You are here

Neutralita' rete

Net Neutrality

Internet e PD - Intervista ad Anna Finocchiaro

[img_assist|nid=125|title=Anna Finocchiaro|desc=|link=none|align=left|width=226|height=378]

Democratici Digitali (DD): Buongiorno senatore Finocchiaro. Vuole presentarsi?

Anna Finocchiaro (AF): Sono nata nel 1955 a Modica in provincia di Ragusa ma vivo a Catania con la mia famiglia. Dopo essermi laureata in giurisprudenza ed essere entrata in magistratura (1982) ed aver fatto il magistrato per diversi anni in Sicilia, sono stata eletta parlamentare per il PCI  prima, per i DS poi e ora per il PD. Ho ricoperto diversi incarichi parlamentari, ho presieduto la Commissione Giustizia della Camera per alcuni anni e sono stata Ministro delle Pari Opportunità nel governo Prodi dal 1996 al 1998.  Da due legislature sono Presidente del Gruppo del PD al Senato.

DD: Il 27 gennaio 2009 lei insieme ai senatori del PD Vita e Vimercati e con il professor Stefano Rodotà avete presentato in Senato il DDL sulla "Neutralità della Rete". Cos’è la net neutraliy e perché è importante preservarla?

AF: Noi riteniamo giusto garantire che in Internet i servizi siano accessibili a tutti gli utenti allo stesso modo senza creare utenti di serie A e di serie B. Tutti i cittadini digitali devono avere lo stesso trattamento: gli operatori della rete non devono esercitare alcuna forma di discriminazione né sui contenuti né sugli utenti; né territoriale e ancor meno di genere.

DD: Quali sono i contenuti principali del disegno di legge "Disposizioni per garantire la neutralità delle reti di comunicazione, la diffusione delle nuove tecnologie telematiche e lo sviluppo del software libero" (qui in pdf)"?

AF: Mi sembrano molto importanti gli articoli 5 e 6. Il primo detta le regole per un’accesso neutrale alle reti e la trasparenza nelle condizioni di accesso e il secondo norma le "garanzie" per gli utenti nell'accesso alle reti e ai servizi. Altri aspetti significativi del DDL riguardano incentivi per lo sviluppo del software libero e le forme di accessibilità ai contenuti in rete.

Conferenza stampa di presentazione del DDL sulla Net Neutrality (27 gennaio 2009 - Senato)

Notizia tratta dal sito del sen. Vimercati

[img_assist|nid=93|title=Italia in rete|desc=|link=none|align=left|width=350|height=200]I senatori Vincenzo Vita, Luigi Vimercati, Anna Finocchiaro insieme al professor Stefano Rodotà (già Garante per la protezione dei dati personali) hanno presentato in Senato il DDL sulla Net Neutrality, primo esempio di decreto legge "2.0" poichè commentato e emendato direttamente dagli utenti tramite blog e Facebook. Gli obiettivi della proposta sono garantire l’accesso neutrale a internet, promuovere i diritti di cittadinanza attiva per rafforzare la partecipazione e il processo decisionale democratico, garantire il pluralismo informatico con il software aperto, diffondere l’uso delle nuove tecnologie delle comunicazioni nelle imprese e nelle università e rimuovere gli ostacoli che impediscono la parità di accesso a internet ai cittadini in condizioni di disabilità e disagio economico e sociale. Per Anna Finocchiaro con questo testo è stato scritto "un capitolo importante di e-democracy in Italia". La capogruppo PD al Senato si è impegnata a raccogliere le firme di tutti i colleghi del Pd nel più breve tempo possibile per favorire l’iscrizione in via privilegiata del testo all’ordine del giorno dei lavori del Senato. Stefano Rodotà ritiene che questa proposta di legge cada in un momento significativo, in cui il diritto di connessione e’ stato riconosciuto dall’Europa come diritto della persona. Ma anche in un momento in cui il diritto alla libertà di espressione in rete è diventato scontro tra Stati Uniti e Cina con la questione Google.

"A questo riguardo" sottolinea Anna Finocchiaro "dispiace registrare una distanza culturale tra il mondo e casa nostra, dove si cerca di aumentare il potere censorio sulla rete. Personalmente credo che abbiamo perso il ruolo internazionale e nazionale che avevamo acquistato con il governo Prodi e la vicenda della banda larga è emblematica: non se ne fara’ nulla, anche il Cipe di febbraio non approverà niente e persino il viceministro Romani colloca lo sblocco dei fondi dopo la digitalizzazione della tv. Praticamente stiamo ragionando in termini di prossima legislatura. Lanciamo un allarme politico perche’ il governo cambi orientamento sulla rete."

Luigi Vimercati: "Ancora una volta la libertà della Rete è in pericolo"

[img_assist|nid=94|title=Luigi Vimercati|desc=|link=none|align=left|width=193|height=292]

Democratici Digitali (DD): Buonasera senatore e grazie per la collaborazione. Può presentarsi rapidamente?

Luigi Vimercati (LV): Sono un senatore del Partito Democratico, segretario della commissione Infrastrutture e Comunicazioni e membro della commissione bicamerale di Vigilanza sulla Rai; nel governo Prodi sono stato sottosegretario alle Comunicazioni. Mi sono occupato di innovazione tecnologica per la Provincia di Milano in qualità di Assessore alle Attività Produttive e all'Innovazione.

DD: Lei è primo firmatario, insieme al senatore Vita, del disegno di legge sulla neutralità della rete. L’onorevole Cassinelli del PDL ha affermato  che il "testo è condivisibile nei principi ma che può essere migliorato negli aspetti più pratici. Lo intendo come una base di partenza per un <<manifesto>> a tutela delle politiche dell’innovazione tecnologica". Che ne dice? Potrebbe diventare il testo di base per un accordo bipartisan sulla neutralità della rete?

LV: Il nostro testo inizierà il percorso parlamentare al Senato quest'autunno. Mi fa ovviamente piacere che l'on Cassinelli sia disponibile ad un lavoro comune. Ma alla Camera andrà più tardi. Il testo è ovviamente aperto ad altri contributi come del resto è già avvenuto con il grande dibattito che si è svolto sulla rete nella primavera scorsa, migliaia di contatti decine di documenti, emendamenti e nuove proposte.
Mi auguro che prevalga un giudizio di merito da parte della maggioranza e non la solita contrapposizione.
Vedremo in commissione quale sarà la posizione di PDL e Lega.

DD: Il 14 settembre scorso è stato assegnato alla Commissione Giustizia della Camera un
disegno di legge a firma degli onorevoli Pecorella e Costa attraverso il quale si manifesta l'intenzione di rendere integralmente applicabile a tutti i "siti internet aventi natura editoriale" l'attuale disciplina sulla stampa. Ancora una volta la libertà della Rete è in pericolo?

LV: Purtroppo sì, la libertà di informazione è in pericolo nel nostro Paese e con essa anche la libertà della Rete. Già nel provvedimento di legge sulla sicurezza vi era il tentativo di mettere il bavaglio ai blog, con l'assimilazione dei siti internet ai giornali. E quindi con l'obbligo di rettifica quasi immediata. Dobbiamo batterci per la libertà della rete perché è questa la nuova trincea della battaglia per le libertà democratiche in Italia e nel mondo.

Innovazione al centro della Festa Democratica milanese: incontro con i Senatori Vimercati e Vita (12 settembre 2009)

A cura di Andrea Boscaro
[img_assist|nid=81|title=Festa democratica|desc=|link=none|align=left|width=187|height=230] 
Milano, città al centro dell’innovazione digitale, fulcro di molteplici ambiti, dall’editoria alla pubblicità, dalle telecomunicazioni alle dotcom, non poteva non seguire con attenzione il DDL Vimercati / Vita che sulla libertà della Rete e del software si apre alle più avanzate esperienze del mondo e combatte le rigidità di uno dei Paesi, l’Italia, con il più elevato livello di digital divide e di arretratezza della PA.
Per questo il 12 settembre la Festa Democratica di Milano ha ospitato un confronto fra i due senatori, aderenti al PD ed operatori del settore per comprendere le ragioni dell’iniziativa legislativa e le misure in essa contenute.
Vincenzo Vita ha illustrato il disegno di legge: la net neutralità, il ruolo dell’open source nell’opera della PA, la battaglia per il finanziamento della banda larga mentre Luigi Vimercati ha sottolineato le differenze e le limitazioni del Piano Romani soprattutto in riferimenti a piani di innovazione più organici come il piano "Digital Britain".

Innovazione, saperi e politica digitale – colloquio con Alfonso Fuggetta amministratore delegato e direttore scientifico di CEFRIEL

Intervista a cura di Agatino Grillo

[img_assist|nid=61|title=Alfonso Fuggetta|desc=|link=none|align=left|width=234|height=319]

Democratici Digitali (DD): Buonasera professor Fuggetta. Vuole presentarsi rapidamente?

Alfonso Fuggetta (AF): Sono ordinario di informatica al Politecnico di Milano. Sono anche amministratore delegato e direttore scientifico di CEFRIEL .

DD: Cos’è CEFRIEL?

AF: CEFRIEL è una società consortile senza scopo di lucro costituita da università, industrie e pubbliche amministrazioni. Lo scopo è quello di sostenere e promuovere i processi di innovazione delle imprese e delle pubbliche amministrazioni, utilizzando e valorizzando le tecnologie dell'informazione e delle telecomunicazioni (ICT). Il centro non riceve contributi per il suo funzionamento e vive unicamente dei contratti che riceve e dei finanziamenti ottenuti partecipando a bandi pubblici. Il centro ha circa 140 persone (ingegneri, ricercatori, progettisti e personale di supporto), più colleghi delle università consorziate che vengono di volta in volta coinvolti sui progetti svolti dal centro. 

DD: Il recente rapporto della Commissione Europea "Europe's Digital Competitiveness Report" evidenzia come l’Europa, negli ultimi 5 anni, abbia fatto grandi passi in avanti rispetto alle nuove tecnologie. Tuttavia l’Italia è rimasta indietro rispetto ai principali paesi europei secondo i dati di "Country rankings" della stessa Commissione. Più in dettaglio le imprese italiane sono abbastanza innovative ed in linea con le imprese europee mentre per quanto riguarda la PA e le famiglie l’Italia è molto indietro. Cosa ne pensa?

AF: Per quanto riguarda la PA, i problemi sono molteplici. Sicuramente, i più rilevanti sono la frammentazione, la scarsa focalizzazione e la carenza di governance dei processi di acquisizione di beni e servizi informatici. Le amministrazioni procedono in ordine sparso, senza ricercare la cooperazione e l'integrazione dei propri sistemi. Viviamo quotidianamente situazioni nelle quali i dati mancano o, peggio, vengono replicati in modo incoerente tra diverse amministrazioni. Oppure molto spesso abbiamo applicazioni che non dialogano tra loro e sono quindi incapaci di fornire risposte complete e realmente utili. Serve una regia complessiva e una distribuzione dei fondi che non sia fatta, nella sostanza, a pioggia, facendo fare a ciascuna amministrazione ciò che vuole. Deve esistere un disegno complessivo e coerente: le risorse devono servire per realizzare, certamente in modo "federato", i diversi tasselli di questo disegno complessivo.

Imprenditoria digitale – due chiacchiere con Marco Montemagno

Intervista a cura di Agatino Grillo

[img_assist|nid=59|title=Marco Montemagno|desc=Fonte - Flickr.com|link=none|align=left|width=301|height=286]

Democratici-Digitali (DD): Buongiorno Marco. Può presentarsi rapidamente?

Marco Montemagno (MM): Abito in Internet da una dozzina di anni e di mestiere mi occupo di Tecnologia e Rete a 360° (divulgazione, business, start up, comunicazione,...). Sono cofondatore di Blogosfere e di Codice Internet insieme a Marco Antonio Masieri. Su Sky Tg24 curo e conduco da qualche anno un programma dedicato a Rete e media (IoReporter). Qui altre info su di me: http://www.visualcv.com/montemagno

DD: In USA e nei paesi più industrializzati sempre più la rete è diventata un elemento fondamentale delle strategie politiche dei partiti ed anche uno strumento per migliorare la comunicazione con gli elettori ed aumentare il consenso. In Italia invece sembra esserci meno attenzione al binomio politica ed internet; c’è un ritardo della politica italiana rispetto ai temi digitali?

MM: C'è un immenso ritardo, senza dubbio. Il problema è sia di cultura sia di business. Da un lato la stragrande maggioranza della classe politica italiana non ha idea di cosa voglia dire realmente Internet e di quali profonde trasformazioni stia apportando nella società e nella politica.
Dall'altro in Italia gli interessi consolidati nel sistema pubblicitario e mediatico frenano una rapida diffusione della Rete per paura che il business esistente possa essere cannibalizzato dall'online.
In prospettiva, come si dice in questi casi: Internet logora chi non ce l'ha.

DD: Che ne pensa dell’affermazione del "Partito dei Pirati" svedese alle recenti elezioni europee?

Il piano strategico di Obama per l’innovazione e l’economia digitale USA – parte seconda – la nuova rete

[img_assist|nid=52|title=Broadband|desc=Fonte - http://www.broadband.gov/|link=none|align=center|width=513|height=167]

Nella prima parte di questo articolo  si è parlato dei principi alla base della strategia digitale dell’amministrazione Obama: proteggere la libertà di Internet, incoraggiare il pluralismo nella proprietà dei media, salvaguardare il diritto alla privacy, sviluppare la banda larga di nuova generazione, investire nella scienza, fare dell’istruzione matematica e scientifica una priorità nazionale. In questa seconda parte approfondiamo il tema della nuova rete TLC che Obama intende realizzare negli Stati Uniti.

Banda larga e neutralità della rete

Il 17 febbraio 2009 è entrato in vigore “The American Recovery and Reinvestment Act of 2009" (Recovery Act) che tra i suoi obiettivi ha anche quello di assicurare a tutti i cittadini statunitensi l’accesso alla banda larga: a riguardo la National Telecommunications and Information Administration (NTIA) è stata incaricata di realizzare una mappatura del broadband.

Il piano strategico di Obama per l’innovazione e l’economia digitale USA – parte prima – i principi fondamentali

[img_assist|nid=50|title=Obama|desc=Fonte - Wikipedia|link=none|align=left|width=180|height=245]

Subito dopo l’insediamento alla Casa Bianca, il presidente USA Barak Obama ha reso noto il suo piano strategico per rinnovare l’economia statunitense. Il piano fa un fortissimo affidamento sull’utilizzo delle tecnologie digitali, attraverso lo sviluppo di una nuova e moderna infrastruttura di telecomunicazioni, forti incentivi alla ricerca scientifica e alla scuola, la trasparenza, il libero scambio delle idee, la salvaguardia del pluralismo nei media.

Scienza e tecnologia secondo Obama

L’agenda di Obama sulla scienza e tecnologia (qui in inglese e qui tradotta in italiano a cura di Apogeonline) parte dal presupposto che occorra "garantire il pieno e libero scambio delle idee attraverso un’Internet libera e il ricorso diversificato ai vari mezzi di comunicazione". Fondamentale per raggiungere tale obiettivo sono (tra l’altro) le seguenti azioni.

Cos'è la neutralità della rete?

[img_assist|nid=28|title=net neutrality|desc=Fonte Wikipedia|link=none|align=left|width=200|height=164]

"Lo Stato italiano, nel rispetto della normativa comunitaria e nazionale, promuove lo sviluppo della società dell’informazione e della conoscenza al fine di garantire la neutralità nelle condizioni di accesso alle reti di comunicazione elettronica (…)" (disegno di legge d'iniziativa dei Senatori Vita, Vimercati: Disposizioni per garantire la neutralità delle reti di comunicazione, la diffusione delle nuove tecnologie telematiche e lo sviluppo del software libero, 23 luglio 2009, qui in pdf)

Cos’è la neutralità della rete?

Una rete in cui tutti i servizi sono accessibili a tutti gli utenti allo stesso modo ed hanno lo stesso trattamento con una logica del "massimo sforzo", ovvero una rete in cui l’operatore non eserciti alcuna forma di discriminazione: da una parte, sui contenuti e sui servizi su di essa veicolati e, dall’altra, sugli utenti.

Subscribe to RSS - Neutralita&#039; rete