Resoconto 2° seminario Legalità e Trasparenza del PD Roma (28 gennaio 2017)

Politica: 

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Il 28 gennaio 2017 si è svolto il secondo dei quattro incontri sul tema “Legalità e trasparenza” organizzato dal Forum Legalità del PD Roma.

Riccardo Corbucci: Sociologia della corruzione

Riccardo Corbucci (web, fb, tw) – coordinatore del Forum Legalità del PD Roma – ha svolto la relazione introduttiva dedicata agli aspetti sociologici della corruzione.

Non basta l’onesta

Riccardo ha iniziato mostrando il video “La clinica dell’onestà” (qui il video tratta dalla trasmissione “Servizio pubblico”, 4.5 minuti) per avviare una riflessione sui limiti di chi approccio il tema della legalità al grido “onestà, onestà”: occorre invece partire dalle competenze specie in un ambito come quello della legalità e trasparenza che ha a che fare con prassi e comportamenti soggetti a normative numerose e complesse.

L’Indice di Percezione della Corruzione

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Dopo aver proposto le definizioni di corruzione formulate da Nazioni Unite e chiesa cattolica, Riccardo ha presentato l’Indice di Percezione della Corruzione (CPI) elaborato da Transparency International che misura la corruzione nel settore pubblico e politico di 176 Paesi nel Mondo.
L’Indice vede l’Italia al 60° posto, una situazione in miglioramento ma ancora insoddisfacente: l’Italia è infatti fanalino di coda in Europa, seguita solo da Grecia e Bulgaria, rispettivamente al 69° e 75° posto della classifica mondiale.
Dal 2012, anno dell’approvazione della Legge Severino, l’Italia ha scalato 12 posizioni, passando dalla 72^, all’attuale 60^: il nostro Paese segna quindi un miglioramento, ma ancora troppo poco per poterci dire soddisfatti.
Riccardo ha anche richiamato e commentato il rapporto “When the corruption is the norm” della Banca Mondiale relativo al 2015 (qui in pdf): “L'idea che chi è chiamato a occupare un incarico pubblico possa utilizzare la propria funzione per ottenere vantaggi personali o favorire persone vicine è molto antica e tende ancora oggi ad essere, in molti Paesi, una regola non scritta dell’agire comune, una sorta di norma sociale”.
In Uganda (139 posto nella classifica CPI) viene considerato valido quel funzionario, che sfruttando la propria influenza, riesca a favorire la propria rete sociale.
In India (75 posto) sono i funzionari che si rifiutano di chiedere o accettare tangenti a rischiare ritorsioni dai loro capi, visto che i loro supervisori stendono rapporti sul loro conto, utilizzando un linguaggio in codice utile a impedire che possano fare carriera e rischiare di inceppare li sistema correttivo. In India sono proprio gli onesti ad essere segnalati come "senza tatto", "senza capacità di rapportarsi con le persone" o persino "incapaci di dirigere".

La corruzione è una zavorra per l’economia

Lo scorso anno il rapporto del Centro Studi di Economia Reale dell'economista Mario Baldassarri ha provato a calcolare quanto ci sono costati la corruzione e gli sprechi in termini di debito pubblico, prodotto interno lordo e posti di lavoro. Lo studio parte dal presupposto che sprechi e corruzione siano direttamente proporzionali all'andamento della spesa pubblica corrente e per valutare che cosa sarebbe accaduto dal 2002 al 2014 se si fosse davvero dichiarata guerra alla corruzione.
Le proiezioni sono impressionanti.
In tredici anni il Pii sarebbe salito da un minimo di 128 a un massimo di 141 miliardi.
I posti di lavoro sarebbero cresciuti fino a un milione e 180 mila posti di lavoro, con un deficit pubblico ridotto fino a 105 miliardi e un debito pubblico ridimensionato di una somma enorme: compresa fra 530 e 840 miliardi.

I comportamenti e le influenze

La pratica di utilizzare il proprio incarico per perseguire vantaggi privati per se stessi e i propri amici o parenti è molto radicata ed è stata la regola per gran parte della nostra storia ed è ancora oggi un assunto tacito condiviso per moltissime persone.
Spesso chi viene accusato di corruzione dichiara di non aver commesso alcun reato e non sempre si tratta di una legittima strategia difensiva.
Molti davvero considerano i propri comportamenti leciti in virtù della congruità fra il loro modo di agire e le regole non scritte, ma riconosciute socialmente, che gli hanno consentito di raggiungere la propria posizione economica e sociale.
In ambito politico, per esempio, la capacità di utilizzare la propria influenza per il conseguimento di vantaggi individuali è purtroppo spesso considerato elemento di valore.

Dalle parole alle azioni: le spie si accendono

Riccardo Corbucci ha concluso il suo intervento proponendo alcune azioni concrete:

  • la trasparenza deve essere uno strumento di scambio di informazioni ed esperienze e non soltanto uno strumento di controllo;
  • la partecipazione deve realizzarsi come un luogo istituzionalizzato per garantire una rappresentazione ragionata, trasparente, interattiva ed effettiva degli interessi e delle valutazioni di tutti gli interessati e non come luogo sterile nel quale dare istanza a flussi alluvionali di contributi su decisioni già assunte;
  • la prevenzione deve essere prima di tutto un modello comporta mentale esteso, che trovi nei piani triennali la propria organizzazione effettiva, piuttosto che una scusa per rallentare ulteriormente la macchina amministrativa;
  • la collaborazione deve configurarsi come interazione reciproca bidirezionale fra cittadinanza imprese ed istituzioni.

Fabrizio Mignacca: psicologia della corruzione

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Fabrizio Mignacca (Fb, Lk, Tw ) è psicologo psicoterapeuta, già docente a contratto presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Tor Vergata, docente nei corsi di aggiornamento per la Polizia di Stato per Roma e Provincia, docente presso la Camera Penale di Cassino.
Nel suo intervento Fabrizio ha spiegato che la corruzione indica, in senso generico, la condotta di un soggetto che, in cambio di denaro oppure di altre utilità e/o vantaggi, agisce contro i propri doveri ed obblighi.
Dal punto di vista della “visione comportamentale” la corruzione implica l'interazione tra due o più soggetti che pongono in essere uno scambio di “natura multifattoriale”.
Passando alla “percezione del comportamento” Fabrizio ha commentato una serie di dati:

  • il 97% degli italiani ritiene che la corruzione sia un fenomeno dilagante in Italia (contro una media Ue del 76%);
  • il 42% degli italiani afferma di subire personalmente la corruzione nel quotidiano (contro una media Ue del 26%);
  • 1'88% degli italiani ritiene che la corruzione e le raccomandazioni siano spesso il modo più semplice per accedere a determinati servizi pubblici (contro una media Ue del 73%);
  • il 92% delle imprese italiane ritiene che favoritismi e corruzione impediscano la concorrenza commerciale in Italia (contro una media Ue del 73%);
  • il 90% delle imprese italiane pensa che la corruzione e le raccomandazioni siano spesso il modo più facile per accedere a determinati servizi pubblici (contro una media Ue del 69%);
  • il 70% degli italiani giudica la corruzione un fenomeno diffuso negli appalti pubblici gestiti dalle autorità nazionali (contro una media Ue deI 56%);
  • il 69% degli italiani giudica la corruzione un fenomeno diffuso negli appalti gestiti dagli enti locali (contro la media Ue del 60%);

La corruzione è dunque un reato diffuso che dal punto di vista psicologico va visto come fenomeno di proiezione personale e come fenomeno di credenza di gruppo: la centralità del problema è sulla definizione di motivazione che indica anche la direzione dell'azione corruttiva. Si assiste infatti a un processo di oggettualizzazione della relazione sottintesa al soddisfacimento del bisogno che porta ad una trasformazione simbolica del bene di vantaggio come funzione del se.
Pubblica amministrazione – secondo Fabrizio Mignacca – necessita un semplificatore dei sistemi burocratici a livello procedurale e terminologico e vanno analizzati:

  • conferma ad autostima
  • soddisfacimento dei bisogni primari in riferimento alla sfera personale
  • accettazione sociale

Francesco Saverio De Maria: normative sulla trasparenza e l’anticorruzione

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(da sinistra a destra: Agatino Grillo, Francesco Saverio De Maria)

Francesco Saverio De Maria, responsabile della Direzione Affari Legali, Prevenzione della Corruzione e Trasparenza dell’Enea, ha svolto un appassionato intervento sui temi della trasparenza e del contrasto alla corruzione.
L’avvocato De Maria ha iniziato ricordando che solo l’impegno collettivo dei cittadini può combattere in maniera efficace la corruzione che sta diffondendosi sempre più ha recentemente ricordato – tra gli altri - un articolo dell’Huffington Post  lanciando l’allarme sul numero di indagati per corruzione nei Ministeri italiani.
Secondo De Maria la scuola deve diventare il primo baluardo contro la corruzione ed è quindi necessario che gli studenti italiani studino la Costituzione e i principi di base dei comportamenti di legalità.
De Maria ha poi fatto un rapido excursus della normativa italiana di contrasto alla corruzione soffermandosi in particolare su:

Nelle sue conclusioni l’avvocato De Maria ha ricordato che negli ultimi anni l’Italia ha fatto numerosi passi in avanti nel contrasto alla corruzione ma ancora moltissimo rimane da fare.

Sabrina Cavalcanti: FOIA – il nuovo diritto di accesso agli atti

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L’avvocato Sabrina Cavalcanti (fb tw, lk,) ha svolto un’attenta ed esaustiva presentazione del FOIA - Freedom of Information Act – italiano spiegando le novità della legge e le nuove opportunità che essa offre grazie all’accesso generalizzato ai dati e ai documenti in possesso delle PA.
Con il decreto trasparenza e l’accesso generalizzato – ha spiegato Sabrina – si permette al cittadino di poter effettuare un controllo diffuso sulle funzioni istituzionali, sull’utilizzo delle risorse pubbliche.
La possibilità per il cittadino di accedere alla documentazione della pubblica amministrazione in assenza di titolarità di situazioni giuridicamente rilevanti, consente una forma di controllo come strumento di tutela dei diritti dei cittadini: si tratta di un cambiamento culturale secondo il quale la trasparenza è condizione di garanzia delle libertà individuali e collettive nonché dei diritti civili, politici, e sociali.
Mentre tradizionalmente il cittadino era considerato quasi un suddito, oggi diventa titolare di un diritto all’informazione generalizzato, per cui la regola generale è la trasparenza, mentre la riservatezza e il segreto sono l’eccezione.
Prova ne è che il diritto all’accesso generalizzato può essere esercitato da chiunque e non richiede motivazione.
È importante sapere che la PA è tenuta comunque a motivare la risposta alla richiesta di accesso generalizzato entro 30 giorni: la comunicazione dell’esito deve essere data al richiedente e eventualmente ai controinteressati.
Il termine sarà sospeso per un massimo di 10 giorni se vi è comunicazione della richiesta al controinteressato.

Americo Bazzoffia: Digitalizzazione delle PA e Trasparenza - prospettive, funzioni e ruoli

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Americo Bazzoffia (web, Lk , tw , fb ) è docente universitario, giornalista, consulente e formatore aziendale in strategie e tecniche avanzate di comunicazione, comunicatore pubblico certificato.
Americo ha diviso il suo intervento in 2 parti:

  1. la prima dedicata al tema della digitalizzazione della PA
  2. la seconda per presentare il Forum “Digitali e democratici” del PD Roma

Digitalizzazione della PA

Bazzoffia ha presentato i risultati del DESI - Digital Economy and Society Index  - un indice “composto”, elaborato dalla Commissione Europea per valutare lo stato di avanzamento degli Stati membri dell’UE verso un’economia e una società digitali creando una graduatoria degli Stati membri dell’UE.
In generale DESI 2016 dimostra che sia l’Unione europea nel suo complesso, sia i singoli Stati membri stanno progredendo verso una economia e una società digitale; purtuttavia, l’indice dimostra anche che gli Stati Europei hanno raggiunto stati diversi di sviluppo e la loro velocità di sviluppo e/o di recupero è molto differente.
Secondo DESI l’Italia rientra tra quei Paesi europei che, pur in ritardo dal punto di vista della digitalizzazione, stanno comunque correndo più di altri per recuperare tale “gap”.
Punto di debolezza dell’Italia è la sua “capacità di connessione a Internet” perché sebbene la banda larga sia “ampiamente disponibile”, la copertura di banda larga veloce “non procede con rapidità sufficiente”.
Pochi passi avanti anche nel settore pubblico: la disponibilità di servizi pubblici on-line ha registrato “progressi” ma le informazioni non sono usate dalla pubblica amministrazione per facilitare le cose ai cittadini; tuttavia nell’ultimo anno si sono registrati progressi nell’ambito dei servizi pubblici digitali, così come nell’ambito della trasparenza e della disponibilità dei dati aperti: l’Italia si classifica infatti sesta nel ranking europeo.
Secondo Bazzoffia l’usabilità e l’integrazione digitale dei servizi rappresentano le priorità imprescindibili sulle quali lavorare affinché i servizi digitali messi a disposizione dalle pubbliche amministrazioni possano essere sempre più efficienti e facilmente fruibili da cittadini ed imprese.

Forum “Digitali e democratici” del PD Roma

Il Forum “Digitali e democratici” del PD Roma ha formulato un “Digital Act” che consiste in una serie di proposte volte al rafforzamento della partecipazione politica attraverso strumenti digitali.
Le azioni proposte partono da 4 temi principali:

  1. partecipazione, consapevolezza e politica nell’epoca digitale
  2. politiche digitali per la PA
  3. innovazione, crescita, startup, nuovi lavori
  4. industria della comunicazione e dei contenuti.

L’idea è di realizzare e proporre servizi di formazione digitale e di comunicazione web per i Circoli e gli eletti/amministratori del PD Roma.

Giuseppe Fortuna: FOIA/ETPL, la rivoluzione gentile dei municipi di Roma

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Giuseppe Fortuna (web, fb) - avvocato, già comandante nella Guardia di Finanza e dirigente nell'Autorità Garante per la protezione dei dati personali – ha svolto un’elettrizzante presentazione su un metodo di “partecipazione civica” denominato ETPL - acronimo di Efficienza, Trasparenza, Partecipazione e Legalità – che utilizza il nuovo istituto dell’accesso civico generalizzato previsto dal nuovo FOIA.
Giuseppe ha spiegato che il metodo ETPL non è solo teorico ma si avvale di esperienze concrete maturate presso amministrazioni pubbliche centrali e locali (in particolare, Guardia di Finanza e Autorità Garante per la protezione dei dati personali) e dagli “Sportelli nazionali ETPL e Anticorruzione” dell’Associazione Finanzieri Cittadini e Solidarietà (Ficiesse) e si avvale realizzazioni di “negoziazione sociale territoriale” dello Spi Cgil, in diverse Regioni d’Italia, sui temi della legalità, della lotta alla evasione fiscale, dei diritti sociali, dei servizi suggellati da Protocollo d’intesa sottoscritto nel 2011 con l’Associazione Ficiesse.
L’osservazione di partenza è che “non è possibile buona politica se non si riescono a costruire buone macchine amministrative” e l’obiettivo dell’ETPL è proprio contribuire al miglioramento della PA grazie ad un sistema di monitoraggio di tipo quantitativo delle performance e dei risultati prodotti per i cittadini, le imprese e gli altri “clienti”.
Per raggiungere questo obiettivo l’ETPL propose un approccio metodologico coerente e completo che si può applicare a qualsiasi organizzazione pubblica.
Le regole fondamentali ETPL sono:

  • qualunque organizzazione tende a raggiungere soltanto gli obiettivi determinati in numeri esatti
  • gli obiettivi numerici vanno assegnati su denaro, risorse e prodotti e non sulle attività
  • lavorare il più possibile nella logica benchmarking
  • nella gestione conta soltanto il merito sostanziale.

Allegati

  • Le slide proiettate da Giuseppe Fortuna nel corso del seminario (formato ppt )
  • Il manuale semplificato ETPL 2017: la rivoluzione gentile della pubblica amministrazione nella nuova logica del “FOIA” (bozza non definitiva) – di Giuseppe Fortuna (28 gennaio 2017) - bozza non definitiva aggiornata al 28 gennaio 2017, si può scaricare DA QUI  .
  • Il video dell’intervento di Giuseppe Fortuna (da Facebook)

Leggi anche

Approfondimenti

Normative

  • LEGGE 6 novembre 2012, n. 190, Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione. (12G0213) (GU n.265 del 13-11-2012 ). note: Entrata in vigore del provvedimento: 28/11/2012
  • DECRETO LEGISLATIVO 14 marzo 2013, n. 33, (Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni.)) (13G00076) (GU n.80 del 5-4-2013 ). note: Entrata in vigore del provvedimento: 20/04/2013
  • DECRETO LEGISLATIVO 25 maggio 2016, n. 97, Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicita' e trasparenza, correttivo della legge 6 novembre 2012, n. 190 e del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, ai sensi dell'articolo 7 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche. (16G00108) (GU n.132 del 8-6-2016 ). note: Entrata in vigore del provvedimento: 23/06/2016
  • Decreto Legislativo 17 maggio 2016 DCM in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche (cosiddetto decreto Madia sulla trasparenza della p.a.) qui in pdf

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