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Rimettere la politica in circolo: acceso confronto tra le tre mozioni al Circolo Alberone di Roma (Serracchiani contro Scalfarotto contro Raciti)

A cura di Agatino Grillo

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Aggiornamento: disponibile il video della serata (Facebook, grazie a Corrado)

Presso lo "storico" circolo Alberone del PD romano ha avuto luogo il 16 settembre 2009, dalle 21.00, un appassionato confronto tra i rappresentanti delle tre mozioni per la nuova segreteria del PD.
Erano presenti:

  1. Debora Serracchiani per la mozione Franceschini
  2. Ivan Scalfarotto per la mozione Marino
  3. Fausto Raciti per la mozione Bersani.

Come nella migliore tradizione "americana", i rappresentanti delle tre mozioni sono stati "tartassati" dalle domande degli iscritti e simpatizzanti che hanno affollato (fino a mezzanotte!) i sotterranei del circolo dove si è svolto l’incontro (mentre fuori pioveva, sottoterra la temperatura sfiorava i 40 gradi; è proprio vero che la politica è sudore …).
Non sono mancati colpi di fioretto, stoccate, sciabolate e veri e propri fendenti anche tra i tre "moschettieri": insomma un’assemblea politica come non se ne vedevano da tempo con il pubblico vero e grande protagonista per le sue domande incalzanti ed irrispettose.
Il politico più citato? Obama! (A quanto pare è il riferimento per tutte e tre le mozioni).
Nel seguito una breve sintesi (incompleta e non imparziale) del dibattito. Qualcuno ha ripreso in video l’evento per cui prima o poi c’è anche la speranza di vederlo su YouTube. Intanto qui, su Facebook, ci sono le foto dell’incontro.
Avviso importante: gli iscritti del circolo Alberone voteranno per le primarie il 26 settembre 2009 preso il circolo Don Orione. Prego prendere nota!

Cosa ha detto Scalfarotto

Ivan è stato il mattatore della serata! Non per niente è (era, sarà?) dirigente e capo del personale in azienda private (come recita Wikipedia). Partenza brillante con lo slogan "il 26 ottobre (il giorno dopo le primarie ndr) non è la fine ma l’inizio di qualcosa: il nuovo PD chiunque sia eletto segretario"; seguono aneddoti nazional-popolari-kennediani sulla sua vita da emigrante fuori dall’Italia e sulla sua speranza di un’Italia migliore e radicalmente nuova rispetto al "ventennio" berlusconiano. Lui sceglie la mozione Marino perché meglio rappresenta il suo sogno: un’Italia senza lottizzazione, con giornalisti che facciano domande cattive, senza regioni controllate dalle mafie, con una vera economia di mercato, senza monopoli e con meno ordini professionali.
Il suo finale strappa le lacrime (e il sorriso) anche ai militanti più duri ed incazzati: "la mozione Marino è nata il 4 luglio (come la festa di indipendenza americana ndr) ed io sto con lui perché per usare le parole della blogger cubana Sanchez esiliata ma poi tornata in patria: non volevo vivere in un altro posto ma in un’altra Cuba".
Applausi scroscianti.

Cosa ha detto Serracchiani

Diciamoci la verità. Eravamo tutti lì per vedere in carne ed ossa Debora Serracchiani la donna che ha umiliato Berlusconi alle europee, il volto nuovo del PD, la carta segreta di Franceschini per conservare la segreteria. Ebbene Debora si è rivelata una "dura". Appena presa la parola ha detto di essere d’accordo con tutto quello che aveva appena detto Ivan Scalfarotto e così in pratica ha tranquillizzato tutti coloro che con cuore voterebbero Ignazio Marino (il nostro Obama) ma che con il cervello preferiscono Dario Franceschini. E allora perché votare Dario? Secondo Debora perché:

  • vuole un partito Democratico plurale dove si possa discutere di tutto ma che però alla fine decide grazie al più classico e prezioso dei doni della democrazia: la conta dei voti;
  • ha dimostrato di avere le idee chiare e la forza per metterle in pratica: via il governo ombra, sì ad un unico gruppo degli eletti del PD al parlamento europeo, sì a candidati scelti fuori dalle logiche di corrente, fedeltà alla Costituzione italiana ribadita in ogni occasione;
  • nella sua mozione si dice chiaramente che vuole un partito federale; Roma deciderà le linee politiche strategiche ma ogni segretario regionale sceglierà poi come metterle in pratica nel suo territorio;
  • last but not least Dario ha avuto il coraggio di assumere la guida del partito in un momento di sbandamento (quando nessuno faceva la fila per assumere l’incarico) e lo ha portato unito e compatto all’appuntamento elettorale ottenendo un risultato inaspettato.

Debora ha dimostrato di avere le idee chiare anche su come si vincono le elezioni: non annunciando preventivamente le possibile alleanze (stoccata al baffetto ed al suo candidato alla segreteria) ma convincendo gli elettori a votare un programma di governo serio, onesto, sostenibile che dimostri che un’altra Italia è possibile.

Ovviamente Debora è stata bersagliata (anche) dalle solite domande che la perseguitano in ogni occasione.

  • Come fai a stare nella stessa mozione della Binetti? Risposta: se la Binetti ha sottoscritto la mozione Franceschini vuol dire che la condivide; siamo un partito plurale ma che alla fine esprime la scelta maggioritaria.
  • Perché hai detto che hai scelto Franceschini perché è più simpatico di Bersani? Risposta: ma la vogliamo smettere di prenderci tanto sul serio? E se ogni tanto sorridessimo e ci prendessimo un po’ in giro? E se la smettessimo di pensare che il PD è il partito degli sfigati? (applausi a scena aperta, standing ovation e Scalfarotto molto preoccupato …).

Infine Debora si è esibita nella sua "fenomenologia di Silvio Berlusconi" (bravissima! Menaglie …): perché nonostante gli scandali, le bugie, le continue stupidaggini che fa (e le condanne ricevute) gli italiani continuano ancora a votarlo? Per un solo, grande, unico motivo: Silvio è un gran comunicatore; vince perché è simpatico a molti concittadini e perché parla loro con un linguaggio semplice.
"Gli avete mai sentito pronunciare la parola esegesi?" ha chiesto la pasionaria di Udine. Allora bisogna imparare la sua lezione: il PD deve smetter di comportarsi e di comunicare in maniera incomprensibile. Deve essere chiaro, onesto, diretto, così come lo è Franceschini (Bassolino non deve essere il candidato del PD per Napoli e la Campania, Vespa offende i giornalisti, la Costituzione italiana è alla base della nostra Repubblica, il PD non ha avuto il coraggio di affrontare il tema del conflitto di interessi …).

Cosa ha detto Raciti

Dover parlare ad un’assemblea di militanti PD dopo Scalfarotto e Serracchiani non è certo facile ma Fausto non ha tentennato ed ha esposto le tesi della mozione che rappresentava in modo chiaro e arguto. Ma facciamo un passo indietro. Chi è Fausto Raciti? Fausto (nato nel 1984!) è il segretario nazionale dei "Giovani Democratici" (il vivaio del PD).
Raciti ha riassunto le tesi della mozione Bersani ed ha poi esposto le sue critiche al modello politico Franceschini/Marino: la politica è una cosa troppo seria per essere lasciata alla roulette delle primarie; perché dovremmo far scegliere il nostro segretario anche a chi non è iscritto al partito? Fausto ha poi difeso la candidatura di Bersani che è stato forse il ministro più apprezzato dell’ultimo governo Prodi, l’unico che è riuscito a imporre delle riforme serie (le famose liberalizzazioni di Bersani). Bersani, ha detto Raciti, è l’unico che ha un vero programma politico per il partito e per il paese: le altre due mozioni invece si reggono solo sulla figura carismatica dei loro primi firmatari. Ma il paese ne ha abbastanza di partiti ad immagine dei loro leader (Berlusconi, Casini, Di Pietro). È ora di tornare alla politica con la p maiuscola!

Le domande dei militanti

Ovviamente il pubblico è intervento in modo attivo e continuo, spesso indisciplinato (ma semo a Roma …) con domande spesso cattive. I tre moschettieri hanno risposto senza remore su nessun argomento e tenuto testa brillantemente ai supporter delle mozioni contrarie.
Insomma una serata di vera politica!  

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