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Primarie PD Lazio: Quattro domande a Giovanni Bachelet (21 gennaio 2012)

Giovanni Bachelet

Agatino Grillo (AG): Ciao Giovanni e grazie per l'intervista. Facciamo il punto sulle votazioni che sono in corso nei circoli PD del Lazio per l'elezione a segretario regionale. I pochi dati che ho (tratti da Facebook!) sono:

  • circolo Talenti: aventi diritto 127, votanti 77, Enrico Gasbarra 57, Marco Pacciotti 2, Marta Leonori 15, Giovanni Bachelet 2, Nulla 1.
  • circolo del Nuovo Salario: Gasbarra 85%, Bachelet 5%, Lenori 5%, Pacciotti 5%
  • circolo di Grottaperfetta: Gasbarra 61%, Bachelet 25%, Lenori 13%, Pacciotti 1%

Tu hai altri dati? In ogni caso: sei soddisfatto dei "primi" risultati?

Giovanni Bachelet (GB): I dati cambiano continuamente e le fluttuazioni sono grandi. Sono tuttora al secondo posto dopo Gasbarra, a un'incollatura da me c'è Marta Leonori e un po' sotto Marco Pacciotti. Se questo ordine fosse confermato definirei i risultati straordinariamente buoni per me. Però più della metà dei congressi devono ancora svolgersi fra oggi e domani (sabato 21 e domenica 22) e non è detto che le cose restino così. Sembra più prudente aspettare domenica sera per commentare i risultati.

AG: Il regolamento delle primarie prevede che passino al "secondo turno" i candidati che ottengono almeno il 5% nelle votazioni tra gli iscritti. Presumibilmente supererai lo sbarramento e quindi il 12 febbraio 2012 ti confronterai con Enrico Gasbarra nelle primarie dei "cittadini".
Come ti prepari al confronto con Enrico? Ti ho seguito in vari momenti della tua campagna elettorale (15 dicembre 2011 alla presentazione della tua candidatura e il 13 gennaio 2012 nel confronto tra i candidati al circolo Appio) e ho avuto l'impressione che i tuoi "messaggi" (ma in verità anche quelli degli altri candidati) fossero troppo focalizzati sui problemi interni al partito e troppo poco rispetto ai veri interessi dei cittadini del Lazio. Dopo le votazioni nei circoli cambierai messaggio?

GB: Solo in parte. Un partito che fa quel che dice e dice quel che fa è un'esigenza improcrastinabile per i nostri elettori e l'unico antidoto credibile all'antipolitica. Parlerò quindi del Lazio, ma continuerò a dire che nel Lazio c'è un urgente bisogno di un partito democratico degno del nome e dell'aggettivo, capace di tradurre in programmi e volti nuovi lo straordinario patrimonio ideale contenuto nella sua carta dei valori e nel suo codice etico.

AG: Non parliamo di PD ma parliamo del Lazio. Ti cito tre emergenze. Qual è il tuo punto di vista e quali sarebbero le tue iniziative se diventassi segretario del PD Lazio?

  1. emergenza rifiuti
  2. emergenza legalità (leggi: infiltrazioni criminali nell'economia)
  3. emergenza digitale (leggi: digital divide in moltissime aree della regione)

GB: Sui rifiuti credo si debba andare oltre alle comprensibili proteste di ciascuno perché la discarica o il termovalorizzatore non capiti dietro casa sua e alle giuste denunce di un piano vuoto quale quello approvato qualche giorno fa dalla Polverini (pone un condivisibile target del 65% di differenziata entro l'improbabile termine di un anno, ma poi, per il probabile caso che il target non sia raggiunto, definisce cinque aree destinate non si sa a che: nuove discariche, inceneritori?). Occorre dire con chiarezza che vogliamo il massimo di raccolta differenziata, il compostaggio, gli orti sociali, ma alla fine per quello che resta vogliamo lo stato dell'arte nel campo della termovalorizzazione, non il libro dei sogni che si scrive quando si sta all'opposizione e poi non si realizza quando si torna al governo.
Sulla legalità credo che il rilancio del lavoro, dell'istruzione, del lifelong learning e della sicurezza sociale di nuovo tipo fra un lavoro e l'altro siano la sfida fondamentale: la malavita prospera nel sottosviluppo. Però anche piccoli progetti educativi o sociali mirati su collaborazioni fra scuole o aziende con associazioni come Libera o "Salviamo la Costituzione" (della quale faccio parte) sono un contributo al quale un ente locale può con poco sforzo dare molto ossigeno, come ha fatto in questi anni la provincia di Roma.
Anche sull'emergenza digitale quanto ha fatto Zingaretti su scala provinciale, il wifi gratuito accessibile in sempre più punti, o il piano di cui ha parlato il Ministro su scala nazionale, la diffusione dei tablet nelle scuole, sono le prime due cose che mi vengono in mente da proporre su scala regionale. Occorre crederci e metterci le risorse, come appunto hanno fatto o faranno Zingaretti e Profumo.
Tuttavia aggiungo, e capisco di sembrare monomaniaco: un partito che fa affissioni illegali e ha siti web palesemente diversi da quelli che funzionano e perciò pochissimo visitati da eletti, iscritti ed elettori, non può credibilmente parlare di legalità, ambiente, digital divide. Anche con questi temi centrali per la vita del Lazio si incrocia drammaticamente il tema del partito e della sua credibilità.

AG: Infine una domanda sul "contesto politico" più ampio. Nelle ultime settimane il quadro politico e sociale del nostro paese è fortemente cambiato: caduta di Berlusconi, frantumazione della Lega Nord, governo "tecnico" appoggiato dai principali partiti. Il PD un po' "miracolosamente" secondo i sondaggi è (forse) il primo partito del paese   anche grazie al crollo del PDL. Rimangono fortissime le tensioni sociali compresa una forte avversione verso al casta "politica" anche a causa di comportamenti poco limpidi da parte di alcune forze politiche (e di alcuni politici).
Alcune formazioni politiche (grillini, estrema sinistra, in parte IDV) soffiano sul fuoco dell'antipolitica e anche nel PD si agitano "movimenti" radicaleggianti. Qual è la tua visione? Quale deve essere a tuo avviso l'agenda politica del PD per conquistare consensi e avviare una fase politica nuova?

GB: Sono stufo di sentire che il PD è miracolosamente risalito nei sondaggi. È merito di Bersani, dei gruppi parlamentari e degli amministratori bravi sul territorio se il PD è risalito nei sondaggi. Ulteriori consensi e l'apertura di una fase nuova si otterranno, come dicevo nella risposta precedente, abbandonando i comportamenti che ci fanno sembrare uguali agli altri e alimentano l'antipolitica e mostrando il pieno delle nostre potenzialità attraverso una nuova generazione di donne, di uomini, di competenze, di progetti pienamente credibili.

AG: Grazie Giovanni e in bocca al lupo!

GB: Grazie a te.
 

Chi è Giovanni Bachelet?

Sintesi da http://www.eadessoilpdlazio.it/?page_id=507
Nato nel 1955, sposato con quattro figli, Giovanni Bachelet vive a Roma dove è ordinario di Struttura della Materia all’università la Sapienza.
In precedenza ha insegnato e fatto ricerca negli Stati Uniti, in Germania, alla Scuola Normale di Pisa e all’università di Trento.
(…)
Si è formato nello scoutismo e nell’azione cattolica.
(…)
Ha partecipato alla fondazione dei Comitati Prodi (1995) e nel 1996 è stato candidato dell’Ulivo contro Gianfranco Fini al collegio XXIV diRoma; ha perso con onore (41mila voti contro 49mila) ed è tornato a casa. E’ socio dell’ANPI e dell’associazione Paolo Sylos Labini. E’ fra i fondatori dell’associazione Libertà e Giustizia (2002) e del comitato del referendum costituzionale (2005); dal 2008 è presidente dell’associazione Sentiero della Libertà. Alle primarie fondative del Partito Democratico (ottobre 2007) è stato eletto a Roma nelle liste di Rosy Bindi all’assemblea costituente nazionale, dove ha lavorato nella commissione codice etico. Alle elezioni del 13 e 14 aprile 2008 è stato eletto deputato nelle liste del PD della circoscrizione Lazio 1 ed ha da allora lavorato nella VII Commissione della Camera (Cultura).
(…)
Nel novembre 2011 si è candidato alla segreteria regionale del partito democratico del Lazio.
Per approfondire:

Le Primarie del PD Lazio

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