Monica Lozzi, 5 Stelle: Linee programmatiche di governo del VII Municipio di Roma (5 luglio 2016)

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(Monica Lozzi)

Il VII Municipio è pronto a cambiare pagina. Il cittadino al centro ne sarà l'obiettivo, la sinergia delle forze, il metodo

**** aggiornamento (20 luglio 2016): le linee programmatiche sono state pubblicate sul sito web del VII Municipio di Roma a questo link (pdf)

Il 5 luglio 2016, in occasione della prima riunione del nuovo consiglio del VII Municipio di Roma dopo le elezioni amministrative della primavera 2016, la neo Presidente Monica Lozzi ha illustrato le proprie “Linee programmatiche” che di seguito riproduciamo (qui anche in versione pdf).
I temi principali affrontati da Monica sono stati:

  • la trasparenza amministrativa, prima forma di contrasto a derive quali la corruzione e il clientelismo
  • la partecipazione attiva dei cittadini anche grazie a un “Regolamento della Partecipazione
  • il decoro come alto valore civico
  • il verde pubblico
  • lo smaltimento dei rifiuti e il contrasto all’inquinamento
  • la mobilità sostenibile - specie nel disastrato territorio extra GRA  – combinando l’uso dei mezzi pubblici con quello della bicicletta grazie a nuove ciclabili lungo le principali arterie, alla costituzione dell’Asse degli Acquedotti – attraversamento del Municipio attraverso i suoi parchi (come il parco degli Acquedotti, il parco di Tor Fiscale, il parco della Caffarella) con un tracciato ciclo-pedonale in grado di collegare l'extra GRA alla città consolidata
  • la tutela delle fasce più deboli anche attraverso il Piano Regolatore Sociale
  • la motivazione del personale del Municipio – necessario e fondamentale - affinché, attraverso la promozione di buone pratiche si possa concretizzare al meglio l’azione amministrativa
  • la rilevanza che il patrimonio culturale assume nelle comunità territoriali.
  • l'istruzione, pilastro della crescita collettiva.

La neo Presidente ha concluso dicendo che “Il mio proposito è veder entrare i cittadini all'interno delle istituzioni; farli parte del processo di gestione delle problematiche, dall'individuazione delle aree di intervento sino alla scelta delle soluzioni”.

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Il testo integrale delle “Linee programmatiche di governo del VII Municipio di Roma”

Assumo la guida di questo Municipio unico, in quanto a vastità e peculiarità, con l'emozione e l'orgoglio di sentirmi una cittadina tra i cittadini. Ho la consapevolezza del lavoro che mi aspetta uscendo da una campagna elettorale intensa, nella quale il contatto con gli abitanti del Municipio ha rafforzato quella sensazione del "c'è tanto da fare", già vissuta nei tre anni passati all'interno del Consiglio municipale.
Ho idea che la consapevolezza delle aspettative rimarrà quale guida nel mio cammino e quello della Giunta, come motivo di simbiosi tra le istituzioni e gli abitanti del territorio.

Uno dei miei primi intendimenti è quello di concretizzare la trasparenza amministrativa.
Ritengo che la messa a disposizione dei cittadini degli strumenti per la conoscenza, verifica e controllo degli atti compiuti dalla classe politica sia la prima forma di contrasto a derive quali la corruzione e il clientelismo.
Rendere visibili tutti i segmenti della filiera amministrativa riporta il cittadino nel ruolo di governante del suo territorio e accende i riflettori su quelle zone d'ombra dove finora ha regnato malaffare e malgoverno. Mafia capitale si contrasta non solo con la scure giudiziaria, ma portando i cittadini dentro la macchina burocratica.
Proposte concrete sono la pubblicazione delle Determine Dirigenziali, delle nomine, del patrimonio immobiliare del Municipio e del flusso di introiti e trasferimenti fondi.
Si aggiunge la trasparenza sugli interventi manutentivi di strade e scuole, sulle attività ed i bilanci dei Consorzi per opere a scomputo. Centrale invece nell'azione di "chiarezza" sull'operato degli amministratori è la pubblicazione in tempi certi degli atti e delle attività degli organi di rappresentanza municipale.
Tuttavia, l'azione di trasparenza da sola non basta a conferire al cittadino il ruolo di amministratore di sé stesso e del proprio territorio. Il percorso si completa con la pratica del coinvolgimento, della partecipazione attiva.
Da soli non si governa. È necessario un Regolamento della Partecipazione virtuoso che tenga conto di principi come la cooperazione tra cittadini ed istituzioni, la fiducia tra le parti, la condivisione di informazioni, l'inclusione di chiunque abbia interesse e sia coinvolto dall'esito del processo decisionale. Ed ancora, il principio della valutazione dei processi partecipativi con le opportune metodologie.

Riguardo allo stato di salute del nostro territorio non possiamo non adoperarci affinché il Municipio assuma un volto nuovo, che possa garantire una migliore qualità della vita.
Il suo profilo è tutt'oggi marcato dal degrado, dall'abbandono dell'assetto territoriale, dal prevalere delle peggiori tendenze della civiltà.
Il decoro, di contro, rappresenta un alto valore civico. Segna il passo della cura che la comunità ha di sé; anzi, diremmo, del suo stato di salute complessivo.
Cambiare volto significa intanto liberarci dalla sporcizia. Strade e marciapiedi non possono più essere spazio di accoglienza di rifiuti, né il campo libero delle affissioni abusive: cartelloni giganti, manifesti e locandine, sui quali va assolutamente resa operativa la normativa comunale vigente.
Bisogna, quindi, ripartire dalle regole. Quelle che ci sono debbono essere applicate. La vigilanza costante del territorio da parte della Polizia locale deve garantire l'azione di contenimento delle pratiche lesive del territorio, di concerto ad un'azione di prevenzione del fenomeno del degrado da percorrere con la sensibilizzazione dei cittadini a tutti i livelli - a partire dalle scuole - nell'obiettivo di un balzo culturale dell'intera comunità.
Territorio è anche verde pubblico. Soprattutto, verde pubblico.
Il VII Municipio è ricco di parchi e Ville storiche, aree verdi che costituiscono un patrimonio ambientale senza paragoni.
La protezione di tale patrimonio passa intanto per la realizzazione di un censimento del verde municipale (e delle molteplici varietà vegetali presenti). Avere il quadro di ciò di cui disponiamo è propedeutico ad interventi di risanamento e di gestione ordinaria.
Il cittadino ne è parte attiva cominciando a far proprie quelle buone pratiche quotidiane tanto attese; il degrado è da contrastare innanzitutto con i singoli piccoli gesti quotidiani.
Parimenti, come amministrazione municipale bisogna farci carico dell'accesso libero e salubre agli spazi verdi, tramite interventi costanti e programmati nei quali prevedere l'ipotesi di assegnazione di piccole aree alla gestione organizzata della cittadinanza.
In ultimo, il tema dello smaltimento dei rifiuti.
La direzione della nostra azione guarda senza riserve alla migrazione progressiva verso la raccolta differenziata, potenziata con la dotazione di cassoni dedicati e la nascita di nuove isole ecologiche nelle aree che ne siano ancora sprovviste. Parte del processo di smaltimento è anche il ruolo degli eco-compattatori per la raccolta di alluminio e plastica, dei quali vanno dotati i luoghi pubblici (come le scuole).
Ovviamente anche sul tema della gestione dei rifiuti l'azione di controllo della Polizia locale e l'apporto cosciente del cittadino sono elementi imprescindibili del superamento dello stato di degrado ambientale del nostro Municipio.
Siamo tutti chiamati in causa nella difesa del "clima" dei nostri territori. L'inquinamento lede la salute delle persone, come la sporcizia ne inquina il senso di benessere e di funzionamento delle cose.

Pensando alle criticità del VII Municipio (ma di Roma tutta) non si può non considerare il tema della mobilità.
Attualmente l'attraversamento di quartieri e zone è rimesso a variabili quali il tempo di percorrenza, l'incertezza del corretto funzionamento dei mezzi pubblici, il traffico - ormai parte del quotidiano.
Non a caso la mobilita rappresenta uno dei nodi maggiori delle grandi città: dove gli spostamenti sono garantiti in maniera sostenibile il cittadino è veramente padrone del tessuto urbano. Quando in capo pesano ostacoli e incertezze, egli si ritrova ostaggio della propria città.
Rispetto all'offerta del servizio pubblico il VII Municipio si presenta purtroppo diviso in due: la parte interna al GRA, fino al confine di San Giovanni, dotata di linee ferroviarie, una buona fetta della linea A della metropolitana, la fermata di piazza Lodi della linea C e le linee locali di bus ed i capolinea degli autobus per le direttrici extraurbane.
Di contro, all'esterno del Raccordo Anulare si presenta una situazione disastrata con le sole poche linee di trasporto locale che non riescono a sostenere la domanda dei residenti di quei quartieri.
Partendo da questo stato di cose consideriamo gli interventi di agevolazione del trasporto pubblico fondamentali e tra questi il favorire le corsie preferenziali che lo rendano più snello e appetibile dai cittadini, in luogo dell'uso intensivo dell'automobile.
In parallelo si necessita l'avvio di un'interlocuzione con i responsabili ATAC a proposito delle citate criticità del TPL per le aree extra GRA, valutando l'incremento delle vetture a disposizione ed una nuova razionalizzazione dei percorsi a favore della copertura dell'intero Municipio.
La vera sfida in termini di mobilità urbana si chiama Mobilità sostenibile. Sostenibile in quanto ragionevole sotto ogni profilo, incluso quello della salute collettiva.
Mentre assistiamo al cammino di tante città italiane in questa direzione, Roma sembra ferma sulla linea di partenza. L'uso urbano della bicicletta rimane ancora una scelta difficile.
È necessario ripensare una viabilità mista in cui sia agevole combinare l'uso dei mezzi pubblici a quello della bicicletta, dotando le strade - a cominciare dalle grandi arterie - di tratti di ciclabili leggere.
Di interesse è il progetto redatto da associazioni territoriali denominato "L'Asse degli Acquedotti", che configura la possibilità di attraversamento del Municipio privilegiando i suoi parchi (come il parco degli Acquedotti, il parco di Tor Fiscale, il parco della Caffarella), attraverso un tracciato ciclo-pedonale in grado di collegare l'extra GRA alla città consolidata.
Lo stesso parco di Gregna costituisce una vera opportunità per gli abitanti delle zone esterne di raggiungere tramite un percorso ciclo-pedonale il parco degli Acquedotti evitando l'attraversamento della via Anagnina, per altro pericolosissimo.
Proprio con le associazioni tematiche intendiamo aprire un tavolo di lavoro per l'individuazione di percorsi ciclo-pedonali nel quadrante che da San Giovanni raggiunge i Castelli, come anche l'apertura della consulta sulla Mobilità Sostenibile per un contatto costante tra istituzioni, associazioni e cittadini.
Nel novero delle iniziative a favore della mobilità sostenibile rientrano le "zone 30", aree a circolazione più lenta (a limite dei 30 Km/h appunto) identificate tra quelle di maggior passaggio di persone, come le Asl, le scuole o le strutture che forniscono servizi. In questi tratti si privilegia il pedone e il ciclista, conferendo loro maggiore sicurezza a ragione della ridotta velocità delle automobili.
È tra i nostri compiti quello di attivare l'Ufficio Tecnico per l'individuazione di zone 30, nonché dei tratti stradali dove far nascere le ciclabili leggere.
Va ad integrare la politica di salvaguardia di pedoni e ciclisti anche l'adozione su siti sensibili (parchi giochi, scuole, ecc.) di strumenti già esistenti come autovelox, dissuasori di velocità e segnalatori ottici.

Il compito politico del Municipio ha nella sua stessa natura un dovere etico: la tutela delle fasce più deboli.
Ruolo chiave lo ricopre il Piano Regolatore Sociale, il quale indirizza Campidoglio e Municipi nella programmazione e sviluppo dei servizi complessivi che si prefigurano come sostegno di chi rimane indietro. Un esercito di bisognosi carenti di risorse economiche, di affetti, di salute, in attesa di una politica di welfare che risponda alle loro difficoltà.
In vari modi nei Municipi si è tentato di contrastare i fenomeni di disagio sociale con iniziative e risorse spesso rivelatesi insufficienti o mal gestite.
Pensiamo all'assegnazione ad associazioni e cooperative iscritte al Registro Unico Cittadino di compiti di assistenza socio-assistenziale, al ruolo svolto dai PUA (Punti Unici di Accesso, luoghi di attivazione della rete socio-sanitaria), il lavoro complesso delle Case famiglia per ciò che riguarda il tema degli affidamenti familiari e l'azione delicata del Centri d'Aggregazione Giovanile nel compito di salvaguardare i ragazzi dai rischi di devianza. Ed ancora, le politiche finora messe in atto per la gestione di quella che rappresenta una vera piaga della città di Roma: l'emergenza abitativa.
Nel tentativo di gestire le situazioni precarie seguenti la perdita di abitazione e di impossibilità a reinserirsi nel mercato immobiliare, l'esperienza dei Centri di Assistenza Abitativa Temporanea, ormai al capolinea, ha testimoniato il fallimento di un tipo di assistenzialismo piatto e miope verso le sfumature che compongono il fenomeno.
L'obiettivo dunque è riconsiderare queste forme di intervento per sancirne il superamento o valutare - lì dove ve ne siano le condizioni - un diverso impiego di risorse e progetti.
Fondamentale sarà concentrarsi sul reperimento dei fondi necessari e redistribuire tali risorse in criteri di funzionalità ed efficienza a vantaggio dei beneficiari.

Motivare il personale –necessario e fondamentale- affinché, attraverso la promozione di buone pratiche si possa concretizzare al meglio l’azione amministrativa.

Infine vorrei sottolineare la rilevanza che il patrimonio culturale assume nelle comunità territoriali.

Il mio pensiero va in primis all'istruzione: pilastro della crescita collettiva.
La difesa della scuola spetta a tutti, in special modo a noi amministratori. In questa fase di discutibili riforme più che mai la cura della scuola deve diventare azione politica urgente.
L'accesso alla scuola deve tornare libero. Vanno rimossi gli ostacoli burocratici, forniti servizi a misura dei flussi demografici, se necessario anche implementando il numero delle scuole.
Va poi promosso un piano di investimento per la messa in sicurezza. L'accoglienza degli istituti scolastici non dovrebbe neanche prevedere ipotesi di rischio all'incolumità dei nostri alunni.
Cultura è poi anche valorizzazione del patrimonio acquisito dal territorio. Nel VII Municipio tante sono le testimonianze storiche, dalle Ville, ai parchi, ai resti dell'antica Roma. Non diffondere il loro valore è di per sé una forma di disaffezione nei confronti di questo Municipio.
Le sfide, lo sappiamo, sono molte.
Il mio proposito è veder entrare i cittadini all'interno delle istituzioni; farli parte del processo di gestione delle problematiche, dall'individuazione delle aree di intervento sino alla scelta delle soluzioni.
Il VII Municipio è pronto a cambiare pagina. Il cittadino al centro ne sarà l'obiettivo, la sinergia delle forze, il metodo.

(Monica Lozzi)

Allegato

  • Monica Lozzi, Presidente VII Municipio di Roma,“Linee programmatiche” (pdf) *** versione non ufficiale a cura di www.democratici-digitali.com
  • Municipio Roma VII Prot. n. CI/127436/2016, ESTRATTO DAL VERBALE DELLE DELIBERAZIONI DEL CONSIGLIO DEL MUNICIPIO, Seduta del 5 luglio 2016 - Linee programmatiche (pdf, 107 K, 5 pp.) *** versione ufficiale

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