Intervista a cura di Agatino Grillo
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Democratici Digitali (DD): Buonasera professor Fuggetta. Vuole presentarsi rapidamente?
Alfonso Fuggetta (AF): Sono ordinario di informatica al Politecnico di Milano. Sono anche amministratore delegato e direttore scientifico di CEFRIEL .
DD: Cos’è CEFRIEL?
AF: CEFRIEL è una società consortile senza scopo di lucro costituita da università, industrie e pubbliche amministrazioni. Lo scopo è quello di sostenere e promuovere i processi di innovazione delle imprese e delle pubbliche amministrazioni, utilizzando e valorizzando le tecnologie dell'informazione e delle telecomunicazioni (ICT). Il centro non riceve contributi per il suo funzionamento e vive unicamente dei contratti che riceve e dei finanziamenti ottenuti partecipando a bandi pubblici. Il centro ha circa 140 persone (ingegneri, ricercatori, progettisti e personale di supporto), più colleghi delle università consorziate che vengono di volta in volta coinvolti sui progetti svolti dal centro.
DD: Il recente rapporto della Commissione Europea "Europe's Digital Competitiveness Report" evidenzia come l’Europa, negli ultimi 5 anni, abbia fatto grandi passi in avanti rispetto alle nuove tecnologie. Tuttavia l’Italia è rimasta indietro rispetto ai principali paesi europei secondo i dati di "Country rankings" della stessa Commissione. Più in dettaglio le imprese italiane sono abbastanza innovative ed in linea con le imprese europee mentre per quanto riguarda la PA e le famiglie l’Italia è molto indietro. Cosa ne pensa?
AF: Per quanto riguarda la PA, i problemi sono molteplici. Sicuramente, i più rilevanti sono la frammentazione, la scarsa focalizzazione e la carenza di governance dei processi di acquisizione di beni e servizi informatici. Le amministrazioni procedono in ordine sparso, senza ricercare la cooperazione e l'integrazione dei propri sistemi. Viviamo quotidianamente situazioni nelle quali i dati mancano o, peggio, vengono replicati in modo incoerente tra diverse amministrazioni. Oppure molto spesso abbiamo applicazioni che non dialogano tra loro e sono quindi incapaci di fornire risposte complete e realmente utili. Serve una regia complessiva e una distribuzione dei fondi che non sia fatta, nella sostanza, a pioggia, facendo fare a ciascuna amministrazione ciò che vuole. Deve esistere un disegno complessivo e coerente: le risorse devono servire per realizzare, certamente in modo "federato", i diversi tasselli di questo disegno complessivo.