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Franceschini & Morassut – il partito plurale che vogliamo (Roma, 22 settembre 2009, Teatro Capranica)

Politica: 

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Video dell’intervento di Morassut (su YouTube)

Dario Franceschini e Roberto Morassut hanno riunito i loro sostenitori di Roma e del Lazio in vista dei congressi nei circoli del PD.
Tantissimi i temi affrontati con passione e senza ambiguità: identità del partito, ruolo dei circoli, riformismo, alleanze, elezioni regionali, opposizione, il mondo della scuola. Morassut sfodera gli artigli contro il consociativismo.

Cosa ha detto Roberto Morassut

Roberto Morassut ha esordito sottolineando l’importanza del processo democratico innescato dal confronto tra le tre mozioni in lizza per la segreteria del PD.
"Migliaia di cittadini e di iscritti  si stanno confrontando e stanno discutendo dei problemi del partito e dell’Italia" ha detto Roberto.
Il PD è l’unico vero motore democratico in campo dentro il Paese, che vive una drammatica crisi democratica dovuta in gran parte al comportamento del governo di Berlusconi.
Il 26 ottobre 2009, quali che siano i risultati delle primarie, il PD dovrà presentarsi unito e compatto per affrontare e vincere le elezioni regionali previste per marzo 2010.

Perché la mozione Franceschini?

Roberto ha ricapitolato i motivi per i quali la mozione Franceschini è la scelta giusta per il PD.
In primo luogo perché questa mozione è l’unica che ipotizza il PD come "casa comune" dei riformisti italiani. Il PD deve essere plurale, fondato sull'incontro, la fusione, l'intreccio delle esperienze di donne e uomini provenienti da storie e culture diverse. Il PD deve essere un partito che riconosce il valore delle differenze e che, tenendo conto dell'apporto di ciascuno, sia in grado di creare contaminazione culturale, pensiero nuovo, identità nuova.

Secondo Roberto "è un errore pensare che chi viene dai DS e chi viene dalla Margherita debba automaticamente scegliere un segretario che venga dalla stessa esperienza. Dobbiamo, invece, scegliere un segretario non guardando alle provenienze di origine, ma al progetto del Partito Democratico e alla sua identità di un partito che mescola, fonde e unisce culture e storie diverse in un progetto per l'Italia che vada oltre il passato e in cui tutti possiamo identificarci insieme."
Dario Franceschini è il segretario che offre oggi le maggiori garanzie che il PD mantenga il suo profilo aperto e plurale; ciò è essenziale per raccogliere il consenso di milioni di elettori per sfidare la destra e batterla.
Inoltre Dario ha dimostrato di essere un segretario capace di scegliere, decidere e agire e di credere nella "vocazione maggioritaria" del PD.

Le sfide che ci attendono

Morassut ha ricordato che nel 2005 "abbiamo ereditato dal centro-destra una regione Lazio amministrativamente distrutta", con un debito di 10 miliardi di euro, dove addirittura le ASL non presentavano più il proprio bilancio. Il lavoro di Piero Marrazzo alle regione, e Nicola Zingaretti alla provincia, è stato prezioso. Si deveo lavorare insieme perché alle regionali del 2010 le forze riformiste vincano le elezioni contro un centro destra che pensa di cooptare addirittura l’estrema destra di Storace. Per raggiungere questo obiettivo si deve parlare agli elettori in modo chiaro e senza ambiguità.
"Sulla sanità regionale diciamo no al piano del sub-commissario del governo Berlusconi che prevede un taglio indiscriminato di posti letto; questo piano è da sbagliato tecnicamente e socialmente. Il PD ne farà un altro."
Sull’ambiente no deciso alle centrali nucleari. Occorre investire sulle energie rinnovabili in ottemperanza a quanto previsto dal protocollo di Kyoto 2. No alla mega-discarica di Allumiere, sì alla raccolta differenziata così da poter avere discariche più piccole.

Il comune di Roma

Sull’attuale situazione, politica e sociale, di Roma Morassut ha sfoderato gli artigli.
"Roma è una città in emergenza democratica"ha detto Roberto.
La città è andata drammaticamente indietro nell’ultimo anno e mezzo, basti ricordare i recenti episodi di "omofobia" e di violenza contro i circoli politici (centro sociale "Spazio Libero Gens Romana") e le istituzioni (Croce Rossa) , vicende che "danno l’impressione che qualcosa di torbido si muova in città." La responsabilità di tutto ciò è della giunta Alemanno che non fa nulla per unire e creare un clima di integrazione.
Anche l’opposizione del Pd in Campidoglio è, secondo Morassut, "debole e consociativa".
A tale proposito Morassut ha citato la vicenda delle nomine del consiglio di amministrazione di Acea "dove" ha detto "è sembrato di essere tornati agli anni ‘80, in una logica completamente diversa allo spirito del Pd".

Cosa ha detto Dario Franceschini

Le primarie

Dario ha in primo luogo ringraziato gli iscritti ed i simpatizzanti che da settimane (e fino al 25 ottobre) sono e saranno impegnati nel grande processo democratico delle primarie.
"In tutta Italia stanno votando migliaia di iscritti dopo avere discusso nei circoli le mozioni congressuali." Ha detto Dario. "È una grande prova di democrazia partecipativa. Dopo il 30 settembre, questa prova continuerà coinvolgendo altre centinaia di migliaia di elettori, il popolo delle primarie, che si aggiungerà agli iscritti per scegliere il segretario nazionale. Mi pare che non ci sia paragone in nessun altro partito italiano, di una forma così trasparente e aperta."
Alcuni avevano paura che questo processo producesse lacerazioni o addirittura scissioni. Così non è stato; si è assistito anzi ad una grande prova di maturità: questo processo democratico non riguarda solo il futuro del PD ma quello dell’intero paese.

L’opposizione

Tuttavia Dario ha sottolineato che occorre evitare gli sbagli.
L’errore più grave sarebbe dare l’impressione che il PD è concentrato solo sulle sue vicende interne e non ascolta le richieste dei cittadini né risolve i problemi del paese.
Occorre allora tenere distinto il confronto interno congressuale dall’attività politica; ciò si traduce in una sola parola d’ordine: opposizione forte e convinta al governo Berlusconi.
Il Partito Democratico deve marcare stretto l’esecutivo e comunicare al paese la sua visione con una sola voce.
Il governo di centro destra, infatti, continua a minimizzare la crisi economica riconducendo tutto a "paure psicologiche" e barzellette. Invece la crisi c’è, grave e pericolosa, e quei pochi sintomi di ripresa che ci sono non possono essere strumentalizzati per evitare le scelte e le riforme necessarie per far ripartire il paese.

Gli insegnati e la scuola

Dario ha ricordato che questo governo di centro destra sta compiendo scelte gravissime che non solo non sono utili contro la crisi economica ma che addirittura mettono in pericolo il futuro del nostro paese. La situazione più grave riguarda la scuola italiana. Le folli scelte del governo rischiano di espellere dal sistema scolastico migliaia di insegnanti; si tratta di docenti con anni di esperienza alle spalle, definiti "precari" solo perché sfruttati e non perché alle prime armi. Gli insegnanti sono un patrimonio del paese e rappresentano il miglior investimento per il nostro futuro. Berlusconi e Germini invece li licenziano!

Bloccare le forme di pubblicità a pagamento

Franceschini ha detto che ritiene controproducente spendere soldi per la pubblicità dei candidati in relazione alle primarie del 25 ottobre. "Non c'è bisogno di mettere la nostra faccia sui muri" ha detto Dario secondo cui "la nostra gente gradisce molto di più che gli spazi a pagamento siano usati per il partito per dire cosa fa il governo di sbagliato e cosa non fa, piuttosto che mettere in giro la nostra faccia. Credo che ci sia più bisogno di una battaglia delle idee."
Per questo Dario ha proposto un codice di autoregolamentazione tra i candidati che prevede di bloccare tutte le forme di pubblicità a pagamento: nelle affissioni, negli spazi sui giornali e in tv.
"Sarebbe un'iniziativa molto gradita in un momento di crisi" (qui la lettera di Dario a Bersani e Marino).

Non si torna indietro

na cosa deve essere chiara ha affermato Franceschini.
Non si torna indietro rispetto ai progressi e alle vittorie degli ultimi vent’anni. Il bipolarismo è un valore acquisito che non va messo in discussione; impossibile tornare ad un quadro politico frammentato ed opportunistico in cui si andava a votare senza sapere quali maggioranze si sarebbero formate dopo la consultazione elettorale.
Non si torna indietro rispetto a un PD aperto a tutti i cittadini. A riguardo Franceschini ha polemicamente chiesto ai candidati segretari delle altre mozioni di dire chiaramente che le primarie si faranno anche nel futuro.
"Io credo in un partito forte" ha concluso Dario "ma che non dimentica che i cittadini sono i nostri veri padroni. Gli italiani sono i nostri azionisti, gli unici che ci possono dire se stiamo operando bene o male."
Questo è un partito nato sulle diversità, sul mescolamento: proprio questa è la sua ricchezza; "molti segretari locali mi hanno detto che votano per me perché non gli interessa da dove vengo ma dove vado" ha chiosato Franceschini.

In giro per incontrare le tante Italie

Dario ha annunciato che dal 28 settembre comincerà un giro per il paese per incontrare e discutere con le mille realtà "preziose" che lo compongono. Si inizia con Milano dove alla Stazione Centrale incontrerà il popolo del volontariato e del terzo settore. Si finisce il 24 ottobre a Marzabotto luogo simbolo della nostra memoria.

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