Comitato #OraSi! – Incontro a Roma il 21 gennaio 2016: “La sfida delle riforme: come cambia il Parlamento”

Politica: 

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Giovedì 21 gennaio 2016 alle ore 19, presso la Chiesa Valdese in P. zza Cavour (ingresso da via Marianna Dionigi 59) primo incontro pubblico organizzato dal comitato #OraSì per il sostegno delle riforme costituzionali.
All’incontro, intitolato “La sfida delle riforme: come cambia il Parlamento”, partecipa il costituzionalista Francesco Clementi dell’Università di Perugia,

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Contatti

 

#RicucireRoma: intervento di Cristiana Alicata (16 gennaio 2016)

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I romani voteranno il sindaco che più di ogni altro riterranno capace di restituire loro la felicità e noi dobbiamo fare sì che le primarie e le elezioni siano queste: la sfida a chi saprà produrre più felicità per Roma.

Il 16 gennaio 2016 si è svolto l’iniziativa pubblica  “#RicucireRoma (fb) un confronto aperto a iscritti, dirigenti ed elettori del PD e del centro sinistra per discutere della città e delle proposte da mettere in campo per rilanciare la capitale.
Di seguito il testo dell’intervento di Cristiana Alicata (web, fb, tw, lk), come pubblicato sul suo blog

Intervento di Cristiana Alicata

Sono l’unica tra noi 5 a conoscere la nostalgia per questa città.
L’ho conosciuta in diverse fasi della mia vita, la prima volta avevo 6 anni e tornammo da Bergamo per il funerale di mio nonno.
Oggi è una nostalgia più lieve, Napoli è vicina, è anche meno ostile e l’età adulta addolcisce tutto.
Forse perché ho provato quella “fisica”, riconosco i segnali della nostalgia e la riconosco nei racconti di chi mi scrive, degli amici che sono qui, dei colleghi, dei tanti militanti a cui chiedo: raccontami cosa dice la città.
E ho capito che abbiamo da tempo, nostalgia di Roma. Roma ha nostalgia di Roma. Abbiamo nostalgia non di quello che non è, Roma non potrà mai essere diversa da se stessa, ma come tutte le grandi città ha il diritto di trasformarsi, di abbracciare il nuovo millennio, di ripensare a come tenerci tutti insieme, di innamorarsi di nuovo.
Ecco. Avere nostalgia di Roma, per me, è stato anche rivedere alcune cose di come si sta insieme in una comunità. Scardinare porte, spostare muri e guardare le persone che prima sentivo lontane. Siamo qui per questo oggi, sapete? Perché se io e Marta Leonori non sappiamo parlare e darci una visione comune, nessuna di noi due separatamente potrà mai chiedere a nessun romano di fare due passi in più per buttare l’umido o per prendere l’autobus invece della macchina. Se Estella ed Erica non trovano un linguaggio comune non potranno chiedere alla macchina amministrativa, che è fatta di persone per prima cosa, di crescere e modernizzarsi.
Siamo qui perché ognuna di noi, a me in questo caso è capitato di farlo da “cittadina” lontana, ha riconosciuto che amministrare questa città, tenerla insieme, significa accettare i propri limiti e riconoscere che dove c’è il proprio limite, inizia la competenza di qualcun altro.
Io non voglio parlare di quello che è successo, personalmente l’ho fatto in molte sedi pubbliche ed è noto cosa penso di come sono andate le cose.
È noto per esempio che penso che di Mafia Capitale ce ne saremmo dovuti accorgere politicamente anni e anni fa.
Ma in questi anni ho visto crescere le persone che sono qui , non solo Erica, Valeria, Marta ed Estella ma anche molti che sono seduti qui più o meno noti. Ho cominciato all’improvviso anche se ero lontana ad intravedere l’arrivo di un racconto nuovo, che sì si incarnava anche in facce nuove, e nel suo nascere scardinava alcuni vecchi schemi.

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Ho difeso quella novità con tutta me stessa, da cittadina, perché era ancora fragile ed il rischio è che ora tutto questo, tutti voi, siate soffocati nella culla per tornare o a qualcosa che già conosciamo o a novità velleitarie o alla sconfitta.
Per dirla senza mezzi termini io penso che chi si candida a sindaco di Roma debba raccogliere quello che vedo qui con il suo carico di visione nuova e competenza generata dalla realtà di oggi. Dovrà essere una candidatura collettiva, generosa, innamorata… che scardini etichette, appartenenze, che venga dal centro sinistra, ma non quello dei partiti (sia chiaro io sono orgogliosa di avere la tessera del PD, ma per me la tessera di partito è uno strumento di impegno, non il fine), ma dal centro sinistra dei cuori, della città.
I romani non voteranno il renziano o l’antirenziano.

I romani voteranno il sindaco che più di ogni altro riterranno capace di restituire loro la felicità e noi dobbiamo fare sì che le primarie e le elezioni siano queste: la sfida a chi saprà produrre più felicità per Roma.
Ed io penso che questa città possa farcela, che si possa trovare il modo di restituire la felicità ai romani, di trasformare questa nostalgia e questa rabbia che sentiamo sempre più radicata e che ha spezzato molti legami di solidarietà e fiducia, di trasformarle in energia positiva e collettiva.
Penso che possiamo essere così pazzi da essere capaci di produrre il tempo: se mi chiedete di cosa ho bisogno quando sono a Roma vi rispondo che voglio vivere in una città che mi consenta di avere più tempo.
Di una città che sia tutta abitabile, voglio uscire dalla retorica delle periferie, voglio il coraggio di parlare di città intera.
Voglio un sindaco che ricucia i legami affettivi tra zone di Roma, tra cittadini, tra cittadini e politica.
Voglio un sindaco che ricucia la città dove è urbanisticamente lacerata, dove mancano i servizi essenziali.
Un sindaco che faccia funzionare la macchina pubblica, quella deve essere la priorità altrimenti le parole si schianteranno contro un sistema che va radicalmente ripensato e riorganizzato.
Vorrei un sacco di altre cose dal mio sindaco e penso che si possa fare, si può fare, si deve fare.

Buona politica a tutti.

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Info su Cristiana Alicata

Rassegna web su #RicucireRoma

 

#RicucireRoma: intervento di Erica Battaglia (16 gennaio 2016)

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Serve una politica dell’ascolto da parte del PD per costruire un programma condiviso di governo della città e un nuovo modello di sviluppo economico per Roma

Il 16 gennaio 2016 si è svolto l’iniziativa pubblica  “#RicucireRoma (fb) un confronto aperto a iscritti, dirigenti ed elettori del PD e del centro sinistra per discutere della città e delle proposte da mettere in campo per rilanciare la capitale.
Le promotrici dell’evento sono state Cristiana Alicata, Valeria Baglio, Erica Battaglia, Marta Leonori, Estella Marino, cinque esponenti donne della nuova generazione PD con all’attivo importanti esperienze da amministratrici e dirigenti.
Gli interventi contingentati a 5 minuti e intervallati da contributi video e musicali, sono stati indirizzati  a ricucire la tela che tiene uniti quartieri, persone, società civile e istituzioni e superare la frattura venutasi a creare dalla fine dell’esperienza dell’amministrazione Marino.
Nel seguito una sintesi dell’intervento di Erica Battaglia (fb, tw, web, email), già consigliere di Roma Capitale ed ex presidente della Commissione “Politiche sociali”.

Intervento di Erica Battaglia

Erica ha iniziato il suo intervento rivendicando con orgoglio quanto realizzato in 28 mesi di Amministrazione Marino nel campo delle politiche sociali e dei diritti:

  • il salvataggio dei servizi sociali essenziali che rischiavano la chiusura dopo gli sprechi della precedente amministrazione
  • il registro delle “unioni civili”
  • la stabilizzazione degli operatori A e C assunti nelle scuole al giusto salario
  • il rispetto della legge n. 68 del 1999 “Norme per il diritto al lavoro dei disabili” per quanto riguarda la pubblica amministrazione capitolina
  • più in generale il grande sforzo, non privo di sacrifici, per riportare a “normalità contabile” l’amministrazione comunale.

“Non vanno però taciute le insufficienze dell’Amministrazione Marino anche in ambito sociale” ha detto Erica, ricordando che è mancato un piano organico di intervento e citando i numeri drammatici dell’emergenza sociale a Roma: 170mila persone  non autosufficienti, 80 mila poveri, 7.000 persone senza fissa dimora, campi Rom, “mentre l’emergenza casa rimane drammatica, nonostante siano stati fatti i passi in avanti”.
Secondo Battaglia è necessario “ricucire” le 2 città che compongono Roma: la prima che gode di servizi e protezione sociale dove il consenso per il PD è ancora forte, la seconda senza servizi e con meno protezione dove è più forte il voto per le destre e i populisti.
Ci sono dunque riforme non più procrastinabili che devono servire anche a riportare a standard accettabili la qualità della vita della seconda Roma, a cominciare dalla riforma della  assistenza domiciliare, al rilancio delle “casa famiglia”, alla progettazione del nuovo “piano regolatore sociale”.
Servono piani contro la povertà, contro le tossicodipendenze e serve assolutamente riprendere la “la cura del ferro” in ambito mobilità anche per ricucire fisicamente le 2 città.
“Ma più di tutto” ha concluso Erica “ serve una politica dell’ascolto da parte del Partito Democratico nei confronti delle necessità dei cittadini, ascolto che poi sappia tramutarsi in un programma condiviso di governo della città volto a un nuovo modello di sviluppo economico per Roma”.

Info su Erica Battaglia

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Rassegna web su #RicucireRoma

Riorganizzazione del PD VII Municipio Roma – gruppi di lavoro (9 gennaio 2016)

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Fonte: PdAlberone.it

Costruire il PD dei territori e dei cittadini

L’8 gennaio 2016 iscritti, dirigenti ed eletti del PD VII Municipio di Roma (San Giovanni – Morena) si sono incontrati presso la sezione “Togliatti-Subaugusta” (fb, web, mappa) per la costituzione dei gruppi di lavoro che gestiranno la riorganizzazione del partito municipale e predisporranno la prima bozza di programma elettorale municipale del partito in vista delle elezioni amministrative della prossima primavera.

Intervento di Ileana Piazzoni, sub commissario PD VII Municipio di Roma

Ileana  ha aperto la riunione spiegando le finalità dell’iniziativa.
“La costituzione dei «Gruppi di lavoro PD VII Municipio» ha un duplice obiettivo” ha spiegato il sub commissario “

  1. riorganizzare la struttura del partito abbandonando l’ottica per «sezioni» a favore di quella municipale
  2. individuare i temi principali su cui articolare la campagna elettorale del PD nel nostro municipio coinvolgendo il maggior numero di cittadini in questo processo.”

Per quanto riguarda la riorganizzazione del PD VII Municipio, la prima ipotesi prevede la costituzione dei seguenti gruppi:

  1. Organizzazione e comunicazione interna: con l’obiettivo di migliorare anche le sinergie tra iscritti, dirigenti e eletti
  2. Diffusione, sensibilizzazione, comunicazioni esterne: per lavorare con cittadini e elettori sui temi nazionali del partito
  3. Crowd-funding: per la raccolta di nuovi finanziamenti per il partito municipale
  4. Tesoreria municipale: per coordinare la prima fase di gestione economica delle sezioni.

La partecipazione a questi gruppi è riservata agli iscritti del Partito Democratico.

Per quanto riguarda i “temi” per la campagna elettorale gli attuali gruppi già costituiti presso alcune sezioni (ad esempio Alberone e San Giovanni) confluiranno nei nuovi gruppi municipali.
La prima ipotesi prevede la costituzione dei seguenti gruppi:

  1. Mobilità/infrastrutture
  2. Città sicura
  3. Inclusione sociale
  4. Salute e welfare
  5. Ambiente
  6. Trasparenza / sistema informativo partecipativo
  7. Scuola / sport

La partecipazione a questi gruppi è aperta a tutti gli elettori del Partito Democratico.

Intervento di Ennio Girimonte tesoriere PD VII Municipio di Roma

Ennio Girimonte (fb) ha fatto il punto sul tesseramento 2015 – prolungato fino al 31 gennaio 2016 come da nota del Vice Segretario Nazionale Lorenzo Guerini.
Ennio ha anche comunicato che è stato aperto il conto corrente PD VII Municipio e che sono in corso le verifiche relative ai versamenti da parte degli eletti.
Infine Ennio ha ricordato che in occasione della iniziativa “Italia coraggio” con i banchetti del PD è stata aperta la pagina Facebook del PD VII Municipio.

 

Roberto Gualtieri: le sfide per la sinistra in Europa e Italia – incontro con iscritti del PD VII Municipio di Roma (sezione Subaugusta, 17 dicembre 2015)

Politica: 

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Il 17 dicembre 2015 presso la sezione “Togliatti-Subaugusta”  del PD VII Municipio di Roma (mappa) ha avuto luogo un incontro di iscritti e cittadini con l’europarlamentare del Partito Democratico Roberto Gualtieri (eu , wiki , web, fb, tw) per discutere insieme di legge di stabilità e politiche europee.
All’incontro erano presente i consiglieri PD del VII municipio: Antonello Ciancio , Rocco Stelitano, Ascenzo Villa, Valeria Vitrotti.

Introduzione di Fabio Mariella, coordinatore della sezione “Togliatti Subaugusta”  del PD VII Municipio di Roma

L’incontro è stato aperto da Fabio Mariella, coordinatore della sezione che ha presentato Roberto Gualtieri, 49 anni, professore associato di Storia contemporanea dell’Università di Roma “La Sapienza”, eurodeputato alla seconda legislatura, presidente della “Commissione per i problemi economici e monetari” del Parlamento Europeo, membro della direzione nazionale del PD, vicepresidente della Fondazione Gramsci.
Fabio ha anche introdotto i temi dell’incontro: le politiche del welfare e per l’occupazione del Partito Democratico in Italia e in Europa, l’impegno del governo italiano guidato da Matteo Renzi per un cambiamento sostanziale del processo di integrazione europeo, la crisi economica, i possibili rischi per cittadini in caso di crisi bancarie ed i relativi meccanismi di salvaguardia per i risparmiatori anche alla luce dei recenti provvedimenti - Fondo di ristoro – in “Legge di Stabilità”.

Roberto Gualtieri, europarlamentare del Partito Democratico

La sfida dei progressisti in Italia e Europa

Nella prima parte del suo intervento Roberto ha illustrato quanto realizzato dal Partito Democratico in termini di politiche sociali, welfare, occupazione e stimolo agli investimenti in Italia e in Europa negli ultimi mesi.
In Italia il governo Renzi ha finalmente rimesso in moto il Paese grazie a importanti riforme, prime tra tutte il “Jobs Act” che ha finalmente permesso di far ripartire le assunzioni.
In Europa il PD - insieme agli altri partiti del gruppo PSE - è riuscito a cambiare la politica economica pur operando in un contesto sfavorevole in quanto le forse di centro destra hanno la maggioranza dei seggi nel Parlamento.
Eppure grazie alle costituzione sui singoli progetti di vere e proprie “maggioranze di progressisti” il PSE e il PD sono riusciti a influenzare in senso riformista le riforse e proposte più importanti in materia di welfare e sviluppo: dal piano Juncker sugli investimenti, alla direttiva “Posting of workers” (la portabilità dei diritti dei lavoratori in Europa), ad una nuova flessibilità i materia di bilancio.
Lo stesso Matteo Renzi, ha ricordato Gualtieri, è intervenuto al Consiglio europeo per chiedere un “cambio di passo” e maggior impegno verso una politica economica meno rigorista e più attenta allo sviluppo e al sociale.
È importante, ha ricordato Gualtieri, quanto Renzi ha già ottenuto dall’Europa, a cominciare dalla possibilità di rinviare l’abbassamento del deficit di un anno che ha permesso , in pratica, all’Italia, di stanziare oltre 17 miliardi di euro in nuovi investimenti e scongiurare l’aumento dell’IVA.

La crisi delle banche e la difesa dei risparmiatori

Roberto ha poi affrontato il tema, attualissimo, delle crisi bancaria e delle nuove regole, il cosiddetto “bail-in”, da applicare in queste circostanze.
“Il bail-il è una regola giusta” ha affermato Roberto Gualtieri “perché il salvataggio delle banche non deve essere pagato dai cittadini attraverso il salvataggio di Stato ma dal sistema bancariao attraverso un fondo appositamente costituito”
È ovvio pero, che in un regime di “bail-in” occorre rafforzare la tutela degli investitori per evitare i rischi che si sono manifestati ad esempio nel recente “caso delle quattro banche italiane”.
Su questo tema il PSE ha ufficialmente richiesto che la Commissione adotti misure che assicurino una maggiore protezione degli investitori in relazione all'acquisto dei titoli più rischiosi.
Gli eurodeputati Pd inoltre hanno chiesto che gli Stati membri introducano limiti alla vendita di determinati prodotti finanziari a determinate categorie di investitori.
“Non si tratta di vietare gli acquisti di determinati prodotti”, ha spiegato Roberto “ma di introdurre precisi limiti di concentrazione e assicurare la corrispondenza con la classe di rischio dell'investitore”.
Precauzioni particolari, ha spiegato Gualtieri,  vanno prese per il “self placamento” cioè quando un istituto vende i propri titoli, come nel caso delle obbligazioni subordinate vendute da una banca ai suoi stessi clienti.
Roberto ha poi ricordato che in Italia il governo ha già istituito un “Fondo di Ristoro” peri risparmiatori colpiti dalle crisi bancarie: “su questo tema Matteo Renzi ha agito bene e in modo efficace”.

Interventi degli iscritti e dei cittadini

Dopo il discorso di Roberto Gualtieri sono intervenuti numerosi cittadini (Carmine, Antonello, Rocco, Giulio, Giorgio tra gli altri) per chiedere chiarimenti, proporre suggerimenti, avanzare proposte su temi quali:

  • emigrazione e crisi demografica
  • difesa dei risparmiatori
  • ruolo di Banca d’Italia e CONSOB
  • conflitti di interesse delle banche
  • iniziative e ruolo del PSE
  • fondi europei per progetti municipali

Brindisi natalizio

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A conclusione della conferenza si è svolto un brindisi di auguri per le feste in arrivo.

Rassegna stampa

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Workshop PD Lazio: “Fare rete per la legalità” – gli interventi (20 novembre 2015)

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Il 17 novembre 2015 si è tenuto il workshop “Fare rete per la legalità – Strumenti per la legalità e il contrasto alta corruzione” organizzato dalla “Commissione Legalità” del PD del Lazio  e dal gruppo PD al Consiglio Regionale del Lazio.
In occasione del workshop è stata presentata una sintesi del primo “Report sull’attività della commissione Legalità del PD Lazio” sotto forma di slide (qui in pdf).
Nel seguito lista e sintesi degli interventi.

Lista degli interventi

  • Baldassare Favara, coordinatore “Commissione Legalità” PD Lazio, consigliere regionale del Lazio
  • Gianpiero Cioffredi, presidente dell’Osservatorio Tecnico Scientifico per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio
  • Pietro Barrera, docente universitario
  • Tobia Zevi, Assemblea Nazionale PD
  • Teresa Petrangolini, coordinatrice “Gruppo Trasparenza” del PD Lazio, Consigliere Regione Lazio
  • Sergio Celestino, sindaco di Formello
  • Iside Castagnola, consigliere PD I Municipio di Roma Capitale, presidente Commissione I Municipio “Sicurezza, legalità, tutela dei diritti”

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Baldassare Favara, coordinatore “Commissione Legalità” PD Lazio, consigliere regionale del Lazio

Baldassarre ha aperto il workshop presentando gli obiettivi e i componenti della “Commissione Legalità” PD Lazio che ha iniziato i propri lavori il 2 luglio 2015.

“La Commissione Legalità” ha detto Favara “intende con il suo lavoro costituire nel Partito, per gli iscritti e i cittadini tutti, un luogo di libero confronto e sostegno alla lotta contro il malaffare diffuso”.
Secondo Favara si deve ripartire dal “Codice etico” dello statuto PD  che si basa sui principi di lealtà e coesione che sono e devono essere sempre più la colonna portante del partito.
La Commissione si propone – anche attraverso l’audizione degli organismi di partito, degli eletti, degli iscritti e degli elettori – di:

  • promuovere consapevolezza e sensibilità sui temi della legalità e dell’anticorruzione anche tramite la creazione di una scuola di partito per gli amministratori della P.A. fornendo gli strumenti necessari contrastare l’illegalità
  • suggerire modifiche allo Statuto e al codice etico del PD per rafforzarne l’efficacia in chiave anticorruzione e per la legalità
  • costituire uno sportello “Legalità PD Lazio”, dove con tutte le garanzie del caso, gli amministratori possano trovare risposte in materia di antimafia, anti racket e trasparenza.

Favara ha anche riportato una serie di dati sulla diffusione della criminalità e del malaffare nel Lazio anticipando i contenuti di un primo “Report sulla legalità” che la commissione sta predisponendo e i cui primi risultati sono stati diffusi in una sintesi nel corso del workshop (pdf).
Per troppo tempo, ha rimarcato Favara, la regione Lazio è stata considerata una realtà dove le organizzazioni criminali si manifestavano solo con investimenti di denaro oppure con sporadici tentativi d’infiltrazione.
L’arrivo del procuratore Giuseppe Pignatone ha permesso di mettere “a sistema” le indagini sul contrasto della criminalità organizzata nel Lazio rivelando l’esistenza di una “Mafia Capitale” cioè di “un’organizzazione criminale che siede a pieno titolo al tavolo di altre e più note consorterie criminali, condizionandone l’attività sul territorio romano, che ha piena consapevolezza di sé e del suo ruolo nella gestione degli affari illeciti della capitale” come ha ben scritto la GIP Costantini nell’ordine di custodia cautelare in relazione a tali indagini.
“Mafia Capitale” è una “forza d’intimidazione che non ha un territorio fisico, istituzionale o sociale privilegiato, ma che viene immediatamente percepita e subìta da chiunque con essa s’imbatta”.
Il consigliere regionale Favara ha concluso il suo intervento ricordando le intimidazioni ai giornalisti e agli amministratori locali.
Nel Lazio nel 2014 sono stati infatti compiuti otto tra intimidazioni ed attentati ad amministratori locali e consiglieri(sei ad Ardea e due a Farnese in provincia di Viterbo), cinque nel 2015 (due ad Ostia, una a Ladispoli e due a Farnese).
Nel Lazio la criminalità mafiosa ha più volte minacciato i giornalisti che con inchieste serie e documentate hanno raccontato sulle pagine di giornali e quotidiani le attività criminali, tra i quali Lirio Abate dell’Espresso, Federica Angeli di Repubblica, Vittorio Buongiorno del Messaggero di Latina.

Gianpiero Cioffredi, presidente dell’Osservatorio Tecnico Scientifico per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio

Giampiero  ha illustrato le azioni intraprese  dall’amministrazione Zingaretti nella lotta alla corruzione e per la trasparenza, tra questi:

• Ridotti i centri decisionali. Le direzioni regionali sono state dimezzate, semplificato l’assetto delle società, che sono passate da 8 a 2, ed è stato anche abbattuto il numero complessivo dei membri dei Cda, ridotto di 450 unità.

  • Digitalizzazione dei processi amministrativi e della spesa. La Regione Lazio è la prima in Italia ad aver introdotto la fatturazione elettronica. Tra le altre cose la Regione ha anche adottato la centrale acquisti in tutti i settori e poi si è proceduto anche con la completa digitalizzazione per quanto riguarda il processo di acquisti di beni e servizi. La Regione ha anche costituito un albo elettronico dei fornitori, che prevede una rotazione delle aziende e “white list” che privilegiano aziende virtuose.
  • Riduzione della discrezionalità amministrativa. Due anni fa la Regione aveva un debito commerciale di 12 miliardi di euro e c’era un’assenza totale di criteri di pagamento: per questo è stato introdotto anche un metodo rigoroso per il pagamento dei fornitori.
  • Lotta contro frodi e corruzione nella gestione dei fondi europei. Per garantire la gestione migliore dei fondi europei la Regione ha dato vita a un sistema di controlli e misure con cui prevenire fenomeni di corruzione.

Tutto questo è stato fatto con un piano di rafforzamento amministrativo definito in stretta collaborazione con la commissione europea, e con una serie di misure per contrastare la corruzione e la frode nel settore dei fondi strutturali e di investimento.
Cioffredi ha anche riportato il pensiero del governatore Zingaretti che in più occasioni ha ricordato che per sconfiggere la corruzione occorre una “profonda rigenerazione della politica, dei meccanismi che regolano il rapporto tra politica ed economia, di una rigenerazione dello stesso tessuto produttivo, che in tempo crisi è diventato più debole e permeabile di fronte alle mafie.
Giampiero ha anche ricordato che c’è la necessità di innovare il modo di lavorare delle istituzioni e di una grande battaglia culturale per affermare in ogni angolo società, a cominciare dai giovani, la cultura della legalità”.
Nel Lazio per troppo tempo si è sottovalutato il rischio delle infiltrazioni da parte della malavita organizzata.
Nel marzo 2015 è stato presentato il primo “Rapporto sulla Legalità” dell’Osservatorio della Regione Lazio (pdf , 2.1 M, 166 pp. ) che offre un’analisi puntuale e accurata sulla penetrazione della criminalità.
Nel Lazio, sottolinea il rapporto, si sono vissuti i diversi stadi dell’infiltrazione, della presenza, dell’insediamento, per arrivare in tempi recenti al vero e proprio radicamento da parte delle mafie. “La nostra regione” ha sottolineato Giampiero “non è originariamente una terra con mafia e per questo motivo parlare di tale argomento, fino a qualche tempo fa, non era affatto semplice. Chiunque provava ad affrontare tale tema, spesso veniva accusato di fare inutile allarmismo. Ma è stata proprio la sottovalutazione e rimozione che, intrecciandosi con un allarmante deficit di conoscenze, ha prodotto un terreno favorevole alla crescita della criminalità organizzata”.
In conclusione Cioffredi ha ricordato che il rispetto della legalità costituisce prima di tutto un valore etico e morale, pilastro imprescindibile di ogni convivenza civile, ma anche un fondamentale valore economico, in quanto condizione necessaria per il pieno sviluppo dei territori, a protezione della libertà degli operatori economici che sono la stragrande maggioranza degli imprenditori laziali, del regolare svolgimento delle dinamiche imprenditoriali, della trasparenza del mercato, della sana concorrenza.
Uno dei compiti principali che si è data la Regione Lazio – unitamente alle rappresentanze degli imprenditori e dei lavoratori – è mantenere e incrementare la competitività delle attività economiche e del territorio contrastando la concorrenza sleale, mantenendo e incrementando il capitale di competenza, dei posti di lavoro e della sicurezza, favorendo una generale qualità del lavoro e del vivere civile nelle comunità.
L’economia criminale, al contrario, altera le regole del gioco e distorce il mercato, svilendo il lavoro, mortificando gli investimenti, distruggendo la proprietà intellettuale, ostacolando il credito, intimidendo la libertà di impresa.

Pietro Barrera, docente universitario

Pietro ha affrontato il tema della corruzione nella PA locale e degli strumenti dei quali ci si può avvalere per la prevenzione e la repressione del malaffare.

“Basta aprire un giornale” ha detto Piero “per rendersi conto che la corruzione sta devastando le risorse, le capacità operative e la credibilità delle amministrazioni pubbliche del nostro paese”.
Si assiste a scandali continui che travolgono tutte le tipologie di amministrazioni pubbliche: grandi e piccole, importanti ministeri e piccoli comuni turistici, regioni e grandi metropoli, aziende sanitarie e società in controllo pubblico, in ogni area del Paese.
Altrettanto grave, ha rimarcato Barrera, è che il malaffare coinvolga tutti gli “attori” del sistema: politici e imprenditori, dirigenti ed esperti, funzionari e, talvolta, normalissimi dipendenti pubblici, anche di seconda fila.
Il “contagio sociale”, ha osservato il professor Barrera, è tale che non si può più dire che i corrotti siano solo coloro che entrano nelle amministrazioni “pilotati dalla politica”.
Non è così e basta vedere cosa ha rivelato “Mafia Capitale”: dentro ci sono politici ma anche funzionari, dirigenti di ruolo, impiegati.
Inoltre, ha continuato Barrera “la corruzione, oltre ad inghiottire risorse ingentissime, sottratte ai cittadini e ai servizi e destinate a pesare sui bilanci pubblici, e dunque ad alimentare tagli e manovre recessive di cui tanto ci lamentiamo, colpisce direttamente l’immagine, il prestigio, la dignità di ogni lavoratore e ogni lavoratrice. Non serve scansarsi, additare le colpe altrui, denunciare i grandi malfattori: se la pubblica amministrazione è marcia, o almeno è percepita così, il “peso reputazionale” lo portano tutti, dal sindaco al vigile urbano, dal ministro all’usciere, dall’amministratore delegato all’autista”.
Secondo Barrera, quando si parla di questi temi, è importante inoltre non sottovalutare la cosiddetta “piccola corruzione”, quei comportamenti di modesto valore, apparentemente veniali, che fanno da contorno ai grandi picchi dell’illegalità.
Il paragone più facile è proprio con il binomio grande/micro criminalità.
“Tutti gli studi scientifici ci dicono che produce più allarme sociale lo scippo sul marciapiede della grande rapina in banca; che la forzatura della porta di casa condiziona i comportamenti quotidiani e persino le idee e i sentimenti delle persone molto più di un sanguinoso omicidio visto in televisione. Lo stesso vale per la corruzione. I casi dell’Expo o del Mose hanno suscitato indignazione, avranno effetti politici, e certamente incidono sulla credibilità del sistema-Italia, ma non credo che abbiamo modificato idee e comportamenti di migliaia di cittadini o di dipendenti pubblici di Milano o di Venezia. Già a Roma le cose sono un po’ diverse, perché dietro all’ombra minacciosa di Mafia capitale abbiamo capito che si muovevano anche mezze calzette, piccole cose, e piccole persone comuni”.
Ma gli amministratori e i cittadini come possono reagire al malaffare?
La prima cosa da fare, seconda Barrera, è “fare le cose normali” rispettando le regole già esistenti e pianificando le attività: per gli appalti, ad esempio, occorre bandire le gare e non rifugiarsi dietro il “paravento” della continua emergenza che nella maggioranza dei casi indica solo incapacità di programmazione e sciatteria.
Un secondo strumento a disposizione delle amministrazioni locali è dato dal “Codice di comportamento”: la legge del 2012, e poi il dPR del 2013 hanno introdotto importanti innovazioni in questo strumento da un lato legando in modo diretto il codice di comportamento alla responsabilità disciplinare, in modo da passare dalla fase dei “buoni consigli” a quella dei doveri professionali, dall’altro chiedendo a ciascuna amministrazione di costruire un proprio codice, “personalizzando” le regole generali nello specifico contesto operativo, sociale, culturale.
“Attenzione però” ha ricordato Barrera “ il codice di comportamento locale serve solo se è il frutto di una grande discussione, di un guardarsi allo specchio senza il timore di dire e dirsi la verità. È una sfida a tutta la comunità professionale di quella amministrazione. Altrimenti non serve a nulla”.
Il terzo strumento su cui Barrera ha richiamato l’attenzione è l’accesso civico.
“Quell’opportunità che la legge ha messo nelle mani di chiunque — davvero di qualsiasi cittadino — per imporre alle amministrazioni di rendere trasparente ciò che è ancora opaco o nascosto. Ora, sappiamo benissimo che le regole della c.d. “amministrazione trasparente” sono farraginose e forse troppo pesanti: anche nel ddl di riforma della PA (la c.d. “riforma Madia”) c’è l’ipotesi di una loro semplificazione. Ma anche qui, non fermiamoci alla superficie”.
Nessuno si attende infatti che milioni di cittadini si mettano a scrutare i siti istituzionali per verificare le informazioni, coglierne i difetti, segnalare le cose che non vanno: lo faranno i giornalisti, le associazioni di consumatori o di utenti.
“Ma perché non lo dovrebbero fare i sindacati o gli attivisti politici?” si è chiesto Barrera riportando il caso del sito web di una amministrazione comunale ove erano riportati perfettamente (e doverosamente) i bandi per gli appalti (oltre che tutti i redditi e i patrimoni degli amministratori e dei loro familiari), ma nessuno dato sulle imprese partecipanti alle diverse gare, sulle aggiudicazioni, sul valore delle commesse e sui tempi di realizzazione che invece sono le informazioni più interessanti per controllare davvero l’azione della pubblica amministrazione, per sapere come si spendono i soldi dei cittadini e giudicare la qualità degli appalti.

Tobia Zevi

Tobia, componente dell’Assemblea nazionale del Partito Democratico, è intervenuto anche per testimoniare l’attenzione che il partito ha nei confronti dei temi della legalità e della trasparenza.

Secondo Zevi l’antidoto più efficace contro i comportamenti illegali è rappresentato da una pubblica amministrazione, centrale e locale, efficiente, trasparente anche nei fatti e che faciliti cittadini e imprese anche grazie alla semplificazione delle pratiche burocratiche.
Anche Milano e la Lombardia sono stati coinvolti in gravi scandali legati alla corruzione e tuttavia il buon nome dell’amministrazione meneghina è rimasto saldo grazie alle sue riconosciute doti di efficienza e buon governo.
Anche le nuove tecnologie, secondo Tobia, possono rappresentare un grande ausilio per l’amministrazione trasparente perché processi e procedure automatizzati sono più facilmente controllabili e tracciabili.
Infine va garantite a cittadini, forze di opposizione e più in generale a tutti gli stakeholder un reale diritto d’accesso. Ad esempio perché non prevedere che le delibere delle amministrazioni locali siano dotati di Qcode per un immediato accesso anche via smartphone?
L’illegalità, ha concluso Tobia Zevi, si combatte anche con la “buona reputazione” e dunque iniziative come il rating di legalità per le imprese sono utili e potrebbero essere ulteriormente sviluppate a livello locale ad esempio con un “bollino blu” per le imprese che rispettano i tempi e la qualità negli appalti che gestiscono.

Teresa Petrangolini, coordinatrice “Gruppo Trasparenza” del PD Lazio, Consigliere Regione Lazio

Teresa ha iniziato il suo intervento sottolineando come l’impegno per la trasparenza nell’azione di governo, nei rapporti tra amministrazione e cittadini e nella lotta contro la corruzione rappresenti una sfida di fondamentale importanza per il Paese e i cittadini.

Teresa ha poi presentato il “Gruppo Trasparenza” del PD Lazio  che si pone come obiettivo di lavorare con le strutture territoriali del partito, con gli eletti e con i cittadini perché il tema della “trasparenza” nelle sue varie declinazioni sia sempre più elemento caratterizzante dell’azione politica del Partito Democratico.
Il “Gruppo” intende inoltre operare sia per dare risalto alle azioni della Giunta Zingaretti in materia di buon governo e trasparenza sia per proporre azioni in tale ambito rivolte a iscritti, eletti e cittadini.
Fondamentale, ha sottolineato Teresa, sarà la fase di “ascolto” dell’esperienza e dei contributi che verranno da iscritti e militanti del PD, molti dei quali rivestono incarichi di responsabilità nelle amministrazioni locali e territoriali del Lazio.
Per quanto riguarda le azioni già intraprese dalla Giunta Zingaretti in tema di trasparenza della politica e dell’amministrazione pubblica e per la cura dei beni comuni, Petrangolini ha ricordato:

  • la legge sul taglio dei vitalizi per i consiglieri regionali
  • la proposta di legge sulla trasparenza della politica e della Pubblica Amministrazione che prevede, tra l’altro, la predisposizione di una anagrafe degli eletti e dei nominati e di un albo delle lobby
  • l’utilizzo della fatturazione elettronica per il pagamento dei fornitori della Regione, strumento che garantisce trasparenza e parità di trattamento.

Il “Gruppo Trasparenza” del PD Lazio sta lavorando invece sui seguenti temi:

  1. la redazione di un “vademecum/decalogo” in termini di “trasparenza e buon governo” in vista delle prossime elezioni amministrative per “caratterizzare” in modo forte candidature e programmi – tale attività viene condotta anche in sinergia con la Commissione “Forma partito, statuto e regole interne”  del PD Lazio
  2. la costituzione di una rete di “promotori della trasparenza” presso i Circoli del Partito Democratico
  3. la realizzazione di una campagna informativa ai cittadini sui temi della trasparenza e del buon governo volta a aumentare la consapevolezza sul diritto di accesso e la trasparenza degli atti
  4. attività di assistenza, informazione e formazione agli iscritti ed eletti sui temi propri della “Trasparenza” anche in sinergia con la Commissione “Legalità” del PD Lazio  di cui il presente workshop è il primo atto.

Teresa ha ricordato che sul sito del PD Lazio è già stata predisposta una sezione “Trasparenza”  che contiene, oltre ai documenti prodotti dal Gruppo, anche un elenco ragionato e facilmente accessibile, anche in termini di linguaggio, sulle principali norme in materia di trasparenza.

Sergio Celestino, sindaco di Formello

Sergio ha raccontato la sua esperienza quale amministratore della città di Formello  comune della provincia di Roma riguardo i beni confiscati alla Mafia.

“È importante” ha rimarcato Celestino “che i beni confiscati alle mafie vengano riutilizzati subito e destinati a scopi sociali perché togliere un bene all’illegalità per restituirlo alla collettività è un passaggio decisivo per costruire un nuovo modello di sviluppo e una nuova economia che sia etica, sostenibile, intelligente e inclusiva”.
Formello è un comune all’avanguardia da questo punto di vista perché nel 2014 grazie ad un Protocollo d’intesa firmato dal Tribunale di Roma, dalla Regione, da Roma Capitale, dall’associazione Libera, dalle cooperative e da varie associazioni di categoria e di rappresentanza con il supporto dell’Amministrazione Comunale è stato possibile riassegnare una villa di 29 stanze  sequestrata alla ‘‘ndrangheta per usi sociali prima della condanna definitiva in Cassazione degli intestatari del bene.
“Un iter rapidissimo che può essere replicato in tutto il Lazio” ha commentato Celestino.
Il sindaco ha poi ricordato l’iniziativa civica “Formello è casa nostra” nata propria a seguito del sequestro della villa alla ‘ndrangheta che, ha ricordato Sergio “ci ha ricordato che la criminalità organizzata non risparmia nessuna area geografica. Anche l’area metropolitana romana è ormai una terra di frontiera per le nuove infiltrazioni mafiose”.
Il Comune di Formello ha così voluto coinvolgere la cittadinanza in un percorso di riflessione che e di sensibilizzazione contro le infiltrazioni criminali che ha coinvolto anche le scuole e che è culminato nella decisione di intitolare i nomi delle nuove strade del Comune alle vittime delle mafie.
La scelta dei nomi delle vittime delle mafie è iniziata su Facebook e poi si è estesa a mezzi più tradizionali, come assemblee e schede consegnate a mano ai cittadini.
“La comunità formellese – ha sottolineato Celestino – dotata di un buon grado di coesione sociale, ha inteso così lanciare il suo messaggio forte e chiaro: a Formello non c’è spazio per la cultura dell’illegalità, Formello è casa nostra” .

Iside Castagnola, consigliere PD I Municipio di Roma Capitale, presidente Commissione I Municipio “Sicurezza, legalità, tutela dei diritti”

Iside  ha illustrato la sua esperienza in qualità di Presidente della Commissione “Sicurezza, legalità, tutela dei diritti” del I Municipio di Roma Capitale.

“Sono stati 2 anni difficili” ha raccontato Iside “perché abbiamo dovuto affrontare numerosi ostacoli causati sia da comportamenti ostruzionistici da parte di alcuni funzionari pubblici sia vere e proprie intimidazioni quando ad esempio abbiamo affrontato, insieme al Presidente del I Municipio Sabrina Alfonsi il tema del riordino delle licenze del mercato della Befana a piazza Navona”.
Iside, che è anche componente della Commissione “Legalità” del PD Lazio, ha sottolineato anche la grande arretratezza della macchina amministrativa in Comune e nei Municipi di Roma Capitale per cui ad esempio si gestiscono ancora in modo manuale, cartaceo, senza nessuna automazione, le licenze dei locali del centro di Roma, “una delle aree di maggior pregio anche economico del Paese e dell’Europa con il conseguente rischio di facilitare abusi e arbitrii”.
Iside ha ripreso anche il tema dei “beni confiscati alle mafie” concordando sulla necessità di una rapida riassegnazione dei beni alla collettività e ricordando che è fondamentale, da questo punto di vista, la “mappatura” dei beni confiscati e l’istituzione di un “tavolo permanente” tra amministratori locali e forze di polizia così come istituito a Roma dal prefetto Gabrielli.
In conclusione del suo intervento Iside Castagnola ha voluto ricordare l’impegno di Alfonso Sabella già assessore alla “Legalità e Trasparenza” nella giunta Marino e in particolare la sua delibera del gennaio 2015 volta a “prevenire e scoprire casi di corruzione” i cui punti salienti sono la rotazione del personale – non solo dirigenti ma anche funzionari e impiegati – e il potenziamento dell’Ufficio Anticorruzione del Campidoglio.

 

PD: Campo democratico apre la nuova stagione politica (20 settembre 2015)

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A Roma servono proposte coraggiose e innovative per una effettiva “rappresentanza politica” del PD

Il 18 settembre 2015 l’associazione “Campo Democratico”  (FB ,TW  ha svolto la sua assemblea nazionale presso la sede del Partito Democratico di Roma, in via S. Andrea delle Fratte.
Il video dell’evento (compresa – wow! – la trascrizione degli interventi) è disponibile su RadioRadicale  (circa 4 ore)

Una breve sintesi

L’assemblea di Campo Democratico va inquadrata nel contesto politico nazionale e romano e cioè da un verso nel contrasto tra l’azione del governo Renzi e la cosiddetta minoranza del PD e nell’altro verso nella confusa e ormai drammatica situazione del commissariato, inquisito e tormentato PD Roma.
Per quanto riguarda il primo punto, Campo Democratico non solo è saldamente schierato con Renzi ma si propone addirittura come espressione di una nuova sinistra organica al PD in tal modo proponendosi di svuotare di qualsiasi significato politico l’azione anti Renzi dei vari Bersani, Speranza e Mineo che si ergono a paladini dell’eredità dell’ex PCI (per non parlare dei desaparecidos come Civati e Fassina): progetto ambizioso e non privo di rischi ma al quale va sicuramente dato credito e fiducia.
Per quanto riguarda la situazione romana il quadro è più complesso; Campo Democratico chiede l’azzeramento di tutti gli organi del PD Roma ancora in vita nonostante di fatto essi siano stati decapitati e sterilizzati dal commissario Matteo Orfini (ospite dell’evento di Campo Democratico); il senso della richiesta sembrerebbe quello non tanto di andare a un nuovo congresso quanto quello di “aprire” la cabina di regia del partito di Roma a nuove forze: terreno scivoloso che si presta a facili accuse … Invece che appelli sarebbe più utile, a mio avviso, che Campo Democratico facesse proposte concrete in termini di “nuova rappresentanza”, proposte di cui c’è un embrione nel documento (pdf) presentato a fine assemblea ma che andrebbe approfondito con prese di posizione veramente radicali (ad esempio: selezione dei candidati con modalità innovative e veramente aperte).
Nel seguito una breve sintesi dei principali interventi all’evento.

“Democrazia e nuova rappresentanza per l’Italia che vuole cambiare” – Assemblea nazionale di Campo Democratico

Interventi

  • Enzo Proietti, Partito Democratico
  • Ettore Rosato, vicecapogruppo alla Camera dei Deputati (Partito Democratico)
  • Sandro Gozi, sottosegretario alla Presidenza Consiglio dei Ministri con delega Affari Esteri
  • Gianni Pittella, presidente gruppo S&D al Parlamento Europeo
  • Luigi Zanda, capogruppo al Senato della Repubblica (Partito Democratico)
  • Roberto Morassut, deputato del Partito Democratico
  • Mario Marazziti, presidente del Comitato permanente sui diritti umani della Commissione Affari esteri della Camera
  • Goffredo Bettini, eurodeputato (Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici)
  • Matteo Orfini, presidente PD
  • Federico Borgna, sindaco di Cuneo
  • Anna Guidoni, presidente Associazione Campo Democratico di Grosseto
  • Massimo Brutti, ordinario di Diritto Romano Università "La Sapienza" di Roma
  • Augusto Di Stanislao, fondatore Fondazione Abruzzo Europa
  • Lanfranco Fanti, segretario PD Belgio
  • Marco Tolli, coordinatore Segreteria PD Roma
  • Ernesto Rovozi, segreteria Provinciale PD Campania

Enzo Proietti

Enzo ha aperto i lavori presentando “Campo Democratico”: una associazione (presidente Goffredo Bettini, coordinatore Sandro Gozi) “dentro il PD” ma aperta alla società civile formata da persone “innovatrici e radicali” che vuole cambiare dal basso il PD e la società.

Ettore Rosato, capogruppo PD alla Camera

Ettore ha ricordato che guidare il governo del Paese vuol dire assumersi la responsabilità di fare scelte per il bene dell’Italia; prima che Renzi diventasse primo ministro l’Italia era in fortissimo ritardo dal punto di vista delle “spread delle riforme” rispetto ad altri paesi europei mentre oggi siamo un modello di riferimento anche per il Partito Socialista europeo.
Ma perché l’azione di governo sia veramente efficace serve il sostegno del PD e della società civile: occorre, secondo Rosato, anche una riforma dei partiti come prevede il disegno di legge sull’articolo 49 della Costituzione a firma Orfini Guarini.

Sandro Gozi, sottosegretario alla Presidenza Consiglio dei Ministri con delega Affari Esteri

Sandro ha lanciato la sfida di costruire una nuova Sinistra moderna, riformista e aperta. Una sinistra che combatta e riduca i conflitti di interesse, le mille corporazioni, le tante rendite di posizione.
Una Sinistra che come diceva Berlinguer sappia “valorizzare le risorse che rendono felice l’uomo” e come diceva Moro sappia “auscultare il Paese”.
Una sinistra senza la cultura del nemico ma aperta al dialogo che sappia aprire le sue porte anche a chi è disilluso, a chi non vota più, a chi votava altri partiti.
Una sinistra che sia fermamente contro i populismi di Salvini, Meloni e Grillo.
Ma una tale Sinistra, ha ricordato Gozi, per essere tale deve essere capace di interpretare il mondo con gli occhi di domani cioè essere capace di governare il cambiamento con sguardo attento alla giustizia sociale.
“Il Job Acts è la riforma più importante del governo Renzi” ha sottolineato Sandro Gozi “perché è uno strumento di governo di un cambiamento già in atto in Italia e nel mondo e garantisce nuove tutele in un mercato dove il posto fisso sarà sempre più raro e le persone cambieranno occupazioni più volte nel corso della loro vita lavorativa”.
Infine Gozi ha annunciato che come già previsto dallo Statuto del partito Campo Dmeocratico lavorerà per realizzare nuove forme di partecipazione alla vita del PD a cominciare dalla costituzione di Circoli online.

Gianni Pittella, presidente gruppo S&D al Parlamento Europeo

Gianni ha invitato Campo Democratico ad aprire “nuovi orizzonti e prospettive” per il PD e a “sparigliare le carte rispetto agli schieramenti”.
Serve coraggio di capire e governare gli eventi globali: le migrazioni non sono emergenze ma “fatti strutturali” del nuovo ordine mondiale; serve pertanto, ha ricordato Pittella, un “nuovo alfabeto” del quale la prima parola deve essere “Europa”.

Luigi Zanda, capogruppo al Senato della Repubblica (Partito Democratico)

Luigi ha ricordato che la vera democrazia è la capacità di governare i problemi del mondo in modo efficace ma garantendo equità.
Il motivo per cui occorre rendere più efficiente le nostre istituzioni è la necessità di saper affrontare temi complessi con rapidità: questo spiega perché vogliamo abolire il Bicameralismo perfetto e garantire stabilità a chi vince le elezioni.

Roberto Morassut, deputato del Partito Democratico

Roberto ha affrontato il tema della “rappresentanza politica” e della crisi della politica che a Roma sono strettamente intrecciati.
Roma è una grande metropoli globale: questa è la chiave di lettura che deve essere usata per capire cosa è successo negli ultimi anni e il perché delle degenerazioni politiche anche nel PD Roma.
La “crisi di rappresentanza” secondo Morassut è una crisi organica in termini gramsciani: siamo cioè in un momento di transizione tra 2 ordini sociali; siamo passati da un mondo piccolo e chiuso in sé stesso a un nuovo ordine globale con nuove regole e che richiede una nuova governance.
La sconfitta del PD a Roma nel 2008 non è stata seguita da una riflessione politica ma al contrario da una degenerazione politica: i partit, compreso il PD, si sono “attaccati” alle poltrone creando un abisso nel rapporto con i cittadini.
“Dobbiamo cambiare passo” ha detto Roberto “a Roma non possiamo scegliere una via semplicemente burocratica che consiste nel celebrare subito il congresso del PD Roma per spartirci ancora una volta le poltrone sulla base delle correnti. AL contrario dobbiamo avviar euna fase di grande riflessione politica generale che ci permette di formular eun nbuovo disegno per il governo di questa città”.
Morassut ha quindi proposto di organizzare una grande assemblea di 2,3 giorni in cui confrontarsi sul tema del futuro della città e della Regione e ribadito la sua visione per cui la riforma di Roma quale città metropolitana è insufficiente.
“Serve una città-Regione: come già negli altri paesi europei Roma deve avere uno status particolare, una dimensione amministrativa speciale” ha concluso Roberto.

Goffredo Bettini, eurodeputato (Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici)

Goffredo si è detto molto preoccupato dell’arretratezza culturale del dibattito in corso nel PD specie per quanto riguarda le posizioni di chi proviene dall’ex PCI.
“La cosiddetta minoranza PD ragione con una impostazione ideologica” ha sottolineato Bettini e sembra “del tutto incapace di formulare vere proposte che interessano il Paese”.
Serve una nuova “rappresentanza politica” perché dopo che nel 1992 la magistratura ha spazzato via con ragione) i vecchi partiti di massa nessun ha più avuto la lucidità di afformntar eil tema della partecipazione dei cittadini alla vita politica.
Per Bettini la Sinistra avrà un futuro solo se saprà assumere una dimensione transnazionale e sppaia porsi alal test adi un movimento politico che si dia l’obiettivo di costruire una vera Europa Federale.
“Matteo Renzi ha il merito di aver riaffermato il primato della politica dopo gli anni bui dei governi tecnici” ha anche detto Goffredo.
La strategia di Renzi di rivolgersi direttamente ai cittadini svalutando il valori dei corpi intermedi ha però un limite che nasce dal fatto, ha ricordato Bettini “che questo Paese è restio a ogni riforma, ad ogni vera liberalizzazione”.
Serve invece una nuova “rappresentanza estesa” e questo è il compito che si prefigge “Campo Democratico”: trovare e realizzare luoghi di discussioni e in cui si decide in maniera aperta e trasparente.

Matteo Orfini, presidente PD

Matteo ha esordito affrontando il tema delle riforme istituzionali.
“Il nostro disegno di riforma si basa su 2 pilastri irrinunciabili: il superamento del bicameralismo perfetto e la non eleggibilità dei Senatori” ha ricordato Orfini “in perfetta continuità con la nostra storia politica e con le tesi dell’Ulivo del programma di Prodi del 1996”.
Per quanto riguarda la riforma della rappresentanza politica e la riorganizzazione del Partito Democratico, Orfini ha ricordato che sono in corso i lavori di una “Commissione nazionale Statuto” che tuttavia corre il rischio di limitarsi, burocraticamente, a prendere atto di principi ormai entrati nella comune consapevolezza quali la necessità di un albo degli elettori o di far eleggere i segretari regionali solo dagli iscritti al partito.
Secondo Matteo Orfini servono invece “scelte radicali”: ad esempio “a che servono le federazioni provinciali del PD se abbiamo abolito le province?”.
Secondo Orfini la riflessione politica deve fare un salto di qualità ed “avere il coraggio di affrontate  i temi veramente cruciali che sono: come si seleziona una nuova classe dirigente competente ed onesta? Come si garantisce la partecipazione dei cittadini alle scelte più rilevanti del PD?”
Un modello potrebbe essere quello “fortemente elettivo” per cui attraverso primarie aperte si scelgono i segretari del partito a livello comunale e regionale che automaticamente sono anche i candidati Sindaco e Governatore.
Passando al tema di Roma, Orfini ha detto che grazie all’impegno congiunto del partito e del sindaco Marino “è stato superato il momento più difficile” e ora finalmente “possiamo riflettere sul futuro della città”.
Orfini ha quindi annunciato di aver convocato i segretari dei Circoli del PD di Roma per una riflessione comune sul partito e di aver invitato i sub-commissari municipali a organizzare conferenze programmatiche in ogni Municipio di Roma.
Infine per quando riguarda il Congresso del PD Roma, Matteo Orfini, ricordando che non si tratta di una decisione che spetta al Commissario, ha però ribadito che il congresso non può limitarsi all’ennesima conta delle correnti ma che bisogna invece lavorare per costruire un nuovo partito “più attraente”, costruendo una nuova comunità più aperta e con forze più attive.

Marco Tolli per “Campo Democratico”

(Il testo integrale dell'intervento di Marco qui in pdf)

Marco ha chiuso l’assemblea tornando sul ruolo del PD a Roma.
“Va detto”, ha ricordato Marco “ che Roma ha una grande responsabilità nei confronti del paese (e viceversa). Tuttavia, per una serie di motivi, non riesce a svolgere quella funzione di traino dell’economia nazionale. Alemanno nel 2013 è stato giudicato soprattutto per non aver dato risposte adeguate alla crisi. Noi saremo giudicati soprattutto per come riusciremo a garantire maggiori opportunità di sviluppo nella nuova fase di risveglio e a rendere più semplice la vita dei romani”.
Tolli ha sottolineato che “non abbiamo fatto mancare al commissario il sostegno necessario riconoscendogli, in numerosi passaggi, l’efficacia delle azioni e la correttezza di molte scelte” ma “è necessario correggere alcune impostazioni di fondo”: in primo luogo ricostruendo una lettura condivisa e sincera delle condizioni della città e del nostro rapporto con i romani”.

Link

Allegati

  • Il testo integrale dell'intervento di Marco Tolli per "Campo Democratico" in pdf

Italian 2015 regional elections: Matteo Renzi aims to win 7-0

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On Sunday May 31st 2015 in Italy will held elections in seven regions: Veneto, Liguria, Tuscany, Marche, Umbria, Campania and Puglia.
Matteo Renzi aims for victory in all seven regions so to receive a “political investiture” that allows him to complete the institutional and economic reforms and to arrive to the end of the legislature scheduled for 2018.

The “pax renziana”

Until now Renzi has won all elections.
On December 8th, 2013 Renzi became secretary of the Democratic Party through the primaries (67, 55% of votes) and since then he has accumulated  an uninterrupted series of victories in elections:

  • February 2014: victory in the regional elections in Sardinia
  • May 2014: victory in the regional elections in Piedmont and Abruzzo and in the European elections (with a resounding 41% of votes)
  • November 2014: victory in the regional elections in Emilia Romagna and Calabria.

Voters approval allowed Matteo to impose the “pax renziana” in the Democratic Party however the tribes continue to stir waiting for the right moment to lift up their head and challenge the “dictator”.

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Electoral predictions for May 31st

The Democratic Party is considered as a sure winner in Tuscany, Marche, Umbria and Puglia.
The first three regions are historically the areas where the left-wing and the Democratic Party have always had more support while in Puglia victory appears certain because the center right is split so the candidate of the Democratic Party, Emiliano, has ironically tweeted Frank Underwood, actor Kevin Spacey starring in “House of Cards”, requesting to find him an opponent.
In Veneto the situation is confusing because the Northern League, the local party that expresses the current governor, is divided and has two candidates.
In Liguria the situation is opposite: left-wing and PD are divided; in addition to the official candidate of the Democratic Party, Raffaella Paita, there is a second candidate choose by not-renzian left-wing due to contestations during the primaries that indicated Paita
Finally in Campania polls seem to favor the candidate of the Democratic Party, Vincenzo De Luca, who is under investigation by the judiciary and at the center of many controversies.

(Italian translation)

Elezioni regionali 2015: Matteo Renzi punta al 7 a 0

Domenica 31 maggio 2015 in Italia avranno luogo le elezioni in 7 regioni: Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Umbria, Campania e Puglia.
Matteo Renzi punta alla vittoria in tutte e 7 regioni così da ricevere una “investitura politica” che gli permetta di completare le riforme istituzionali ed economiche ed arrivare alla fine della legislatura prevista per il 2018.

La pax renziana

Fino a questo momento Renzi ha vinto tutte le elezioni.
L’8 dicembre 2013 Renzi è diventato segretario del Partito Democratico grazie alle primarie (67, 55% dei consensi) e da quel momento ha inanellato una serie ininterrotta di vittorie alle consultazioni elettorali:

  • febbraio 2014: vittoria alle regionali della Sardegna
  • maggio 2014: vittoria alle regionali di Piemonte e Abruzzo e alle Europee (con un clamoroso 41% dei consensi)
  • novembre 2014: vittoria alle regionali in Emilia Romagna e in Calabria.

Il consenso da parte degli elettori ha permesso a Matteo di imporre la “pax renziana” nel Partito Democratico dove però le varie tribù continuano ad agitarsi aspettando il momento buono per rialzare il capo e sfidare il “dittatore”.

I pronostici per il 31 maggio

Il Partito Democratico è dato sicuro vincitore in Toscana, Marche, Umbria e Puglia.
Le prime tre regioni sono storicamente le aree dove la sinistra e il PD ha sempre avuto i maggiori consensi mentre in Puglia il confronto appare senza storia perché il centro destra è spaccato tanto che il candidato del PD, Emiliano, ha ironicamente twittato a Frank Underwood, l’attore Kevin Spacey  protagonista di “House of Cards” la richiesta di trovargli un avversario.
Anche in Veneto la situazione è confusa perché la Lega Nord, partito che esprime l’attuale governatore, si è divisa e ha due candidati.
In Ligura è invece la sinistra e il PD ad essersi divisi: oltre al candidato ufficiale del PD, Raffaella Paita, c’è un secondo candidato espressione della sinistra non renziana che contesta le primarie che hanno scelto il candidato di Renzi.
In Campania infine i sondaggi sembrano favorire il candidato del PD,Vincenzo De Luca che è inquisito dalla magistratura e al centro di numerose polemiche.

Link

 

Andrea de Maria: reflections on the Italian Democratic Party. The videos of seminars on primaries and leadership (April 15th, 2015)

Politica: 

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On February 24th and March 28th , 2015 the Democratic Party (PD – Partito Democratico) organized two seminars about a new “organization” of PD with emphasis on primaries and leadership.
The interventions’ videos of the two seminars are available on YouDem the PD web tv.

Reflections by Andrea de Maria

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(Andrea De Maria)

Andrea De Maria, member of the PD national secretariat and head of the department “Education”, commenting seminars, wrote:
“These two events have had and have for us a double value.
First of all they are part of our political training, an activity that the national PD secretariat considers very important because the party is aware of the importance of supporting militants, members, elected and leaders by providing skills and tools useful for their political or administrative activities.
Secondary we really wanted these two meetings because we are convinced that the themes that have been discussed are essential to stimulate the debate on our future.”

The working group on the future of PD

On October 20th 2015, the National Directorate of the Democratic Party decided to establish a working group chaired by Matteo Orfini with the aim of updating the Statute of PD and also, in general, to start a reflection on the future of the Democratic Party.

A proposed legislation on political parties

The PD is also considering the opportunity to present legislative proposal for the full implementation of Art. 49 of the Constitution which governs the internal life of political parties.

The initiative of the Italian Democratic Party on political education

De Maria has also announced that the PD’s department of Education is organizing a major national initiative that will take place before the summer entitled  “General States of political education”.

See also

Link

Silvia Bolgherini, Università di Napoli Federico II, “Partiti e sistema di partiti in Germania” (pdf , 22 slide, 1,5 M)

Videos

Seminario del 28 marzo 2015 “Partiti: Modello, Leadership, Primarie”

Seminario del 24 febbraio 2015, “Leadership, partiti, primarie. Come cambiano in Italia, Europa, Usa

Andrea de Maria: riflessioni sul Partito Democratico italiano. I video dei seminari su primarie e leadership (15 aprile 2015)

Politica: 

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Il 24 febbraio e il 28 marzo 2015 Il Partito Democratico ha organizzato due seminari dedicati al “Modello organizzativo” del PD con approfondimenti sulle primarie e sulla leadership.
I video degli interventi dei 2 seminari sono disponibili su YouDem la web tv del PD.

Le riflessioni di Andrea de Maria

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(Andrea de Maria)

Andrea De Maria, componente della segreteria nazionale e responsabile del dipartimento “Formazione politica” del PD, commentando i seminari ha scritto:
“Questi due appuntamenti hanno avuto e hanno per noi un doppio valore.
Da un lato sono parte dell’attività di formazione politica, di un programma di lavoro su cui molto la segreteria del PD sta investendo, consapevole dell’importanza di essere di supporto a militanti, iscritti, eletti e dirigenti fornendo loro competenze e strumenti utili alla loro attività politica o amministrativa a tutti i livelli.
Ma abbiamo fortemente voluto questi due incontri anche perché siamo convinti che proprio i temi che vi sono stati discussi siano centrali per un dibattito acceso e sentito in tutto il partito”.

Il gruppo di lavoro sul futuro del PD

Il 20 ottobre 2015 la Direzione nazionale del Partito Democratico ha deciso di costituire un Gruppo di lavoro presieduto da Matteo Orfini con l’obiettivo di aggiornare lo Statuto del PD e più in generale avviare una riflessione sul futuro del Partito Democratico.

Il disegno di legge sui partiti

Il PD sta inoltre valutando l’opportunità di presentare un disegno di legge per la piena attuazione dell’Art. 49 della Costituzione che disciplina la vita interna dei partiti politici.

L’iniziativa nazionale del PD sulla formazione politica

De Maria ha anche annunciato che il Dipartimento “formazione politica” del PD sta organizzando una grande iniziativa nazionale che avrà luogo prima dell’estate dal titolo “Stati generali della formazione politica”.

Leggi anche

Link

Partiti: Modello, Leadership, Primarie, Seminario di formazione politica organizzato dai Dipartimenti Cultura e Formazione Politica del PD. La riflessione di Andrea De Maria, responsabile Formazione politica PD, e il video degli interventi, 8 aprile 2015

Silvia Bolgherini, Università di Napoli Federico II, “Partiti e sistema di partiti in Germania” (pdf , 22 slide, 1,5 M)

I video degli interventi

Seminario del 28 marzo 2015 “Partiti: Modello, Leadership, Primarie”

Seminario del 24 febbraio 2015, “Leadership, partiti, primarie. Come cambiano in Italia, Europa, Usa

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