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Primarie PD Lazio, la parola ai cittadini: altre 4 domande a Giovanni Bachelet (28 gennaio 2012)

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Il 22 gennaio 2012 si sono concluse le votazioni tra gli iscritti del PD Lazio per la scelta del nuovo segretario del partito regionale. I risultati ufficiali  sono stati: Enrico Gasbarra 70,01% (16.455 voti), Marta Leonori 13,67% (3.214 voti), Giovanni Bachelet 8,48% (1.994 voti), Marco Pacciotti 7,84% (1.842 voti). In base a questi dati accedono al secondo turno, le primarie del 12 febbraio 2012 in cui votano i cittadini e non solo gli iscritti, Enrico Gasbarra, Marta Leonori e Giovanni Bachelet.
Ho pertanto scritto, il 26 gennaio, ai 3 candidati facendo loro alcune domande sulle "primarie dei cittadini" del 12 febbraio 2012. Marta è stata la prima a rispondere (qui  le sue risposte). Ecco oggi le risposte di Giovanni (e speriamo che anche Enrico risponda!). PS: in questa intervista a Giovanni Bachelet le domande sono solo 4 (rispetto alle 6 formulate a Marta Leonori e Enrico Gasbarra perché avevamo già intervistato Giovanni lo scorso 21 gennaio e qui trovate le sue risposte).

 

 

Agatino Grillo (AG): Ciao Giovanni, grazie di essere ancora con noi. Come giudichi i risultati del primo turno delle primarie per la scelta del segretario del PD Lazio?

Giovanni Bachelet (GB): Un ottimo risultato. L'obiettivo per noi era diventato, dopo l'imprevedibile apparizione di ben due candidati subito prima della scadenza ufficiale delle candidature, di non arrivare quarti nella fase dei circoli ed essere così esclusi da una competizione e una sfida a Gasbarra che avevamo noi stessi promosso! Avevamo infatti molti amici sparsi per il Lazio ma nessun insediamento organizzato in quasi nessun circolo del Lazio (come si vede dai numeri: abbiamo pochi voti quasi ovunque e quasi nessun "picco"), anche perché il nostro gruppo proviene da tutte e tre le vecchie mozioni del 2009, ma queste vecchie mozioni non sono morte e, nella loro parte prevalente e organizzata, hanno optato o per Gasbarra (ex-Bersani, ex-Franceschini) o per Leonori e Pacciotti (ex-Marino). Una volta passate queste forche caudine direi che nel voto degli elettori del PD dovremmo avere meno difficoltà: gli elettori sono meno "fidelizzati" degli iscritti, l'unico problema sarà informarli della mia candidatura e del nostro programma perché vadano a votare il 12 febbraio.

AG: Prima che fossero noti i risultati del primo turno avevi proposto che chi, nel voto dei circoli, avesse raggiunto la seconda posizione dopo Gasbarra, rimanesse l'unico candidato in alternativa a Gasbarra facendo un accordo con 3° e 4° classificato. La seconda classificata è Marta Leonori: confermi la tua proposta? Sei pronto a ritirarti se Marta dicesse di sì?

GB: Il 18 gennaio, a breve distanza dalla mia lettera aperta sulle agenzie, ho ricevuto ufficialmente e pubblicamente un rotondo no sia da Marco Pacciotti (l'ha definita "fantasiosa"), sia da Marta Leonori, e anche il suo no era senza spiragli: "La mia candidatura – ha dichiarato quel giorno a un'agenzia – è alternativa agli altri tre in campo perché il mio profilo ed il mio programma sono diversi." Avevo lanciato la proposta quando gran parte dei circoli non aveva ancora votato affinché i candidati rispondessero prima di conoscere l'ordine di arrivo, sulla base di una convinta convergenza politica e non di un'ovvia convenienza aritmetica; e, al tempo stesso, la maggioranza degli iscritti potesse votare a ragion veduta, conoscendo in anticipo proposta e risposte date. Dopo il voto nei circoli era obbiettivamente difficile ricuperare, e purtroppo non è avvenuto: il gruppo che mi sostiene nelle cinque province del Lazio ha ritenuto che il ripensamento di Marta fosse fuori tempo massimo, come ho detto rispondendo a domande specifiche di alcune agenzie di stampa.

AG: La tua candidatura si è avvalsa, all'inizio in modo tiepido poi con più convinzione, della rete (sito web, social network, ecc.). Che giudizio dai di questi nuovi media? Sono stati utili per la tua affermazione? Nei 15 giorni che ci separano dal 12 febbraio insisterai su questo canale o sfrutterai anche i canali tradizionali?

Giovanni BcheletGB: Oltre agli insostituibili incontri dal vivo con persone in carne ed ossa, come il lancio della mia campagna lo scorso 15 dicembre o le decine di presentazioni del mio programma nei circoli PD, la rete è l'unico strumento a disposizione della mia campagna. Per scelta e anche per necessità: non disponiamo di grandi mezzi finanziari e la rete è il modo migliore di utilizzare il patrimonio di risorse umane, quantitativamente e qualitativamente ragguardevole, espresso dal gruppo che otto mesi fa ha dato vita al nostro progetto per il PD Lazio. Nego però che ci sia stata alcuna dinamica dal tiepido al caldo, è stato così fin dall'inizio: abbiamo raccolto le pre-adesioni necessarie a raggiungere il numero di firme necessario alla mia candidatura per email, il nostro sito web www.eadessoilpdlazio.it è stato il primo a partire per le primarie del PD Lazio, il video del lancio della mia campagna era dopo poche ore sul sito di Radio Radicale (http://www.radioradicale.it/scheda/342102/con-metodo-democratico-primari...), e anche le interviste radio e televisive sono facilmente raggiungibili dal reparto "audio/video" del nostro sito. Il fatto è che da professore di Fisica alla Sapienza, fino a quattro anni fa, non ho mai avuto una segretaria personale: sarei morto se non fossi stato da più di vent'anni un utente compulsivo della rete, che prima della sua diffusione popolare era già uno strumento di prima necessità per comunicazioni efficienti nella comunità scientifica. Credo di aver cominciato a comunicare per email con colleghi di altre parti del mondo intorno al 1985!

AG: Prossime mosse?

GB: In ciascuno dei 17 collegi del Lazio chi ha già lavorato con successo nei circoli consentendomi di "passare il turno" sta ora lavorando alla composizione delle liste. Abbiamo già le nostre straordinarie teste di serie, 17 donne che sul territorio hanno lavorato al progetto di un nuovo PD che fa quel che dice e dice quel che fa e hanno il compito, insieme agli altri che via via stiamo mettendo insieme, di trascinare le rispettive liste verso risultati superiori a quelli ottenuti nei circoli. Questo lavoro di composizione, che durerà fino alla scadenza di lunedì 30 gennaio a mezzogiorno, punta ad una ottimale rappresentanza di quanti in ogni collegio mi hanno sostenuto: un mondo luminoso e plurale come i colori dell'arcobaleno, unito dal desiderio di contribuire alla nascita di un PD Lazio coerente con i propri principi e rinnovato nella classe dirigente. Stiamo inoltre lavorando alla campagna di comunicazione. All'assemblea regionale del 26 novembre ho annunciato che non avremmo usato manifesti, e manteniamo l'impegno. Nel frattempo ho contribuito a far ritirare dal cosiddetto "decreto milleproroghe"  una sanatoria delle affissioni politiche abusive che il mio partito aveva inopinatamente co-firmato in commissione, quindi di manifesti non se ne parla proprio. Ma dobbiamo riuscire malgrado questo a raggiungere tutti. La nostra battaglia, cominciata otto mesi fa e culminata nelle primarie per il segretario e la nuova assemblea regionale, vuol contribuire alla nascita di un gruppo dirigente capace di rimettersi in sintonia con i cittadini e interrompere la sequenza di sconfitte elettorali del PD nel Lazio. La "riconquista democratica" del Lazio ha riflessi decisivi anche sulle elezioni politiche nazionali! Aver rinunciato ai manifesti richiede quindi un supplemento di intelligenza e creatività: anche chi non usa la rete merita di essere informato dell'importanza di questo voto per il Lazio e per l'Italia. Ci stiamo perciò spremendo le meningi e qualche idea buona ci sta già venendo.

AG: Grazie Giovanni.

GB: Grazie a te.

Altri interviste di questa serie 

Altri articoli e interviste a Giovanni Bachelet su www-democratici-digitali.com

•   Primarie PD Lazio: Quattro domande a Giovanni Bachelet (21 gennaio 2012)
•   Con metodo democratico: resoconto del convegno di presentazione della candidatura di Giovanni Bachelet come segretario PD Lazio (Roma 15 dicembre 2011)

Chi è Giovanni Bachelet?

Tratto  da http://www.eadessoilpdlazio.it/?page_id=507
Nato nel 1955, sposato con quattro figli, Giovanni Bachelet vive a Roma dove è ordinario di Struttura della Materia all'università la Sapienza.
In precedenza ha insegnato e fatto ricerca negli Stati Uniti, in Germania, alla Scuola Normale di Pisa e all'università di Trento.
(…)
Si è formato nello scoutismo e nell'azione cattolica.
(…)
Ha partecipato alla fondazione dei Comitati Prodi (1995) e nel 1996 è stato candidato dell'Ulivo contro Gianfranco Fini al collegio XXIV di Roma; ha perso con onore (41mila voti contro 49mila) ed è tornato a casa. E' socio dell'ANPI e dell'associazione Paolo Sylos Labini. È fra i fondatori dell'associazione Libertà e Giustizia (2002) e del comitato del referendum costituzionale (2005); dal 2008 è presidente dell'associazione Sentiero della Libertà. Alle primarie fondative del Partito Democratico (ottobre 2007) è stato eletto a Roma nelle liste di Rosy Bindi all'assemblea costituente nazionale, dove ha lavorato nella commissione codice etico. Alle elezioni del 13 e 14 aprile 2008 è stato eletto deputato nelle liste del PD della circoscrizione Lazio 1 ed ha da allora lavorato nella VII Commissione della Camera (Cultura).
(…)
Nel novembre 2011 si è candidato alla segreteria regionale del partito democratico del Lazio.
Per approfondire:

    http://www.giovannibachelet.it/
    http://www.politicheistruzione.forumpd.it/
    La vita di Giovanni Bachelet (dal sito di Giovanni)
    Curriculum scientifico
    Il sito http://www.eadessoilpdlazio.it/ creato per la candidatura di Giovanni Bachelet alle primarie del PD Lazio

Per contattare Giovanni

http://www.eadessoilpdlazio.it/?page_id=186

Per sostenere Giovanni

http://www.eadessoilpdlazio.it/?page_id=927

Il programma politico di Giovanni

Tratto da http://www.eadessoilpdlazio.it/?page_id=80

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Aver coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare egualmente e arrivare sino in fondo, qualsiasi cosa succeda. È raro vincere, in questi casi, ma qualche volta succede. (Harper Lee, da "Il buio oltre la siepe")

Dal 2008, mentre l'Italia attraversava la piú grande crisi degli ultimi vent'anni, il PD Lazio, privo di un segretario, ha perso tutte le elezioni. Il gruppo dirigente che aveva scritto pagine gloriose della storia regionale non si è mai ripreso dallo shock di Rutelli e Marrazzo e ha fatto autogol anche alle ultime amministrative, crollando in alcune città sotto al 5% mentre vincevamo nel resto del Paese.

Insieme a Cristiana Alicata e a un gruppo di giovani, adulti e veterani di tutte le vecchie provenienze e mozioni congressuali abbiamo fin dalla scorsa primavera individuato

    fallimenti e distanze fra ciò che il PD professa –libertà, uguaglianza, fraternità, diritti, lavoro– e ciò che fa realmente in buona parte nel Lazio
    priorità per rimetterlo in piedi.

A novembre, constantando che il PD non andava né avanti né indietro e il tesseramento 2011 era ancora fermo a uno scarso 30% del 2010, abbiamo chiesto e ottenuto dal commissario Chiti di sciogliere la vecchia assemblea regionale e indire primarie per eleggere un nuovo segretario e una nuova assemblea regionale.

Da allora il PD Lazio si è rimesso in movimento: in queste settimane sono in ripresa la discussione su idee, programmi e candidati, la partecipazione, le iscrizioni: meglio tardi che mai, siamo ancora in tempo. Occorre però la coscienza che enunciazioni di principio su cui tutti concordiamo e dettagliati ma improbabili libri dei sogni non bastano a rilanciare il PD e portarlo di nuovo a vincere nel Lazio, a federare i progressisti come vent'anni fa, a individuare in tempi difficili per il Paese programmi e candidati. Per questo servono soprattutto priorità chiare e persone credibili: una nuova generazione di dirigenti e amministratori democratici capaci di una visione e quindi di un rilancio organico di legalità, lavoro, diritti, ambiente, trasporti, ricerca, istruzione, sanità, immigrazione.

Ciò però richiede preliminarmente che riprenda ovunque a vivere e funzionare un partito oggi vivo e vegeto in alcuni circoli e amministrazioni, ma purtroppo non ovunque; un partito degno dell'aggettivo democratico, che funzioni in modo partecipato, nel quale l'unità sia frutto di competizione trasparente fra programmi e candidati alternativi, non di un oceanico, oscuro ed eterogeneo patto di potere che, come già avvenuto, produce maggioranze tanto ampie quanto effimere e rissose, perché finalizzate all'ennesimo rimpasto degli eterni eletti e dirigenti laziali dell'ultimo ventennio, ormai a corto di idee e di energie per il futuro.

Le prime sette priorità sono dunque:
un segretario che si dedichi al PD a tempo pieno e perciò durante il suo mandato rinunci ad ogni altro incarico elettivo nelle istituzioni,
un partito che promuova credibilmente nuove leggi elettorali e intanto rimetta nelle mani di iscritti e elettori la definizione di una quota importante delle liste di Camera, Senato, Regione
valorizzazione dei circoli attivi, bonifica e rilancio di quelli inquinati o moribondi
ricostruzione di un tessuto che riconnetta le molte membra vitali oggi disarticolate (circoli attivi, giovani, donne, amministratori) attraverso una segreteria nuova e giovane e il lancio di Forum tematici, il modello Bersani del partito nazionale
abbandono di spartizioni e etichette equivoche e obsolete, non per fagocitare minoranze e annullare diversità e pluralismo, ma per valorizzarli sulla base di merito, competenze, attivismo
trasparenza di bilanci e patrimoni, parità di genere, consultazioni periodiche fra dirigenti e circoli
cambio di passo nelle aziende partecipate: anche qui competenza e trasparenza, basta clientele

Molti di questi punti corrispondono a precise indicazioni dello statuto e del codice etico del PD. Perché allora indicarle come priorità urgenti? Perché nella nostra Regione quelle parole impegnative sono ancora sulla carta. Il partito democratico, nel Lazio, non è ancora nato. Dobbiamo farlo nascere adesso, con queste primarie. Un PD che funziona, fa quel che dice e dice quel che fa. Per quest'opera di unità non c'è bisogno di rottamatori e nemmeno di disinvolti piloti che lo portino a un'altra sconfitta per poi cambiare scuderia. Ha bisogno di ingegneri, gommisti e carrozzieri capaci di rimetterlo in pista per vincere la prossima corsa. E' un'impresa difficile, ma non impossibile. Sono pronto a tentare l'impresa e coordinare questa squadra.
 

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