
Agatino Grillo: Buongiorno Marco. Vuoi presentarti?
Marco Reggio: Buongiorno a tutti. Mi chiamo Marco, sono nato a Roma, ho 53 anni, sono sposato e ho una figlia. Sono laureato in Giurisprudenza e giornalista pubblicista, iscritto all’ordine dei giornalisti del Lazio dal 1985. Ho lavorato in diverse testate occupandomi per anni di problemi sociali e del lavoro. Oggi mi impegno nel mondo della cooperazione e, in particolare, della cooperazione di credito. Ho scritto diversi saggi sull’economia sociale e sulla cooperazione .
Agatino Grillo: il 17 maggio sarai a Torino per presentare, al Salone del Libro, il volume “Dal bene confiscato al bene comune”, di cui sei curatore, redatto in collaborazione con l’associazione antimafia “Libera” e pubblicato dalla casa editrice Ecra. Di che si tratta?
Marco Reggio: L’idea del libro nasce dall’esperienza di sostegno ad alcune cooperative di giovani in Puglia, Calabria, Campania e Sicilia che coltivano terreni confiscati alla criminalità organizzata, sostegno ottenuto anche attraverso le Banche di Credito Cooperativo e la Fondazione Tertio Millennio – Onlus , di cui sono il segretario generale. Il lavoro che fanno questi giovani è incredibile. Vivono, sopportano e superano condizionamenti ambientali, difficoltà burocratiche e di accesso al credito (hanno i beni in comodato gratuito e quindi le banche non concedono prestiti in mancanza di beni in garanzia) svolgendo al tempo stesso una insostituibile azione di difesa della legalità ed educando, ancora una volta, alla democrazia economica ed alla partecipazione. Sono davvero, come tanti altri, gli eroi silenziosi del nostro tempo. E che dimostrano come il nostro Paese sia decisamente migliore di coloro che lo rappresentano. Al Lingotto, a Torino parleremo di tutto questo e di come aiutare a diffondere una esperienza virtuosa. Alla presentazione, alle ore 14 presso lo "Spazio Incontri" del Padiglione 2, parteciperanno il presidente di "Libera" don Luigi Ciotti, il Procuratore Capo della Repubblica di Torino Giancarlo Caselli ed il Presidente e il Direttore di Federcasse (l'associazione delle Banche di Credito Cooperativo italiane) Alessandro Azzi e Sergio Gatti. Coordina il giornalista Gianfranco Fabi di Radio 24.
Agatino Grillo: Il 26 e 27 maggio a Roma si vota per il sindaco. Tu sei candidato al consiglio comunale con il Partito Democratico. Perché questa scelta?
Marco Reggio: Fino a ieri non avrei mai pensato di candidarmi a nulla. Amo il mio lavoro e questo mi basta. Ma i tempi cambiano e, purtroppo, non in meglio. Vorrei davvero che quanto i nostri genitori hanno costruito con anni di passione e sacrifici, non venga disperso ma, al contrario, consolidato. Per noi stessi, ma anche per coloro che verranno dopo. E che, in ogni caso, ci chiederanno che cosa abbiamo fatto.
Agatino Grillo: Molti dicono che la politica è una cosa sporca …
Marco Reggio: Occuparsi della “cosa pubblica” è invece uno dei compiti più alti che si possano immaginare. Il problema è che questo ruolo è stato infangato, offeso, da chi facendo credere che si occupava del bene comune si è invece concentrato sui propri interessi. E i risultati li abbiamo sotto gli occhi. Credo allora che la politica debba rinnovarsi profondamente e con il contributo di tutti coloro che non vogliono lasciare il campo libero alla rabbia, alle delusioni al populismo, al disimpegno. C’è davvero bisogno di una politica che torni a parlare al cuore, alla mente, alla vita reale della gente, di valori come la cultura, la solidarietà, la partecipazione, i diritti, il lavoro. Nello specifico, poi, Roma è davvero una città unica al mondo. Chi abita in questa città deve sentirsi orgoglioso di viverci. Con Ignazio Marino come sindaco penso che questo grande progetto si potrà realizzare.
Agatino Grillo: Qual è il filo conduttore della tua campagna elettorale?
Marco Reggio: Vorrei che il tema del sorriso fosse il filo conduttore della mia campagna elettorale. Sorriso inteso non come sterile buonismo o scarso mordente. Tutt’altro! Sorridere, per me, vuol dire avere la forza di sperare, di creare fiducia: occorre prima di tutto avere fiducia in sé stessi e poi diffonderla. Una comunità se si sente tale può fare davvero cose incredibili. Tutto si basa sulla fiducia, dalle relazioni personali a quelle sociali. Si è interrotto oggi questo legame profondo tra le persone. Credo sia arrivato il tempo di ricucirlo, di ridare speranza.
Agatino Grillo: Roma attraversa forse il momento più buio della sua storia recente …
Marco Reggio: Vorrei che Roma tornasse ad essere bella, vivibile, accogliente, comoda. In tutti gli ambienti in cui la gente ama e soffre, vive, studia o lavora. Per farlo dobbiamo affrontare temi complessi come il traffico, il lavoro che manca, la sicurezza, il disagio delle persone sole. I problemi reali di questa città sono tanti, lo sappiamo, ma ritrovando la fiducia in noi stessi e in una comunità che si sente tale possiamo davvero affrontarli e risolverli.

Agatino Grillo: Come stai conducendo la tua campagna elettorale?
Marco Reggio: Gazebo per strada, incontri pubblici con i cittadini, volantinaggio e ovviamente FaceBook. La rete offre grandissime possibilità di comunicazione ma la cosa più importante rimane comunque incontrare la gente e parlare con i tuoi concittadini. Solo in questo modo si coglie l’umore vero della città, i suoi bisogni, i suoi timori, le sue speranze. C'è chi ti ferma e volentieri scambia due parole sul Partito Democratico (punto davvero critico dopo le ultime vicende sul Quirinale), chi svicola e taglia corto, chi non si ferma ma a bassa voce dice "mandate via questa destra!". Ho poi una piccola tattica: quella di far capire che quella persona sul volantino che porgi non è lontana chissà dove, ma è lì davanti a loro. "Ha mai visto un candidato farsi il proprio volantinaggio"? "No, veramente". Ecco. Questo fa la differenza!
Agatino Grillo: La gente ha voglia di parlare di politica?
Marco Reggio: Moltissimo. Una delle cause, a mio avviso, degli attuali problemi del PD è la mancanza di un vero dialogo con i cittadini. Anzi vorrei fare una riflessione di fondo: nel partito, nella società e anche nelle aziende pare sia impossibile fermarsi un attimo a riflettere, a guardarsi negli occhi, a scambiare due parole. Sempre di corsa, sempre di fretta. Che poi è una fretta evidentemente irrazionale, forse ostentata proprio per non avere la scocciatura del doversi confrontare. Succede anche nella campagna elettorale. Questa è la Roma che non mi piace, che non credo piaccia a nessuno. Lo capisci quando, finalmente, trovi la parola giusta, il sorriso, il pretesto per presentarsi e presentare quello che hai da dire. Le persone si sciolgono, hanno "fame" di contatti e di scambi. Anche questo timore è una eredità pesante che dobbiamo cancellare. Coraggio, mancano pochi giorni e finalmente torneremo a sorridere.
Agatino Grillo: Sui quali temi hai imperniato la tua campagna elettorale?
Marco Reggio: Il mio programma si articola sull’individuazione di quello che ritengo i principali problemi di Roma e in una serie di idee e proposte per risolverli.
- Ambiente e mobilità: lotta senza quartiere contro smog e polveri sottili, veleni che respiriamo tutti. Serve un piano integrato di intervento che snellisca il traffico, incentivi bike e car sharing, disegni una ampia rete di piste ciclabili, riutilizzi le linee ferroviarie cittadine in disuso, sviluppi la rete del trasporto urbano in una logica di risparmio ed efficienza. Occorre anche favorire la diffusione di forme di energia rinnovabile ed alternativa nei condomini, nelle micro, piccole e medie imprese e - nelle scuole - una ampia educazione ambientale ed alla sostenibilità.
- Benessere: non solo Pil per misurare lo stato di benessere della nostra città. Si possono tradurre in proposte politiche i nuovi indicatori del Benessere Sociale recentemente messi a punto da Istat e Cnel. Roma sarebbe la prima città d'Italia a sperimentare ed innovare su questo terreno. Con l'obiettivo di costruire quella "felicità pubblica" che non è un'utopia, ma un obiettivo concreto da raggiungere. Nel segno del benessere diffuso, della sicurezza, del lavoro e dei diritti.
- Casa: offrire nuove soluzioni al problema abitativo, incentivando l'affitto degli immobili vuoti con adeguate garanzie per i proprietari; prevedendo contributi comunali per i canoni di locazione a favore di famiglie a basso reddito e giovani; stringendo accordi con le banche locali e le associazioni dei costruttori per forme di affitto con diritto di riscatto a favore delle giovani coppie.
Agatino Grillo: Che altro?
Marco Reggio:
- Cultura: Roma ha tesori inestimabili che non danno frutto. Altre capitali, con molto meno, creano valore duraturo. Musei, siti archeologici, teatri, biblioteche, luoghi di dibattito vanno ripensati in una logica di rete anche utilizzando le nuove tecnologie per renderli facilmente accessibili e capaci di creare nuova occupazione, soprattutto giovanile. Importante ripensare, in chiave occupazionale, il rilancio di un "polo cinematografico" che restituisca piena dignità a Cinecittà ed alle sue maestranze. Mi fa rabbia vedere che Roma non ha un proprio sito turistico, un “cruscotto” integrato di servizi che possa consentire, anche da Los Angeles, di pianificare un viaggio, scegliere un albergo, fissare una visita guidata in un museo. Pensate che volano per l’occupazione sarebbe tutto questo.
- Famiglia: Creare le condizioni perché Roma torni ad essere una città dove è bello e giusto far nascere e crescere i propri bambini. Grazie a nidi familiari, di condominio, al lavoro delle cooperative sociali, a misure di vantaggio fiscale per le famiglie ed alla possibilità di ampliare l'utilizzo delle aule scolastiche oltre gli orari consueti, per attività anche ludiche e di socializzazione. Uno schema solidale applicabile anche a chi vive la solitudine dell'anziano o l'assistenza a persona non autosufficiente. Ho una parola d'ordine: non sentirsi soli.
- Lavoro: Favorire la nascita e l'aggregazione di cooperative giovanili, in tutti i settori. Mettendoli in rete e sostenendole con nuove forme di finanziamento nella fase di primo avvio. Rimettere in funzione i cinque incubatori di impresa" lasciati morire dalla Giunta Alemanno a Corviale, alla Garbatella, a San Basilio. Valorizzare in chiave occupazionale le incommensurabili risorse storiche, architettoniche ed archeologiche della nostra città. Creare fondi per il microcredito in collaborazione con il sistema bancario territoriale e con le migliori realtà associative. Definire un grande piano pluriennale di recupero e messa in sicurezza dell'edilizia scolastica cittadina
Agatino Grillo: Se sarai eletto in consiglio comunale quali saranno le tue prime azioni?
Marco Reggio: Sarà importante capire bene, prima di tutto, il funzionamento della macchina amministrativa. Lo farò in punta di piedi, orgoglioso di entrare in palazzi che sono Storia, non solo di questa città, avvertendone appieno la responsabilità, ma – al tempo stesso - con grande decisione. Detto questo, mi muoverò subito per creare attenzione e consenso sui temi del mio programma, integrandoli con quelli del Sindaco Marino: primi fra tutti quelli dell’emergenza sociale (casa, lavoro, assistenza agli anziani ed ai malati), sensibilizzando il Consiglio sulla applicabilità di norme già pronte per creare reti virtuose sul territorio (penso alla legge 238 del 2000 sulla sussidiarietà orizzontale). Promuovendo subito tavoli di confronto con le migliori realtà associative cittadine. Senza una rete, ogni progetto si ferma. Il lavoro che ci aspetta è davvero immenso. Ma cinque anni di impegno e buon governo potranno davvero cambiare il volto di questa città.

Agatino Grillo: Come giudichi l’attuale situazione politica? Lo stato di salute del PD?
Marco Reggio: Sono molto preoccupato per l’attuale situazione. Il Governo Letta ha rappresentato il male minore, non certo la soluzione. È un governo che difficilmente non vedrà esplodere al proprio interno contraddizioni e contrasti sui grandi temi che, invece, occorrerebbe affrontare con urgenza. Perché si scontrano due visioni del mondo opposte. Mi auguro che almeno la legge elettorale possa essere modificata. Altrimenti continuiamo a prendere in giro il Paese. Sullo stato di salute del PD occorre essere uniti in questo momento, perché – nel bene e nel male – il Pd rappresenta l’unico vero partito di massa di questo Paese, capace cioè di raccogliere una platea vastissima di consenso: dai cattolici alla sinistra moderata, che poi sono la vera maggioranza silenziosa, delusa, di questo Paese. Dividersi sarebbe l’errore finale, catastrofico. Vorrebbe dire regalare consensi al Movimento Cinque Stelle o alla destra demagogica. Per questo spero presto in un congresso dove emerga una leadership chiara ed autorevole. Capace di presentarsi con un programma riformista, credibile e fattibile. Con volti nuovi, idee nuove, capacità di intercettare realmente le esigenze del Paese.
Agatino Grillo: Grazie Marco
Marco Reggio: Grazie a voi.
Contatti
Link
Articoli collegati
- Festa di piazza con Ignazio Marino, sabato 18 maggio 2013 dalle ore 18.30 a Piazza Re di Roma
- Cecilia Reynaud: con Ignazio Marino per una Roma aperta, trasparente e città della cultura (14 maggio 2013)
- Sindaco Roma: testa a testa Marino-Alemanno (Il Corriere della Sera, ed. Roma, 10 maggio 2013)
- Scontro feroce nel Pd romano. Lascia Miccoli, arriva Patané (Il Corriere della Sera, 24 aprile 2013)
- Ignazio Marino: presentazione alla citta della mia candidatura a sindaco di Roma (19 aprile 2013)
- Ignazio Marino: Lettera a Nicola Zingaretti - confrontiamoci per il futuro di Roma e del Lazio (10 aprile 2013)
- PD Roma: La tentazione di dividersi (Corriere della Sera, ed. Roma, 9 aprile 2013)
- Primarie a Roma dominate da Marino: oltre 100 mila al voto (Il Corriere della Sera, 8 aprile 2013)
- Sindaco di Roma: Ignazio Marino si candida - In otto per le primarie (Il Corriere della Sera, ed. Roma, 19 marzo 2013)
- Primarie Pd per Roma: Ignazio Marino scende in campo (Il Messaggero, 18 marzo 2013)