Agatino Grillo (AG): Buongiorno Michele. Vuoi presentarti?
Michele Meta (MM): Buongiorno a voi. Sono Michele Meta, deputato del Partito Democratico, capogruppo del Pd in commissione Trasporti e telecomunicazioni alla Camera.
AG: Il ministro Romani ha recentemente annunciato lo sblocco di 100 milioni di euro per lo sviluppo della banda larga in Italia. È una buona notizia?
MM: Lo stanziamento deciso dal governo per lo sviluppo della banda larga non è altro che una goccia nel mare di una innovazione che richiede impegni ben più consistenti. Gli investimenti iniziali previsti dal cosiddetto “Piano Romani” del 2009 ammontavano a 800 milioni ma di questi stanziamenti non si è mai vista traccia.
AG: Qual è la situazione del paese per quanto riguarda innovazione e nuove tecnologie?
MM: Il Paese galleggia drammaticamente da mesi nell'incertezza di investimenti pubblici sul settore delle telecomunicazioni, abbandonando gli operatori privati del settore sulle cui spalle pesa un lavoro di supplenza che invece il Governo dovrebbe mettere in cima all'agenda, specie se guarda alle nuove tecnologie come ad una leva per uscire dalla crisi economica.
AG: Perché il governo Berlusconi non investe in questi settori?
MM: Il ministro Tremonti non ha mai creduto nella leva dell'innovazione tecnologica per sostenere l'economia italiana. Non possiamo permetterci di perdere altro tempo perché, così come è indicato dagli studi dell'Ocse, il Pil nazionale può aumentare di 1,5 punti (20-25 miliardi di euro), solo grazie agli investimenti in banda larga. Per questo è necessario che il Governo si dia una mossa se intende rispettare le scadenze indicate dall'Ue, che ci chiede di garantire l'accesso veloce ad internet entro il 2013.
AG: Quali sono le proposte del PD?
MM: Proprio in questi giorni il Partito Democratico ha proposto un'agenda digitale italiana che si può sintetizzare in 4 punti:
AG: Nel 2009 hai presentato una proposta di legge per il riconoscimento della banda larga come servizio universale, accessibile a tutti a prezzi contenuti. Di che si tratta?
MM: Il 26 novembre 2009 ho presentato quale primo firmatario la proposta di legge “Disposizioni concernenti il riconoscimento dell'accesso alla rete a banda larga quale servizio di carattere universale”. La proposta parte dalla (ovvia) constatazione che la banda larga rappresenta oggi un elemento essenziale per lo sviluppo, la competitività e l'innovazione del Paese. Credo che la disponibilità di infrastrutture a banda larga, accessibili a tutti, sia fondamentale sia per le attività professionali, sia per la fornitura dei servizi ai cittadini da parte della pubblica amministrazione, sia dei servizi forniti alla collettività da parte di ospedali, scuole, università, banche e uffici postali.
Detto in altri termini le infrastrutture a banda larga sono ormai strumenti indispensabili per un efficiente funzionamento dell'economia.
La proposta di legge può essere sintetizzata come segue:
AG: Grazie Michele
MM: Grazie a voi
Aggiungi un commento