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Nella prima parte di quest’articolo è stato presentato il progetto "Digital Britain", illustrandone i contenuti più significativi e sottolineando l’importanza che il governo britannico assegna a questa iniziativa al fine di rendere il Regno Unito una potenza leader dell’economia digitale del 21° secolo (Building Britain’s Future).
In questa seconda parte presentiamo il "Digital Britain Implementation Plan" reso pubblico il 13 agosto 2009 (qui in pdf e doc) e analizziamo più in dettaglio gli aspetti relativi alla "sicurezza delle informazioni" del progetto "Digital Britain".
Il piano è suddiviso in tre parti
Il Piano è stato suddiviso nei seguenti 18 progetti:
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Va in primo luogo ricordato che il 14 luglio 2009, il governo britanico ha reso pubblico il documento "Cyber Security Strategy of the United Kingdom - safety, security and resilience in cyber space" (qui in pdf, 1.6 M)
La "Cyber Security Strategy" prende atto che esistono e occorre gestire i nuovi rischi per la sicurezza nazionale che nascono dal cyberspazio e si ripromette di definire e rendere condiviso un approccio coerente ed uniforme alla cyber security tra istituzioni governative, settore pubblico, aziende private, alleati internazionali. I progetti di "Digital Britain" di seguito descritti sono dunque coerenti con la strategia di sicurezza complessiva del Regno Unito.
Il "piano" prevede che il governo del Regno Unito continui ad appoggiare le iniziative dell’Internet Governance Forum (IGF) per ulteriori 5 anni nonché le iniziative dell’Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN ) l’ente no-profit che gestisce l’assegnazione dei domini e promuove gli standard di sicurezza nei protocolli chiave, nei processi e nelle tecnologie correlate.
Per quanto riguarda i "domain name" occorre potenziare la legislazione per contrastare il rischio di nuovi "player" non affidabili: è necessario favorire la cooperazione tra le diverse "industry" identificando una base comune. Ad esempio di può rafforzare il potere di Ofcom (l'autorità competente e regolatrice indipendente per le società di comunicazione del Regno Unito) nel rilascio e gestione dei nomi a dominio in UK.
Sarà effettuato un test significativo (entro il 2009) per valutare la capacità dei sistemi britannici di gestione e ripristinare i servizi in caso di caduta significativa delle capacità di networking.
Il responsabile dell’Electronic Communications Resilience and Response Group (ECRG) deve pubblicare i risultati delle attività svolte.
Occorra valutare i risultati della "Tripartite Internet Crime and Security Initiative", tra parlamentari, governo e aziende private per chiarire e condividere compiti e responsabilità nell’ambito della sicurezza digitale.
Supportare i piani dell’Information Commissioner’s Office’s (ICO) volti a redigere un nuovo codice di comportamento "Personal Information Online" per mezzo di una consultazione pubblica entro il 2009.
Al fine di mantenere accettabile gli standard sui media e continuare a rafforzare la fiducia del pubblico nel sistema di autoregolamentazione in un contesto dei media in gran evoluzione è fondamentale assicurare che tali sistemi di autoregolamentazione sia dotati delle risorse necessarie.
Chiedere all’Internet Watch Foundation (IWF) di proporre nel futuro un sistema di raccolta fondi più sicuro.
Valutare con IWF e la commissione europea la definizione di un modello paneuropeo finanziato in maniera adeguato.
Usare il "National Plan for Digital Participation" per promuovere un "one stop shop" dedicato alle informazioni su come navigare in Internet in modo sicuro.
Rafforzare la collaborazione tra le autorità pubbliche, le organizzazioni (Office of Fair Trading, Trading Standard), le aziende private su temi quali le frodi online e la protezione dei consumatori online.
Consultazione pubblica sulle misure previste dal "Communications Act 2003" in particolare per aumentare le pene in particolare per i recidivi.
(fine seconda parte, leggi prima parte)
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