Parlamento Europeo: "Rafforzamento della sicurezza e delle libertà fondamentali su Internet"

[img_assist|nid=30|title=logo parlamento europeo|desc=fonte Wikipedia|link=none|align=left|width=200|height=118]

Il 26 marzo 2009 il Parlamento Europeo ha approvato (481 voti favorevoli, 25 contrari e 21 astensioni) la relazione di Stavros Lambrinidis  del PSE (qui  il testo completo in italiano qui  il relativo comunicato stampa) che chiede di lottare con determinazione contro i crimini commessi su e tramite Internet, senza però compromettere la libertà di espressione e la privacy. Gli Stati dovrebbero quindi intercettare e controllare i dati nel rigoroso rispetto della legge e limitare i casi in cui una società di Internet può divulgare dati alle autorità. Al contempo, occorre tutelare i bambini e le proprietà intellettuali, ed elaborare una strategia globale contro i "furti d'identità".
Allo stesso modo e per le stesse ragioni, nell'assumere ognuna di tali scelte bisogna sottrarsi al rischio di valutazioni "egocentriche" che tengano conto della sola disciplina sulla proprietà intellettuale e, piuttosto, guardare con attenzione - come raramente è sin qui accaduto - ai numerosi momenti di intersezione dei diritti di proprietà intellettuale con altri diritti e libertà fondamentali dell'uomo e del cittadino quali quello all'informazione - nella sua duplice accezione attiva e passiva - quello alla privacy o piuttosto quelli all'educazione ed all'accesso al patrimonio culturale.

Cos'è la neutralità della rete?

[img_assist|nid=28|title=net neutrality|desc=Fonte Wikipedia|link=none|align=left|width=200|height=164]

"Lo Stato italiano, nel rispetto della normativa comunitaria e nazionale, promuove lo sviluppo della società dell’informazione e della conoscenza al fine di garantire la neutralità nelle condizioni di accesso alle reti di comunicazione elettronica (…)" (disegno di legge d'iniziativa dei Senatori Vita, Vimercati: Disposizioni per garantire la neutralità delle reti di comunicazione, la diffusione delle nuove tecnologie telematiche e lo sviluppo del software libero, 23 luglio 2009, qui in pdf)

Cos’è la neutralità della rete?

Una rete in cui tutti i servizi sono accessibili a tutti gli utenti allo stesso modo ed hanno lo stesso trattamento con una logica del "massimo sforzo", ovvero una rete in cui l’operatore non eserciti alcuna forma di discriminazione: da una parte, sui contenuti e sui servizi su di essa veicolati e, dall’altra, sugli utenti.

Intervista all'onorevole Roberto Cassinelli (PDL) - Politica e politiche digitali

Politica: 

a cura di Agatino Grillo

[img_assist|nid=24|title=Roberto Cassinelli|desc=Fonte Camera dei deputati|link=none|align=left|width=165|height=228]

Democratici Digitali (DD): Buonasera onorevole Cassinelli e grazie per la collaborazione. Può presentarsi rapidamente?

Roberto Cassinelli (RC):
Buonasera a voi. Cerco di presentarmi in modo sintetico: ho 52 anni, sono sposato ed ho due figli. Sono nato a Genova e svolgo la professione di avvocato. Ho militato nel Partito Liberale Italiano fino al suo scioglimento. Nel 1994 sono stato tra i fondatori di Forza Italia. Nella XVI Legislatura sono deputato al Parlamento  eletto nelle liste del PDL, membro della Commissione giustizia di Montecitorio, fondatore dell’Intergruppo Parlamentare 2.0 e membro dell’Intergruppo Parlamentare sulla Privacy. Sono responsabile nazionale del Dipartimento Diritto Societario e Fallimentare del Popolo della Libertà.

DD: Lei è tra i fondatori dell’Intergruppo Parlamentare 2.0. Di cosa si tratta? È stata un’iniziativa utile? Su che temi state lavorando?

Intervista a Guido Scorza sulle politiche digitali e dell'innovazione con alcuni suggerimenti al futuro segretario del PD

a cura di Agatino Grillo

[img_assist|nid=22|title=Guido Scorza|desc=Fonte Istituto per le Politiche dell'Innovazione|link=none|align=left|width=229|height=153]

Democratici Digitali (DD): Buonasera avvocato Scorza e grazie per la  collaborazione. Può presentarsi rapidamente?

Guido Scorza (GS): Mi occupo ormai da anni di diritto delle nuove tecnologie e proprietà intellettuale ed insegno diritto dell'informatica presso le università di Roma e Bologna. Sono da tempo convinto che la Rete e, più in generale, le tecnologie digitali e telematiche possano realmente incidere in modo determinante sul futuro della cultura e della politica italiana e, quindi, cerco, per quello che posso, di battermi per la tutela dei diritti civili in Rete (i c.d. diritti digitali) e di essere di stimolo per il legislatore e per il governo con la mia attività professionale e con quella dell'Istituto per le politiche dell'innovazione.

DD: Cos'è l'Istituto per le Politiche dell'Innovazione che lei presiede?

GS: È un'associazione non governativa costituita con un gruppo di amici e colleghi ed attorno alla quale abbiamo sin da subito cercato di riunire un po’ di menti aperte della Rete diverse per estrazione culturale, politica e per opinione politica. L'idea è quella di suggerire al legislatore come fare delle nuove tecnologie un fattore competitivo per lo sviluppo del sistema paese e come utilizzarle per ridurre la frattura tra il palazzo ed il paese reale. L'istituto agisce attraverso l'elaborazione di studi e ricerche, la formulazione di proposte normative su piattaforma collaborativa (wiki), l'organizzazione di convegni e la pubblicazione di white paper.

Politiche digitali dei candidati alla segreteria del PD - Dario Franceschini

Politica: 

[img_assist|nid=20|title=Dario Franceschini|desc=Fonte Wikipedia|link=none|align=left|width=200|height=253]

Continuiamo l’analisi dei programmi dei 3 candidati alla segreteria del PD sui temi delle politiche digitali. Dopo Ignazio Marino e Pierluigi Bersani  è adesso la volta di Dario Franceschini.
"Fiducia, Regole, Uguaglianza, Merito, Qualità. Le cinque parole chiave del nostro PD" è il titolo della mozione di Franceschini (qui in pdf, 270 K, 40 pp.): il testo contiene pochissimi riferimenti a termini come web, internet, informatica e non contiene, in pratica, nessuna idea di "politica digitale".
A pag. 26 troviamo la seguente blanda petizione di principio: "una scuola aperta e moderna deve investire nelle nuove tecnologie, insegnare la confidenza con i nuovi mezzi tecnologici pc, programmi, internet, da cui nascono nuove professioni".

Politiche digitali dei candidati alla segreteria del PD - Pierluigi Bersani

Politica: 

[img_assist|nid=18|title=Pierluigi Bersani|desc=Fonte Wikipedia|link=none|align=left|width=200|height=202]

Continuiamo l’analisi dei programmi dei 3 candidati alla segreteria del PD sui temi delle politiche digitali. Dopo Ignazio Marino  è adesso la volta di Pierluigi Bersani.
"Per il PD e per l’Italia" è la mozione di Bersani (qui in pdf, 283 K, 14 pp.): il testo non contiene nessun riferimento alle politiche digitali né cita mai termini come web, internet, informatica.
A pagina 12 (sulle 14 totali del documento) un generico auspicio sui saperi che riportiamo integralmente (in mancanza di meglio): "Noi siamo il partito della conoscenza e dei saperi perché abbiamo fiducia nell’ingegno umano, crediamo che senza sapere non ci sia libertà, consideriamo prezioso il riconoscimento dei meriti dei giovani ricercatori. Ci impegniamo a difendere la libertà della ricerca scientifica e intellettuale, a promuovere l’accesso universale alla conoscenza, a garantire la libera circolazione dei saperi."

Politiche digitali dei candidati alla segreteria del PD – Ignazio Marino

Politica: 

[img_assist|nid=16|title=Ignazio Marino|desc=Fonte WIkipedia |link=none|align=left|width=200|height=182]

La "Mozione a sostegno della candidatura del sen. Ignazio R. Marino a segretario del Partito Democratico" (qui in pdf, 25 pp, 83 K) contiene pochissimi riferimenti alle "politiche digitali".
È infatti presente solo un generico auspicio ad un "partito che faccia rete, in tutti i sensi: un partito che tenga collegate e che miri ad integrare le esperienze dei circoli con quelle del web" a cui si accompagna lo slogan "vogliamo diffondere la banda larga in tutto il Paese per superare il digital divide e diffondere informazioni libere e facilmente accessibili a tutti i cittadini".
La "Mozione Marino" si accompagna tuttavia a "schede tematiche" aperte che il candidato intende utilizzare per integrare il suo progetto con le idee e i contributi che perverranno per mezzo di un processo partecipativo e aperto; si tratta di una sorta di "wiki-mozione" per definire insieme la nuova identità del Partito Democratico.
Una di tali schede tematiche è denominata "Liberi e informati" e contiene vaghi accenni a possibili "politiche digitali": di seguito il contenuto della scheda.

Intervista al senatore Vincenzo Vita sul disegno di legge sulla rete

Politica: 

a cura di Agatino Grillo 

[img_assist|nid=13|title=Vincenzo Vita|desc=|link=none|align=left|width=180|height=240]

Democratici Digitali (DD): Buongiorno senatore Vita. Lei è il primo firmatario del disegno di legge "Disposizioni per garantire la neutralità delle reti di comunicazione, la diffusione delle nuove tecnologie telematiche e lo sviluppo del software libero" (qui in pdf) presentato il 23 luglio 2009 al Senato. Qual è l’obiettivo principale della legge?

Vincenzo Vita (VV): L'obiettivo principale del disegno di legge è garantire la neutralità e la libertà della rete.

DD: Cosa significa "neutralità della rete"?

VV: La neutralità della rete è il presupposto per un reale diritto di cittadinanza digitale e consiste nel principio secondo cui i fornitori di connettività (ISP) e gli altri operatori della rete devono occuparsi di trasportare le comunicazioni degli utenti fino a destinazione senza discriminarle, ossia senza privilegiare o al contrario filtrare (rallentare) alcune applicazioni o alcuni contenuti in base alle loro convenienze. Una spiegazione più dettagliata si può trovare sul sito de "Il Gruppo per la neutralità della rete (NNSquad)".

Istituto per le Politiche dell’Innovazione: cultura digitale e politiche dell’innovazione (versione 2.0)

Politica: 

[img_assist|nid=8|title=logoistituto|desc=|link=none|align=left|width=172|height=138]Se si vuole cogliere le enormi opportunità che l’innovazione offre al Sistema Paese non solo in una prospettiva di sviluppo economico ma anche in una prospettiva di crescita culturale e di incremento della partecipazione attiva dei cittadini alla vita politica del Paese occorre iniziare a tracciare le linee di una politica dell’innovazione seria, matura e condivisa.
L’Istituto per le Politiche dell’Innovazione costituisce un progetto collaborativo, nato sul web tra professionisti, informatici, economisti che hanno a cuore le sorti dell’innovazione e che credono che l’innovazione rappresenti un’irrinunciabile opportunità per il Paese.
L’Istituto è apartitico e indipendente.

Contrariamente a quanto talvolta sostenuto, peraltro, proprio la progressiva smaterializzazione del patrimonio culturale globale e la conseguente moltiplicazione delle possibilità e modalità di accesso a tale patrimonio da parte di un pubblico di consumatori milioni di volte più ampio rispetto a quello di ieri, impone di guardare al diritto d’autore nei Paesi di civil law ed al copyright in quelli di common law come l’indiscusso protagonista della nuova era.
Occorre, dunque, ridisegnare il rapporto tra i contrapposti diritti ed interessi senza, tuttavia, tradire spirito e filosofia della disciplina in materia di proprietà intellettuale: incentivare la produzione culturale, massimizzare la circolazione delle creazioni intellettuali e garantire un equo compenso a quanti contribuiscono a produrre cultura, ponendola a disposizione della collettività.

L’Innovazione riparte dal PD

Politica: 

L’innovazione al centro dell’azione politica del Partito Democratico. A partire dal prossimo congresso nazionale. In programma una Consulta delle amministrazioni e degli enti locali per mettere in rete le migliori pratiche e porre le basi per una proposta organica del Pd.
Sono questi gli obiettivi del Laboratorio dell’Innovazione del Pd che si è riunito nei giorni scorsi nella sede nazionale del partito con la presenza del mondo delle imprese, dell’università, delle amministrazioni e degli enti locali, come d’abitudine per una struttura nata per coinvolgere a pieno titolo nella sua attività tutti i protagonisti dell’Innovazione, indipendentemente dalla loro organicità al Partito Democratico.
L’incontro plenario del Laboratorio, il primo dopo la scomparsa del suo coordinatore Paolo Zocchi, è stato presieduto da Linda Lanzillotta, che ne ha assunto in prima persona la guida. È stata ribadita la strategicità dei temi dell’innovazione soprattutto per un partito, come il PD, ed un’area, come quella del centrosinistra, che fa del cambiamento della società italiana la sua ragion d’essere.

Pagine

Subscribe to democratici-digitali RSS