Resoconto 1° seminario Legalità e Trasparenza del PD Roma (23 gennaio 2017)

Politica: 

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Il 21 gennaio 2017 si è svolto il primo dei quattro incontri sul tema “Legalità e trasparenza” organizzato dal Forum Legalità del PD Roma.

Matteo Orfini: il PD Roma ha voltato pagina

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(Matteo Orfini)

I lavori sono stati aperti da Matteo Orfini (web, fb, tw, email) - commissario del PD Roma e Presidente nazionale del Partito Democratico - che ha illustrato le finalità dell’evento.
“Non basta l’onestà per essere un buon amministratore” ha detto Orfini “come non basta aver avuto precedenti esperienze di militanza politica: un buon segretario di sezione non è detto sia anche un buon consigliere municipale”.
Per amministrare bene servono conoscenze e competenze e dunque serve un percorso formativo specifico per amministratori locali.
Sul tema della legalità Orfini ha ricordato che “siamo stati l’unico partito che dopo lo scandalo di Mafia Capitale ha avuto il coraggio di avviare una riflessione franca sui motivi dell’infiltrazione criminosa nell’amministrazione capitolina e nel partito” operando scelte anche difficili e impopolari.
“Per questo possiamo oggi affermare che il PD Roma ha voltato pagina” ha concluso Orfini “Per costruire un nuovo PD Roma più sano, più utile, più efficace” occorre in sintesi “selezionare una nuova classe dirigente scegliendola non sulla base della fedeltà ai capicorrente ma sulla base delle competenze”: da qui l’importanza della formazione.

Riccardo Corbucci: costruire la comunità della legalità

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(Riccardo Corbucci)

Riccardo Corbucci (web, fb, tw) – coordinatore del Forum Legalità del PD Roma – ha sinteticamente presentato il programma delle 4 giornate (qui il programma completo in pdf  ):

  • sabato 21 gennaio 2017 - Gli appalti dopo Mafia Capitale, la gestione e la destinazione dei beni sequestrati alle mafie  e il commissariamento di Ostia
  • sabato 28 gennaio 2017 – La pubblica amministrazione, i regolamenti e le normative sulla trasparenza e l’accesso agli atti
  • domenica 5 febbraio 2017 - Sociologia e psicologia della Corruzione, il provvedimento amministrativo, i codici etici e il ricorso alla giustizia amministrativa
  • sabato 11 febbraio 2017 - Legalità e trasparenza, il modello Regione Lazio.

L’obiettivo di questo percorso formativo – ha ricordato Riccardo - è duplice:

  1. essere di ausilio e supporto sui temi della legalità agli eletti e agli amministratori del Partito Democratico
  2. costruire la comunità della legalità all’interno del PD Roma perché è importante non solo la conoscenza ma anche sapere che non si è soli di fronte al malaffare e alla corruzione: per questo motivo gli incontri sono aperti anche a iscritti e simpatizzanti del PD

Alfonso Sabella: Capitale infetta

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(Alfonso Sabella)

Alfonso Sabella (wiki) – magistrato, già Pm di Palermo, ex assessore alla Legalità e Trasparenza del Comune di Roma durante la giunta Marino – ha raccontato in modo brioso i suoi tentativi “sbirreschi” di riformare e bonificare la macchina amministrativa di Roma Capitale durante la sua breve esperienza amministrativa.
Secondo Sabella la corruzione è il malaffare si sono infiltrati da tempo nell’amministrazione capitolina principalmente grazie a un sistema malato di assegnazione degli appalti pubblici: corruzione e mafia non hanno bandiera politica ma sguazzano nel brodo di una classe dirigente inadeguata che ruba o finge di non vedere rifugiandosi dietro la logica del “ad culum parandum”: non fanno nulla per non rischiare il proprio fondoschiena, cioè la poltrona.
Sabella, anche citando quanto scritto nel suo libro “Capitale infetta” ha ricordato poi la situazione gravissima che trovò nel Municipio di Ostia controllato da famiglie criminali contro cui iniziò una dura battaglia a cominciare dall’abbattimento dell’infame “Muro di Ostia”, del tutto abusivo, costruito dai concessionari delle spiagge.
Come è potuto accadere tutto ciò? Come si è permesso che il malaffare arrivasse a questo livello?
Secondo Sabella le aberrazioni sono state favorite dalla scelta di non fare i bandi per i lavori pubblici affidandoli invece per assegnazioni diretta sfruttando nella maggior parte dei casi la legislazione prevista per le opere d’urgenza.
Cioè è stato possibile – ha concluso Sabella - perché gli amministratori pubblici spesso hanno scarse e lacunose conoscenze delle normative il che impedisce tra l’altro di operare una vera pianificazione favorendo così gli abusi.

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Iside Castagnola: introduzione alla legge 109/96 sui beni sequestrati alle mafie

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(Iside Castagnola)

Iside Castagnola (fb) – componente del Forum Legalità già consigliere per il PD nel I Municipio di Roma Capitale ed ex presidente della Commissione speciale del I Municipio “Sicurezza, legalità, tutela dei diritti nel territorio del centro di Roma”- ha aperto la seconda parte del seminario dedicato ai beni confiscati alle mafie ed al loro riutilizzo anche sociale.
Iside ha sintetizzato i contenuto della legislazione nazionale in materia di confisca e riutilizzo dei beni mafiosi e fornito i dati del Lazio e di Roma in quest’ambito, come riportato per il 2016 dall’ Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio:

  • immobili: nel Lazio i beni immobili confiscati alle mafie risultano 1.270, di cui 446 ubicati a Roma
  • aziende: 523 aziende confiscate alle mafie nel Lazio di cui 409 a Roma.

Numeri importanti ha commentato Iside che ha anche ricordato come i patrimoni sottratti alla criminalità organizzata possono essere elemento di rigenerazione dell’economia legale e rafforzare il welfare pubblico a condizione che anche la politica si assuma le sue responsabilità in primis garantendo alle associazioni, ai cittadini e agli imprenditori procedure chiare e rapide per chi vuole riutilizzare i beni confiscati.
Iside ha lanciato tre proposte che i consiglieri comunali del Partito Democratico in Campidoglio dovrebbero fare proprie:

  1. adozione di un regolamento di Roma Capitale per l’assegnazione dei beni sequestrati alle mafie
  2. anagrafe accentrata dei beni sequestrati
  3. accesso facilitato ed efficace ai beni per associazioni, cittadini, imprese

Davide Franco: l’evoluzione storica delle norme i materia di beni confiscati alle mafie

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(Davide Franco, fonte immagine http://newscatania.com/)

Nel suo intervento Davide Franco (fb)  - commercialista, revisore dei conti, componente del collegio di amministratori giudiziari che gestisce per conto del Tribunale di Roma la “Coop 29 giugno” coinvolta nello scandalo Mafia Capitale - ha tratteggiato l’evoluzione storica delle norme i materia di beni confiscati alle mafie.
Le prime iniziative normative in quest’ambito risalgono al testo di legge n. 646/1982 (legge Rognoni - La Torre) che introdusse il reato di associazione per delinquere di tipo mafioso nel codice penale italiano e che fu approvata anche a seguito degli omicidi del segretario del Pci della regione Sicilia Pio La Torre il 30 aprile 1982 e del prefetto di Palermo, il Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, il 3 settembre 1982.
Nel 1989 (dl n. 230 e legge n. 282) viene istituita la figura dell’amministratore dei beni confiscati, nominato dal Tribunale mediante lo stesso provvedimento con il quale dispone il sequestro dei beni: l’amministratore deve provvedere con diligenza alla custodia, alla conservazione e all’amministrazione dei beni sequestrati.
Nel 1996 anche grazie al milione di firme raccolte da Libera viene promulgata la legge 109 che prevede il riutilizzo per fini sociali dei beni confiscati alla mafia.
Nel 2010 viene istituita l’Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità per assicurare l’unitaria ed efficace amministrazione e destinazione dei beni sequestrati e confiscati alle organizzazioni mafiose.

Luca D’Amore: l’uso sociale dei beni confiscati alle mafie

Luca D’Amore – avvocato, commissario straordinario della “Coop 29 giugno” coinvolta nello scandalo Mafia Capitale – è intervento sul tema delle destinazioni d’uso dei beni sequestrati alle mafie illustrando le opportunità e le criticità esistenti.
A livello nazionale il numero e il valore dei beni sequestrati sono elevatissimi e ciò comporta gia durante la fase istruttoria molteplici criticità che vanno dalla custodia del bene mobile registrato. alla vandalizzazione o occupazione del bene immobile o ancora la presenza di gravami ipotecali sul cespite.
La situazione – ha ricordato D’Amore – diventa ancora più complessa quando si parla di aziende attive con dipendenti: c’è il rischio della crisi dei rapporti con la clientela, della fuga dei fornitori, della sospensione o revoca degli affidamenti, per non parlare dei cosiddetti “costi della legalità” dovuti ai controlli da parte della Pubblica Amministrazione che, in fase di sequestro, sono numerosi.
Va ricordato inoltre – ha rimarcato D’Amore – che nel caso di aziende sequestrate come la “Coop 29 giugno” si tratta di imprese cooperative che operano nel III settore fornendo servizi essenziali per i cittadini più bisognosi spesso occupando personale “svantaggiato” come ad esempio ex reclusi che vogliono redimersi.
Tuttavia ha concluso D’Amore i beni sequestrati rappresentano anche una grandissima opportunità per cittadini, associazioni o imprese che vogliano rilevare immobili o aziende sequestrate per rilanciarle nel mercato o per farne strumenti sociali al servizio dei territori.

Federica Angeli: non arrendersi mai alle mafie

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(Federica Angeli)

Il seminario è stato chiuso da Federica Angeli (tw, fb) giornalista di Repubblica, sotto scorta dal 2013 dopo le minacce ricevute a seguito di una serie di articoli pubblicati sulla Mafia a Ostia.
Federica ha raccontato di come si è sviluppata la criminalità organizzata a Ostia e a Roma: si tratta di una vera e propria organizzazione criminale che ha i connotati attuali delle mafie storicamente riconosciute che non sparano più ma sono imprenditoriali, riciclano le ricchezze accumulate comprando politici.
Federica ha poli letto alcuni brani dell’articolo pubblicato dal giornalista di Repubblica Attilio Bulzoni  che stigmatizza la manifestazione organizzata a Ostia contro il commissariamento da parte di Casa Pound e alla quale ha aderito anche Sinistra Italiana per ricordare che l’opera di bonifica delle istituzioni avviate dal commissario Vulpiani non si ancora conclusa e che non deve essere interrotta per biechi calcoli elettorali.
Infine Federica ha invitato tutti gli amministratori e gli eletti a Roma e nei Municipi a non aver paura a denunciare il malaffare e le complicità con la criminalità organizzata e a “non arrendersi mai” perché la battaglia per la legalità potrà essere vinta solo con l’apporto di ciascuno di noi.

Approfondimenti

Leggi anche

Principali norme

LEGGE 13 settembre 1982, n. 646
Disposizioni in materia di misure di prevenzione di carattere patrimoniale ed integrazioni alle leggi 27 dicembre 1956, n. 1423, 10 febbraio 1962, n. 57 e 31 maggio 1965, n. 575. Istituzione di una commissione parlamentare sul fenomeno della mafia. (GU n.253 del 14-9-1982 )
note: Entrata in vigore del provvedimento: 29/9/1982.
 

LEGGE 4 agosto 1989, n. 282
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 giugno 1989, n. 230, recante disposizioni urgenti per l'amministrazione e la destinazione dei beni confiscati ai sensi della legge 31 maggio 1965, n. 575. (GU n.184 del 8-8-1989 )
note: Entrata in vigore della legge: 9/8/1989
 

LEGGE 7 marzo 1996, n. 109
Disposizioni in materia di gestione e destinazione di beni sequestrati o confiscati. Modifiche alla legge 31 maggio 1965, n. 575, e all'articolo 3 della legge 23 luglio 1991, n. 223. Abrogazione dell'articolo 4 del decreto-legge 14 giugno 1989, n. 230, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 1989, n. 282. (GU n.58 del 9-3-1996 - Suppl. Ordinario n. 44 )
 

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