Ignazio Marino

Io sto con Marino – resoconto assemblea iscritti ed elettori del PD (22 novembre 2014)

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(foto tratta da Facebook)

Senza paura e senza compromessi: assemblea degli iscritti, elettori e amministratori del PD che appoggiano Ignazio Marino e vogliono trasformare Roma

Sabato 22 novembre 2014 si è tenuta, presso il Teatro Belli in Piazza di Sant’Apollonia, una affollata assemblea di iscritti, elettori ed amministratori del Partito Democratico di Roma in appoggio al sindaco Marino in risposta a certe dichiarazioni e prese di posizioni emerse durante la “Direzione” del PD di Roma del 14 novembre 2014 .
All’incontro ha partecipato anche il segretario del PD di Roma Lionello Cosentino.

Il documento di convocazione

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(clicca immagine per ingrandire)

Nel documento di invito alla manifestazione (qui in pdf e word) il tema dell’incontro era sintetizzato come segue:
“Riteniamo che strappare Roma alle destre sia stato un risultato storico. Il centrosinistra ed il PD governano in tutta la città: questo ci obbliga ad avere un grande senso di responsabilità, soprattutto in un momento di particolare crisi e complessità come questo. (…) La consapevolezza delle difficoltà, specialmente ora, impone al PD Roma un ruolo di supporto critico e costruttivo al sindaco e alla giunta. (…)
Per non rischiare di cadere nella deriva populista e riconsegnare la città alla destra - che ha già rialzato la testa nelle periferie - dobbiamo evitare spettacoli indecorosi che possono mettere a rischio la tenuta del sindaco e di tutta la giunta. Il PD può e deve ora affiancare, con le idee prodotte dall’esecutivo e dai circoli, l’azione amministrativa anche laddove è carente. Ma occorre farlo con spirito costruttivo.”

Principali interventi

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L’incontro è stato aperto da Bernardo Gialanella  del Circolo PD di Donna Olimpia  che ha subito voluto spiegare che l’assemblea non nasce per contrapporsi al PD di Roma o per dar vita all’ennesimo corrente.
Il nostro avversario è la destra fellona e senza vergogna che negli anni dell’amministrazione Alemanno ha portato allo sbando la città e le società controllate”.
Per non rischiare di cadere nella deriva populista e riconsegnare la città alla destra, ha sottolineato Bernardo, si devono però evitare spettacoli indecorosi da parte di esponenti del PD di Roma che possono mettere a rischio la tenuta del sindaco e di tutta la giunta.
“Il PD può e deve ora affiancare, con le idee prodotte dall’esecutivo e dai circoli, l’azione amministrativa anche laddove è carente. Ma occorre farlo con spirito costruttivo.”
In conclusione Bernardo ha poi auspicato che il partito Democratico di Roma riprenda l’iniziativa politica specie nelle periferie per ricucire i rapporti con le fasce sociali più indifese che soffrono maggiormente la crisi e che rischiano di cadere nelle braccia della deriva populista della vecche e nuova destra.

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Valeria Castrucci  ha portato la testimonianza dei lavoratori della società Sitcom dove sono stati operati decine di licenziamenti a causa di una ristrutturazione spregiudicata pur in un comparto, l’audiovisivo, che dovrebbe offrire opportunità di sviluppo e lavoro (qui e qui altri approfondimenti sulla vertenza Sitcom). Valeria ha inviato il Partito Democratico a non dividersi e a stare al fianco dei lavoratori e delle imprese virtuose specie in questa situazione economica assai precaria.

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Andrea Masala  dell’ARCI ha ripreso l’invito di Bernardo e preannunciato a breve una fiaccolata contro il razzismo e per la riqualificazione delle periferie.
Piero Filotti ha chiesto che i Circoli e gli iscritti siano consultati maggiormente anche con referendum o in via telematica quando il Partito prende decisioni di rilievo.

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Lorenzo Dal Monte tra gli organizzatori dell’assemblea ha svolto un appassionato intervento in cui ha richiamato gli esponenti del PD a smetterla di esternalizzare in modo improvvido le proprie personali opinioni su temi delicati senza curarsi delle conseguenze politiche delle loro affermazioni.
Il PD deve tornare a fare elaborazione politica” ha stigmatizzato Lorenzo “ e smetterla di continuare ad azzuffarsi per ogni poltrona disponibile!”
C’è ovviamente la liberta di dire quel che si pensa ha concluso Dal Monte ma “non a nome mio!” scatenando lunghi applausi.

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Intervento molto appassionato anche da parte di Esmeralda Tyli del Circolo Esquilino e componente del Forum Immigrazioni che ha invitato il PD a darsi da fare sui veri temi che interessano i cittadini e ad essere in prima linea contro i rigurgiti razzisti della destra e le stupidaggini dei nuovi populismi.

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Giancarlo Ricci  ha censurato le dichiarazioni degi esponenti del PD romano che si sono pronunciato contro Marino: “O non sanno quello che dicono o perseguono interessi personali”

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Elio Tomassetti  consigliere del PD in XII Municipio ha ricordato che chiedere nuove elezioni a Roma vuol dire far decadere Presidenti e giunte dei 15 municipi, tutti governanti da PD e alleati.
Non possiamo abbandonare presidenti di municipio e amministratori locali che in questi anni sono stati troppo spesso in trincea senza fondi e supporto adeguato”.
Secondo Elio occorre ritrovare in fretta l’unità - abbandonando inutili fughe in avanti – “per portare a termine il programma di profonda innovazione che porterà i cittadini a giudicarci nel 2018”.

L’intervento di Lionello Cosentino

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Lionello, segretario del Partito Democratico di Roma, non si è sottratto al confronto e con molto coraggio è salito sul palco per spiegare quanto è realmente accaduto durante la direzione del 14 novembre 2014.
In primo luogo, ha spiegato Cosentino, la direzione del PD di Roma si è riunita nuovamente il 21 novembre proprio per chiarire che nessuno chiede le dimissioni del sindaco Ignazio Marino o vuole  mettere sotto tutela la sua giunta.
Chiediamo però a Ignazio Marino di rivedere alcune priorità della sua agenda politica” ha detto il segretario del PD di Roma.
La crisi economica morde le categorie sociali più fragili ha sottolineato Cosentino è dovere del PD di Roma rimarcare certi punti di massima attenzione.
Lionello ha ricordato che le periferie vivono gravissimi disagi e che Roma in generale ha sofferto più di altri territori la contemporanea riduzione degli investimenti nel settore pubblico e nell’edilizia.
Lionello ha poi ricordato che il 28 e 28 novembre 2014 avrà luogo la “conferenza programmatica” del PD di Roma  presso il Teatro Quirino e che trai suoi obiettivi ha anche il rilancio dell’azione politica del Partito Democratico nei territori.
La Direzione e la Segreteria del PD di Roma vogliano in tal modo aprire uno spazio di confronto: è necessario mettere in circolo idee, proposte e contributi su come disegnare il futuro della città anche metropolitana e dei Municipi. Uno spazio libero, per un confronto vero e partecipato.
“Dopo le giornate del 28 e 29 novembre” ha detto Lionello “il lavoro continuerà: porteremo la discussione nei circoli e nelle altre sedi di partecipazione attiva e civica che sono in rete con il PD di Roma, per proseguirla e darle ampiezza e spessore”.

Il documento di convocazione

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Usura e mafie: le strategie di Roma Capitale (OpenMag, 14 novembre 2013)

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(clicca sull'immagine per ingrandire)

Prevenzione e informazione sul fenomeno del sovraindebitamento per combattere l’usura. Questi i temi al centro del Convegno “Usura. Strategie e mezzi per combatterla”, organizzato da Roma Capitale, ieri 14 novembre. Dal 2014 uno sportello antiusura in ogni Municipio. Nuove iniziative anche contro gli interessi delle mafie nella Capitale
Ascolto e aiuto per sovraindebitamento, consulenza anche online, attività di prevenzione tra le famiglie, le scuole e le Università e finanziamento di start up giovanili per la creazione di nuove imprese artigianali o commerciali, questi i punti al centro del progetto che dal 2014 coinvolgerà i 15 Municipi romani. L’attività degli attuali sei Centri antiusura dell’Amministrazione nel 2014 sarà, infatti, più che raddoppiata, con 15 sportelli territoriali.
I quindici centri saranno coordinati da un Ufficio centrale, presso il dipartimento Attività Produttive di Roma Capitale, e svolgeranno attività di ascolto, consulenza gratuita di esperti (avvocati, psicologi) e prevenzione, a cominciare dalle scuole e dalle famiglie romane. Il nuovo Ufficio di coordinamento sarà organizzato con figure in grado di avviare e sostenere progetti di start up di imprese, presentati da giovani provenienti da famiglie colpite da usura, per l’avvio di un’azienda artigiana o di un esercizio commerciale: una risposta concreta a singole situazioni di difficoltà da cui uscire con una prospettiva di autonomia. La consulenza gratuita per l’avvio di impresa consisterà in una valutazione di fattibilità della richiesta, in termini di congruità della spesa e di possibilità di successo. Solo in seguito sarà possibile accedere a finanziamenti da restituire a tassi agevolati, per un massimo di 120 mesi.
Previsto anche un vademecum che verrà distribuito sul territorio con regole e consigli per un uso corretto delle risorse economiche, che aiuti ad evitare il sovraindebitamento e la trappola dell’usura. Il materiale conterrà anche informazioni sui numeri e gli indirizzi dei centri municipali e dell’Ufficio centrale.
Intanto contro la criminalità e gli affari sporchi delle mafie sul territorio della Capitale è stato sottoscritto un nuovo protocollo dai presidenti dei Municipi capitolini. Il primo protocollo antimafia accoglie i cinque punti promossi dall’associazione antimafie da Sud per contrastare concretamente gli affari dei clan nei loro territori.
La firma lunedì 18 novembre, presso la sede dei gruppi consiliari. Con questo atto condiviso i Municipi intendono fare fronte comune, impegnandosi formalmente a promuovere pratiche antimafia su temi strategici quali la gestione degli appalti pubblici, le strategie contro la corruzione, il contrasto al gioco d’azzardo, la valorizzazione dei beni confiscati, la formazione e la cultura.

Il testo e il video dell’intervento del sindaco Ignazio Marino

  • Il testo dell’intervento del sindaco Ignazio Marino (pdf, 209 K, 9 pp.)

Video degli interventi

  • Franco Marino, Vice presidente vicario di Roma Capitale: “La strategia del Comune di Roma per combattere l'usura” (video)
  • Riccardo Magi, presidente commissione speciale legalità e lotta all'Usura di Roma Capitale (video)
  • Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale Codici (video)
  • Col.Colosimo Di Gesù - Comandante Nucleo Polizia Tributari a GdF (video)

Marta Leonori: “Fori Imperiali: a settembre pronti a modifiche” (Repubblica, 19 agosto 2013)

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  • Fonte: rassegna stampa comune di Roma in pdf   e txt , titolo originale: “Leonori: A settembre pronti a modifiche e sui camion bar intervenga la Regione

L’assessore alle Attività produttive: “Facciamo gioco di squadra e miglioriamo il progetto”. L'abusivismo non si combatte solo in strada. Un tavolo con le forze dell'ordine per risalire alla fonte delle merci

  • di Ciaffone Marco

«Il mese di settembre ci dirà di più sulla sperimentazione ed è proprio lì che sarà utile apportare le giuste modifiche al progetto».
L’assessore alle Attività produttive Marta Leonori si rivolge direttamente a chi in queste prime settimane di agosto ha manifestato verso il Campidoglio più di un mal di pancia per la chiusura al traffico privato di via dei Fori Imperiali.

Assessore, i commercianti confermano che senza un incontro scenderanno in strada.

«Ho già sentito le associazioni di categoria e con loro abbiamo concordato un incontro per i primi giorni di settembre. L'obiettivo è arrivare al tavolo sia noi che loro, e con noi intendo me e l'assessore Improta, con una serie di proposte. Lo stesso approccio vale per i comitati e le formazioni spontanee nate tra i cittadini. Municipio, Comune e residenti devono giocare di squadra per risolvere le criticità, senza dimenticare che la sperimentazione durerà fino a dicembre. Solo da settembre si potranno quindi valutare le criticità maggiori ed elaborare, progressivamente, proposte pertinenti e pensate su una situazione diversa da quella agostana».

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I Fori Imperiali con meno auto sembrano aver reso più visibili alcuni elementi che sembrano stonare col paesaggio. Tipo i camion bar.

«Su quello bisogna chiarire che in questo momento noi non possiamo fare nulla di particolare. La legge regionale dice che se venissero spostati dal Colosseo bisognerebbe dare loro una sistemazione equivalente, ad esempio piazza di Spagna. Chiaro che si riproporrebbe la stessa situazione. La buona notizia è che alla Pisana ci stanno finalmente lavorando, bisogna solo avere pazienza e attendere il percorso istituzionale».

E sugli abusivi?

 «Lì si punta a cambiare approccio. La sola repressione in strada serve a poco. Abbiamo chiesto alle forze dell'ordine cittadine un tavolo per mettere a punto un'azione di prevenzione che vada a colpire la fonte delle merci che finiscono sui banchetti».

Come affronterete il nodo dei pullman turistici?

«Anche su questo massima apertura con gli operatori del settore, che con Improta abbiamo già incontrato. Con loro ridiscuteremo in autunno un nuovo piano sia peri Fori che per il lungo Tevere, confidando nel loro senso di responsabilità».

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Interviste agli assessori di Roma

Luigi Nieri, vice sindaco di Roma: “Fori aperti anche di notte” (Corriere della Sera, 15 agosto 2013)

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  • Fonte: in pdf  e txt  su rassegna stampa del comune di Roma

II progetto: «Arriverebbero più turisti e si potrebbe fare un accordo con il ministero: noi mettiamo il personale e loro l'illuminazione». Pedonalizzazione: «Via del Corso vietata al traffico? Una cosa alla volta Ma più zone si riconsegnano ai cittadini meglio è». Sulla Metro C e sulla discarica faremo scelte solo nell'interesse dei cittadini e non nell'interesse dei privati.

  • di Menicucci Ernesto

Il sogno di Luigi Nieri, vice-sindaco che a Ferragosto sta «sostituendo» Ignazio Marino che è in vacanza, è di «poter aprire i Fori Imperiali al pubblico tutte le notti: il Comune può mettere il personale, il ministero l'illuminazione».
Quella della pedonalizzazione, spiega, «è solo il primo passo: vogliamo creare il più grande parco archeologico del pianeta».
I nodi verranno al pettine a settembre, con la riapertura delle scuole: «Ci saranno dei disagi, ma cercheremo di limitarli. Lo dico anche ai commercianti: chi ha un'attività, avrà dei benefici da questo progetto».
Ma i temi caldi sono tanti. Dal bilancio («la Regione metterà soldi sul trasporto pubblico») alla discarica al Divino Amore: «Finora è stato Cerroni, proprietario di Malagrotta, a dettare le condizioni». Mentre le scelte, anche su metro C, vanno fatte «nell'interesse dei cittadini, non dei privati».

La vista, dal secondo piano di Palazzo Senatorio, è mozzafiato.

«Meglio di quella del sindaco...», scherza Luigi Nieri, vice di Marino, chiamato a Ferragosto a sostituire il primo cittadino.
Nieri, maniche di camicia, iniziali sul costato, viene dal Bambino Gesù, oggi andrà dai vigili e poi a pranzo dagli anziani di Centocelle.
Guardando giù, lancia la sua idea: «Vorrei aprire i Fori tutte le notti. Si può fare un accordo col ministero: il personale lo mettiamo noi, l'illuminazione loro».

I Fori, il vostro cavallo di battaglia...

«La pedonalizzazione è il primo passo. Vogliamo creare il più grande parco archeologico del pianeta. Toccherà a via del Corso? Una cosa per volta, ma più aree si aprono e meglio è».

Temete che, alla riapertura delle scuole, sarà emergenza traffico?

«Vorremmo che ai romani arrivasse un concetto: i Fori sono vostri. E mi piacerebbe che ci siano agevolazioni per alcune fasce sociali. Dei disagi ci saranno, ma cercheremo di alleviarli. E lo dico anche ai commercianti: chi ha le attività lì intorno, sarà favorito».

Prossime tappe?

«Chiedere al governo, per far togliere il vincolo su quella striscia d'asfalto».

Dove troverete i soldi per il bilancio e per i progetti?

«Coi fondi europei vogliamo finanziare i Fori e altre 4-5 idee. Ma è indispensabile far ripartire l'economia della città. Qualcosa arriverà dalla Regione per il trasporto pubblico, su cui  la Polverini aveva messo zero euro. Altri risparmi dai fitti passivi, dove paghiamo quasi 100 milioni».

E in atto, da parte vostra, una sorta di «dealemanizzazione?»

«La città era stanca di Alemanno. Dai dipendenti comunali ai tanti settori tradizionalmente non vicini al centrosinistra».

Perché avete interrotto la stagione delle ordinanze?

«Sono state un fallimento. La destra vinse sul concetto, inesistente, di sicurezza percepita. Ma si può illudere la gente un anno, non di più. E non si può trasformare Roma nella città dei divieti: la movida va governata, non cancellata».

Il centrosinistra, ad ogni fatto di sangue, parlava di Roma come un «far west».

Gli omicidi ora saranno colpa di Marino?

«Criticai il centrodestra per le accuse a Veltroni, e il centrosinistra ha sbagliato a rincorrere il Pdl. Cosa c'entra il sindaco se c'è un regolamento di conti nella malavita? La questione riguarda prefetto, questore, procura. Il sindaco ha un altro ruolo, ma con Alemanno si è confuso tutto».

Continuerete a portare i ragazzi delle scuole alle foibe?

«Roma è medaglia d'oro della Resistenza, ha subito il fascismo e il nazismo, la deportazione del ghetto. E quella la nostra memoria. Altre città ricorderanno le foibe».

Sgombererete chi occupa i palazzi?

«Roma ha sempre convissuto coi movimenti di lotta per la casa. Le occupazioni sono una forzatura delle regole, ma per superarle occorre dare risposte».

Perché a Roma mancano le case?

«Qualcosa, sotto il centrosinistra, non ha funzionato: si è costruito tanto, ma è mancata progettualità. Dove e per chi si realizzano immobili?».

Abitazione anche per i nomadi?

«La fase dei campi rom va chiusa. E non credo che una città come Roma non possa convivere con 6 mila persone... Naturalmente, le regole vanno rispettate. Da tutti».

Non c'erano alternative ai rifiuti al Divino Amore?

«Il posto lo ha scelto il commissario, e i responsabili sono Alemanno e Polverini. Capisco che i cittadini non si fidino, dopo Malagrotta, ma lì andranno solo rifiuti già trattati. E poi una discarica lì già c'è».

Vi sarete messi contro Cerroni, visto che il sito non è suo...

«Le condizioni le ha sempre dettate il proprietario di Malagrotta e la politica dell'Ama è stata sbagliata».

Invece con la querelle sulla metro C avete aperto un altro fronte con Caltagirone, che fa parte del consorzio...

«Vogliamo convivere col settore imprenditoriale, ma le scelte si fanno nell'interesse di tutti e non solo di qualcuno».

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Interviste agli assessori di Roma

Ignazio Marino: “Se il Pd cede alle pressioni del Pdl distrugge la sua natura” (La Stampa, 12 agosto 2013)

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  • Fonte: rassegna stampa del Comune di Roma in txt   e pdf

Pd, stai attento a questi alleati. Marino: non conta quanto dura un governo, ma quel che fa. Handicap: il limite delle larghe intese è che non si faranno passi avanti sull’omofobia e le unioni civili. Fori imperiali: chiuderli al traffico fa parte di un grande progetto archeologico Il Colosseo non è una rotonda spartitraffico

  • di La Mattina Amedeo

Sindaco Marino, da due mesi si è insediato in Campidoglio. Come vede la politica italiana da questa prospettiva?

«Ho un osservatorio e una responsabilità che mi permette di valutare alcuni atti del governo dal punto di vista pratico e per i riflessi che hanno sulla vita reale. La mia preoccupazione maggiore è legata alla disoccupazione che a Roma ha raggiunto tra i giovani il 40%. Un dato gravissimo. Il governo ha erogato 16 miliardi alla imprese creditrici e altri 20 arriveranno entro dicembre 2013: è una provvedimento che dà ossigeno alle imprese e quindi possibilità di creare nuova occupazione. Se il governo continuerà ad agire con determinazione in settori che intessano la vita delle persone, certamente continuerà a vivere. Non deve farsi distrarre dalle conflittualità legate agli obiettivi di una parte politica».

Si riferisce al Pdl?

«Esatto. Non ha senso quanto dura il governo ma cosa fa concretamente per l'interesse del Paese. Dal mio punto di vista, avvicinandosi il semestre italiano dell'Unione europea, è importante che a guidarlo sia una personalità come Letta, europeista convinto: avrà l'opportunità di compiere ogni azione per accelerare verso 1' Europa federale e l'unione bancaria. Mi sembra invece difficile che si possano fare passi avanti avendo in squadra il Pdl su temi come l'omofobia, il testamento biologico, la fecondazione assistita, le unioni civili».

Il dibattito politico è fermo sull'Imu e la condanna di Berlusconi.

«Tutto dipende dal senso di responsabilità che il Pdl saprà dimostrare. Il Pd non deve cedere alle pressioni del Pdl che non intende rispettare una sentenza passata in giudicato, altrimenti non manterrà integra la sua natura».

Per quanto riguarda l'Imu, lei condivide l'ipotesi di trasferire ai comuni le scelte sull'abolizione sulla prima casa?

«L'ipotesi di trasferire l'Imu ai comuni convince non solo me come sindaco della capitale ma moltissimi sindaci di tanti comuni italiani. A patto che l'intero gettito sia affidato ai comuni. Dobbiamo capire quale sarà il metodo. I comuni sono l'elemento di amministrazione più vicino ai cittadini, per cui è positivo si voglia costruire con loro una soluzione nazionale alla questione delle tasse locali. Quanto all'abolizione sulla prima casa, faccio presente che si tratta di una tassa patrimoniale: la si chiami come si vuole ma di questo si tratta. E chiaro che, se si abolisce del tutto, bisognerebbe indicare un altro tipo di tassazione sul patrimonio. E' meglio rimodulare l'Imu tenendo conto però del reddito reale delle persone affinché non pesi sui meno abbienti».

Governare una città come Roma non è semplice. Bisognava proprio partire dalla chiusura al traffico dei Fori imperiali?

«Mi rendo conto che possano attrarre meno alcune azioni che conduciamo nelle periferie. L'altro giorno a Cinquina mi sono reso conto che nel centro anziani non c'era una pista da ballo coperta perché il secondo piano era occupato da scarti di eternit. Ci siamo subito occupati di rimuoverli. Può sembrare una cosa sciocca ma ballare per gli anziani è importante per socializzare e per l'attività fisica. Ancora. Sono stato a Ostia dove c'è una grande emergenza legata alla criminalità organizzata: abbiamo avocato al Campidoglio la facoltà di assegnare gli spazi nelle spiagge per sorvegliare attività che secondo gli investigatori potrebbero essere controllate dalla criminalità organizzata. Ho insistito moltissimo sulla legalità e sono scomparsi dalle piazze storiche di Roma i venditori abusi. Negli aeroporti e nelle stazioni abbiamo dichiarato guerra agli autisti abusivi».

Parliamo dei Fori: commercianti e automobilisti inferociti.

«La chiusura dei Fori al traffico è l'inizio di un grande progetto di valorizzazione della cultura, dell'archeologia. In nessun Paese il monumento più famoso della Terra, il Colosseo, sarebbe stato trasformato in una rotatoria spartitraffico. La nostra ambizione è fare di tutta l'area dei fori il parco archeologico più grande del pianeta. Nel '73 io parcheggiavo in piazza del Popolo: Se oggi fosse ancora consentito, prenderebbero il sindaco per pazzo».

Ignazio Marino: un’unica area archeologica dai Fori Traiani ai Fori Imperiali fino all’Appia antica (Huffington Post, 11 agosto 2013)

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  • Fonte: huffingtonpost.it, titolo originale: “Fori imperiali, Ignazio Marino: Quella strada scomparirà

Via dei Fori Imperiali scomparirà. A Roma le automobili devono diminuire come in tutte le altre grandi capitali. Raddoppierà il numero dei turisti

All’inizio di questa storia non c’è, come tutti abbiamo immaginato, un grande intellettuale quale Giulio Carlo Argan. Non c’è una dotta discussione sul rapporto fra Antichità e Modernità. C’è più banalmente (ma quanto più felicemente) un ricordo giovanile, una passeggiata con una ragazza americana, di origini caraibiche, in visita estiva a Roma, un giro nei Fori (per farla meravigliare, per farla innamorare?), che finisce con una osservazione di lei, pratica come pratico è spesso lo spirito americano: “Ma che vi è venuto in mente di fare una strada proprio sul Foro?”
Decenni dopo Ignazio Marino, divenuto Sindaco, prova a rispondere a quel rimprovero. Se siete stati irritati o compiaciuti dalla scelta di bloccare al traffico l’area intorno al Colosseo, tenetevi pronti ad altre emozioni forti. La pedonalizzazione è infatti solo l’inizio di un progetto che “nel corso di questo mandato” avvierà nuovi scavi che porteranno alla luce i Fori più antichi che giacciono coperti dal grande viale che va dal Colosseo a Piazza Venezia. Il risultato finale sarà non solo l’ampliamento dell’area archeologica, ma uno stravolgimento totale dell’attuale volto della Capitale: come conseguenza di questi scavi, infatti, via del Fori Imperiali, la strada così fortemente voluta da Mussolini, e oggi così fortemente parte della identità della città, scomparirà, verrà smantellata. “Forse ne resterà una sezione, magari per pedoni e biciclette”, dice serafico senza giri di parole il neo-sindaco di Roma in questa intervista.

Sindaco Marino, cosa risponde a chi le rimprovera che Roma ha altre priorità di quelle da lei scelte, che le periferie sono più importanti della pedonalizzazione dei Fori?

Ho fatto in realtà molti giri di periferie. Dedico a queste visite un giorno alla settimana. Sono stato ad Ostia a San Basilio…

Sempre in bicicletta?

La bicicletta piace molto, ho scoperto. Perché la gente può fermarti facilmente, mette le mani sul manubrio e ti tiene bloccato fino a che non ha finito di parlare… In ogni caso, I primi 50 nuovi mezzi di trasporto pubblico li abbiamo tutti dati alle periferie.

Come le è venuta l’idea di pedonalizzare i Fori? È stato un progetto accarezzato a lungo o una decisione presa all’improvviso, in fretta, come un po’ è apparso?

La vera storia in realtà non ha nulla a che fare con l’essere sindaco. Nel 1988, avevo appena finito I miei studi a Pittsburgh, venni a Roma come ogni anno, per l’estate. In America avevo conosciuto un medico, Velma Skandersberg , una afroamericana di origini caraibiche, e la invitai a venire in Italia. La portai ai Fori, ricordo. La portai in giro, per farle sentire tutta la magia di essere in questi luoghi , “Ecco qui ha camminato Giulio Cesare, e Cicerone parlò in questo esatto posto”. Poi usciamo dagli scavi, arriviamo sulla strada e lei esclama: “Ma come vi è venuto in mente di costruire una strada proprio fuori da qui”. Fu lei a farmi scoprire per prima l’incongruenza di questa situazione….

Insomma, dobbiamo le sue decisioni a Velma e non, come si pensa, ad Argan.

Beh, in quegli anni ero più familiare con I libri di chirurgia che con il dibattito storico politico. La discussione sui Fori in effetti è antica, viene impostata nel 1887 da Guido Baccelli, che fu il primo a imporre il problema del parco archeologico…. Da adulto ne ho letto poi molto. Ma lei mi ha chiesto cosa c’è all’origine delle mie idee.

Altri ricordi di gioventù che dobbiamo conoscere per capire il futuro della città?

Ce n’è di sicuro un altro, che mi ha sostenuto nel prendere le mie decisioni attuali da sindaco. Ricordo che nel 1973, cito un anno a caso, io come tutti i romani andavo a Piazza del Popolo e parcheggiavo la macchina. Quella Piazza meravigliosa era una enorme distesa di vetture, e a nessuno sembrava strano. Oggi è zona pedonale. Come è avvenuto il passaggio, con quali disaccordi? Sono certo che c’è stata una discussione, che qualcuno ha preso la decisione di cambiare la destinazione d’uso della Piazza, che i commercianti avranno protestato. Ma se oggi io come sindaco volessi proporre il contrario, cioè di riaprire il parcheggio a piazza del Popolo, sono sicuro che sarei inseguito con i bastoni! È mia convinzione che tra venti anni sarà avvenuto lo stesso cambio culturale nei cittadini in merito ai Fori.

La prima settimana è passata alla fine senza grandi tensioni. Ma certo non finisce qui. Lei infatti fin dall’inizio ha fatto riferimento a un progetto più grande…

… In risposta, il sindaco, come pare faccia spesso, si alza e ci invita a uscire con lui sull’"affaccio”. L’affaccio è un esile balconcino aggrappato a una parete laterale a caduta libera dell’edificio del Campidoglio. La base del balcone è strettissima, non più di tre persone vi stanno dritte e affiancate, e la combinazione di strapiombo e monumenti romani, archi, colonne, Via Sacra e Senato, provoca uno smarrimento fra panico e bellezza. Tutti i sindaci che hanno guidato il Campidoglio hanno amato questo affaccio. L’accesso al modesto balcone senza nessuna pretesa artistica sul più imponente memoriale della Storia è infatti forse il vero simbolo del potere che deve gestire chi guida la città di Roma. Tutti i sindaci, dunque, usano la cortesia di offrire questa vista almeno una volta agli ospiti.
Ma Ignazio Marino invece di guardare in basso ai celebri monumenti, è rivolto a sinistra, verso la strada dei Fori Imperiali, che limita e divide le antichità. Punta con il braccio verso la base del viale. “Guardi lì sotto, vede, vede? Lì sotto ci sono altri reperti, i fori più antichi… anzi, vede? Lì sotto c’è la maggior parte del Foro”.
Guarda, insiste, e sorride. Secondo statistiche storiche, gli scavi del periodo mussoliniano vennero in gran parte ricoperti per costruire proprio la nuova strada imperiale fra Colosseo e Piazza Venezia. Dal punto di vista archeologico, le cifre sono paradossali. Nota l’urbanista Italo Insolera che “la banchina di calcestruzzo seppellì nuovamente, e sotto ben più dura scorza, parte di quanto era stato scavato”. I Fori infatti coprivano 80 mila metri quadri. Ne furono scavati 76 mila e riseppelliti 64 mila, circa l’84 per cento. “I ruderi lasciati in mostra sono indubbiamente importanti, ma rappresentano solo il 15 per cento di quanto gli imperatori costruirono”.
L’altro risultato controverso è di tipo percettivo. Osserva Antonio Cederna: “Oltre ad aver spaccato in due l’unità della zona archeologica (…) i Fori imperiali sulla sinistra di chi va verso il Colosseo sono stati sprofondati in catini (…) mentre i monumenti sulla destra presentano tutti al passeggero il didietro”.
Le conseguenze della osservazione del Sindaco sono dunque piuttosto chiare.

Il suo prossimo passo è dunque liberare questa parte del Foro dalla “copertura” della strada?

Sì. Intendiamo farlo. Come lo faremo è da vedere. Ci sono varie metodologie possibili. Per questo il primo passo da fare è organizzare un grande confronto internazionale sulle metodologie di scavo. Io certo non sono un esperto. C’è chi dice che il modo migliore è “sbancare” tutto e riportare alla luce i vecchi Fori, e chi dice che invece va scavato ma valorizzando tutte le stratificazioni. Un metodo che nel mio linguaggio da chirurgo descriverei simile a una tac.

Ripetiamo, tanto per essere certi di quello che lei vuole fare: la pedonalizzazione dell’area dei Fori imperiali è l’inizio di un progetto che porterà, in ogni caso, qualunque sarà la metodologia scelta, a nuovi scavi?

Sì, e tra 25 o 30 anni, grazie a questi scavi ci sarà al centro di Roma una situazione urbanistica completamente nuova.

Possiamo dire dunque che secondo questo progetto Via dei Fori Imperiali scomparirà? Che sarà diciamo “espiantata”?

Si alla fine scomparirà. Immagino che ne rimarrà solo una parte, una sezione centrale, magari per biciclette e pedoni, magari per un tram… magari terremo le mappe dell’Impero. Questo risultato finale lo vedremo. Senza volerle sembrare un folle, mi immagino un’unica area che unisca i Fori Traiani ai Fori Imperiali…

...e che continui fino all’Appia?

Certamente. Riunificando un’area archeologica che ora è divisa.

Lei capisce che cancellare via dei Fori Imperiali, per non parlare poi delle altre strade, le porterà fino a sotto questo balcone manifestazioni furibonde. Non ultime quelle di quel nutrito gruppo di nostalgici fascisti per cui quella via è un simbolo importantissimo?

Capisco che questo nuovo schema possa far paura. Ma pensiamo ad altri esempi nel mondo. A Williamsburg, la capitale coloniale della Virginia, è stata mantenuta l’intera città, anche se gli edifici nella maggioranza dei casi erano fatti solo di legno. E a Londra a Parigi ci sono monumenti forse del valore del Colosseo che sarebbero ridotti a fare da rotonda spartitraffico?

Quanto riflesso antifascista c’è in questa sua idea di cancellare via dei Fori Imperiali, simbolo del potere Mussoliniano?

Io sono un antifascista. Ma al di là delle mie convinzioni personali non c’è nulla di antifascista in questa decisione. Tant’è che sarà un comitato internazionale a decidere, come dicevo, se e come fare gli scavi sotto quella strada.

E quanto c’è invece di odio anti-automobile?

Io non lo chiamo odio, preferisco parlare di intolleranza. Ma sicuramente c’è. Cosa pensare del fatto che a Roma ogni 1000 abitanti ci sono 980 auto, che a Roma si muovono ogni giorno si muovono 600mila persone, di cui il 60 per cento fa meno di 5 chilometri? È un assurdo. Il traffico deve essere diminuito. È una priorità anche medica.

Lei sostiene che tutto questo progetto porterà a Roma un numero maggiore di turisti. Ma perché i turisti dovrebbero essere più attratti da un Foro senza il Viale? Che differenza fa per loro?

Perché l’area sarà bellissima. Io penso che porteremo il doppio di turisti che vengono oggi . Puntiamo a superare i 20 milioni annui.

Può darci un calendario per l’attuazione di questo progetto? Tanto per poter misurare in futuro il suo impegno?

Vedrete. Avverrà tutto nel corso di questo mandato.

Vedremo, Sindaco.

Flavia Barca: “Quei tesori dell’arte che l’Italia non vede” (Il Corriere della Sera, 10 agosto 2013)

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(Flavia Barca, foto tratta da Facebook)

  • Fonte: Il Corriere della Sera , titolo originale: “«I privati ci aiutino a svelare i tesori che l'Italia non vede»

L’assessore alla cultura del Comune di Roma: mosaici stupendi, ma serve uno sponsor. Appello di Flavia Barca per Mausoleo di Augusto e Colle Oppio. «Operazione Fori è segno del cambiamento che vogliamo»

  • di Paolo Conti

Flavia Barca, economista della cultura, lei è il nuovo assessore alle Politiche culturali della giunta romana di Ignazio Marino. Cominciamo dall'operazione Fori. Molti si sono chiesti perché partire da lì. Sinceramente: è una priorità?

«L'operazione Fori è il segno forte del cambiamento che il sindaco Marino e questa giunta intendono assicurare a Roma. Indica un percorso progettuale di rinascita della città che parte dalla valorizzazione del patrimonio artistico, dalla riappropriazione identitaria da parte dei cittadini. La serata del 3 agosto, con tutte le sue difficoltà, ha mostrato che i romani capiscono molto bene».

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Marino parla, per i Fori, di contributi di idee internazionali, del ritorno di Roma al centro di un dibattito non solo italiano. Lei pensa davvero che Roma «interessi»?

«Più di quanto noi italiani non sospettiamo. Chiunque abbia vissuto all'estero conosce l’immensa forza comunicativa di Roma nell'immaginario mondiale. Va recuperata, con uno scatto d’orgoglio, la capacità di utilizzare quell'interesse per il bene della città».

Cosa pensa dell'operazione Colosseo e della sponsorizzazione da parte di Diego Della Valle?

«Mi convince. E penso che il coinvolgimento dei privati sia essenziale per il futuro della cultura a Roma. Sono colpita dalla quantità e dalla qualità di imprese e singoli possibili sponsor e mecenati che mi hanno voluto incontrare mettendosi a disposizione per sostenere il nostro patrimonio. Penso che per la cultura siano essenziali tre soggetti. La mano pubblica, che tutela il bene e indica una strategia chiara e condivisibile. La mano privata, che con un progetto trasparente può dare il meglio di sé. I cittadini romani, che non devono più essere solo fruitori ma devono diventare garanti essi stessi del bene culturale, riappropriandosene».

In quali luoghi i privati potrebbero sostenere il Comune?

«In tanti davvero. Penso al Mausoleo di Augusto, destinato a diventare una meraviglia: i lavori sono fermi da anni e il bando due anni fa è andato deserto. O agli scavi sotto il Colle Oppio, nell'area dell'impianto termale: sono emersi in tempi recenti, come si sa, il magnifico affresco della città e mosaici di inestimabile bellezza. Occorrerebbe uno sponsor non per gli scavi ma per rendere fruibile subito al pubblico tutto questo».

Ignazio Marino ha detto, ascoltando i dati negativi dei consumi culturali a Roma presentati da Federculture: l’Estate romana appare indebolita, la Festa del cinema appassita, l’Opera ha poche aperture di sipario, la metà della Scala...

«In generale dovremo uscire dalla cultura dell'emergenza, anche nel campo culturale. L'Estate romana deve ritrovare il suo ruolo di motore di innovazione, sperimentazione di talenti e anche di capacità di riscoperta del territorio. I nuovi bandi saranno non solo trasparentissimi ma chiederanno, in cambio dei finanziamenti, anche un ritorno al Comune, magari sotto forma di testimonianze filmate dell'attività: se il Campidoglio investe in cultura, è giusto che il "prodotto" sia in qualche modo tracciabile e valutabile. La Festa del cinema deve ritrovare una sua identità più forte e chiara, collocata anche in una visione intersettoriale: produzione, distribuzione, sostegno ai nuovi talenti, le sale che chiudono... In quanto all'Opera, il tema è delicato. Assorbe importanti risorse economiche che dovranno in qualche modo essere maggiormente messe a disposizione dei cittadini».

Tra poco sarà stagione di nomine: alle Scuderie-Palaexpo, per esempio, dove i costi sono stati tagliati e l'azienda ha resistito ai cambi politici. Poi ci sarà il Teatro Stabile. Come vi regolerete per le nomine? Ci saranno politici?

«Non faccio nomi. So che con il sindaco Marino c'è un elemento di chiarezza: in generale solo nomine culturali trasparenti, professionali, meritocratiche seguendo l'impostazione condivisa in giunta. Le Scuderie hanno ottenuto risultati straordinari, rappresentano un brand sia popolare che di élite culturale. Forse il Palazzo delle Esposizioni deve ritrovare una sua identità più marcata».

Che cosa accadrà nel pasticciaccio del teatro Valle? Possibile che una delle sale più antiche e prestigiose d'Italia resti ancora occupato e senza un progetto?

«Il Valle è un dossier aperto al quale stiamo prestando molta attenzione. Gli spazi culturali a Roma sono tanti, molti anche vuoti. Non escludo che possano nascere, non so dire se proprio al Valle, esperienze di gestione condivisa dei beni comuni, sotto la guida di un Comitato di garanti e il monitoraggio del Comune, in cui si possano sfruttare anche le esperienze positive che vengono dalla comunità artistica romana. E in generale penso a un lavoro collegiale sulle politiche culturali in stretta collaborazione con i Municipi. Un metodo indispensabile, per una città come Roma».

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Vogliamo consegnare ai romani, alle romane e ai turisti la passeggiata più bella al mondo.
Sabato 3 agosto, a partire dalle 21.30, la notte di Roma si illumina per inaugurare la pedonalizzazione dei Fori Imperiali con la prima Notte dei Fori. Arte, cultura, spettacoli e visite gratuite per festeggiare la passeggiata dei romani, il primo passo verso il parco archeologico più grande del mondo.

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Roma: Ignazio Marino vara le norme anti-parentopoli (Il Corriere della Sera, ed. Roma, 25 luglio 2013)

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  • Fonte: Corrierone , titolo originale: “Municipalizzate, varate le norme anti-Parentopoli. Via anche i condannati

Rivoluzione trasparenza al Campidoglio. Nelle municipalizzate parentopoli al bando; via anche i politici, i condannati (anche in via non definitiva, anche chi ha patteggiato) Selezione con bandi internazionali

  • di Alessandro Capponi

Non può assumere l'incarico chi è «parente, entro il quarto grado, di amministratori o dirigenti di Roma Capitale, o con altri amministratori, sindaci, dirigenti dell'organismo per il quale è prevista la nomina».
La lettera «M» del primo comma dell'articolo 3 - «Incompatibilità o inconferibilità» - potrebbe essere definita, per dirla con poche parole, la norma anti Parentopoli.
Ma, in verità, l'atto presentato ieri dal sindaco - «Indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti di Roma presso società, enti, aziende e istituzioni» - è un susseguirsi di paletti.
Via i politici, i condannati (anche in via non definitiva, anche chi ha patteggiato), oltre ai parenti: l'elenco è lungo. «Criteri in stile anglosassone», viene annunciato. «Una rivoluzione, cambierà tutto», dice Marino. Di certo, il sindaco potrà revocare il mandato «se l'amministratore non si attiene alla missione indicata».
Intanto, per la selezione, sarà necessario un avviso pubblico internazionale da bandire cinque mesi prima della scadenza dei Cda, aperto a professionalità extracomunitarie ma chiuso a chi abbia ricoperto, nei precedenti due anni, incarichi istituzionali: niente poltrone, dunque, a chi è stato sindaco, parlamentare, assessore, consigliere.
La delibera per le nomine delle municipalizzate presto sarà sottoposta al voto dell'aula Giulio Cesare.
«Quindici articoli - spiega Marino - che faranno uscire da un'epoca grigia, di incertezza e discrezionalità nella scelta di cariche importanti. Abbiamo deciso delle incompatibilità, un divieto di cumulo degli incarichi».
Rappresentatività di genere garantita ad ogni livello: «In un altro articolo abbiamo chiarito che la rappresentanza di genere nei Cda non potrà essere inferiore ad un terzo».
On line i redditi: «Obbligo di pubblicare sul sito web il curriculum e tutti i compensi degli incaricati».
Per Marino «la parte più innovativa sono gli articoli 10 e 13, che danno alla giunta il compito di stabilire la missione di un'azienda. La giunta dovrà fare una delibera in cui indica gli obiettivi. Il sindaco, con atto motivato, può revocare un amministratore se questo non si attiene alla missione indicata». Per Marino «sono regole e percorsi molto comuni nel mondo anglosassone dove c'è una chiarezza di percorso e un'attenzione ai risultati e agli obiettivi».
Rimane da capire: bastano le stesse regole per avere, a Roma, lo stesso risultato?

Atac allo sbando: 40% dei bus fermi, 6 milioni di km persi (Il Corriere della Sera, ed. Roma, 24 luglio 2013)

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  • Fonte: Corrierone, titolo originale “Il 40% dei bus fermi, 6 milioni di km persi. Il buco nero di Atac causato da errori e sprechi

Atac allo sbando, l'atto di accusa di Improta. Marino: azienda gestita senza criteri manageriali. Nel mirino gli 81 dirigenti. Gli ex autisti torneranno al volante o come controllori (che ora sono solo 70)

  • di Alessandro Capponi

Ci sono dati che l'assessore Guido Improta non svela, nell'audizione di fronte alle commissioni Bilancio e Mobilità, ma che sono già in possesso del Campidoglio: «La produzione complessiva del personale Atac è la più bassa tra le aziende omogenee».
Del resto tra i dati «riservati» c'è anche quello sui km percorsi dagli autobus romani: negli ultimi due anni, il calo è stato di 6,6 milioni di chilometri.
La relazione di Improta è riassumibile in due concetti: il primo, in Atac negli ultimi anni è stato sbagliato tutto o quasi; il secondo, per il futuro bisogna attuare un cambiamento radicale.
Infinite le reazioni: applausi dal centrosinistra, critiche dall'ex sindaco Alemanno, per il quale Improta «è stato fazioso, non ha tenuto conto dei tagli». Marino: «Non si tratta di spoil system, noi con trasparenza abbiamo deciso di affidarci a persone competenti».
Di certo, al momento, l'universo Atac è una specie di buco nero: perdita d'esercizio «tra il 2010 e il 2012 di 650 milioni», 744 milioni di debiti (200 nel 2013), esclusi quelli per Metrebus (raccontati ieri dal Corriere ) e quelli (temutissimi) fuori bilancio.
Toccherà a Danilo Broggi, il nuovo ad in carica tre anni, porre rimedio. Ma la strada indicata dall'amministrazione è chiara: eliminare gli sprechi, razionalizzare il servizio. Per dirla con il sindaco: «L'azienda è stata gestita senza criteri manageriali», con «investimenti sbagliati» e «contravvenendo alla missione di servizio pubblico».
Per «invertire la rotta», Improta prevede di «riscrivere le regole dell'organizzazione del lavoro» e il nuovo ad potrà prevedere manovre in grado di far cambiare strada anche al personale (dopo la concertazione coi sindacati): il Comune prevede di «far tornare in guida gli addetti muniti di patente». Ex autisti diventati amministrativi: torneranno al volante o saranno usati come controllori (quelli ora in servizio sono 70), o presidieranno i capolinea. Ma nel mirino dell'amministrazione ci sono soprattutto gli 81 dirigenti: saranno esaminati competenze e meriti e, a qualcuno, sarà chiesto di «andarsene» o «ricollocarsi».
Le sfide per il futuro sono chiare: «La liberalizzazione del settore - dice Improta riferendosi alle direttive europee anche se «la privatizzazione non è all'ordine del giorno» - la messa a gara dei servizi». Bisognerà rompere «l'oligopolio dei tradizionali fornitori» visto che «i tentativi di uno dei precedenti ad, Tosti, non sono stati supportati dall'azionista», cioè il Campidoglio.
Ci sarà l'unificazione di un'agenzia per la mobilità con la Regione.
Cambierà la frequenza delle corse. Ora circola il 60% dei bus e il 53 di metro (età dei mezzi della «B»: 22 anni). Poi «servirà una diversa disciplina dei bus turistici in Centro, ridotto a Far West». Entro il 2013,corsie preferenziali (obiettivo triplicarle in 5 anni). Per spiegare il «rosso» Atac forse serve citare quelli che Improta definisce «i soli costi per consulenze, locazioni e vigilanza»: 60 milioni l'anno.
Il segretario Pd Lazio, Enrico Gasbarra: «Atac perde 700 mila euro al dì». Improta usa, tra gli altri, un esempio: «In luogo di contratti di leasing full-service l'azienda sconta un costo per manutenzione pari a 1 euro a km rispetto ad una media italiana di 0,5». La bocciatura del passato è totale: «In 5 anni non sono state prese, anche a causa dei numerosi cambi di ad, le decisioni necessarie». E ancora: «La giunta Polverini ha stanziato nel 2013 zero risorse per il trasporto di Roma. Un dispetto istituzionale».

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