Matteo Renzi

Il 'Dopo di noi' è legge. Perché nessun disabile resti solo (15 giugno 2016)

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Hanno votato a favore tutti i partiti tranne M5S che si è opposto e Sinistra italiana che si è astenuta

Con 312 si, 64 no e 26 astenuti, la Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge “Dopo di noi” sull’assistenza a favore delle persone con disabilità grave senza sostegno familiare.
Hanno votato a favore tutti i partiti tranne M5S che si è opposto e Sinistra italiana che si è astenuta.
Ecco le principali novità:

  • l’introduzione dell’istituto giuridico del trust, per salvaguardare il patrimonio da utilizzare per il figlio;
  • la cancellazione dell’imposta di successione e donazione per i genitori, ad esempio per la casa di proprietà;
  • la riduzione di aliquote e franchigie e le esenzioni per l’imposta municipale sugli immobili;
  • l’innalzamento dei parametri sulla deducibilità per le erogazioni liberali e le donazioni;
  • la detraibilità delle spese per le polizze assicurative, con l’incremento da 530 a 750 euro della detraibilità dei premi per le assicurazioni sul rischio morte.
  • l’istituzione presso il  ministero del Lavoro del Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, con una dotazione di 90 milioni di euro per quest’anno, 38,3 milioni per il 2017 e 56,1 milioni annui dal 2018 in poi.

Con quattro linee guida a supporto di:

  1. soluzioni abitative o gruppi-appartamento che riproducano le condizioni della casa familiare;
  2. interventi per la permanenza temporanea in una soluzione abitativa extrafamiliare per far fronte a eventuali situazioni di emergenza;
  3. forme innovative di residenzialità, come le soluzioni alloggiative di tipo familiare e di co-housing, con sostegno al pagamento degli oneri di acquisto, locazione, ristrutturazione, e alle forme di mutuo aiuto;
  4. accrescimento di consapevolezza, abilitazione e sviluppo delle competenze per una gestione autonoma della vita quotidiana.

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 “È una legge di cui possiamo andare orgogliosi. L’Italia aveva un buco nel proprio sistema di servizi sociali ed era quello legato all’assistenza alle persone disabili una volta che rimangono sole. Con questa legge si colma un vuoto che ha a che fare con la civiltà, con la tutela dei più deboli, con i diritti fondamentali delle persone”. Lo afferma il deputato Marco di Maio del Pd.
 
“È una legge di cui andiamo orgogliosi. Vale la legislatura”. Lo dice Margherita Miotto, deputata del Pd, nella dichiarazione di voto a favore della legge sul ‘Dopo di noi‘ pronunciata nell’Aula della Camera. “Chi è si è opposto a questa legge è fuori dalla realtà”, ha detto Miotto, spiegando che “la legge tutela i malati più gravi perché per gli altri ci sono servizi specifici. La nostra è stata una battaglia per i diritti universali esigibili dalla quale il Movimento 5 Stelle si è posto totalmente fuori”.
 
Sul voto contrario del M5S alla legge il senatore Pd Andrea Marcucci: “Il M5S scappa dall’Aula, dalle decisioni, e dai confronti televisivi. Il voto contrario alla legge sul Dopo di noi fa impressione. Ci sono provvedimenti che non dovrebbero produrre divisioni. Con il No a tutto i Cinque stelle non possono pensare di amministrare le città o governare l’Italia”.

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“Oggi in aula ho sentito tanta retorica sull’handicap, ma fortunatamente abbiamo voltato pagina con la legge per il Dopo di noi. Non so quanti miei colleghi sappiano perché hanno votato si o no, ma so che questa è una giornata di festa per i genitori delle persone con disabilità grave”. Lo ha dichiarato la deputata del Pd, Ileana Argentin, subito dopo il voto finale alla legge per l’assistenza delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare.
“Sono certa che noi del Pd ce l’abbiamo messa proprio tutta per passare dalle parole ai fatti, come dimostra il nuovo capitolo di bilancio che prevede tanti soldi, ben 180 milioni di euro in tre anni. Ho già detto più volte che per me questa legge da sola basta a dare un senso alla legislatura -aggiunge la deputata- e sono davvero orgogliosa del risultato raggiunto. Soprattutto perché da oggi sarò in grado DI rispondere a tanti genitori che aspettano da anni una prospettiva per il futuro e un sostegno”. “Da oggi possiamo spezzare la catena della sofferenza e della solitudine, abbiamo uno strumento in più, e questa società, grazie al nostro impegno, è più civile”, conclude.
 
“Una legge di dignità e speranza. Un passo in avanti per il riconoscimento della piena cittadinanza delle persone con disabilità. Una legge di serenità per tante famiglie”. Cosi Emilia Grazia De Biasi, presidente della Commissione Sanità del Senato.

Lo speciale della Camera

Approfondimento su Gruppo deputati PD

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La Camera approva la legge sui partiti: trasparenza e partecipazione democratica (10 giugno 2016)

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Fonte: www.partitodemocratico.it

La vice presidente della Camera Marina Sereni (PD): un altro passo avanti in direzione di riforme che servono a rendere la politica migliore

L’8 giugno 2016 la Camera ha approvato http://www.camera.it/leg17/1132?shadow_primapagina=5838   in prima lettura la legge sui partiti politici, i movimenti ed i gruppi politici organizzati, un testo unificato il frutto dell’elaborazione di 22 proposte di legge.
Due gli assi portanti:

  1. garantire una maggiore trasparenza nella gestione, anche economica, dei partiti, dei movimenti e dei gruppi politici organizzati
  2. favorire la più ampia partecipazione democratica dei cittadini alla vita politica del nostro Paese.

Per potersi presentare alle elezioni qualsiasi partito, movimento o gruppo politico organizzato dovrà fornire, se privo di statuto, una dichiarazione di trasparenza in cui si dichiara ufficialmente chi è il rappresentante legale del partito, quali sono gli organi, la loro composizione e le relative attribuzioni e soprattutto le modalità di selezione dei candidati alle elezioni.

Il testo della legge

Atto Camera: 3494, Proposta di legge: ZAMPA: "Disposizioni in materia di personalità giuridica e statuto dei partiti politici, modifica al decreto-legge 28 dicembre 2013, n. 149, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 13, e delega al Governo per la disciplina dello svolgimento delle elezioni primarie per la designazione dei candidati nei collegi plurinominali" (3494)

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Istat: primo trimestre del 2016, crescono PIL e occupazione (9 giugno 2016)

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Su base annua l'occupazione aumenta in particolare per gli uomini, nelle regioni settentrionali, per gli over 50, per i laureati e per gli stranieri.
Calo, sia congiunturale sia tendenziale, degli inattivi.

Il mercato del lavoro

Nel primo trimestre del 2016 l'economia italiana è cresciuta ad un ritmo lievemente superiore a quello registrato nella seconda metà dello scorso anno.
L'aumento del Pil, pari allo 0,3% su base congiunturale e all'1% in termini tendenziali, si caratterizza con un crescente utilizzo di lavoro: le ore complessivamente lavorate aumentano dello 0,5% sul trimestre precedente e del 2,1% su base annua.
Tale aumento coinvolge tutti i principali settori economici, ad eccezione delle costruzioni.
Dal lato dell'offerta di lavoro, nel primo trimestre del 2016 l'occupazione complessiva cresce lievemente rispetto al trimestre precedente, dopo la leggera diminuzione nel quarto, ma con dinamiche notevolmente differenziate tra le diverse tipologie occupazionali: il consistente aumento dei dipendenti a tempo indeterminato è bilanciato dal calo dei dipendenti a termine e dalla stabilità degli indipendenti.
Divaricazioni si osservano anche in relazione alle dinamiche degli occupati per classe di età, con un aumento per i 50-64enni a fronte di lievi diminuzioni per i 15-34enni e per i 35-49enni.
Le tendenze più recenti, misurate dai dati mensili relativi ad aprile 2016 al netto della stagionalità, registrano un miglioramento dei livelli occupazionali, con una crescita complessiva degli occupati per il secondo mese consecutivo.
Le dinamiche tendenziali manifestatesi tra il primo trimestre del 2015 ed i primi tre mesi dell'anno in corso hanno determinato una crescita complessiva di 242 mila occupati su base annua, con un contributo decisivo dell'occupazione dipendente a tempo indeterminato (+341 mila), a fronte della sostanziale stabilità di quella a termine e del calo degli indipendenti, concentrato tra i collaboratori e gli autonomi senza dipendenti.
L'incremento è maggiore per il lavoro a tempo parziale, soprattutto quello di tipo volontario, ma prosegue anche la risalita del tempo pieno.
Inoltre, su base annua l'occupazione aumenta in particolare per gli uomini, nelle regioni settentrionali, per gli over 50, per i laureati e per gli stranieri.
Un aspetto significativo delle dinamiche recenti del mercato del lavoro è costituito dal calo, sia congiunturale sia tendenziale, degli inattivi (sia in termini assoluti sia di incidenza), mentre il tasso di disoccupazione è invariato rispetto al trimestre precedente e diminuisce di quasi 1 punto percentuale rispetto ai primi tre mesi del 2015, con un calo tendenziale di 127 mila disoccupati di lunga durata.
Le variazioni degli stock di occupazione sottintendono significativi cambiamenti di condizione delle persone sul mercato del lavoro, misurati dai dati di flusso a distanza di dodici mesi: tra gli occupati aumentano le transizioni verso il lavoro a tempo indeterminato, in particolare per i dipendenti a termine e soprattutto per i collaboratori.
Inoltre, cresce il flusso dalla disoccupazione verso l'occupazione, unicamente verso la componente a tempo indeterminato.
Tuttavia, l'incremento dei passaggi da disoccupazione a occupazione aumenta soltanto per gli uomini e i giovani 15-34enni, ed è maggiore tra i residenti nel Centro-nord e tra i laureati.
Dal lato delle imprese si rafforzano ed estendono, in termini congiunturali e tendenziali, i segnali di crescita della domanda di lavoro, con un significativo aumento sia delle posizioni lavorative dipendenti sia delle ore lavorate per dipendente, anche per la consistente riduzione del ricorso alla Cassa integrazione.
La crescita dell'occupazione tende a diffondersi progressivamente a tutti i settori di attività economica, con una maggiore intensità in quello dei servizi.
Il tasso dei posti vacanti è stabile sul piano congiunturale mentre aumenta su base annua.
Per quanto riguarda il costo del lavoro, continuano a diminuire gli oneri sociali, per effetto della consistente riduzione contributiva associata alle nuove assunzioni a tempo indeterminato.

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La #BuonaScuola: al via lo #SchoolBonus, credito d'imposta per chi fa donazioni alle scuole (8 giugno 2016)

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Fonte: www.governo.it

Al via lo #SchoolBonus, il credito d'imposta previsto dalla legge La Buona Scuola (L. 107/2015).
La misura "consente a qualunque cittadino di dare il proprio contributo al miglioramento delle istituzioni scolastiche attraverso una donazione che può essere detratta, in sede di dichiarazione dei redditi, con un credito d'imposta pari al  65% delle erogazioni effettuate", ricorda il Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Stefania Giannini.
Le donazioni possono essere effettuate per la realizzazione di nuove strutture scolastiche, per la  manutenzione e il potenziamento di quelle esistenti e per il sostegno a interventi per migliorare l'occupabilità degli studenti, come i progetti di alternanza scuola lavoro.  
Ogni cittadino, ente o impresa potrà donare alla scuola prescelta la somma desiderata fino ad un massimo di 100.000 euro per ciascun periodo d'imposta.
Il versamento avviene via bonifico.
Il 10% della somma versata confluirà in un Fondo di perequazione destinato a riequilibrare l'impatto delle donazioni sul sistema scolastico.
Il decreto 8 aprile 2016 con le modalità di donazione è disponibile nella Gazzetta Ufficiale n. 119 del 23 maggio 2016

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Da oggi le unioni civili sono legge (5 giugno 2016)

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Love is love

Il 5 giugno 2016 entra in vigore la legge 20 maggio 2016, n. 76, “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze”(cosiddetta legge Cirinnà) approvata dal Parlamento italiano l’11 maggio 2016.
Questi, in sintesi, gli aspetti principali della nuova legge.

Unioni civili

Un’unione civile tra due persone maggiorenni dello stesso sesso si costituisce mediante dichiarazione di fronte all'ufficiale di stato civile ed alla presenza di due testimoni.
L’atto è registrato nell’archivio dello stato civile.
Le parti possono stabilire, dichiarandolo all’ufficiale dello Stato Civile, di assumere un cognome comune, scegliendo tra i loro cognomi o di anteporre o posporre al cognome comune il proprio.

Diritti e Doveri

Con la costituzione dell’unione civile le parti acquistano gli stessi diritti e doveri. In particolare  da essa discendono:

  • l’obbligo di assistenza morale e materiale;
  • l’obbligo di coabitazione;
  • l’obbligo di contribuzione economica in relazione alle proprie capacità di lavoro professionale o casalingo;
  • l’obbligo di definizione di comune accordo dell’indirizzo della vita familiare e della residenza.

Regime patrimoniale

Il regime patrimoniale, in mancanza di diversa convenzione tra le parti, è la comunione dei beni. Alle convenzioni patrimoniali si applicano le norme del codice civile.

Diritto successorio

Riguardo alla successione, alle unioni civili si applica parte della disciplina contenuta nel libro secondo del codice civile.

Impedimento o nullità

L’unione civile è impedita dal precedente vincolo matrimoniale o di unione civile, dall’interdizione, dalla sussistenza dei rapporti di parentela, affinità o adozione tra le parti, dalla condanna di una delle parti per omicidio tentato o consumato nei confronti del coniuge o di chi sia unito civilmente con l’altra parte dell’unione civile.
È prevista la disciplina dei casi di nullità delle unioni civili.

Scioglimento dell’unione

L’unione civile si scioglie con manifestazione congiunta o disgiunta dinanzi all’ufficiale dello Stato Civile e si applicano alcune norme previste per il divorzio, ad esclusione dell’istituto della separazione.

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Il Testo della legge sulle Unioni civili

Per approfondire

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Volontariato, no profit, terzo settore: la riforma del governo Renzi (26 maggio 2016)

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L’Aula della Camera ha approvato in via definitiva la delega al Governo per la riforma del terzo settore,  dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale. I voti a favore sono stati 239, 78 i contrari. Ora il governo dovrà emanare i decreti attuativi entro un anno dall’entrata in vigore della legge

Il Terzo settore non è secondo a nessuno: approvata la riforma

“Con il voto definitivo di ieri sera della Camera l’Italia valorizza e riorganizza il variegato mondo del non profit, un insieme di soggetti che svolgono un ruolo strategico fondamentale per uno sviluppo sostenibile, comunitario e partecipato”. Lo dice la vice presidente della Camera, Marina Sereni.

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“Questa riforma, avviata due anni fa, ha coinvolto più di mille soggetti in una consultazione pubblica da cui abbiamo tratto molte idee e suggerimenti. Ora imprese sociali, associazioni di volontariato e di promozione sociale, fondazioni e cooperative sociali hanno un vero punto di riferimento, un quadro di definizioni e regole certe. Non si tratta di un semplice restyling, ma di un vero e proprio ridisegno del Terzo Settore, fin qui regolamentato da una normativa frammentaria e poco omogenea”.

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“Semplificazione dell’iter per il riconoscimento della personalità giuridica attraverso l’Istituzione di un Registro unico degli enti del Terzo Settore; razionalizzazione e semplificazione dei regimi fiscali e contabili; completamento della riforma del 5×1000; istituzione del Consiglio Nazionale del Terzo Settore e della Fondazione Italia Sociale per mobilitare grandi donatori privati e orientare progetti ad alto impatto sociale ed occupazionali; rilancio e riforma del Servizio Civile Nazionale: i punti qualificanti della delega sono molti e ora ci impegneremo perche’ presto arrivino i decreti attuativi.
 
Solidarietà, impegno, partecipazione, sono le parole chiave di uno sviluppo e di una crescita inclusiva che valorizza le risorse di ogni comunità. Sono sempre di più nel nostro Paese coloro che lavorano stabilmente o periodicamente nelle tante imprese sociali, così come sempre di più sono coloro che trovano nel volontariato una ragione di impegno civile. Un patrimonio di idee, valori e competenze necessario allo sviluppo di una societa’ moderna e aperta, in cui il pubblico non mette ostacoli, ma supporta le risorse della comunita’ secondo una cultura della sussidiarietà e della solidarietà”, conclude Sereni.

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La scheda del Gruppo PD alla Camera dei Deputati

Dopo gli interventi legislativi degli ultimi anni che hanno inciso su aspetti specifici del mondo no profit, dalle associazioni di volontariato alle onlus  fino al servizio civile nazionale, finalmente la Camera ha approvato in via definitiva una Riforma organica dell’intero Terzo Settore.
Obiettivo della legge è creare un sistema che favorisca la partecipazione attiva e responsabile delle persone, valorizzando il potenziale di crescita sociale e occupazionale presente nel campo dell’economia sociale.
La legge delega il Governo a varare nei prossimi 12 mesi i decreti legislativi in cui saranno previste, tra le altre cose:

  • la stesura di un Codice del Terzo Settore contenente le disposizioni generali applicabili a tutti gli enti, la definizione delle forme e delle modalità di organizzazione, amministrazione e controllo, nonché le modalità di tutela dei lavoratori e della loro partecipazione ai processi decisionali;
  • un Registro nazionale del Terzo Settore e relative modalità di iscrizione;
  • l’armonizzazione della normativa sul volontariato e promozione sociale anche in collaborazione con le scuole, valorizzando l’esperienza dei volontari in ambito formativo e lavorativo;
  • la revisione della disciplina che riguarda le imprese sociali ed aumento delle categorie di lavoratori svantaggiati per realizzare nuove forme di inclusione;
  • il passaggio del servizio civile da nazionale ad universale, prevedendo uno specifico status giuridico per i volontari e consentendone l’apertura anche ai cittadini stranieri regolarmente residenti;
  • la creazione di un Consiglio Nazionale del Terzo Settore in cui confluiranno l’Osservatorio nazionale per il volontariato e l’Osservatorio nazionale per l’associazionismo, organismo di consultazione che dovrà valorizzare le reti associative;
  • la semplificazione della normativa fiscale e l’agevolazione delle donazioni;
  • l’istituzione di una fondazione (Italia Sociale) con lo specifico scopo di favorire l’incontro tra i finanziatori e gli enti beneficiari, dotata di un finanziamento di 1 milione di euro.

 Scarica il "Dossier dell’Ufficio Documentazione e Studi dei Deputati PD" in pdf

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Il testo della legge

  • Il testo della legge delega sul Terzo settore approvata ieri in terza lettura dalla Camera (dal sito de Il Sole 24 Ore) in pdf

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Matteo Renzi: i disonesti sono in tutti i partiti e vanno cacciati (24 maggio 2016)

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Il protocollo di vigilanza per la bonifica di Bagnoli

«Gli accordi anti-corruzione che stiamo siglando sono un punto di riferimento nel mondo» ha detto Matteo Renzi nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi del 24 maggio 2016 dedicata al protocollo di vigilanza sulle procedure per la bonifica delle aree di Bagnoli.
Il “protocollo” è stato firmato dal Presidente del Consiglio a Palazzo Chigi dal commissario di Bagnoli Salvo Nastasi, dal presidente dell’Anac Raffaele Cantone e dall’amministratore delegato di Invitalia Domenico Arcuri.
«Gli accordi anti-corruzione siglati in Italia» ha sottolineato Matteo Renzi «sono considerati best practice mondali in materia di prevenzione e contrato del malaffare. Ho fatto due presentazioni a Londra e in Serbia su questo tema e riprenderò l’argomento anche al G7 in Giappone dove porterò questa nostra esperienza come esempio di lotta alla corruzione».

I disonesti sono in tutti i partiti e vanno cacciati

«Gli amministratori onesti sono la stragrande maggioranza di tutti i colori politici e partiti, come purtroppo ci sono disonesti in tutti i partiti politici e vanno cacciati» ha detto Renzi sottolineando come la lotta alla corruzione sia portata avanti grazie anche al lavoro degli amministratori onesti.

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Infografica Anticorruzione – le riforme del governo Renzi

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Italian 2015 regional elections: Matteo Renzi aims to win 7-0

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On Sunday May 31st 2015 in Italy will held elections in seven regions: Veneto, Liguria, Tuscany, Marche, Umbria, Campania and Puglia.
Matteo Renzi aims for victory in all seven regions so to receive a “political investiture” that allows him to complete the institutional and economic reforms and to arrive to the end of the legislature scheduled for 2018.

The “pax renziana”

Until now Renzi has won all elections.
On December 8th, 2013 Renzi became secretary of the Democratic Party through the primaries (67, 55% of votes) and since then he has accumulated  an uninterrupted series of victories in elections:

  • February 2014: victory in the regional elections in Sardinia
  • May 2014: victory in the regional elections in Piedmont and Abruzzo and in the European elections (with a resounding 41% of votes)
  • November 2014: victory in the regional elections in Emilia Romagna and Calabria.

Voters approval allowed Matteo to impose the “pax renziana” in the Democratic Party however the tribes continue to stir waiting for the right moment to lift up their head and challenge the “dictator”.

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Electoral predictions for May 31st

The Democratic Party is considered as a sure winner in Tuscany, Marche, Umbria and Puglia.
The first three regions are historically the areas where the left-wing and the Democratic Party have always had more support while in Puglia victory appears certain because the center right is split so the candidate of the Democratic Party, Emiliano, has ironically tweeted Frank Underwood, actor Kevin Spacey starring in “House of Cards”, requesting to find him an opponent.
In Veneto the situation is confusing because the Northern League, the local party that expresses the current governor, is divided and has two candidates.
In Liguria the situation is opposite: left-wing and PD are divided; in addition to the official candidate of the Democratic Party, Raffaella Paita, there is a second candidate choose by not-renzian left-wing due to contestations during the primaries that indicated Paita
Finally in Campania polls seem to favor the candidate of the Democratic Party, Vincenzo De Luca, who is under investigation by the judiciary and at the center of many controversies.

(Italian translation)

Elezioni regionali 2015: Matteo Renzi punta al 7 a 0

Domenica 31 maggio 2015 in Italia avranno luogo le elezioni in 7 regioni: Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Umbria, Campania e Puglia.
Matteo Renzi punta alla vittoria in tutte e 7 regioni così da ricevere una “investitura politica” che gli permetta di completare le riforme istituzionali ed economiche ed arrivare alla fine della legislatura prevista per il 2018.

La pax renziana

Fino a questo momento Renzi ha vinto tutte le elezioni.
L’8 dicembre 2013 Renzi è diventato segretario del Partito Democratico grazie alle primarie (67, 55% dei consensi) e da quel momento ha inanellato una serie ininterrotta di vittorie alle consultazioni elettorali:

  • febbraio 2014: vittoria alle regionali della Sardegna
  • maggio 2014: vittoria alle regionali di Piemonte e Abruzzo e alle Europee (con un clamoroso 41% dei consensi)
  • novembre 2014: vittoria alle regionali in Emilia Romagna e in Calabria.

Il consenso da parte degli elettori ha permesso a Matteo di imporre la “pax renziana” nel Partito Democratico dove però le varie tribù continuano ad agitarsi aspettando il momento buono per rialzare il capo e sfidare il “dittatore”.

I pronostici per il 31 maggio

Il Partito Democratico è dato sicuro vincitore in Toscana, Marche, Umbria e Puglia.
Le prime tre regioni sono storicamente le aree dove la sinistra e il PD ha sempre avuto i maggiori consensi mentre in Puglia il confronto appare senza storia perché il centro destra è spaccato tanto che il candidato del PD, Emiliano, ha ironicamente twittato a Frank Underwood, l’attore Kevin Spacey  protagonista di “House of Cards” la richiesta di trovargli un avversario.
Anche in Veneto la situazione è confusa perché la Lega Nord, partito che esprime l’attuale governatore, si è divisa e ha due candidati.
In Ligura è invece la sinistra e il PD ad essersi divisi: oltre al candidato ufficiale del PD, Raffaella Paita, c’è un secondo candidato espressione della sinistra non renziana che contesta le primarie che hanno scelto il candidato di Renzi.
In Campania infine i sondaggi sembrano favorire il candidato del PD,Vincenzo De Luca che è inquisito dalla magistratura e al centro di numerose polemiche.

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What France can learn from Italy (Wall Street Journal, April 9th 2015)

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Italian lessons - France’s Prime Minister Manuel Valls has struggled to enact the kinds of policies that would help lump-start the economy, while Italy’s Prime Minister Matteo Renzi has been much more successful.
Rome could teach Paris a few things about how to push ahead with difficult but necessary reforms.

  • by Klaus F. Zimmermann

For all the attention that’s been paid to Greece and its debtor negotiations lately, the coming battles over Europe’s troubled economy will be won not in Athens but mainly in Paris and Rome. France accounts for almost 22% of eurozone gross domestic product; Italy, more than 16%. Together, these two countries contribute more than 20 times Greece’s portion of eurozone GDP. If the eurozone is to escape its current stagnation, France and Italy must restart their economic engines once again.
The European economy has been given a lift in recent months by a weak euro and low oil prices. Regional elections in France and Spain have reduced concerns about populist parties derailing economic reforms. Politicians now have the breathing space to do the right things economically.
However, based on experience from the euro’s original launch at the turn of the century, there is reason for concern that such opportunities might be wasted. Back then, low interest rates induced some eurozone countries to go slow on structural reforms, relying instead on a monetary boost to the economy from the compression of sovereign-bond yield spreads. It would be most unfortunate if that experience were to repeat itself.
The real surprise now is that it is Italy, not France, that seems to have understood this. In February, Prime Minister Matteo Renzi’s government approved two decrees enacting the core of the labor-market reform. One improves the rules for firing employees on a permanent contract, giving them a right to severance pay but removing the previous right to court-ordered reinstatement. This caps the cost of firing a worker, which should make employers more willing to hire than they were when each new employee could become an employee for life. The government also has reduced the time a worker can receive unemployment benefits, to 18 months from 2017 onwards.
Coupled with tax incentives introduced last year for companies that hire on regular as opposed to part-time contracts, it is now more enticing to hire in Italy than it has been in years. On top of that, another recent law introduced administrative and judicial reforms intended to speed up decision making and reduce uncertainty that otherwise impacts investors and the economy as a whole.
In contrast, things in France are progressing much more tentatively. Paris continues to miss its budget-deficit targets, testing the European Commission’s flexibility. France’s prime minister, Manuel Valls, and its economy minister, Emmanuel Macron, have worked hard to convince the French Parliament of the merits of their reform package, known as the “Macron law.” The plan would relax Sunday work restrictions, liberalize long-distance bus transportation, simplify employment tribunals and lay-off procedures, and deregulate white-collar professions such as notaries. These are the types of measures other European governments undertook years ago.
Limited in scope though this proposal was, the Valls government was nevertheless forced to resort to a rare constitutional provision to get it through the National Assembly on Feb. 19. The Senate must still vote on the legislation and the outcome there is uncertain—the main political parties are still considering whether they should lend their support. It’s unclear, for instance, whether Nicolas Sarkozy’s center-right UMP party, which gained the upper hand in the regional elections last month, will choose to push reforms now or wait until the national elections in 2017.
There is no time to waste. The Italian government has shown the way by creating the legislative framework for overcoming the two-tier labor market, while the French government is still dabbling with reforms that are only slightly more than symbolic. Paris still shies away from other essential steps, such as making its rigid 35-hour work-week regime more flexible, either through simply prolonging the work week again to pre-2000 levels or introducing more exceptions to the rule. This is a touchy topic in French politics and society.
The French measures signal that more may still be to come, but don’t yet deal with the crux of what it takes to get the economy growing again. Tackling problems such as France’s relatively high minimum wage and rigid employment protection, thereby releasing pressures that bear on the labor market, would bring the goal of economic growth and lower unemployment closer.
It remains to be seen whether the measures required to make Italy’s labor market more flexible take proper shape in reality. But for now, at least, Italy has a head start on France. In the spirit of true European competition, French politicians should now resolve that when it comes to reform they don’t want to fall behind. Cross-border policy competition used to be regular practice in the European Union and the true engine of progress in decades past. One can only hope that it resurfaces as soon as possible.

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Raising consensus for Matteo Renzi and the Democratic Party (March 14th, 2015)

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Matteo Renzi’s popularity rating is at 50%. The PD has 38.5% of potential votes
 

(Italian translation available here)

According to the last political survey conducted by IPR Marketing for RAI-TG3, the public Italian TV channel, Matteo Renzi’s electoral consensus is rising after the approval of the “Jobs Act” and thanks to the first signs of economic recovery.

Matteo Renzi’s popularity rating is at 50%

On March 13th 2015, 50% of Italians expressed their confidence in Matteo Renzi with an increase of 2% compared to the previous survey of February 11th 2015.
Matteo Salvini, leader of the Northern League is stable at 23%, Silvio Berlusconi, leader of Forza Italy at 19%.

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The PD has 38.5% of potential votes

The Democratic Party’s consensus has grown by a further 2%.
According to the survey 38.5% of Italians is willing to vote for the Democratic Party in next election.

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  • Video of TG3 News of 7 PM of March 13th, 2015  (from 18,50 to 23,30 minute)

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