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"Il PD che vogliamo": resoconto del convegno di presentazione della candidatura di Marco Pacciotti come segretario PD Lazio (Roma 21 dicembre 2011)

(Foto dell'evento su Facebook grazie a Salvatore Contino, in sala mi pare ci fossero le telecamere di Radio Radicale ma non trovo il video su Internet …)

Sono andato alla presentazione della candidatura di Marco Pacciotti come segretario PD Lazio. Marco è uno dei quattro candidati e dei quattro "programmi" il suo è quello che meno mi aveva convinto. Ero già stato alla presentazione della candidatura di Giovanni Bachelet lo scorso 15 dicembre uscendone con più dubbi di quanto ne avessi entrando …

Le meglio cose

Dico subito le cose che mi hanno colpito positivamente dell'incontro di Marco:

  • pubblico molto appassionato; presenti anche molti (quasi) giovani (intendo trentenni, quarantenni …)
  • il format dell'evento è stato molto migliore rispetto al convegno di Bachelet: Pacciotti ha parlato per circa venti minuti lasciando poi spazio agli interventi dei convenuti per circa un'ora (al contrario Giovanni Bachelet ha fatto un monologo di un'ora e poi lasciato venti minuti per le domande del pubblico …).

Punti deboli

Cose che non mi convincono della candidatura di Marco Pacciotti:

  • programma e discorsi da anni 80; va bene dichiararsi "orgogliosamente" di sinistra ma negli ultimi anni il quadro è radicalmente mutato (globalizzazione, società digitale, fine dei partiti tradizionali, corpo elettorale in libertà …); Marco è sicuramente attento ai temi delle politiche sociali e di accoglienza e all'integrazione socio – sanitaria sul territorio (è coordinatore del Forum immigrazione del Pd) ma questo non basta, a mio avviso, per proporsi come segretario del PD
  • poco coraggio nel denunciare i mali del PD laziale; Marco ha detto chiaramente che occorre smetterla con i "caminetti" e con le correnti ma differenza di Bachelet che ci è andato giù con l'accetta (il PD Lazio è in stato comatoso, la gestione delle tessere è scandalosa, eccetera) ha preferito un approccio a mio avviso troppo cauto.

I miei consigli a Marco

  1. Lo slogan "il lavoro prima di tutto" è troppo riduttivo e nonostante i distinguo rischia di essere interpretato come difesa di chi il lavoro ce l'ha e non come "proposta" per aprire il mercato a chi il lavoro non ce l'ha o l'ha perduto; secondo me oggi il vero conflitto "sociale" è generazionale: occorrono "riforme strutturali" che scardinino le attuali rigidità a vantaggio delle generazioni future, compresi i "nuovi italiani", cioè gli extra comunitari, che sono fuori di dubbio una risorsa su cui contare (e su questo Marco mi pare abbia le idee chiare);
  2. per favore inserisci nel tuo programma (qui in pdf ) queste parole: internet (0 occorrenze), digitale (0 occorrenze), innovazione (1 occorrenza), flessibilità (1 occorrenza);
  3. il PD non è il PDS; non è detto che tutti apprezzino di essere interpellati come "compagni"; a me il termine fa sorridere (con nostalgia …); a chi ha meno di trent'anni rischia di apparire ridicolo; per chi è nel PD o vota PD ma proviene da Margherita, Popolari o comunque da formazioni non già comuniste rischia di essere offensivo;
  4. come noto le primarie avranno due fasi: prima voteranno gli iscritti al partito (il motivo francamente mi sfugge ….) poi i cittadini; è ovvio che la tornata più importante è la seconda; dunque caro Marco occorre rivolgersi ai cittadini non solo agli iscritti: serve indicare una meta, un sogno, una speranza … Come ho già detto a Giovanni Bachelet: pensa positivo, parla del futuro e non del passato, punta sui giovani (e usa il loro linguaggio …).

Comunque è stata una bella riunione (vedere le foto); in bocca al lupo per la campagna elettorale, Marco!

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