato della Repubblica, ha gentilmente acconsentito a rispondere ad alcune domande sul fenomeno del riciclaggio. Tra i temi affrontati: il nodo dell'autoriciclaggio, la situazione nel "comparto giochi", lo sviluppo della banda larga.

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Agatino Grillo (AG): Buonasera senatore e grazie per la collaborazione. Lei è membro del Comitato antiriciclaggio in seno alla Commissione Parlamentare Antimafia. Cos'è il riciclaggio e perché è importante il contrasto di questo fenomeno?

Giuseppe Lumia (GL): Il riciclaggio è l'attività con cui le organizzazioni criminali ripuliscono il denaro sporco che proviene dai loro traffici illeciti. Diventata oggi, con il passaggio dalla mafia rurale alla mafia imprenditoriale e finanziaria, una delle principali attività mafiose. Le organizzazioni criminali, infatti, gestiscono quantità ingenti di capitali che reinvestono nell'economia legale. Tutto questo, ovviamente, oltre ad essere utile alla mafia, inquina il sistema produttivo dei territori perché danneggia gli operatori economici onesti che rispettano le regole e rischiano il proprio denaro.

AG: La normativa antiriciclaggio richiede agli operatori economici una serie di adempimenti (e di costi) non indifferenti. Lei crede che l'attuale sistema sia efficace o sono necessari miglioramenti (e semplificazioni).

GL: Il sistema degli adempimenti è indispensabile e anzi all'estero esistono regole ben più stringenti e severe. La normativa italiana può e deve essere migliorata, soprattutto focalizzando l'attenzione sui soggetti che gestiscono denaro: oltre le banche bisogna attenzionare le finanziarie e introdurre meccanismi automatici di verifica e maggiori controlli nelle attività imprenditoriali e commerciali dove ci sono grossi giri di denaro.

AG: Da più parti (Banca d'Italia, UIF, Guardia di Finanza) si chiede di introdurre il reato di "auto riciclaggio" nel nostro ordinamento. Può spiegare cos'è l'autoriciclaggio? Qual è la sua posizione a riguardo?

GL: Chi in Italia ricicla il proprio denaro ottenuto attraverso, ad esempio, l'estorsione, può essere perseguito dalla legge per il reato di estorsione, ma non per quello di riciclaggio. È questa la grande anomalia e la grande vergogna italiana, una vera e propria pacchia per boss e delinquenti. Più volte ho chiesto in Commissione antimafia e in Parlamento di introdurre questo tipo di reato, ma il governo e la maggioranza fanno orecchie da mercante e ne rinviano ogni volta l'introduzione al provvedimento antimafia successivo. Perché questa titubanza? Da parte nostra continueremo a chiederne l'introduzione in tutte le sedi e ad ogni occasione.

Politica: 

Intervista a Michele Meta su banda larga ed innovazione

Agatino Grillo (AG): Buongiorno Michele. Vuoi presentarti?

Michele Meta (MM): Buongiorno a voi. Sono Michele Meta, deputato del Partito Democratico, capogruppo del Pd in commissione Trasporti e telecomunicazioni alla Camera.

AG: Il ministro Romani ha recentemente annunciato lo sblocco di 100 milioni di euro per lo sviluppo della banda larga in Italia. È una buona notizia?

MM: Lo stanziamento deciso dal governo per lo sviluppo della banda larga non è altro che una goccia nel mare di una innovazione che richiede impegni ben più consistenti. Gli investimenti iniziali previsti dal cosiddetto “Piano Romani” del 2009 ammontavano a 800 milioni ma di questi stanziamenti non si è mai vista traccia.

AG: Qual è la situazione del paese per quanto riguarda innovazione e nuove tecnologie?

MM: Il Paese galleggia drammaticamente da mesi nell'incertezza di investimenti pubblici sul settore delle telecomunicazioni, abbandonando gli operatori privati del settore sulle cui spalle pesa un lavoro di supplenza che invece il Governo dovrebbe mettere in cima all'agenda, specie se guarda alle nuove tecnologie come ad una leva per uscire dalla crisi economica.
 
AG: Perché il governo Berlusconi non investe in questi settori?

MM: Il ministro Tremonti non ha mai creduto nella leva dell'innovazione tecnologica per sostenere l'economia italiana. Non possiamo permetterci di perdere altro tempo perché, così come è indicato dagli studi dell'Ocse, il Pil nazionale può aumentare di 1,5 punti (20-25 miliardi di euro), solo grazie agli investimenti in banda larga. Per questo è necessario che il Governo si dia una mossa se intende rispettare le scadenze indicate dall'Ue, che ci chiede di garantire l'accesso veloce ad internet entro il 2013.

AG: Quali sono le proposte del PD?

Politica: 

mini mini intervista a Pippo Civati

Pippo Civati (da Wikipedia)

Agatino Grillo (AgGr): Ciao Pippo. Provo a presentarti io: hai 36 anni, sei un filosofo, un amministratore locale del PD nel "profondo nord" e sei la mente di "Andiamo Oltre" e "Prossima fermata: Italia" due recenti iniziative politiche volte a rinnovare contenuti e comunicazione del partito Democratico. Dimentico qualcosa?

Pippo Civati (PiCi): Di anni ne ho trentacinque; ho studiato storia della filosofia, sono consigliere regionale del Pd e tifo Juventus, per la precisione, in tempi difficili.

Aggr: Cos’è il "Manifesto del partito dei giovani", come si collabora (e fino a che età)?

PiCi: Il Manifesto del partito dei giovani è il tentativo di raccontare la generazione che non è rappresentata dalla politica italiana. Un testo collettivo, un contratto a progetto che abbiamo lanciato mesi fa, proprio con Andiamo Oltre.

Aggr: ero presente all’incontro del 12 gennaio 2011 a Roma la "giusta direzione". Oltre alla tua incredibile somiglianza con Michael Fox il protagonista di "Ritorno dal futuro" sono rimasto colpito dalla tua proposta politica: non inseguire improbabili alleanze a destra o sinistra del PD ma recuperare i delusi e chi si astiene. Giusto? Quali azioni proponi per raggiungere questo obiettivo?

PiCi: il Pd deve scegliere quattro o cinque temi, tradurli in proposta politica comprensibile, promuovere campagne e puntare sul rafforzamento della visibilità della propria proposta politica, cercando di raccontare i prossimi anni e un paese diverso. Tutte le nostre energie devono essere dedicate a questo scopo. Più iniziativa e meno alleanze, insomma. E deve coinvolgere gli elettori delusi, dal Pd e non solo, ovviamente. 

Aggr: Mi spieghi che cavolo è e specialmente a che cavolo serve http://www.prossimaitalia.it/? Non si poteva fare un "gruppo" su Facebook? Serviva proprio un social network di (centro)sinistra?

PiCi:Serve una piattaforma web che consenta di mettere in ordine parole, proposte, iniziative e incontri politici, attraverso le stazioni che sono state aperte in tutto il territorio nazionale. Un'assemblea permanente che ci consente di discutere, di mettere a disposizione competenze e disponibilità, di affrontare le scelte "alla pari" e senza che ci sia un leader, ma un piccolo popolo. 

Aggr: Dopo Firenze a novembre, c’è stata Bologna il 16 gennaio, poi Varese il 22 gennaio, poi ci sarà Roma, Bari, Napoli, Catania … Serve a dimostrare che siamo più bravi di Beppe Grillo? A far rosicare Letta (il nipote)? A cuccare?

Politica: 

Alessia Mosca: proposta di legge per sostenere le nuove imprese innovative

alessia mosca

Democratici Digitali (DD): Buongiorno Alessia. Puoi presentarti?

Alessia Mosca (AM): sono nata a Monza nel 1975, laureata in Filosofia ho ottenuto il dottorato in Scienza della politica. Nel 2008 sono stata eletta deputato per il Partito Democratico e nel febbraio 2009 sono stata nominata tra gli Young Global Leaders del World Economic Forum.

DD: Hai recentemente fatto una proposta di legge denominata "Istituzione del Fondo dei fondi presso la Cassa depositi e prestiti Spa". Di che si tratta?

AM: La disoccupazione giovanile, la fuga dei cervelli verso l’estero, l’incapacità italiana di attirare talenti da oltreconfine, la sottocapitalizzazione delle pmi, …: molti dei problemi di cui si parla con frequenza negli ultimi tempi sono collegati tra loro. Il nostro è un paese bloccato, che non premia il merito e la voglia di rischiare. Prendendo spunto dAllo Yozma, fondo israeliano di grande successo per la creazione di nuove imprese, ho pensato (con la collega Beatrice Lorenzin) all’utilità di un fondo di fondi pubblico-privato che possa fare da catalizzatore delle risorse dando sostegno alle iniziative più meritevoli avviate in campo hi-tech dai giovani del nostro paese. Destinatari degli investimenti sarebbero aziende ad alto contenuto tecnologico, in fase pre-competitiva. Nello statuto del fondo dei fondi dovranno essere precisati i criteri di trasparenza e meritocrazia con cui procedere ai finanziamenti. 

Politica: 

Diamo all’Italia una strategia digitale

Fonte: http://www.agendadigitale.org/

Facebook: http://www.facebook.com/agendadigitale.org

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L’Italia riparta da Internet e dalla tecnologia
Per i giovani che si costruiscono una prospettiva, per le piccole imprese che devono competere nel mondo, per i cittadini che cercano una migliore qualità della vita, l’opportunità offerta dalla tecnologia è irrinunciabile.
Il XIX secolo è stato caratterizzato dalle macchine a vapore, il XX secolo dall’elettricità. Il XXI secolo è il secolo digitale.
La politica ha posto la strategia digitale al centro del dibattito in tutte le principali economie del mondo. Ma non in Italia.
Eppure in Italia metà della popolazione usa Internet. La tecnologia è parte integrante della vita quotidiana di milioni di cittadini. Studenti, lavoratori, professionisti e imprenditori si confrontano costantemente con i rischi e le opportunità determinate dall’innovazione tecnologica.
Siamo convinti che affrontare con incisività questo ritardo, eliminare i digital divide, sviluppare la cultura digitale con l’obiettivo di conquistare la leadership nello sviluppo ed applicazione delle potenzialità di Internet e delle tecnologie, costituisca la principale opportunità di sviluppo, con benefici economici e sociali per l’intero Paese.
Ci rivolgiamo a tutte le forze politiche, nessuna esclusa, sollecitando il loro impegno a porre concretamente questo tema al centro del dibattito politico nazionale.
Chiediamo, entro 100 giorni, la redazione di proposte organiche per un’Agenda Digitale per l’Italia coinvolgendo le rappresentanze economiche e sociali, i consumatori, le università e coloro che, in questo Paese, operano in prima linea su questo tema.

Richiamiamo l’attenzione di tutte le forze politiche, gli imprenditori, i lavoratori, i ricercatori, i cittadini, perché non vedano in queste parole la missione di una sola parte, ma di tutto il Paese.

Politica: 

Obama: l’innovazione è la priorità numero 1 per la crescita degli USA

[img_assist|nid=50|title=Obama|desc=Fonte - Wikipedia|link=none|align=left|width=180|height=245]

Il 25 gennaio 2011 il presidente degli Stati Uniti ha parlato davanti al Congresso americano riunito. Per garantire la crescita economica e sociale degli USA Obama ha indicato le principali priorità su cui occorre impegnarsi: tra queste l’innovazione è la più importante.

Dice Obama: 

“La prima cosa da fare per conquistare il futuro è incoraggiare l’innovazione. Nessuno può prevedere quale sarà la prossima grande industria, da dove verranno i nuovi posti di lavoro. Trent’anni fa non sapevamo che una cosa chiamata Internet avrebbe portato a una rivoluzione economica. Quello che possiamo fare – e che l’America fa meglio di chiunque altro – è lasciare sprigionare la creatività e l’immaginazione della nostra gente. La libera imprenditoria guida l’innovazione. Ma siccome per le aziende non è sempre proficuo investire in ricerca, nel corso della storia il governo ha dato a scienziati e inventori il sostegno di cui hanno bisogno. È così che abbiamo piantato i semi da cui è nata Internet. Così abbiamo reso possibile la nascita di cose come i microprocessori e la tecnologia GPS.” (traduzione tratta da http://www.ilpost.it/2011/01/26/obama-discorso-stato-unione/)

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Politica: 

Finalmente il PD dice qualcosa di digitale!

Il 18 giugno 2010 a Roma, il Partito Democratico si confronta con il tema dell’economia digitale e dei (nuovi) relativi diritti.
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Questo il programma (qui in versione immagine  sic!)

10.00 - Internet e libertà
Alec Ross (Senior Advisor for Innovation, Office of the Secretary of State Hillary Clinton)

Ore 11.00 - Internet funziona! Idee & imprese per il futuro
Paolo Ainio, Paolo Barberis, Gianluca Dettori, Riccardo Donadon, Salvo Mizzi, Linnea Passaler.
Coordina: Riccardo Luna.

Ore 11.30 - The IPad lessons
Introduce: Stefano Menichini
Marco Massarotto, Marco Zamperini.

Ore 12.30 - A che punto è l'ultrabanda?
Luca Barbareschi, Franco Bassanini, Corrado Calabrò, Paolo Gentiloni, Stefano Pileri, Nicola Zingaretti.
Coordina: Stefano Quintarelli.

Ore 15.00 - BB contro la crisi
Flavia Barca, François De Brabant, Paolo Guerrieri.

Ore 16.00 - Società digitale e intelligenza collettiva
Derrik De Kerchove
Introduce: Carlo Massarini.

Ore 17.30 - Politica digitale. Il Pd si schiera
Giovanni Floris intervista Pier Luigi Bersani

Ore 19.00 - Visioni per domani
Francesco Caio, Renato Soru
Coordina: Luca De Biase.

Ore 20.00 - Libertà, neutralità, universalità
Sara Bentivegna, Nicola D'Angelo, Guido Scorza, Vincenzo Vita.

Politica: 

Per una politica delle opere multimediali interattive - regione Lazio e videogame

Apre a Roma il primo Museo permanente europeo del videogioco (Video Game Museum). Serve una politica, anche regionale, per lo sviluppo dell'industria videoludica e dell'intrattenimento digitale. A colloquio con Marco Accordi Rickards, presidente di AIOMI

[img_assist|nid=127|title=AIOMI|desc=|link=none|align=left|width=333|height=112]

Democratici Digitali: Buongiorno Marco e grazie di essere ancora con noi. Cominciamo con le buone notizie. Mi pare che negli ultimi mesi sia aumentato l’interesse del mondo politico nei confronti del mondo videoludico e delle opere multimediali interattive. Confermi?

Marco Accordi Rickards (MAR): Buongiorno anche a voi. Confermo che nell’ultimo periodo c’è stato un rinnovato interesse da parte delle istituzioni e delle forze politiche nei confronti delle aziende video ludiche e del mercato dell’intrattenimento. A riguardo segnalo che il 22 gennaio 2010 a Palazzo Chigi, alla presenza del Ministro delle Politiche Giovanili On. Giorgia Meloni, è stato presentato il primo Rapporto sull’Industria Videoludica del Gruppo di Filiera dei Produttori Italiani di Videogiochi di Assoknowledge. 
Il 9 febbraio 2010, inoltre, ho partecipato in qualità di Presidente dell'Associazione Italiana Opere Multimediali Interattive - Movimento per la Cultura del Videogioco (AIOMI) insieme al Dott. Raoul Carbone, Vice Presidente di AIOMI e Presidente della Filiera dei Produttori Italiani di Videogiochi in Assoknowledge/Confindustria, presso la Camera dei Deputati , al convegno "Generazione Y: c'è sicurezza nei nuovi territori digitali? Esperienze, strategie e nuovi progetti" in occasione del "Safer Internet Day 2010".

DD: Continuiamo con le buone notizie: nel 2010 a Roma aprirà il ViGaMus (Video Game Museum), il primo Museo permanente europeo del Videogioco. Confermi?

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MAR: Confermo. ViGaMus (Video Game Museum), sarà il primo centro italiano ed europeo dedicato alla cultura, all’arte e alla storia del videogioco. Nascerà a Roma nel 2010, sarà parte integrante del centro studi e ricerche sul videogioco di AIOMI, l'Associazione Italiana Opere Multimediali Interattive - Movimento per la Cultura del Videogioco grazie alla partnership del Comune di Roma. Il museo avrà un'area espositiva e informativa di mille metri quadrati collocata in una zona centralissima della Capitale e si farà promotore di periodiche iniziative volte alla sensibilizzazione nei confronti del medium.

Politica: 

Internet e PD - Intervista ad Anna Finocchiaro

[img_assist|nid=125|title=Anna Finocchiaro|desc=|link=none|align=left|width=226|height=378]

Democratici Digitali (DD): Buongiorno senatore Finocchiaro. Vuole presentarsi?

Anna Finocchiaro (AF): Sono nata nel 1955 a Modica in provincia di Ragusa ma vivo a Catania con la mia famiglia. Dopo essermi laureata in giurisprudenza ed essere entrata in magistratura (1982) ed aver fatto il magistrato per diversi anni in Sicilia, sono stata eletta parlamentare per il PCI  prima, per i DS poi e ora per il PD. Ho ricoperto diversi incarichi parlamentari, ho presieduto la Commissione Giustizia della Camera per alcuni anni e sono stata Ministro delle Pari Opportunità nel governo Prodi dal 1996 al 1998.  Da due legislature sono Presidente del Gruppo del PD al Senato.

DD: Il 27 gennaio 2009 lei insieme ai senatori del PD Vita e Vimercati e con il professor Stefano Rodotà avete presentato in Senato il DDL sulla "Neutralità della Rete". Cos’è la net neutraliy e perché è importante preservarla?

AF: Noi riteniamo giusto garantire che in Internet i servizi siano accessibili a tutti gli utenti allo stesso modo senza creare utenti di serie A e di serie B. Tutti i cittadini digitali devono avere lo stesso trattamento: gli operatori della rete non devono esercitare alcuna forma di discriminazione né sui contenuti né sugli utenti; né territoriale e ancor meno di genere.

DD: Quali sono i contenuti principali del disegno di legge "Disposizioni per garantire la neutralità delle reti di comunicazione, la diffusione delle nuove tecnologie telematiche e lo sviluppo del software libero" (qui in pdf)"?

AF: Mi sembrano molto importanti gli articoli 5 e 6. Il primo detta le regole per un’accesso neutrale alle reti e la trasparenza nelle condizioni di accesso e il secondo norma le "garanzie" per gli utenti nell'accesso alle reti e ai servizi. Altri aspetti significativi del DDL riguardano incentivi per lo sviluppo del software libero e le forme di accessibilità ai contenuti in rete.

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