Legalità

Legalità e trasparenza, il modello Regione Lazio – 4° seminario del PD Roma (11 febbraio 2017)

Politica: 

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L'11 febbraio 2017 si è svolto il quarto e ultimo incontro del seminario sul tema "Legalita’ e Trasparenza" organizzato dal Forum Legalita' del PD Roma (qui i resoconti del ,   e 3° incontro).
L’incontro è stato dedicato in gran parte al “Modello Lazio”: i provvedimenti attuati e i risultati ottenuti dalla giunta Zingaretti contro la corruzione e per la legalità.
I relatori sono stati:

  • Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio
  • Luigi Zanda, Presidente del gruppo PD al Senato
  • Teresa Petrangolini, Consigliere Regione Lazio
  • Baldassarre Favara, consigliere della Regione Lazio
  • Pasquale Passalacqua, Associato Università di Cassino
  • Matteo Orfini, presidente del Partito Democratico e commissario PD Roma

Sono state proiettate le seguenti clip video:

  • un brano dal film “Signore e signori buonanotte”  in cui Marcello Mastroianni è un giornalista che intervista un ministro accusato di corruzione (fonte: Youtube, 1.37 minuti)
  • un brano dal film “Gli onorevoli“ in cui Totò – nei panni di Antonio La Trippa – si accorge che vogliono candidarlo in Parlamento per fini illegali (fonte: YouTube, 2.23 minuti)

Alla fine dell’incontro sono stati consegnati gli attestati di partecipazione ai lavori del ciclo di seminari “Legalità e trasparenza 2017” del Partito Democratico di Roma.

Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio: intervento di apertura sui principi di legalità e trasparenza

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Nicola Zingaretti (web, fb, tw, email  ) ha iniziato il suo intervento ricordando che la “battaglia per la legalità” è stato uno degli elementi qualificanti del suo programma elettorale del 2013 anche perché il consiglio regionale del Lazio era stata coinvolto in una serie di scandali che avevano portato alle dimissioni della precedente giunta di centro-destra guidata da Renata Polverini.
Dopo la vittoria del PD “ci siamo subito posti il tema di come voltare pagina, contrastare il malaffare e i comportamenti non etici” ha detto Zingaretti “per ridurre il rischio di corruzione quanto più possibile.”
In una regione come il Lazio – ha aggiunto Zingaretti – è impossibile ridurre a zero il rischio corruzione “ma questo non può essere una giustificazione: si può fare in ogni caso moltissimo per ridurre il «brodo dell’illegalità» che genera consenso ma contemporaneamente mina le basi della buona politica”.
“La nostra amministrazione” ha continuato Nicola Zingaretti “non ha cercato scorciatoie ma ha preferito affrontare i veri nodi con la consapevolezza che questo nel tempo avrebbe creato un consenso più vero e pulito da parte dei cittadini”.

Innovazione e semplificazione amministrativa

La prima mossa dell’amministrazione Zingaretti è stata “l’innovazione e semplificazione amministrativa”: è stata eliminata la “babele” delle centrali appaltanti che da 22 sono passate a 12 con in testa la “Centrale unica degli acquisti”.
“Questa spending review intelligente ha permesso risparmi per circa 700 milioni di euro e garantisce massima trasparenza e tracciabilità della spesa” ha rimarcato Zingaretti.
L’azione del governo regionale ha visto inoltre la riduzione degli “enti regionali” e delle società partecipate “entità inutili che erano solo finalizzate a creare consenso e che favorivano il rimpallo delle ridistribuzioni decisionali”.
Oggi la Regione Lazio ha solo 4 grandi società:

  1. Nuova COTRAL Spa: trasporto pubblico locale
  2. Nuova ASTRAL SpA: funzioni di agenzia per la mobilità; attività di progettazione, realizzazione, manutenzione e gestione della rete viaria regionale.
  3. Lazio Innova SpA: attività per lo sviluppo economico regionale
  4. Lazio Crea SpA: supporto all'esercizio di funzioni amministrative regionali, gestione sistema informativo regionale e attività di formazione

Sono stati cancellati circa 500 posti tra componenti di CDA e Direzioni e “oggi abbiamo una macchina amministrativa più efficiente e controllabile”.

Rotazione dei dirigenti

Un altro punto qualificante dell’azione della Giunta Zingaretti è consistita  – grazie a nuove norme nazionali – in un’ampia rotazione dei dirigenti.
“La rotazione dei dirigenti ha dato il via a una miriade di ricorsi a Tar e Consiglio di Stato ma abbiamo vinto tutte le cause” ha detto Zingaretti “Abbiamo anche assunto nuovi dirigenti basandoci solo su CV e merito. Questo ci ha permesso di migliorare i nostri servizi ai cittadini: eravamo la terzultima regione d’Italia per capacità di spesa dei fondi europei ed oggi siamo la prima”.
Zingaretti ha anche voluto sottolineare l’importanza della formazione per una efficace azione anticorruzione dei dipendenti pubblici e ha ricordato che la Regione Lazio insieme all’Istituto Jemolo  ha organizzato corsi di formazione in materia di anticorruzione e antimafia per i dipendenti dei comuni.

La riduzione della “discrezione amministrativa”

Un altro punto fondamentale, ha detto il governatore del Lazio, è stata la riduzione della “discrezione amministrativa” in materia di pagamenti: “oggi la Regione Lazio paga fatture e debiti commerciali esclusivamente con criterio cronologico” e ha ridotto sensibilmente i tempi di pagamento.

La collaborazione interistituzionale fra Regione e altri corpi dello Stato

La collaborazione interistituzionale fra Regione e altri corpi dello Stato -  come ANAC, Guardia di Finanza e Carabinieri - è stata fondamentale.
Il Lazio è stata infatti la prima amministrazione pubblica a sottoscrivere un “accordo di vigilanza attiva” con ANAC (video) che riguarda sia la redazione delle gare di appalto sia le prassi operative dell’amministrazione.
Un altro protocollo è stato sottoscritto con la Guardia di Finanza ed uno è in via di definizione sempre con la GdF esclusivamente per il controllo della spesa nelle ASL.

Digitalizzazione di beni e servizi

La digitalizzazione di beni e servizi permette assoluta tracciabilità e migliora la trasparenza: “grazie ad essa” ha detto Zingaretti “abbiamo scoperto irregolarità e vere e proprie truffe ai danni della Regione”.
Oggi grazie all’applicativo informatico GecoWeb tutte le pratiche relative ai fondi UE sono digitalizzate e disponibili H24.

L’Osservatorio regionale sulle Mafie

Zingaretti ha anche rivendicato la costituzione dell’osservatorio regionale sulle Mafie – il cui responsabile Cioffredi è intervenuto in un precedente seminario.
Si tratta di un lavoro di altissimo livello che produce annualmente un rapporto i cui dati permettono maggiore coscienza sul fenomeno della criminalità organizzata nel Lazio.

La cultura della legalità e del controllo

In conclusione del suo intervento Nicola Zingaretti ha voluto sottolineare che solo una attenta cultura della legalità e del controllo rende efficace l’azione amministratrice per sua natura esposta a a rischi di infiltrazione da parte della criminalità.
“A Roma e nel Lazio” ha detto Zingaretti “troppo spesso si è finto di non vedere e di non capire di fronte a episodi di malaffare sotto gli occhi di tutti. Serve maggiore coscienza consapevolezza e competenza sia da parte dei cittadini, sia da parte degli amministratori e momenti di approfondimento come questo seminario del PD Roma sono fondamentali in questo ambito. Legalità è garanzia di buona politica mentre l’illegalità è foriera di antipolitica”.

Luigi Zanda, Presidente del gruppo PD al Senato

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Luigi Zanda (wiki, fb) ha esordito ringraziando Matteo Orfini e il Forum Legalità del PD Roma per l’iniziativa e per averlo invitare ad esporre il suo pensiero.
Zanda ha ricordato le definizioni di legalità  e trasparenza proposte dalla enciclopedia Treccani ma ha sottolineato che questi temi non posso risolversi in mero rispetto delle formule: il rispetto effettivo e non solo formale delle regole è infatti una delle pietre miliari della convivenza sociale e civile.
Spesso invece ci troviamo di fronte a comportamenti illegittimi anche in tema di legalità: spesso c’è un abuso di legalità e trasparenza anche da parte di certi parlamentari – e Zanda ha ricordato il caso del senatore che presentò 85 milioni di emendamenti – in certi talk show, in certe testate giornalistiche.
“La battaglia per la legalità e la difesa dei diritti dei cittadini è fondamentale anche per la salvaguardia delle istituzioni dello Stato” ha detto Zanda.
Il presidente del gruppo PD in Senato ha ricordato le molte iniziative parlamentari e di governo nell’attuale legislatura che direttamente o indirettamente hanno contribuito a rafforzare legalità e diritti.
“Il governo Renzi è stato il primo governo di centro sinistra dopo 20 anni di Berlusconi e ha dovuto  invertire direzione politica rispetto al passato” ha sottolineato Zanda.
Fondamentali sono state le nuove norme anticorruzione, contro il voto di scambio, contro il terrorismo, contro la violenza negli stadi, sull’omicidio stradale, per i ricercatori universitari, per i professori di scuola, per lo sgravio fiscale dei progetti culturali, per il rilancio di Pompei: “Tutte norme” ha detto Zanda “che hanno avuto effetto positivo sulla crescita della legalità”.
Last but non least Zanda ha ricordato le norme sul diritti civili, il divorzio breve, le unioni civili e il “dopo di noi” auspicando che nelle prossime settimane possano essere approvate anche le norme per i migranti minori non accompagnai e lo Ius soli.
Concludendo il suo intervento, Zanda ha sottolineato che l’illegalità ha moltissimi volti - sete di potere, carrierismo, sottrazione di denaro pubblico - e ha ricordato che “per noi del centro sinistra” l’illegalità politica si manifesta anche quando l’azione politica non dimostra il suo carattere sociale di cui la trasparenza è la caratteristica precipua.
“Non c’è in questo caso sanzione di legge – ha detto Zanda – “ma se non siamo conformi alla legalità sociale i nostri elettori lo percepiscono e ci puniscono”.
Ad esempio – ha rimarcato Zanda - va incentivata l’accoglienza dei migranti ma garantendo la sicurezza dei cittadini, va sviluppata la TAV ma senza penalizzare i pendolari, va decentralizzata l’assistenza sanitaria ma senza creare disparità per i cittadini di regioni diverse.

Teresa Petrangolini, Consigliere Regione Lazio e coordinatrice del gruppo Trasparenza del Pd Lazio

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  • Qui le slide di questo intervento (pdf, 29 slide, 293 K)

Teresa Petrangolini (web, fb, tw, regione, pd lazio) ha illustrato – con una attenta sintesi – i risultati conseguiti dalla Amministrazione Zingaretti in particolare in 4 aree:

  • amministrativa
  • trasparenza
  • partecipazione
  • digitale.

La rivoluzione amministrativa

Per quanto riguarda il tema della buona amministrazione Petrangolini ha spiegato che la giunta Zingaretti ha puntato a una Regione più leggera, più efficiente, più sobria grazie a:

  • Revisione della spesa pubblica per tagliare gli sprechi ma non i servizi
  • Riduzione e accorpamento di agenzie e società
  • Centrale unica per appalti e acquisti
  • Taglio di commissioni consiliari, staff, auto blu e rimborsi
  • Semplificazione amministrativa per sgravare imprese e cittadini di oneri burocratici
  • Utilizzo dei fondi europei per sostenere crescita, innovazione e coesione sociale
  • Testi unici di riordino e semplificazione
  • Apertura di una fase costituente: pianificazione strategica e regolazione, misurabilità degli interventi, riduzione della gestione diretta con devoluzione di risorse agli enti locali.

La rivoluzione della trasparenza

Per quanto riguarda il tema della trasparenza, Teresa ha ricordato le azioni più incisive svolte negli ultimi 4 anni:

  • Open Data: su internet tutti i dati dell’amministrazione e i numeri del bilancio per consentire ai cittadini e alle imprese di controllare come vengono spesi i loro soldi
  • Rendiconto periodico dell’azione di governo, mediante le Giornate della trasparenza
  • Verbali dei Consigli di amministrazione delle società e delle aziende pubbliche su internet
  • Nomine trasparenti e fondate sul merito
  • Piano Regionale anticorruzione per gare, appalti, contratti e contributi pubblici

La rivoluzione digitale

L’Agenda Digitale del Lazio, ha detto Teresa Petrangolini “sarà lo strumento fondamentale per costruire trasparenza e partecipazione diffondendo cultura e tecnologia digitale in tutta l’Amministrazione Regionale e rivoluzionando la burocrazia” grazie a:

  • Eliminazione del digital divide e aree di accesso a internet gratuito senza fili e banda larga in tutti i comuni e in tutte le aree produttive
  • Luoghi pubblici di accesso ad internet nei piccoli comuni e nelle comunità montane
  • Libera circolazione di dati e informazioni nel rispetto della privacy dei cittadini
  • Sviluppo di una cartografia digitale pubblica o “Carta della comunità” che raccolga tutti i dati utili a rafforzare il controllo del territorio.
  • Nuovi servizi telematici pubblici per l’accesso alla documentazione
  • Incentivi alla realizzazione di servizi e applicazioni da parte di imprese, associazioni e singoli cittadini grazie all’utilizzo dei dati liberati dalla Pubblica Amministrazione.

I nuovi progetti per la trasparenza

Petrangolini ha poi presentato alcuni progetti particolarmente importanti:

  • Open Progetti  che contiene tutti I dati sulle opere pubbliche cofinanziate dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale nel Lazio nel periodo 2007-2013 suddivisi per comune
  • Open Spesa: con le informazioni sulla spesa della Regione Lazio per esercizio finanziario
  • Open Sanità  con i dati degli oltre 75 milioni di prestazioni annuali di assistenza specialistica ambulatoriale erogate dalle ASL della Regione Lazio suddivise per territorio di residenza degli utenti con i volumi delle prestazioni per branche specialistiche.

Agenda Digitale

Teresa Petrangolini ha ricordato che la Regione Lazio ha vinto il “Premio Agenda Digitale 2015” assegnato dall’Osservatorio Agenda Digitale della School of Management del Politecnico di Milano.
Il portale Open Data Lazio è risultata la migliore Agenda Digitale Regionale d'Italia grazie ad un’iniziativa che punta sulla semplificazione del rapporto tra amministrazione e cittadini, buona diffusione in tutto il territorio regionale e per l'alta replicabilità del modello estendibile ad altre regioni.

Sanità digitale

La regione Lazio ha investito moltissimo sulla digitalizzazione della sanità perché le cure sanitarie sono il mandato regionale a più immediato e rilevante impatto sulla qualità della vita dei cittadini.
I bisogni dei cittadini hanno costituito il punto di partenza per la ridefinizione di un sistema integrato di governo della sanità, che utilizza le tecnologie digitali per fornire servizi innovativi e migliorare quelli esistenti, consentendo di usufruire dell’assistenza sanitaria in modo efficace e semplice.
Su http://salutelazio.it si possono trovare tutte le informazioni  sui nuovi servizi ai cittadini: orari studi medici, referti on line, Pronto Soccorso in tempo reale.

Trasparenza e consiglio regionale: alcuni esempi

Teresa Petrangolini ha poi illustrato alcune leggi che hanno avuto un considerevole impatto in tema di legalità e trasparenza:

  • la Legge regionale 28 giugno 2013, n.4 che ha ridotto le indennità di carica e gli altri emolumenti connessi all’espletamento del mandato di Consiglieri e Assessori, rideterminato le modalità di calcolo del trattamento previdenziale sulla base del sistema contributivo,introdotto un divieto di cumulo di indennità o emolumenti, abolito i vitalizi per i consiglieri eletti a partire dalla X legislatura permettendo un risparmio annuo di 12 mln per gli esercizi 2014-2015-2016;
  • la legge stabilità/2015 che ha permesso accorpamenti e dismissioni delle società controllate passate da 35 a 6 con previsione di risparmi per 40 milioni di euro a fine 2018;
  • la legge trasparenza 2015/2 che istituisce, presso i siti istituzionali del Consiglio e della Giunta regionale, l'Anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati, suddivisa in due sezioni: una dedicata ai consiglieri regionali e una alla Giunta.; con la stessa proposta, il Consiglio ha votato un comma con cui si impegna ad approvare entro la fine dell'anno una legge che istituisca l'Elenco regionale dei "lobbisti", nel quale siano iscritti i portatori di interesse individuati dalla stessa legge;
  • l’istituzione di una commissione speciale sulle infiltrazioni mafiose e sulla criminalità organizzata nel territorio regionale, per effettuare studi, indagini conoscitive e approfondimenti sul tema.

Work in progress

Infine Teresa ha ricordato che l’azione riformatrice della giunta Zingaretti è in progress su nuovi fronti, tra i quali:

  • Sistema di valutazione e misurazione della performance del personale dirigente della Regione
  • Disposizioni anti assenteismo dei consiglieri con pubblicazione del registro dei presenti e degli assenti e dei consiglieri sanzionati
  • Open Consiglio: una piattaforma che, utilizzando i dati politico-amministrativi ufficiali, consenta di pubblicare tutte le notizie relative all’attività del Consiglio e dei singoli Consiglieri e offrire uno strumento ai cittadini per seguire, comprendere e partecipare a tutto ciò che viene proposto, discusso e votato dall’assemblea legislativa.

Baldassarre Favara, Generale dei Carabinieri, consigliere della Regione Lazio: il codice etico del PD

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  • Qui le slide di questo intervento (pdf, 24 slide, 75 K)

Baldassarre Favara (regione, pd lazio) ha pronunciato un intenso intervento su valori etici nell’impegno politico.
Si tratta di un “argomento vasto e complesso” ha esordito Favara reso ancora più complicato dalle attuali novità in ambito sociale, culturali “inedite situazioni che ci trovano sprovvisti di adeguati strumenti di comprensione e di risoluzione!”
Siamo di fronte a una crisi economica e finanziaria che si protrae nel tempo con inedite modalità di relazioni sociali attraverso l’utilizzazione delle rete e nuove forme di disagio e di emarginazione sociale.
Siamo di fronte a un mondo criminale e alle sue articolate manifestazioni e ci chiediamo se l’umanità oggi abbia smarrito i propri valori sacrificando tutto alla logica dell’«ad ogni costo» considerando gli interessi pubblici in posizione subordinata rispetto a quelli privati
“Ma cosa vuol dire legalità ?” si è chiesto Favara.
Generalmente si parla di legalità per indicare “il principio di organizzazione dei moderni ordinamenti giuridici” ma legalità è soprattutto l’adesione cosciente al dettato normativo, la convinzione eticamente radicata al dovere di rispettare le leggi.
“Oggi viene denunciata una diffusa «crisi» della legalità” ha ricordato Favara “e i resoconti di cronaca evidenziano fatti dove il disvalore dei comportamenti, conduce a giudizi severi sul livello di impegno civico”.
Si tratta tuttavia di giudizi poco generosi, che non danno conto dell’impegno delle istituzioni, del mondo dei giovani e della scuola, dell’associazionismo.
Secondo Baldassarre Favara, “un ruolo fondamentale in quest’opera è giocato dalla famiglia: prima
agenzia educativa. È nella famiglia che l’individuo acquisisce il rispetto delle regole, matrice etica  del successivo sviluppo della personalità”.
La scuola ha un altro ruolo importante: ad essa spetta il compito di trasmettere il «sapere» e di trasferire i valori fondanti di una sana e ordinata convivenza civile, insegnando a coltivare “il coraggio morale”, di anteporre il bene comune ai propri interessi individuali.
“Cosa significa «etica»?” si è chiesto ancora Favara.
Etica è parola derivante dal greco ethos, che significa “costume”, consuetudine, modo di agire, modo di essere cioè un insieme di criteri, di valori, di norme, in base ai quali orientiamo nel tempo il nostro agire.
Secondo il consigliere Favara “coraggioso è colui che è abituato ad agire in modo coraggioso ed onesto, colui che ripetutamente si comporta onestamente. L’onestà è come un abito mentale perché nella vita quotidiana ancoriamo all’etica tutto il nostro agire sociale, i nostri sentimenti, le nostre passioni, le nostre percezioni della realtà, facendone derivare il pensare e l’agire bene, il volere il bene dell’altro.”
Per l’uomo delle istituzioni – ha continuato Favara - l’etica diviene un corredo morale indefettibile, - che non può venir meno - che obbliga ad agire per il benessere collettivo e a promuovere la legalità e realizzare la sicurezza.
L’uomo delle istituzioni deve essere umile e silenzioso perché solo l’umiltà predispone l’uomo all’ascolto, soprattutto quando si confronta con le responsabilità che gli sono attribuite.
“È l’umiltà che orienta l’uomo delle istituzioni, che gli permette di trasformare in un servizio le facoltà che gli derivano dalla responsabilità perché la vera funzione dell’uomo di Stato è quella di essere, tramite le istituzioni, al servizio del cittadino”.
Secondo Favara i valori etici vanno intesi come valori di identità ed appartenenza perché “comportamenti leciti provocano altre liceità”.
Appartenere ad una istituzione – ha concluso Favara - significa condividerne i valori etici.
“Ogni atto illecito provocato da un appartenente all’istituzione viene percepito come fatto a tutti”.
I valori che devono guidare chi amministra sono:

  • la fede nelle leggi, nel proprio coraggio, nei valori che cattive consuetudini hanno minato alla base
  • la tradizione, storia e vita delle istituzioni
  • la coesione che è compattezza morale
  • l’impegno
  • la competenza
  • l’onore come ha già ricordato Sabella nel primo incontro del seminario citando l’articolo 54 della Costituzione.

“I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore” ha concluso Favara “prestando giuramento nei casi previsti dalla legge”.

Pasquale Passalacqua, Associato di diritto del lavoro presso l’Università di Cassino: Inconferibilità, incompatibilità degli incarichi e obblighi di pubblicazione dei documenti degli eletti

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  • Qui le slide di questo intervento (pdf, 27 slide, 788 K)

Il professor Passalacqua (web) ha svolto un dotto e preciso intervento su due punti precisi del vasto tema della legalità nella PA: la inconferibilità/incompatibilità degli incarichi e gli obblighi di pubblicazione dei documenti degli eletti.
In primo luogo Passalacqua ha ricordato le fonti essenziali della normativa nazionale in quest’ambito:

  1. legge 190 del 2012 (legge "madre" perché, oltre a dettare norme diretta in tema, rappresenta anche la legge di delega da cui derivano i decreti legislativi sotto elencati)
  2. d.lgs. 235/2012 (su incandidabilità a cariche elettive)
  3. d.lgs. n. 39/2013 (su inconferibilità ed incompatibilità a cariche amministrative)
  4. d.lgs. n. 33/2013 (su trasparenza amministrativa)
  5. d.p.r. n. 62/2013 (Codice di comportamento dei dipendenti pubblici).
  6. Piani nazionali (anticorruzione e trasparenza).

D.lgs. n. 39/2013 su inconferibilità e incompatibilità

Questo decreto riguarda gli incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico. Esso ha disciplinato:

  • particolari ipotesi di inconferibilità di incarichi dirigenziali o assimilati in relazione all'attività svolta dall'interessato in precedenza;
  • situazioni di incompatibilità specifiche per i titolari di incarichi dirigenziali e assimilati;
  • ipotesi di inconferibilità di incarichi dirigenziali – o assimilati per i soggetti che siano stati destinatari di sentenze di condanna per delitti contro la pubblica amministrazione.

Ma qual è la differenza fra inconferibilità e incompatibilità?
L'inconferibilitè è un obbligo a carico dell'amministrazione che consiste nel precludere, permanentemente o temporaneamente, il conferimento di incarichi a particolari tipologie di soggetti.
L'inconferibilità è una situazione non risolvibile di contrasto tra diverse situazioni o status, preclusiva dell'assunzione di cariche
L’incompatibilità, invece, è un limite posto in capo all'incaricato e consiste nell'obbligo per il
soggetto cui viene conferito l'incarico di scegliere tra la permanenza nell'incarico e l'assunzione o lo svolgimento di altre particolari tipologie di incarichi.
Pertanto l’incompatibilità è una condizione risolvibile di contrasto tra diverse situazioni e incarichi che può essere rimossa mediante rinuncia dell'interessato ad uno degli incarichi che la legge ha considerato incompatibili

Il responsabile piano anticorruzione

Il responsabile piano anticorruzione nella PA cura, anche attraverso le disposizioni del piano anticorruzione, che nell'amministrazione, ente pubblico e ente di diritto privato in controllo pubblico siano rispettate le disposizioni del decreto sulla inconferibilità e incompatibilità degli incarichi.
A tale fine il responsabile contesta all'interessato l'esistenza o l'insorgere delle situazioni di inconferibilità o incompatibilità di cui al citato decreto.
L'ANAC, a seguito di segnalazione o d'ufficio, può sospendere la procedura di conferimento dell'incarico con un proprio provvedimento che contiene osservazioni o rilievi sull'atto di conferimento dell'incarico (nonché può segnalare il caso alla Corte dei Conti per l'accertamento di
responsabilità amministrative).

Gli obblighi di pubblicazione

Nella seconda parte del suo intervento Passalacqua ha analizzato gli obblighi di pubblicazione previsti dal D.Lgs. n. 33 - 14 marzo 2013.
L’obiettivo del legislatore in questo provvedimento è stato di riunire in maniera organica differenti temi sempre più sensibili, riconducendo a unità le disposizioni correlate, presenti in una serie variegata di fonti.

L’obbligo di pubblicazione degli incarichi di collaborazione e consulenza (art. 15)

Le pubbliche amministrazioni pubblicano (entro 3 mesi e per 3 anni dalla cessazione) e aggiornano le seguenti informazioni relative ai titolari di incarichi di collaborazione o consulenza:

  • gli estremi dell'atto di conferimento dell'incarico;
  • il curriculum vitae;
  • i dati relativi allo svolgimento di incarichi o la titolarità di cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati dalla pubblica amministrazione o lo svolgimento di attività professionali;
  • i compensi, comunque denominati, relativi al rapporto di consulenza o di collaborazione, con specifica evidenza delle eventuali componenti variabili o legate alla valutazione del risultato.

Il d.lgs. 33/2013 ha tuttavia dei limiti richiamati dall’art. 7-bis: “Nel caso di pubblicazione obbligatoria di atti o documenti, si devono rendere non intellegibili i dati personali non pertinenti o, se sensibili o giudiziari non indispensabili rispetto alle finalità di trasparenza della pubblicazione (comma 4)”.
Le notizie concernenti lo svolgimento delle prestazioni di chiunque sia addetto a una funzione pubblica e la relativa valutazione sono rese accessibili dall'amministrazione di appartenenza.
Non sono invece ostensibili, se non nei casi previsti dalla legge, le notizie concernenti la natura delle infermità e degli impedimenti personali o familiari che causino l'astensione dal lavoro, nonché le componenti della valutazione o le notizie concernenti il rapporto di lavoro tra il predetto dipendente e l'amministrazione, idonee a rivelare taluna delle informazioni di cui all'articolo 4, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. (comma 5).

Matteo Orfini: Roma ha un grave problema di tenuta etica e legale

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I lavori sono stati chiusi da Matteo Orfini (web, fb, tw, email) - commissario del PD Roma e Presidente nazionale del Partito Democratico.
Orfini – come già aveva fatto in occasione del suo intervento al 1° seminario sulla Legalità ha ribadito che - come dimostra la storia anche recente di Roma – non basta essere onesti per essere un buon amministratore.
“Per bene amministrare occorre competenza” ha detto Orfini “perché l’illegalità sfrutta l’incapacità e l’ignoranza di chi - anche in buona fede - occupa posizioni di responsabilità. Anche per questo motivo ho fortemente appoggiato questa iniziativa del Forum Legalità che per quattro fine-settimana ha visto alternarsi riflessioni politiche e approfondimenti tecnici. Un primo bilancio è sicuramente positivo: oltre cento iscritti ai seminari con frequenza di partecipazione dell’80%.
Tuttavia abbiamo registrato un scarso interesse e una bassissima partecipazione al seminario da parte di eletti ed amministratori del Partito Democratico di Roma.
Questo fatto mi delude e mi preoccupa.
Questa scarsa sensibilità da parte dei nostri rappresentanti nelle istituzioni locali ai temi della legalità e della trasparenza racconta e rivela una difficoltà vera del nostro partito: nonostante quello che spesso si dichiara molti continuano a pensare che basta essere eletti per aver finito il proprio lavoro. Troppo spesso si mette tutto il proprio impegno nel raccogliere consenso e preferenze: questo è importante ma non basta. Chi viene eletto e chi viene chiamato ad amministrare rappresenta la nostra comunità non solo i propri elettori e chi gli ha accordato una preferenza”.
Matteo Orfini ha poi voluto fare i complimenti ai rappresentati della Regione Lazio che sono intervenuti al seminario: “Zingaretti e i consiglieri regionali intervenuti ci hanno dimostrato che è possibile un’azione amministrativa di risanamento e di rilancio della PA se vi è una strategia, una visione e vi sono consapevolezza e coscienza dei problemi.
Il Lazio è sicuramente un modello da seguire: questo ci permetterà di andare alle prossime elezioni regionali rivendicando i tanti risultati concreti che la giunta Zingaretti ha conseguito in questi mesi.”
Zingaretti – ha detto ancora Orfini – ci ha ricordato che la buona politica deve avere anche il coraggio di prosciugare il “brodo del consenso clientelare”: questo inevitabilmente porta inizialmente ad una caduta di consenso ma paga nel lungo periodo.
“A Roma il PD è stato l’unico partito che dopo lo scandalo di Mafia Capitale ha avuto il coraggio di avviare una riflessione seria e attuare azioni che hanno tagliato con un certo passato. Eppure – per i motivi che ho esposto prima - proprio nei due Municipi in cui il rinnovamento è stato più radicale, parlo di Ostia e di Tor Bella Monaca, abbiamo perso il maggior numero di voti nelle recenti elezioni amministrative. Sono convinto però, come hanno detto sia Sabella sia Zingaretti da questo stesso tavolo – che questo sia un prezzo da pagare per costruire un partito più sano e tronare a vincere in maniera pulita e trasparente nel futuro.
Tuttavia dobbiamo chiederci perché battersi per rispristinare la legalità faccia perdere voti: questo è un problema grave non solo per il PD ma in primo luogo per Roma e per l’Italia.
Roma continua ad avere un grave problema di tenuta etica e legale.
Il nostro compito come Partito Democratico è costruire un nuovo nesso tra legalità e consenso con modi e strumenti anche innovativi.
Dobbiamo far capire a cittadini ed amministratori che la legalità è un valore assoluto perché aiuta il progresso del Paese e fa star meglio tutti noi.
Perciò dobbiamo accettare e rilanciare la sfida della legalità che vuol dire principalmente slezionare, formare e far crescere una nuova classe dirigente.
Per tutti questi motivi questa serie di seminari sulla Legalità e la Trasparenza è stata veramente importante e per questi motivi voglio ringraziare di cuore Riccardo Corbucci coordinatore del Forum Legalità del PD Roma e tutti i suoi collaboratori che hanno reso possibile questa iniziativa.
Prima di chiudere chiedo a tutti voi che avete partecipato a questi incontri di farci sapere cosa pensate di questa iniziativa e di darci suggerimenti per migliorare le prossime iniziative che intendiamo fare in questo ambito. Scriveteci (email, fb, web): per noi è molto importante”.

Saluti finali e consegna attestati di partecipazione al seminario

Alla fine dell’incontro sono stati consegnati gli attestati di partecipazione ai lavori del ciclo di seminari “Legalità e trasparenza 2017” del Partito Democratico di Roma.

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Resoconto 3° seminario Legalità e Trasparenza del PD Roma (5 febbraio 2017)

Politica: 

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Il 5 febbraio 2017 si e' svolto il terzo dei quattro incontri sul tema "Legalità e trasparenza" organizzato dal Forum Legalita' del PD Roma (qui i resoconti del 1  e del 2 incontro).

Riccardo Corbucci, apertura dei lavori

Riccardo Corbucci (web, fb, tw) – coordinatore del Forum Legalità del PD Roma – ha aperto i lavori ringraziando i presenti e i relatori; Riccardo ha anche ricordato che:

  • è stato realizzato il sito web del Forum Legalità del PD Roma  dove sono disponibili i materiali presentati durante gli incontri  
  • il 30 gennaio 2017 è stata emessa la sentenza contro la Mafia di Ostia  oltre 200 anni di condanna con il riconoscimento per la prima volta dell'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso a Roma; la sentenza premia anche il coraggio e il lavoro di investigazione giornalistica di Federica Angeli (tw, fb) giornalista di Repubblica, sotto scorta dal 2013 dopo le minacce ricevute a seguito di una serie di articoli pubblicati proprio sulla Mafia a Ostia e che è intervenuta alla 1° riunione del Forum Legalità 
  • federicaangeli.jpg(Federica Angeli)

  • il 1° febbraio 2017 il gruppo del PD in Campidoglio – primo firmatario Giulio Pelonzi  ha presentato una proposta di “Regolamento di assegnazione dei beni sequestrati alla mafia” così come auspicato dagli esperti che hanno partecipato – su questo tema - alla 1° riunione del Forum Legalità.

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(www.forumlegalitapd.it)

Francesco Saverio De Maria: provvedimenti amministrativi

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Trasparenza e Foia

Francesco Saverio De Maria, responsabile della Direzione Affari Legali, Prevenzione della Corruzione e Trasparenza dell’Enea, ha svolto un intervento sul tema dei provvedimenti amministrativi anche dal punto di vista della trasparenza.
In premessa De Maria ha ricordato le norme più importanti provvedimenti in materia di trasparenza già citate nel suo precedente intervento alla 1° riunione del Forum Legalità alle quali si devono aggiungere le “Linee Guida” di ANAC in materia di “Diritto generalizzato d’accesso” (FOIA) provvedimento fondamentale per chi opera nella PA.

La Costituzione

Rimane fermo – ha ribadito De Maria – che nella pubblica amministrazione il punto di partenza per operare bene rimane la Costituzione a cominciare dall’articolo 97 che esige che la PA agisca secondo il principio del buon andamento e dell’imparzialità.
La legge 241 del 1990 (art. 3) ha introdotto l’obbligo di motivazione per i provvedimenti amministrativi ma a distanza di quasi 30 anni spesso essi decadono di fronte alla giustizia amministrativa proprio per “difetto motivazionale”, da qui l’importanza della formazione: “Bisogna studiare per essere un buon amministratore” ha detto De Maria.

Il provvedimento amministrativo

Dal 1990 l’attività della PA si muove attraverso le regole del provvedimento amministrativo  per ognuno dei quali c’è sempre un responsabile ovvero un dirigente pubblico.
Il provvedimento amministrativo – ha spiegato De Maria - è un insieme di atti correlati e concatenati che si concludono con un atto finale, il “Provvedimento” appunto.
Ad esempio in una selezione del personale in un’amministrazione pubblica avremo una serie di atti (bando pubblico, commissione esaminatrice, prove di esame) ed un atto finale (approvazione graduatoria definitiva) che è il vero “provvedimento amministrativo”.

Clip video proiettate durante il seminario

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Marco Irace, Trasparency International Italia: la prevenzione della corruzione e il Whistleblowing

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Marco Irace (fb) è intervenuto al seminario in rappresentanza di Transparency International, una organizzazione non governativa che a livello globale si occupa di prevenire e contrastare la corruzione.
Transparency è stata fondata nel 1993 a Berlino ed oggi è diffusa in oltre 100 Paesi del mondo tra cui l’Italia .
La missione di Trasparency è “dare voce alle vittime e ai testimoni di corruzione e collaborare con Governi, aziende e con i cittadini per mettere un freno alla piaga della corruzione”.

L’Indice di Percezione della Corruzione

Ogni anno Trasparency pubblica l’Indice di Percezione della Corruzione (CPI) che misura la corruzione nel settore pubblico e politico di 176 Paesi nel Mondo.
L’Indice 2016 vede l’Italia al 60° posto, una situazione in miglioramento ma ancora insoddisfacente: l’Italia è infatti fanalino di coda in Europa, seguita solo da Grecia e Bulgaria, rispettivamente al 69° e 75° posto della classifica mondiale.
Dal 2012, anno dell’approvazione della Legge Severino, l’Italia ha scalato 12 posizioni, passando dalla 72^, all’attuale 60^: il nostro Paese segna quindi un miglioramento, ma ancora troppo poco per poterci dire soddisfatti.

ALAC - Allerta Anticorruzione – la piattaforma di whistleblowing di Transparency

Il whistleblower (letteralmente soffiatore di fischietto) è il lavoratore che, durante l’attività lavorativa all’interno di un’azienda/ente pubblico, rileva una possibile frode, un pericolo o un altro serio rischio che possa danneggiare clienti, colleghi, azionisti, il pubblico o la stessa reputazione dell’ente, e per questo decide di segnalarla
ALAC - Advocacy and Legal Advice Centre  - è un servizio offerto da Trasparency Italia per i cittadini che vogliono segnalare un caso di corruzione di cui siano venuti a conoscenza. Irace ha spiegato che la piattaforma ALAC fornisce assistenza a chi decide di segnalare episodi di corruzione, guidandolo nel percorso più sicuro e più appropriato.
“Esporsi personalmente per segnalare o denunciare condotte corruttive può comportare problematiche di natura sia pratica che psicologica” ha detto Marco Irace “Esistono delle tutele normative per i segnalanti, ma non sempre sono in grado di garantire la sicurezza o la tranquillità di chi segnala”.
Attraverso ALAC - ha concluso Irace – guidiamo il segnalante attraverso i canali più appropriati, sia quelli previsti normativamente che quelli non strettamente regolamentati.

Per approfondire

  • Trasparency Italia, “Whistleblowing: domande e risposte” (pdf, 8 pp.)

D.lgs 231/01 e prevenzione della corruzione

Marco Irace ha poi illustrato il decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, “Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società”  che nella sua prima formulazione è stato la prima norma anticorruzione per le imprese private – anticipando la legge 190 del 2012 per la prevenzione e repressione della corruzione nella PA - sottolineando come questa legge individui nei modelli organizzativi il principale strumento contro i comportamenti illeciti.

Analisi economica della corruzione

In conclusione del suo intervento Irace ha presentato e commentato la famosa formula matematica https://it.wikipedia.org/wiki/Corruzione della corruzione che si deve a Robert Klitgaard https://en.wikipedia.org/wiki/Robert_Klitgaard secondo cui «la corruzione è un reato basato sul calcolo, non sulla passione. Le persone tendono a corrompere o a essere corrotte quando i rischi sono bassi, le multe e punizioni minime, e le ricompense grandi» (pdf http://www.icgg.org/downloads/contribution02_klitgaard.pdf) e che ha proposto la seguente formula della corruzione:

C = M + S – R

La formula dice che C, la Corruzione, è tanto più probabile quanto più alta è la somma di Monopolio più Segretezza, meno Responsabilità (cioè Responsabilità civile e penale o anche Accountability).

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(fonte figura: Di Kiwiev - Opera propria, CC0)

Fernanda Gigliotti, Sindaco di Nocera Terinese (CZ): trasparenza e partecipazione: come coinvolgere i cittadini nel contrasto all'illegalità

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Fernanda Gigliotti (fb, tw) eletta sindaco del comune di Nocera Terinese  (CZ) nel giugno 2016 con il 55% dei consensi  ha raccontato la sua esperienza di amministratrice pubblica in un piccolo comune martoriato da un complesso dissesto finanziario  ereditato dalle precedenti amministrazioni a cui si aggiunge un vasto dissesto idrogeologico dovuto sia alla cementificazione selvaggia e abusiva sia al taglio dei boschi; taglio autorizzato dalla Regione che però non ha controllato che venissero realizzate contemporanee opera di messa in sicurezza del territorio.
Passando al tema della corruzione e dell’amministrazione trasparente Fernanda ha ricordato che non basta il rispetto formale delle norme per sconfiggere il malaffare: come le telecamere per strada hanno un effetto dissuasivo solo nei confronti di vandali e ladruncoli così i regolamenti sono utili per frenare i piccoli imbrogli e corruzioni ma per contrastare efficacemente i comportamenti delittuosi nella politica e nella PA serve un impegno diretto e comune da parte dei cittadini e degli amministratori onesti.
Il punto di partenza – ha detto Fernanda – è informare i cittadini delle scelte dell’amministrazione: “a Natale per la prima volta dopo tanti anni il Comune non ha finanziato le luminarie per strada e ha preferito investire i relativi fondi nella realizzazione di un sistema di riscaldamento per le scuole dell’infanzia” ottenendo il gradimento della maggioranza degli abitanti di Nocera Terinese.
La fase 2 consiste nel coinvolgere i cittadini nella gestione della cosa pubblica perché “O ci si salva tutti o si muore tutti” ha detto Fernanda Gigliotti.
Il compito del sindaco e degli amministratori locali – ha detto ancora Fernanda – è salvaguardare i beni comuni e impedire arricchimento privati basati sullo sfruttamento di tali beni.

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Foto Nocera, fonte immagine Wikimedia: Di Pinodario - Opera propria, Pubblico dominio

Sulle cause del malaffare e della corruzione il sindaco Gigliotti ha indicato tre fattori:

  1. la modifica del Titolo V della Costituzione che ha eliminato i comitato regionali di controllo che erano utilissimi per vigilare contro gli abusi
  2. aver introdotto il criterio del “massimo ribasso” nelle gare pubbliche
  3. aver permesso la costituzione di “società di scopo” senza responsabilità per i debiti contratti nelle ATI aziendali per i bandi pubblici.

Concludendo il suo intervento Fernanda ha ringraziato il PD Roma e gli organizzatori del seminario del Forum legalità perché si tratta di un “coraggioso tentativo” per rafforzare correttezza e trasparenza nell’azione pubblica a partire dalla formazione e dalla condivisione delle esperienze comuni.

Luca Giordano: la legge 69 del 2015

L’avvocato Luca Giordano – della Camera penale di Roma - ha presentato e commentato la legge 69 del 2015 che ha modificato le pene per alcuni reati tra cui la corruzione e la concussione.
Tra le principali novità della legge vi sono:

  • l'inasprimento delle pene,
  • il conseguente aumento dei termini di prescrizione,
  • la previsione di un accesso al patteggiamento solo a seguito di una «restituzione integrale del prezzo o del profitto del reato»
  • la reintroduzione del reato di falso in bilancio.

Tuttavia secondo Giordano contro la corruzione non basta la repressione ma occorre un approccio che rafforzi anche le misure di prevenzione: da questo punto di vista – come già ricordato da Marco Irace di Transparency – occorre per la PA un provvedimento normativo simile al d.lgs 231/01 per le imprese pubbliche che hanno reso obbligatorio l’adozione di un “modello organizzativo” e di protocolli di controllo – tra cui la formazione obbligatoria e il monitoraggio continuo – per reati come corruzione e concussione.
Infine Giordato ha ricordato il progetto Camere penali / Miur http://camerapenalediroma.it/storia/: “I penalisti nelle scuole secondarie – progetti sulla legalità” che consiste in un percorso di formazione condotti da gruppi di tre avvocati che andranno nelle scuole secondarie di Roma e del Lazio a parlare ai giovani.
“L’obiettivo è far circolare la cultura della legalità, intesa quale rispetto dei diritti fondamentali e delle garanzie del giusto processo. I penalisti delle Camere penali diventano messaggeri di legalità, esaltando così il ruolo sociale dell’avvocato” ha concluso Giordano.

Gianpiero Cioffredi, presidente dell’Osservatorio Tecnico Scientifico per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio

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Le azioni della Regione Lazio nella lotta alla corruzione e per la trasparenza

Giampiero  (web, fb tw) ha illustrato le azioni intraprese  dall’amministrazione Zingaretti nella lotta alla corruzione e per la trasparenza.

  • Ridotti i centri decisionali. Le direzioni regionali sono state dimezzate, semplificato l’assetto delle società, che sono passate da 8 a 2, ed è stato anche abbattuto il numero complessivo dei membri dei Cda, ridotto di 450 unità.
  • Digitalizzazione dei processi amministrativi e della spesa. La Regione Lazio è la prima in Italia ad aver introdotto la fatturazione elettronica. Tra le altre cose la Regione ha anche adottato la centrale acquisti in tutti i settori e poi si è proceduto anche con la completa digitalizzazione per quanto riguarda il processo di acquisti di beni e servizi. La Regione ha anche costituito un albo elettronico dei fornitori, che prevede una rotazione delle aziende e “white list” che privilegiano aziende virtuose.
  • Riduzione della discrezionalità amministrativa. Due anni fa la Regione aveva un debito commerciale di 12 miliardi di euro e c’era un’assenza totale di criteri di pagamento: per questo è stato introdotto anche un metodo rigoroso per il pagamento dei fornitori.
  • Lotta contro frodi e corruzione nella gestione dei fondi europei. Per garantire la gestione migliore dei fondi europei la Regione ha dato vita a un sistema di controlli e misure con cui prevenire fenomeni di corruzione.

Tutto questo è stato fatto con un piano di rafforzamento amministrativo definito in stretta collaborazione con la commissione europea, e con una serie di misure per contrastare la corruzione e la frode nel settore dei fondi strutturali e di investimento.

Il Rapporto sulle Mafie nel Lazio

Il 7 luglio 2016 l’Osservatorio Tecnico Scientifico per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio ha pubblicato il “Rapporto sulle Mafie nel Lazio”, uno strumento importante che si propone l’obiettivo di offrire un quadro d’insieme delle mafie nel Lazio per denunciare e affrontare con determinazione il fenomeno e la sfida della legalità.
Il Rapporto rivela che nel Lazio ci sono 92 organizzazioni criminali, un numero in aumento rispetto al 2015, in cui erano stati censiti 88 gruppi.
Nella provincia e nella città di Roma, operano circa 70 clan, 23 invece sono le organizzazioni dedite al narcotraffico.
Il “Basso Lazio” continua a rappresentare un’area particolarmente condizionata dalla presenza di clan tradizionali, ‘ndrangheta e camorra in particolare e da una escalation di violenza delle mafie.

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Non sottovalutare il rischio mafie

Secondo Giampiero “nel Lazio per troppo tempo si è sottovalutato il rischio delle infiltrazioni da parte della malavita organizzata perché la nostra regione non è originariamente una terra con mafia e per questo motivo parlare di tale argomento, fino a qualche tempo fa, non era affatto semplice. Chiunque provava ad affrontare tale tema, spesso veniva accusato di fare inutile allarmismo. Ma è stata proprio la sottovalutazione e rimozione che, intrecciandosi con un allarmante deficit di conoscenze, ha prodotto un terreno favorevole alla crescita della criminalità organizzata”.
In conclusione Cioffredi ha ricordato che il rispetto della legalità costituisce prima di tutto un valore etico e morale, pilastro imprescindibile di ogni convivenza civile, ma anche un fondamentale valore economico, in quanto condizione necessaria per il pieno sviluppo dei territori, a protezione della libertà degli operatori economici che sono la stragrande maggioranza degli imprenditori laziali, del regolare svolgimento delle dinamiche imprenditoriali, della trasparenza del mercato, della sana concorrenza.

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Uno dei compiti principali che si è data la Regione Lazio – unitamente alle rappresentanze degli imprenditori e dei lavoratori – è mantenere e incrementare la competitività delle attività economiche e del territorio contrastando la concorrenza sleale, mantenendo e incrementando il capitale di competenza, dei posti di lavoro e della sicurezza, favorendo una generale qualità del lavoro e del vivere civile nelle comunità.
L’economia criminale, al contrario, altera le regole del gioco e distorce il mercato, svilendo il lavoro, mortificando gli investimenti, distruggendo la proprietà intellettuale, ostacolando il credito, intimidendo la libertà di impresa.

Allegato

  • “Rapporto Mafie nel Lazio”, 7 luglio 2016 (pdf, 3.2 M, 283 pp.)

Il Rapporto è stato curato dall’Osservatorio Tecnico-Scientifico per la Sicurezza e la Legalità  della Regione Lazio in collaborazione con “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie.  La raccolta della documentazione utile ai fini della redazione del Rapporto è stata chiusa il 19 maggio 2016

Normative

  • DECRETO LEGISLATIVO 8 giugno 2001, n. 231, Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell'articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300. (GU n.140 del 19-6-2001 ). Note: Entrata in vigore del decreto: 4-7-2001
  • LEGGE 27 maggio 2015, n. 69, Disposizioni in materia di delitti contro la pubblica amministrazione, di associazioni di tipo mafioso e di falso in bilancio. (15G00083) (GU n.124 del 30-5-2015 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 14/06/2015

Leggi anche

Contatti

Resoconto 2° seminario Legalità e Trasparenza del PD Roma (28 gennaio 2017)

Politica: 

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Il 28 gennaio 2017 si è svolto il secondo dei quattro incontri sul tema “Legalità e trasparenza” organizzato dal Forum Legalità del PD Roma.

Riccardo Corbucci: Sociologia della corruzione

Riccardo Corbucci (web, fb, tw) – coordinatore del Forum Legalità del PD Roma – ha svolto la relazione introduttiva dedicata agli aspetti sociologici della corruzione.

Non basta l’onesta

Riccardo ha iniziato mostrando il video “La clinica dell’onestà” (qui il video tratta dalla trasmissione “Servizio pubblico”, 4.5 minuti) per avviare una riflessione sui limiti di chi approccio il tema della legalità al grido “onestà, onestà”: occorre invece partire dalle competenze specie in un ambito come quello della legalità e trasparenza che ha a che fare con prassi e comportamenti soggetti a normative numerose e complesse.

L’Indice di Percezione della Corruzione

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Dopo aver proposto le definizioni di corruzione formulate da Nazioni Unite e chiesa cattolica, Riccardo ha presentato l’Indice di Percezione della Corruzione (CPI) elaborato da Transparency International che misura la corruzione nel settore pubblico e politico di 176 Paesi nel Mondo.
L’Indice vede l’Italia al 60° posto, una situazione in miglioramento ma ancora insoddisfacente: l’Italia è infatti fanalino di coda in Europa, seguita solo da Grecia e Bulgaria, rispettivamente al 69° e 75° posto della classifica mondiale.
Dal 2012, anno dell’approvazione della Legge Severino, l’Italia ha scalato 12 posizioni, passando dalla 72^, all’attuale 60^: il nostro Paese segna quindi un miglioramento, ma ancora troppo poco per poterci dire soddisfatti.
Riccardo ha anche richiamato e commentato il rapporto “When the corruption is the norm” della Banca Mondiale relativo al 2015 (qui in pdf): “L'idea che chi è chiamato a occupare un incarico pubblico possa utilizzare la propria funzione per ottenere vantaggi personali o favorire persone vicine è molto antica e tende ancora oggi ad essere, in molti Paesi, una regola non scritta dell’agire comune, una sorta di norma sociale”.
In Uganda (139 posto nella classifica CPI) viene considerato valido quel funzionario, che sfruttando la propria influenza, riesca a favorire la propria rete sociale.
In India (75 posto) sono i funzionari che si rifiutano di chiedere o accettare tangenti a rischiare ritorsioni dai loro capi, visto che i loro supervisori stendono rapporti sul loro conto, utilizzando un linguaggio in codice utile a impedire che possano fare carriera e rischiare di inceppare li sistema correttivo. In India sono proprio gli onesti ad essere segnalati come "senza tatto", "senza capacità di rapportarsi con le persone" o persino "incapaci di dirigere".

La corruzione è una zavorra per l’economia

Lo scorso anno il rapporto del Centro Studi di Economia Reale dell'economista Mario Baldassarri ha provato a calcolare quanto ci sono costati la corruzione e gli sprechi in termini di debito pubblico, prodotto interno lordo e posti di lavoro. Lo studio parte dal presupposto che sprechi e corruzione siano direttamente proporzionali all'andamento della spesa pubblica corrente e per valutare che cosa sarebbe accaduto dal 2002 al 2014 se si fosse davvero dichiarata guerra alla corruzione.
Le proiezioni sono impressionanti.
In tredici anni il Pii sarebbe salito da un minimo di 128 a un massimo di 141 miliardi.
I posti di lavoro sarebbero cresciuti fino a un milione e 180 mila posti di lavoro, con un deficit pubblico ridotto fino a 105 miliardi e un debito pubblico ridimensionato di una somma enorme: compresa fra 530 e 840 miliardi.

I comportamenti e le influenze

La pratica di utilizzare il proprio incarico per perseguire vantaggi privati per se stessi e i propri amici o parenti è molto radicata ed è stata la regola per gran parte della nostra storia ed è ancora oggi un assunto tacito condiviso per moltissime persone.
Spesso chi viene accusato di corruzione dichiara di non aver commesso alcun reato e non sempre si tratta di una legittima strategia difensiva.
Molti davvero considerano i propri comportamenti leciti in virtù della congruità fra il loro modo di agire e le regole non scritte, ma riconosciute socialmente, che gli hanno consentito di raggiungere la propria posizione economica e sociale.
In ambito politico, per esempio, la capacità di utilizzare la propria influenza per il conseguimento di vantaggi individuali è purtroppo spesso considerato elemento di valore.

Dalle parole alle azioni: le spie si accendono

Riccardo Corbucci ha concluso il suo intervento proponendo alcune azioni concrete:

  • la trasparenza deve essere uno strumento di scambio di informazioni ed esperienze e non soltanto uno strumento di controllo;
  • la partecipazione deve realizzarsi come un luogo istituzionalizzato per garantire una rappresentazione ragionata, trasparente, interattiva ed effettiva degli interessi e delle valutazioni di tutti gli interessati e non come luogo sterile nel quale dare istanza a flussi alluvionali di contributi su decisioni già assunte;
  • la prevenzione deve essere prima di tutto un modello comporta mentale esteso, che trovi nei piani triennali la propria organizzazione effettiva, piuttosto che una scusa per rallentare ulteriormente la macchina amministrativa;
  • la collaborazione deve configurarsi come interazione reciproca bidirezionale fra cittadinanza imprese ed istituzioni.

Fabrizio Mignacca: psicologia della corruzione

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Fabrizio Mignacca (Fb, Lk, Tw ) è psicologo psicoterapeuta, già docente a contratto presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Tor Vergata, docente nei corsi di aggiornamento per la Polizia di Stato per Roma e Provincia, docente presso la Camera Penale di Cassino.
Nel suo intervento Fabrizio ha spiegato che la corruzione indica, in senso generico, la condotta di un soggetto che, in cambio di denaro oppure di altre utilità e/o vantaggi, agisce contro i propri doveri ed obblighi.
Dal punto di vista della “visione comportamentale” la corruzione implica l'interazione tra due o più soggetti che pongono in essere uno scambio di “natura multifattoriale”.
Passando alla “percezione del comportamento” Fabrizio ha commentato una serie di dati:

  • il 97% degli italiani ritiene che la corruzione sia un fenomeno dilagante in Italia (contro una media Ue del 76%);
  • il 42% degli italiani afferma di subire personalmente la corruzione nel quotidiano (contro una media Ue del 26%);
  • 1'88% degli italiani ritiene che la corruzione e le raccomandazioni siano spesso il modo più semplice per accedere a determinati servizi pubblici (contro una media Ue del 73%);
  • il 92% delle imprese italiane ritiene che favoritismi e corruzione impediscano la concorrenza commerciale in Italia (contro una media Ue del 73%);
  • il 90% delle imprese italiane pensa che la corruzione e le raccomandazioni siano spesso il modo più facile per accedere a determinati servizi pubblici (contro una media Ue del 69%);
  • il 70% degli italiani giudica la corruzione un fenomeno diffuso negli appalti pubblici gestiti dalle autorità nazionali (contro una media Ue deI 56%);
  • il 69% degli italiani giudica la corruzione un fenomeno diffuso negli appalti gestiti dagli enti locali (contro la media Ue del 60%);

La corruzione è dunque un reato diffuso che dal punto di vista psicologico va visto come fenomeno di proiezione personale e come fenomeno di credenza di gruppo: la centralità del problema è sulla definizione di motivazione che indica anche la direzione dell'azione corruttiva. Si assiste infatti a un processo di oggettualizzazione della relazione sottintesa al soddisfacimento del bisogno che porta ad una trasformazione simbolica del bene di vantaggio come funzione del se.
Pubblica amministrazione – secondo Fabrizio Mignacca – necessita un semplificatore dei sistemi burocratici a livello procedurale e terminologico e vanno analizzati:

  • conferma ad autostima
  • soddisfacimento dei bisogni primari in riferimento alla sfera personale
  • accettazione sociale

Francesco Saverio De Maria: normative sulla trasparenza e l’anticorruzione

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(da sinistra a destra: Agatino Grillo, Francesco Saverio De Maria)

Francesco Saverio De Maria, responsabile della Direzione Affari Legali, Prevenzione della Corruzione e Trasparenza dell’Enea, ha svolto un appassionato intervento sui temi della trasparenza e del contrasto alla corruzione.
L’avvocato De Maria ha iniziato ricordando che solo l’impegno collettivo dei cittadini può combattere in maniera efficace la corruzione che sta diffondendosi sempre più ha recentemente ricordato – tra gli altri - un articolo dell’Huffington Post  lanciando l’allarme sul numero di indagati per corruzione nei Ministeri italiani.
Secondo De Maria la scuola deve diventare il primo baluardo contro la corruzione ed è quindi necessario che gli studenti italiani studino la Costituzione e i principi di base dei comportamenti di legalità.
De Maria ha poi fatto un rapido excursus della normativa italiana di contrasto alla corruzione soffermandosi in particolare su:

Nelle sue conclusioni l’avvocato De Maria ha ricordato che negli ultimi anni l’Italia ha fatto numerosi passi in avanti nel contrasto alla corruzione ma ancora moltissimo rimane da fare.

Sabrina Cavalcanti: FOIA – il nuovo diritto di accesso agli atti

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L’avvocato Sabrina Cavalcanti (fb tw, lk,) ha svolto un’attenta ed esaustiva presentazione del FOIA - Freedom of Information Act – italiano spiegando le novità della legge e le nuove opportunità che essa offre grazie all’accesso generalizzato ai dati e ai documenti in possesso delle PA.
Con il decreto trasparenza e l’accesso generalizzato – ha spiegato Sabrina – si permette al cittadino di poter effettuare un controllo diffuso sulle funzioni istituzionali, sull’utilizzo delle risorse pubbliche.
La possibilità per il cittadino di accedere alla documentazione della pubblica amministrazione in assenza di titolarità di situazioni giuridicamente rilevanti, consente una forma di controllo come strumento di tutela dei diritti dei cittadini: si tratta di un cambiamento culturale secondo il quale la trasparenza è condizione di garanzia delle libertà individuali e collettive nonché dei diritti civili, politici, e sociali.
Mentre tradizionalmente il cittadino era considerato quasi un suddito, oggi diventa titolare di un diritto all’informazione generalizzato, per cui la regola generale è la trasparenza, mentre la riservatezza e il segreto sono l’eccezione.
Prova ne è che il diritto all’accesso generalizzato può essere esercitato da chiunque e non richiede motivazione.
È importante sapere che la PA è tenuta comunque a motivare la risposta alla richiesta di accesso generalizzato entro 30 giorni: la comunicazione dell’esito deve essere data al richiedente e eventualmente ai controinteressati.
Il termine sarà sospeso per un massimo di 10 giorni se vi è comunicazione della richiesta al controinteressato.

Americo Bazzoffia: Digitalizzazione delle PA e Trasparenza - prospettive, funzioni e ruoli

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Americo Bazzoffia (web, Lk , tw , fb ) è docente universitario, giornalista, consulente e formatore aziendale in strategie e tecniche avanzate di comunicazione, comunicatore pubblico certificato.
Americo ha diviso il suo intervento in 2 parti:

  1. la prima dedicata al tema della digitalizzazione della PA
  2. la seconda per presentare il Forum “Digitali e democratici” del PD Roma

Digitalizzazione della PA

Bazzoffia ha presentato i risultati del DESI - Digital Economy and Society Index  - un indice “composto”, elaborato dalla Commissione Europea per valutare lo stato di avanzamento degli Stati membri dell’UE verso un’economia e una società digitali creando una graduatoria degli Stati membri dell’UE.
In generale DESI 2016 dimostra che sia l’Unione europea nel suo complesso, sia i singoli Stati membri stanno progredendo verso una economia e una società digitale; purtuttavia, l’indice dimostra anche che gli Stati Europei hanno raggiunto stati diversi di sviluppo e la loro velocità di sviluppo e/o di recupero è molto differente.
Secondo DESI l’Italia rientra tra quei Paesi europei che, pur in ritardo dal punto di vista della digitalizzazione, stanno comunque correndo più di altri per recuperare tale “gap”.
Punto di debolezza dell’Italia è la sua “capacità di connessione a Internet” perché sebbene la banda larga sia “ampiamente disponibile”, la copertura di banda larga veloce “non procede con rapidità sufficiente”.
Pochi passi avanti anche nel settore pubblico: la disponibilità di servizi pubblici on-line ha registrato “progressi” ma le informazioni non sono usate dalla pubblica amministrazione per facilitare le cose ai cittadini; tuttavia nell’ultimo anno si sono registrati progressi nell’ambito dei servizi pubblici digitali, così come nell’ambito della trasparenza e della disponibilità dei dati aperti: l’Italia si classifica infatti sesta nel ranking europeo.
Secondo Bazzoffia l’usabilità e l’integrazione digitale dei servizi rappresentano le priorità imprescindibili sulle quali lavorare affinché i servizi digitali messi a disposizione dalle pubbliche amministrazioni possano essere sempre più efficienti e facilmente fruibili da cittadini ed imprese.

Forum “Digitali e democratici” del PD Roma

Il Forum “Digitali e democratici” del PD Roma ha formulato un “Digital Act” che consiste in una serie di proposte volte al rafforzamento della partecipazione politica attraverso strumenti digitali.
Le azioni proposte partono da 4 temi principali:

  1. partecipazione, consapevolezza e politica nell’epoca digitale
  2. politiche digitali per la PA
  3. innovazione, crescita, startup, nuovi lavori
  4. industria della comunicazione e dei contenuti.

L’idea è di realizzare e proporre servizi di formazione digitale e di comunicazione web per i Circoli e gli eletti/amministratori del PD Roma.

Giuseppe Fortuna: FOIA/ETPL, la rivoluzione gentile dei municipi di Roma

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Giuseppe Fortuna (web, fb) - avvocato, già comandante nella Guardia di Finanza e dirigente nell'Autorità Garante per la protezione dei dati personali – ha svolto un’elettrizzante presentazione su un metodo di “partecipazione civica” denominato ETPL - acronimo di Efficienza, Trasparenza, Partecipazione e Legalità – che utilizza il nuovo istituto dell’accesso civico generalizzato previsto dal nuovo FOIA.
Giuseppe ha spiegato che il metodo ETPL non è solo teorico ma si avvale di esperienze concrete maturate presso amministrazioni pubbliche centrali e locali (in particolare, Guardia di Finanza e Autorità Garante per la protezione dei dati personali) e dagli “Sportelli nazionali ETPL e Anticorruzione” dell’Associazione Finanzieri Cittadini e Solidarietà (Ficiesse) e si avvale realizzazioni di “negoziazione sociale territoriale” dello Spi Cgil, in diverse Regioni d’Italia, sui temi della legalità, della lotta alla evasione fiscale, dei diritti sociali, dei servizi suggellati da Protocollo d’intesa sottoscritto nel 2011 con l’Associazione Ficiesse.
L’osservazione di partenza è che “non è possibile buona politica se non si riescono a costruire buone macchine amministrative” e l’obiettivo dell’ETPL è proprio contribuire al miglioramento della PA grazie ad un sistema di monitoraggio di tipo quantitativo delle performance e dei risultati prodotti per i cittadini, le imprese e gli altri “clienti”.
Per raggiungere questo obiettivo l’ETPL propose un approccio metodologico coerente e completo che si può applicare a qualsiasi organizzazione pubblica.
Le regole fondamentali ETPL sono:

  • qualunque organizzazione tende a raggiungere soltanto gli obiettivi determinati in numeri esatti
  • gli obiettivi numerici vanno assegnati su denaro, risorse e prodotti e non sulle attività
  • lavorare il più possibile nella logica benchmarking
  • nella gestione conta soltanto il merito sostanziale.

Allegati

  • Le slide proiettate da Giuseppe Fortuna nel corso del seminario (formato ppt )
  • Il manuale semplificato ETPL 2017: la rivoluzione gentile della pubblica amministrazione nella nuova logica del “FOIA” (bozza non definitiva) – di Giuseppe Fortuna (28 gennaio 2017) - bozza non definitiva aggiornata al 28 gennaio 2017, si può scaricare DA QUI  .
  • Il video dell’intervento di Giuseppe Fortuna (da Facebook)

Leggi anche

Approfondimenti

Normative

  • LEGGE 6 novembre 2012, n. 190, Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione. (12G0213) (GU n.265 del 13-11-2012 ). note: Entrata in vigore del provvedimento: 28/11/2012
  • DECRETO LEGISLATIVO 14 marzo 2013, n. 33, (Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni.)) (13G00076) (GU n.80 del 5-4-2013 ). note: Entrata in vigore del provvedimento: 20/04/2013
  • DECRETO LEGISLATIVO 25 maggio 2016, n. 97, Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicita' e trasparenza, correttivo della legge 6 novembre 2012, n. 190 e del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, ai sensi dell'articolo 7 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche. (16G00108) (GU n.132 del 8-6-2016 ). note: Entrata in vigore del provvedimento: 23/06/2016
  • Decreto Legislativo 17 maggio 2016 DCM in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche (cosiddetto decreto Madia sulla trasparenza della p.a.) qui in pdf

Articoli e documenti

Contatti

Resoconto 1° seminario Legalità e Trasparenza del PD Roma (23 gennaio 2017)

Politica: 

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Il 21 gennaio 2017 si è svolto il primo dei quattro incontri sul tema “Legalità e trasparenza” organizzato dal Forum Legalità del PD Roma.

Matteo Orfini: il PD Roma ha voltato pagina

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(Matteo Orfini)

I lavori sono stati aperti da Matteo Orfini (web, fb, tw, email) - commissario del PD Roma e Presidente nazionale del Partito Democratico - che ha illustrato le finalità dell’evento.
“Non basta l’onestà per essere un buon amministratore” ha detto Orfini “come non basta aver avuto precedenti esperienze di militanza politica: un buon segretario di sezione non è detto sia anche un buon consigliere municipale”.
Per amministrare bene servono conoscenze e competenze e dunque serve un percorso formativo specifico per amministratori locali.
Sul tema della legalità Orfini ha ricordato che “siamo stati l’unico partito che dopo lo scandalo di Mafia Capitale ha avuto il coraggio di avviare una riflessione franca sui motivi dell’infiltrazione criminosa nell’amministrazione capitolina e nel partito” operando scelte anche difficili e impopolari.
“Per questo possiamo oggi affermare che il PD Roma ha voltato pagina” ha concluso Orfini “Per costruire un nuovo PD Roma più sano, più utile, più efficace” occorre in sintesi “selezionare una nuova classe dirigente scegliendola non sulla base della fedeltà ai capicorrente ma sulla base delle competenze”: da qui l’importanza della formazione.

Riccardo Corbucci: costruire la comunità della legalità

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(Riccardo Corbucci)

Riccardo Corbucci (web, fb, tw) – coordinatore del Forum Legalità del PD Roma – ha sinteticamente presentato il programma delle 4 giornate (qui il programma completo in pdf  ):

  • sabato 21 gennaio 2017 - Gli appalti dopo Mafia Capitale, la gestione e la destinazione dei beni sequestrati alle mafie  e il commissariamento di Ostia
  • sabato 28 gennaio 2017 – La pubblica amministrazione, i regolamenti e le normative sulla trasparenza e l’accesso agli atti
  • domenica 5 febbraio 2017 - Sociologia e psicologia della Corruzione, il provvedimento amministrativo, i codici etici e il ricorso alla giustizia amministrativa
  • sabato 11 febbraio 2017 - Legalità e trasparenza, il modello Regione Lazio.

L’obiettivo di questo percorso formativo – ha ricordato Riccardo - è duplice:

  1. essere di ausilio e supporto sui temi della legalità agli eletti e agli amministratori del Partito Democratico
  2. costruire la comunità della legalità all’interno del PD Roma perché è importante non solo la conoscenza ma anche sapere che non si è soli di fronte al malaffare e alla corruzione: per questo motivo gli incontri sono aperti anche a iscritti e simpatizzanti del PD

Alfonso Sabella: Capitale infetta

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(Alfonso Sabella)

Alfonso Sabella (wiki) – magistrato, già Pm di Palermo, ex assessore alla Legalità e Trasparenza del Comune di Roma durante la giunta Marino – ha raccontato in modo brioso i suoi tentativi “sbirreschi” di riformare e bonificare la macchina amministrativa di Roma Capitale durante la sua breve esperienza amministrativa.
Secondo Sabella la corruzione è il malaffare si sono infiltrati da tempo nell’amministrazione capitolina principalmente grazie a un sistema malato di assegnazione degli appalti pubblici: corruzione e mafia non hanno bandiera politica ma sguazzano nel brodo di una classe dirigente inadeguata che ruba o finge di non vedere rifugiandosi dietro la logica del “ad culum parandum”: non fanno nulla per non rischiare il proprio fondoschiena, cioè la poltrona.
Sabella, anche citando quanto scritto nel suo libro “Capitale infetta” ha ricordato poi la situazione gravissima che trovò nel Municipio di Ostia controllato da famiglie criminali contro cui iniziò una dura battaglia a cominciare dall’abbattimento dell’infame “Muro di Ostia”, del tutto abusivo, costruito dai concessionari delle spiagge.
Come è potuto accadere tutto ciò? Come si è permesso che il malaffare arrivasse a questo livello?
Secondo Sabella le aberrazioni sono state favorite dalla scelta di non fare i bandi per i lavori pubblici affidandoli invece per assegnazioni diretta sfruttando nella maggior parte dei casi la legislazione prevista per le opere d’urgenza.
Cioè è stato possibile – ha concluso Sabella - perché gli amministratori pubblici spesso hanno scarse e lacunose conoscenze delle normative il che impedisce tra l’altro di operare una vera pianificazione favorendo così gli abusi.

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Iside Castagnola: introduzione alla legge 109/96 sui beni sequestrati alle mafie

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(Iside Castagnola)

Iside Castagnola (fb) – componente del Forum Legalità già consigliere per il PD nel I Municipio di Roma Capitale ed ex presidente della Commissione speciale del I Municipio “Sicurezza, legalità, tutela dei diritti nel territorio del centro di Roma”- ha aperto la seconda parte del seminario dedicato ai beni confiscati alle mafie ed al loro riutilizzo anche sociale.
Iside ha sintetizzato i contenuto della legislazione nazionale in materia di confisca e riutilizzo dei beni mafiosi e fornito i dati del Lazio e di Roma in quest’ambito, come riportato per il 2016 dall’ Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio:

  • immobili: nel Lazio i beni immobili confiscati alle mafie risultano 1.270, di cui 446 ubicati a Roma
  • aziende: 523 aziende confiscate alle mafie nel Lazio di cui 409 a Roma.

Numeri importanti ha commentato Iside che ha anche ricordato come i patrimoni sottratti alla criminalità organizzata possono essere elemento di rigenerazione dell’economia legale e rafforzare il welfare pubblico a condizione che anche la politica si assuma le sue responsabilità in primis garantendo alle associazioni, ai cittadini e agli imprenditori procedure chiare e rapide per chi vuole riutilizzare i beni confiscati.
Iside ha lanciato tre proposte che i consiglieri comunali del Partito Democratico in Campidoglio dovrebbero fare proprie:

  1. adozione di un regolamento di Roma Capitale per l’assegnazione dei beni sequestrati alle mafie
  2. anagrafe accentrata dei beni sequestrati
  3. accesso facilitato ed efficace ai beni per associazioni, cittadini, imprese

Davide Franco: l’evoluzione storica delle norme i materia di beni confiscati alle mafie

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(Davide Franco, fonte immagine http://newscatania.com/)

Nel suo intervento Davide Franco (fb)  - commercialista, revisore dei conti, componente del collegio di amministratori giudiziari che gestisce per conto del Tribunale di Roma la “Coop 29 giugno” coinvolta nello scandalo Mafia Capitale - ha tratteggiato l’evoluzione storica delle norme i materia di beni confiscati alle mafie.
Le prime iniziative normative in quest’ambito risalgono al testo di legge n. 646/1982 (legge Rognoni - La Torre) che introdusse il reato di associazione per delinquere di tipo mafioso nel codice penale italiano e che fu approvata anche a seguito degli omicidi del segretario del Pci della regione Sicilia Pio La Torre il 30 aprile 1982 e del prefetto di Palermo, il Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, il 3 settembre 1982.
Nel 1989 (dl n. 230 e legge n. 282) viene istituita la figura dell’amministratore dei beni confiscati, nominato dal Tribunale mediante lo stesso provvedimento con il quale dispone il sequestro dei beni: l’amministratore deve provvedere con diligenza alla custodia, alla conservazione e all’amministrazione dei beni sequestrati.
Nel 1996 anche grazie al milione di firme raccolte da Libera viene promulgata la legge 109 che prevede il riutilizzo per fini sociali dei beni confiscati alla mafia.
Nel 2010 viene istituita l’Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità per assicurare l’unitaria ed efficace amministrazione e destinazione dei beni sequestrati e confiscati alle organizzazioni mafiose.

Luca D’Amore: l’uso sociale dei beni confiscati alle mafie

Luca D’Amore – avvocato, commissario straordinario della “Coop 29 giugno” coinvolta nello scandalo Mafia Capitale – è intervento sul tema delle destinazioni d’uso dei beni sequestrati alle mafie illustrando le opportunità e le criticità esistenti.
A livello nazionale il numero e il valore dei beni sequestrati sono elevatissimi e ciò comporta gia durante la fase istruttoria molteplici criticità che vanno dalla custodia del bene mobile registrato. alla vandalizzazione o occupazione del bene immobile o ancora la presenza di gravami ipotecali sul cespite.
La situazione – ha ricordato D’Amore – diventa ancora più complessa quando si parla di aziende attive con dipendenti: c’è il rischio della crisi dei rapporti con la clientela, della fuga dei fornitori, della sospensione o revoca degli affidamenti, per non parlare dei cosiddetti “costi della legalità” dovuti ai controlli da parte della Pubblica Amministrazione che, in fase di sequestro, sono numerosi.
Va ricordato inoltre – ha rimarcato D’Amore – che nel caso di aziende sequestrate come la “Coop 29 giugno” si tratta di imprese cooperative che operano nel III settore fornendo servizi essenziali per i cittadini più bisognosi spesso occupando personale “svantaggiato” come ad esempio ex reclusi che vogliono redimersi.
Tuttavia ha concluso D’Amore i beni sequestrati rappresentano anche una grandissima opportunità per cittadini, associazioni o imprese che vogliano rilevare immobili o aziende sequestrate per rilanciarle nel mercato o per farne strumenti sociali al servizio dei territori.

Federica Angeli: non arrendersi mai alle mafie

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(Federica Angeli)

Il seminario è stato chiuso da Federica Angeli (tw, fb) giornalista di Repubblica, sotto scorta dal 2013 dopo le minacce ricevute a seguito di una serie di articoli pubblicati sulla Mafia a Ostia.
Federica ha raccontato di come si è sviluppata la criminalità organizzata a Ostia e a Roma: si tratta di una vera e propria organizzazione criminale che ha i connotati attuali delle mafie storicamente riconosciute che non sparano più ma sono imprenditoriali, riciclano le ricchezze accumulate comprando politici.
Federica ha poli letto alcuni brani dell’articolo pubblicato dal giornalista di Repubblica Attilio Bulzoni  che stigmatizza la manifestazione organizzata a Ostia contro il commissariamento da parte di Casa Pound e alla quale ha aderito anche Sinistra Italiana per ricordare che l’opera di bonifica delle istituzioni avviate dal commissario Vulpiani non si ancora conclusa e che non deve essere interrotta per biechi calcoli elettorali.
Infine Federica ha invitato tutti gli amministratori e gli eletti a Roma e nei Municipi a non aver paura a denunciare il malaffare e le complicità con la criminalità organizzata e a “non arrendersi mai” perché la battaglia per la legalità potrà essere vinta solo con l’apporto di ciascuno di noi.

Approfondimenti

Leggi anche

Principali norme

LEGGE 13 settembre 1982, n. 646
Disposizioni in materia di misure di prevenzione di carattere patrimoniale ed integrazioni alle leggi 27 dicembre 1956, n. 1423, 10 febbraio 1962, n. 57 e 31 maggio 1965, n. 575. Istituzione di una commissione parlamentare sul fenomeno della mafia. (GU n.253 del 14-9-1982 )
note: Entrata in vigore del provvedimento: 29/9/1982.
 

LEGGE 4 agosto 1989, n. 282
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 giugno 1989, n. 230, recante disposizioni urgenti per l'amministrazione e la destinazione dei beni confiscati ai sensi della legge 31 maggio 1965, n. 575. (GU n.184 del 8-8-1989 )
note: Entrata in vigore della legge: 9/8/1989
 

LEGGE 7 marzo 1996, n. 109
Disposizioni in materia di gestione e destinazione di beni sequestrati o confiscati. Modifiche alla legge 31 maggio 1965, n. 575, e all'articolo 3 della legge 23 luglio 1991, n. 223. Abrogazione dell'articolo 4 del decreto-legge 14 giugno 1989, n. 230, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 1989, n. 282. (GU n.58 del 9-3-1996 - Suppl. Ordinario n. 44 )
 

Riccardo Corbucci: intervista sul Forum “Legalità e trasparenza” del PD Roma (18 gennaio 2017)

Politica: 

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(Riccardo Corbucci)

 

Agatino Grillo (AG): Ciao Riccardo. Ti vuoi presentare?

Riccardo Corbucci (RC): Ho 38 anni, sono giornalista, sociologo e lavoro da diversi anni nella pubblica amministrazione. Nel 2013 sono stato eletto per il PD nel consiglio del III Municipio di Roma, dove ho ricoperto prima la carica di Presidente del consiglio municipale e poi di assessore municipale alla Scuola, al bilancio e alla trasparenza. Nel 2014 ho pubblicato “Il Palazzo di Vetro, la trasparenza nella lotta alla corruzione” (Editori Riuniti 2014), mentre nel 2005 mi sono occupato di Islam con il libro “Islam e Occidente, il nuovo incontro nel mondo globale” (GEA 2005).

AG: Nel mese di novembre 2016 Matteo Orfini – commissario del PD Roma – ti ha chiesto di costituire e coordinare il Forum “Legalità e trasparenza” Di che si tratta?

RC:  A settembre 2015 durante l’ultima Festà dell’Unità di Roma sono stati costituiti 19 Forum tematici per elaborare proposte politiche per Roma. A ottobre i forum hanno cominciato a lavorare, coinvolgendo non solo i nostri amministratori e militanti, ma tante realtà civiche importanti. Abbiamo cominciato a elaborare proposte, progetti e iniziative. A far crescere idee e riflessioni. A me è stato affidato il compito di coordinare il forum sulla legalità, un tema che ho sempre seguito con grande passione e interesse.
In queste settimane il Forum si è riunito girando tra i vari Circoli PD di Roma: Parioli, Trastevere, Lanciani e Nuovo Salario. Domenica 13 novembre 2016 tutti i forum si sono riuniti in contemporanea presso un Hotel in una giornata, aperta a tutti i cittadini, per discutere di idee e proposte per la nostra città.

AG: Che risultati ha prodotto finora il Forum Legalità?

RC:  Abbiamo promosso un documento politico, che è la base della discussione con iscritti e cittadini.
Grazie al lavoro della dott.ssa Immacolata Giuliani del forum, abbiamo collaborato alla realizzazione di un convegno alla Camera dei Deputati sul tema della pedofilia.
Il 17 febbraio 2017 ne realizzeremo un altro su Immigrazione e terrorismo.
Sabato 21 gennaio 2017 cominceremo il seminario "Legalità e trasparenza", che consiste in un percorso di 4 appuntamenti di approfondimento dedicati ad amministratori ed iscritti per contribuire alla loro formazione. Il percorso si svolgerà in quattro giornate (21-28 gennaio e 5-11 febbraio 2017) dalle ore 9.00 alle ore 13.30 presso la sede nazionale del PD in via di Sant’Andrea delle Fratte.
Gli incontri tratteranno delle nuove normative sulla prevenzione della corruzione e la trasparenza, il nuovo codice degli appalti, la gestione e la destinazione dei beni sequestrati alle mafie, le novità contenute nella riforma della pubblica amministrazione, la verifica sulla correttezza del procedimento amministrativo, il valore dei codici etici, il ricorso alla giustizia amministrativa e le recenti normative sulla incompatibilità e inconferibilità degli incarichi.
Il primo incontro è previsto per sabato 21 gennaio 2017 alle ore 9.00 è vedrà la partecipazione del magistrato Alfonso Sabella, degli avvocati Luca D’Amore e Davide Franco, della dott.ssa Iside Castagnola e della giornalista di Repubblica Federica Angeli.
La prima giornata sarà dedicata agli appalti dopo Mafia Capitale, alla gestione e alla destinazione dei beni sequestrati alle mafie e al commissariamento di Ostia.
Il seminario è stato progettato per dare un ausilio ai nostri eletti e ai nostri amministratori municipali, ma è aperto a iscritti ed elettori del PD. Noi vogliamo che i nostri dirigenti politici non siano soltanto onesti, ma soprattutto i più preparati per affrontare le sfide dell'amministrazione della città. Per partecipare è necessario scrivere a legalita@pdroma.org

AG: Il PD Roma è commissariato da oltre 2 anni durante i quali ha subito pesanti sconfitte politiche: elezioni amministrative in primis ma anche il recente referendum costituzionali. Come si ricostruisce il PD?

RC: Credo che il PD Roma – ma il discorso vale anche per l’intero Partito Democratico – sarà capace di rigenerarsi soltanto se si avrà il coraggio di tagliare i ponti con i metodi e le facce che hanno avuto incarichi nel recente passato, valorizzando invece le tante energie positive che ci sono nei territori e rilanciando l’azione politica dei Circoli.
Credo che chi in questi giorni riduce la propria analisi alla tesi che il commissariamento sia l’origine dei mali del Pd Roma, dimentica colpevolmente il marcio emerso dalle inchieste giudiziarie, i comportamenti scorretti di chi aveva ruoli di direzione politica ai tempi della “ditta“, la mancanza di controllo del partito sull’operato degli eletti durante l’amministrazione Alemanno (malgrado le denunce), la scarsa pubblicità delle primarie cittadine del 2013 ed infine una corretta valutazione sui risultati dell’amministrazione Marino.
Le attività portate avanti dai Forum del PD Roma servono soprattutto per aprire le porte del partito a nuove energie.

AG: Grazie Riccardo e buon lavoro

RC: Grazie a voi

Programma del seminario di sabato 21 gennaio 2017

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Gli appalti dopo Mafia Capitale, la gestione e la destinazione dei beni sequestrati alle mafie e il commissariamento di Ostia

  • 9.00-9.30 - saluto iniziale di Matteo Orfini , presidente dell’Assemblea Nazionale del Partito Democratico;
  • 9.30-11.00 – intervento di apertura e lezione del magistrato Alfonso Sabella , sugli appalti di Roma Capitale, il nuovo codice degli appalti e il commissariamento di Ostia;
  • 11.00-11.20 – introduzione dell’avvocato Iside Castagnola sulla legge 109/96 in materia di gestione e destinazione di beni sequestrati e/o confiscati per reati di stampo mafioso
  • Pausa caffè 10 minuti;
  • 11.30-12.30 – intervento di Luca D'Amore , avvocato con lunga esperienza all'Agenzia del demanio e all'Agenzia per i beni confiscati e Davide Franco, amministratore giudiziario;
  • 12.30-13.30 – intervento sulla mafia a Roma ed Ostia della giornalista del quotidiano La Repubblica Federica Angeli

Programma completo

  • Il Programma completo delle 4 giornate è disponibile qui in formato pdf

Altre informazioni

Leggi anche

Mafia Capitale, beni sequestrati alle mafie, caso Ostia - primo seminario del Forum Legalità PD Roma (21 gennaio 2017)

Politica: 

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Sabato 21 gennaio 2017 - dalle ore 9.00 alle 13.30 – avrà luogo il primo dei 4 seminari dedicati a “Legalità e Trasparenza” organizzati dal “Forum Legalità” del Pd Roma  e dedicato a “Gli appalti dopo Mafia Capitale, la gestione e la destinazione dei beni sequestrati alle mafie”.
L’intero percorso si articola in 4 incontri:

  1. sabato 21 gennaio 2017
  2. sabato 28 gennaio 2017
  3. domenica 5 febbraio 2017
  4. sabato 11 febbraio 2017

ed è destinato ad amministratori locali, iscritti ed elettori del Partito Democratico.
Gli incontri avranno luogo - dalle ore 9.00 alle 13.30  - presso la sede nazionale del Partito Democratico in via Sant’Andrea delle Fratte a Roma.
Per partecipare è necessario inviare una mail a legalita@pdroma.org indicando i propri dati e recapiti.

Programma di sabato 21 gennaio 2017

Gli appalti dopo Mafia Capitale, la gestione e la destinazione dei beni sequestrati alle mafie e il commissariamento di Ostia

  • 9.00-9.30 - saluto iniziale di Matteo Orfini , presidente dell’Assemblea Nazionale del Partito Democratico;
  • 9.30-11.00 – intervento di apertura e lezione del magistrato Alfonso Sabella , sugli appalti di Roma Capitale, il nuovo codice degli appalti e il commissariamento di Ostia;
  • 11.00-11.20 – introduzione dell’avvocato Iside Castagnola sulla legge 109/96 in materia di gestione e destinazione di beni sequestrati e/o confiscati per reati di stampo mafioso
  • Pausa caffè 10 minuti;
  • 11.30-12.30 – intervento di Luca D'Amore , avvocato con lunga esperienza all'Agenzia del demanio e all'Agenzia per i beni confiscati e Davide Franco, amministratore giudiziario;
  • 12.30-13.30 – intervento sulla mafia a Roma ed Ostia della giornalista del quotidiano La Repubblica Federica Angeli

Programma completo

  • Il Programma completo delle 4 giornate è disponibile qui in formato pdf

Altre informazioni

La Camera approva la legge sui partiti: trasparenza e partecipazione democratica (10 giugno 2016)

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Fonte: www.partitodemocratico.it

La vice presidente della Camera Marina Sereni (PD): un altro passo avanti in direzione di riforme che servono a rendere la politica migliore

L’8 giugno 2016 la Camera ha approvato http://www.camera.it/leg17/1132?shadow_primapagina=5838   in prima lettura la legge sui partiti politici, i movimenti ed i gruppi politici organizzati, un testo unificato il frutto dell’elaborazione di 22 proposte di legge.
Due gli assi portanti:

  1. garantire una maggiore trasparenza nella gestione, anche economica, dei partiti, dei movimenti e dei gruppi politici organizzati
  2. favorire la più ampia partecipazione democratica dei cittadini alla vita politica del nostro Paese.

Per potersi presentare alle elezioni qualsiasi partito, movimento o gruppo politico organizzato dovrà fornire, se privo di statuto, una dichiarazione di trasparenza in cui si dichiara ufficialmente chi è il rappresentante legale del partito, quali sono gli organi, la loro composizione e le relative attribuzioni e soprattutto le modalità di selezione dei candidati alle elezioni.

Il testo della legge

Atto Camera: 3494, Proposta di legge: ZAMPA: "Disposizioni in materia di personalità giuridica e statuto dei partiti politici, modifica al decreto-legge 28 dicembre 2013, n. 149, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 13, e delega al Governo per la disciplina dello svolgimento delle elezioni primarie per la designazione dei candidati nei collegi plurinominali" (3494)

Approfondimenti

Leggi anche

F.O.I.A. un passo fondamentale verso la trasparenza nella P.A. (Roma 9 giugno 2016)

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Cittadini democratici per una sana politica

Giovedì 9 giugno 2016 a Roma dalle ore 18, presso lo Scout Center, largo dello Scoutismo Roma (mappa, metro Bologna linea B) si terrà l’evento “F.O.I.A. un passo fondamentale verso la trasparenza nella P.A.” a cura dell’associazione di promozione sociale “ParteCivile”.

Presentazione evento

Il diritto dei cittadini all'informazione è legge: i prossimi passi sono essenziali per migliorarla ancora e definire regole certe di accesso ai dati.
L'Italia ha bisogno di raggiungere la trasparenza dei paesi più avanzati.

Partecipano

160607-anna-ascani.jpg  Anna ASCANI (wk, webtwfb) deputata Pd, relatrice presso la commissione Affari Costituzionali
 160607-ernesto-belisario.jpg  Ernesto BELISARIO (web, lk, fb, tw) avvocato, esperto di diritto delle tecnologie promotore di Foia-for-ltaly
 160607-alessandro-giglioli.jpg  Alessandro GILIOLI, (wk, web, tw, fb) giornalista e blogger

Link

Leggi anche

7 proposte: 6 - Trasparenza e accessibilità totale delle informazioni del Municipio (4 giugno 2016)

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Sono candidato per il PD al consiglio del VII Municipio di Roma ed ho scelto di fare la mia campagna elettorale impegnandomi su 7 proposte concrete che possono essere realizzate nella prossima consiliatura.

6 - Trasparenza e accessibilità totale delle informazioni del Municipio

Sono il coordinatore del "Gruppo Trasparenza" del PD VII Municipio di Roma le cui proposte (qui in pdf) sono state recepite dal programma elettorale di Valeria Vitrotti - candidata Presidente del VII Municipio per l’alleanza di centro-sinistra - che dedica un intero capitolo al tema della trasparenza: il capitolo 2  “Un Municipio grande, ma unito” (pag. 3 del programma di Valeria qui in pdf) che di seguito riproduciamo.

Un Municipio grande, ma unito

Un Municipio aperto, trasparente e moderno. Un Municipio unico.
Aperto alla partecipazione di residenti, studenti e professionisti per la progettazione di interventi sul territorio e per la gestione di servizi.
Aperto alle risorse umane rappresentate da migliaia di cittadini con conoscenze, capacità e iniziativa.
Trasparente perché la progettazione e la programmazione degli interventi seguirà percorsi semplici e chiari.
Trasparente perché cittadini e operatori economici potranno costantemente monitorare i procedimenti amministrativi anche online.
Moderno perché le procedure, i bandi e le informazioni saranno disponibili a tutti i cittadini mediante strumenti open data.
Moderno perché efficiente e capace di rispondere velocemente alle necessità di ognuno.
Unico perché occorre ridefinire gli spazi delle due sedi municipali che devono essere riorganizzati al meglio delle loro potenzialità, per starci bene, tutti, e ovunque.
Sicurezza sul lavoro, vivibilità degli spazi, rispetto per le professionalità.
Se si lavora insieme, si lavora meglio.

Cos’è la “Trasparenza amministrativa”?

Nel 2013, nell’ambito della nuova normativa anti-corruzione (Legge 190/2012), è stato approvato il cosiddetto “Testo unico sulla trasparenza”  (D.Lgs. 33/2013), che per la PA:

  • riordina gli obblighi di pubblicazione on line esistenti e ne prevede di nuovi, tra i quali:
    • curriculum e compensi degli organi politici e dei dirigenti
    • sovvenzioni, contributi e sussidi economici superiori a € 1.000
    • rendiconti dei gruppi consiliari
    • bilanci di previsione e consuntivi
    • carte dei servizi e tempi medi di erogazione dei servizi
    • piani regolatori e altri strumenti urbanistici
    • liste di attesa delle prestazioni sanitarie;
  • introduce il nuovo istituto dell’accesso civico, definito come “il diritto di chiunque di richiedere” documenti, dati e informazioni che la PA avrebbe dovuto pubblicare obbligatoriamente, “nei casi in cui sia stata omessa la loro pubblicazione”;
  • prevede l’adozione e la pubblicazione del programma triennale per la trasparenza, la nomina del responsabile per la trasparenza e l’obbligo di svolgimento annuale della giornata per la trasparenza;
  • prevede sanzioni per il mancato adempimento degli obblighi di trasparenza.

FOIA – Freedom of Information Act – ovvero il diritto di accesso generalizzato

La legge 124/2015, meglio conosciuta come “Riforma della Pubblica Amministrazione” o “Riforma Madia”, prevede, tra l’altro, una “Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza” (art. 7).
In particolare, l’art. 7, comma 1, lett. h) attribuisce al Governo una delega per la realizzazione, anche nel nostro ordinamento, di un vero e proprio “diritto di accesso generalizzato”, consentito – come nei sistemi FOIA, Freedom of Information Act – a “chiunque” su tutti “i dati e i documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni”.
Nel gennaio 2016 il governo ha emanato il decreto 267 che introduce anche in Italia una forma di sistemi FOIA; il 17 maggio 2016 il Consiglio dei Ministri ha approvato il tenendo conto delle osservazioni giunte dalle associazioni impegnate nella trasparenza e degli esperti del settore.

Il commento del ministro Marianna Madia

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«Abbiamo mantenuto la promessa. Il Foia è legge - ha sottolineato il ministro per la Semplificazione e la pubblica amministrazion Marianna Madia (link is external) - Con il decreto attuativo della riforma della pubblica amministrazione, approvato definitivamente, l’Italia adotta una legislazione sul modello del Freedom of Information Act. I cittadini hanno ora diritto di conoscere dati e documenti in possesso della pubblica amministrazione, anche senza un interesse diretto».
«Nel corso del dibattito pubblico di questi ultimi mesi - ha dichiarato il ministro - mi ero impegnata affinché venissero recepite le condizioni espresse nei pareri delle commissioni parlamentari: chiedere un documento sarà gratuito; un’amministrazione che rifiuta il rilascio di un documento dovrà motivarlo in maniera chiara; il cittadino che si oppone al rifiuto di un’amministrazione di rilasciare un’informazione potrà rivolgersi al responsabile della trasparenza o al difensore civico e, in ogni caso, al Tar. Il FOIA può garantire la massima trasparenza della PA e la più ampia partecipazione dei cittadini, che possono esercitare un controllo democratico sulle politiche e le risorse pubbliche».
«L’impegno sulla trasparenza - ha concluso Marianna Madia - non finisce qui. A breve, con un metodo che sin qui ha funzionato, coinvolgeremo le realtà della società civile sull’open government e apriremo un percorso di confronto e lavoro comune».

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Chi sono

Sono Agatino Grillo, il curatore del sito www-democratici-digitali.com e sono candidato per il Partito Democratico al Consiglio del VII Municipio di Roma (mappa).
Se risiedi a Roma in questo Municipio ti invito a votarmi il 5 giugno 2016: sulla scheda rosa barra il simbolo del Partito Democratico e scrivi il mio cognome GRILLO.
Nel mio volantino elettorale - che puoi scaricare a questo link  - ci sono le mie “7 proposte per il VII Municipio”: assistenza sociale leggera, scuola aperte in orario extrascolastico, sportello antiviolenza per le donne, lotta allo spreco alimentare, nuovo polo sanitario, trasparenza e accessibilità totale delle informazioni del Municipio, rilancio delle stazioni ferroviarie di Tuscolana e Capannelle e nuova stazione a Piazza Zama.
Per approfondire le mie idee idee e avere altre informazioni puoi anche consultare il sito web http://www.agatinogrillo.com o contattarmi via email agatino.grillo@gmail.com

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Matteo Renzi: i disonesti sono in tutti i partiti e vanno cacciati (24 maggio 2016)

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Il protocollo di vigilanza per la bonifica di Bagnoli

«Gli accordi anti-corruzione che stiamo siglando sono un punto di riferimento nel mondo» ha detto Matteo Renzi nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi del 24 maggio 2016 dedicata al protocollo di vigilanza sulle procedure per la bonifica delle aree di Bagnoli.
Il “protocollo” è stato firmato dal Presidente del Consiglio a Palazzo Chigi dal commissario di Bagnoli Salvo Nastasi, dal presidente dell’Anac Raffaele Cantone e dall’amministratore delegato di Invitalia Domenico Arcuri.
«Gli accordi anti-corruzione siglati in Italia» ha sottolineato Matteo Renzi «sono considerati best practice mondali in materia di prevenzione e contrato del malaffare. Ho fatto due presentazioni a Londra e in Serbia su questo tema e riprenderò l’argomento anche al G7 in Giappone dove porterò questa nostra esperienza come esempio di lotta alla corruzione».

I disonesti sono in tutti i partiti e vanno cacciati

«Gli amministratori onesti sono la stragrande maggioranza di tutti i colori politici e partiti, come purtroppo ci sono disonesti in tutti i partiti politici e vanno cacciati» ha detto Renzi sottolineando come la lotta alla corruzione sia portata avanti grazie anche al lavoro degli amministratori onesti.

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Infografica Anticorruzione – le riforme del governo Renzi

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