Resoconto 3° seminario Legalità e Trasparenza del PD Roma (5 febbraio 2017)

Politica: 

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Il 5 febbraio 2017 si e' svolto il terzo dei quattro incontri sul tema "Legalità e trasparenza" organizzato dal Forum Legalita' del PD Roma (qui i resoconti del 1  e del 2 incontro).

Riccardo Corbucci, apertura dei lavori

Riccardo Corbucci (web, fb, tw) – coordinatore del Forum Legalità del PD Roma – ha aperto i lavori ringraziando i presenti e i relatori; Riccardo ha anche ricordato che:

  • è stato realizzato il sito web del Forum Legalità del PD Roma  dove sono disponibili i materiali presentati durante gli incontri  
  • il 30 gennaio 2017 è stata emessa la sentenza contro la Mafia di Ostia  oltre 200 anni di condanna con il riconoscimento per la prima volta dell'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso a Roma; la sentenza premia anche il coraggio e il lavoro di investigazione giornalistica di Federica Angeli (tw, fb) giornalista di Repubblica, sotto scorta dal 2013 dopo le minacce ricevute a seguito di una serie di articoli pubblicati proprio sulla Mafia a Ostia e che è intervenuta alla 1° riunione del Forum Legalità 
  • federicaangeli.jpg(Federica Angeli)

  • il 1° febbraio 2017 il gruppo del PD in Campidoglio – primo firmatario Giulio Pelonzi  ha presentato una proposta di “Regolamento di assegnazione dei beni sequestrati alla mafia” così come auspicato dagli esperti che hanno partecipato – su questo tema - alla 1° riunione del Forum Legalità.

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(www.forumlegalitapd.it)

Francesco Saverio De Maria: provvedimenti amministrativi

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Trasparenza e Foia

Francesco Saverio De Maria, responsabile della Direzione Affari Legali, Prevenzione della Corruzione e Trasparenza dell’Enea, ha svolto un intervento sul tema dei provvedimenti amministrativi anche dal punto di vista della trasparenza.
In premessa De Maria ha ricordato le norme più importanti provvedimenti in materia di trasparenza già citate nel suo precedente intervento alla 1° riunione del Forum Legalità alle quali si devono aggiungere le “Linee Guida” di ANAC in materia di “Diritto generalizzato d’accesso” (FOIA) provvedimento fondamentale per chi opera nella PA.

La Costituzione

Rimane fermo – ha ribadito De Maria – che nella pubblica amministrazione il punto di partenza per operare bene rimane la Costituzione a cominciare dall’articolo 97 che esige che la PA agisca secondo il principio del buon andamento e dell’imparzialità.
La legge 241 del 1990 (art. 3) ha introdotto l’obbligo di motivazione per i provvedimenti amministrativi ma a distanza di quasi 30 anni spesso essi decadono di fronte alla giustizia amministrativa proprio per “difetto motivazionale”, da qui l’importanza della formazione: “Bisogna studiare per essere un buon amministratore” ha detto De Maria.

Il provvedimento amministrativo

Dal 1990 l’attività della PA si muove attraverso le regole del provvedimento amministrativo  per ognuno dei quali c’è sempre un responsabile ovvero un dirigente pubblico.
Il provvedimento amministrativo – ha spiegato De Maria - è un insieme di atti correlati e concatenati che si concludono con un atto finale, il “Provvedimento” appunto.
Ad esempio in una selezione del personale in un’amministrazione pubblica avremo una serie di atti (bando pubblico, commissione esaminatrice, prove di esame) ed un atto finale (approvazione graduatoria definitiva) che è il vero “provvedimento amministrativo”.

Clip video proiettate durante il seminario

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Marco Irace, Trasparency International Italia: la prevenzione della corruzione e il Whistleblowing

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Marco Irace (fb) è intervenuto al seminario in rappresentanza di Transparency International, una organizzazione non governativa che a livello globale si occupa di prevenire e contrastare la corruzione.
Transparency è stata fondata nel 1993 a Berlino ed oggi è diffusa in oltre 100 Paesi del mondo tra cui l’Italia .
La missione di Trasparency è “dare voce alle vittime e ai testimoni di corruzione e collaborare con Governi, aziende e con i cittadini per mettere un freno alla piaga della corruzione”.

L’Indice di Percezione della Corruzione

Ogni anno Trasparency pubblica l’Indice di Percezione della Corruzione (CPI) che misura la corruzione nel settore pubblico e politico di 176 Paesi nel Mondo.
L’Indice 2016 vede l’Italia al 60° posto, una situazione in miglioramento ma ancora insoddisfacente: l’Italia è infatti fanalino di coda in Europa, seguita solo da Grecia e Bulgaria, rispettivamente al 69° e 75° posto della classifica mondiale.
Dal 2012, anno dell’approvazione della Legge Severino, l’Italia ha scalato 12 posizioni, passando dalla 72^, all’attuale 60^: il nostro Paese segna quindi un miglioramento, ma ancora troppo poco per poterci dire soddisfatti.

ALAC - Allerta Anticorruzione – la piattaforma di whistleblowing di Transparency

Il whistleblower (letteralmente soffiatore di fischietto) è il lavoratore che, durante l’attività lavorativa all’interno di un’azienda/ente pubblico, rileva una possibile frode, un pericolo o un altro serio rischio che possa danneggiare clienti, colleghi, azionisti, il pubblico o la stessa reputazione dell’ente, e per questo decide di segnalarla
ALAC - Advocacy and Legal Advice Centre  - è un servizio offerto da Trasparency Italia per i cittadini che vogliono segnalare un caso di corruzione di cui siano venuti a conoscenza. Irace ha spiegato che la piattaforma ALAC fornisce assistenza a chi decide di segnalare episodi di corruzione, guidandolo nel percorso più sicuro e più appropriato.
“Esporsi personalmente per segnalare o denunciare condotte corruttive può comportare problematiche di natura sia pratica che psicologica” ha detto Marco Irace “Esistono delle tutele normative per i segnalanti, ma non sempre sono in grado di garantire la sicurezza o la tranquillità di chi segnala”.
Attraverso ALAC - ha concluso Irace – guidiamo il segnalante attraverso i canali più appropriati, sia quelli previsti normativamente che quelli non strettamente regolamentati.

Per approfondire

  • Trasparency Italia, “Whistleblowing: domande e risposte” (pdf, 8 pp.)

D.lgs 231/01 e prevenzione della corruzione

Marco Irace ha poi illustrato il decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, “Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società”  che nella sua prima formulazione è stato la prima norma anticorruzione per le imprese private – anticipando la legge 190 del 2012 per la prevenzione e repressione della corruzione nella PA - sottolineando come questa legge individui nei modelli organizzativi il principale strumento contro i comportamenti illeciti.

Analisi economica della corruzione

In conclusione del suo intervento Irace ha presentato e commentato la famosa formula matematica https://it.wikipedia.org/wiki/Corruzione della corruzione che si deve a Robert Klitgaard https://en.wikipedia.org/wiki/Robert_Klitgaard secondo cui «la corruzione è un reato basato sul calcolo, non sulla passione. Le persone tendono a corrompere o a essere corrotte quando i rischi sono bassi, le multe e punizioni minime, e le ricompense grandi» (pdf http://www.icgg.org/downloads/contribution02_klitgaard.pdf) e che ha proposto la seguente formula della corruzione:

C = M + S – R

La formula dice che C, la Corruzione, è tanto più probabile quanto più alta è la somma di Monopolio più Segretezza, meno Responsabilità (cioè Responsabilità civile e penale o anche Accountability).

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(fonte figura: Di Kiwiev - Opera propria, CC0)

Fernanda Gigliotti, Sindaco di Nocera Terinese (CZ): trasparenza e partecipazione: come coinvolgere i cittadini nel contrasto all'illegalità

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Fernanda Gigliotti (fb, tw) eletta sindaco del comune di Nocera Terinese  (CZ) nel giugno 2016 con il 55% dei consensi  ha raccontato la sua esperienza di amministratrice pubblica in un piccolo comune martoriato da un complesso dissesto finanziario  ereditato dalle precedenti amministrazioni a cui si aggiunge un vasto dissesto idrogeologico dovuto sia alla cementificazione selvaggia e abusiva sia al taglio dei boschi; taglio autorizzato dalla Regione che però non ha controllato che venissero realizzate contemporanee opera di messa in sicurezza del territorio.
Passando al tema della corruzione e dell’amministrazione trasparente Fernanda ha ricordato che non basta il rispetto formale delle norme per sconfiggere il malaffare: come le telecamere per strada hanno un effetto dissuasivo solo nei confronti di vandali e ladruncoli così i regolamenti sono utili per frenare i piccoli imbrogli e corruzioni ma per contrastare efficacemente i comportamenti delittuosi nella politica e nella PA serve un impegno diretto e comune da parte dei cittadini e degli amministratori onesti.
Il punto di partenza – ha detto Fernanda – è informare i cittadini delle scelte dell’amministrazione: “a Natale per la prima volta dopo tanti anni il Comune non ha finanziato le luminarie per strada e ha preferito investire i relativi fondi nella realizzazione di un sistema di riscaldamento per le scuole dell’infanzia” ottenendo il gradimento della maggioranza degli abitanti di Nocera Terinese.
La fase 2 consiste nel coinvolgere i cittadini nella gestione della cosa pubblica perché “O ci si salva tutti o si muore tutti” ha detto Fernanda Gigliotti.
Il compito del sindaco e degli amministratori locali – ha detto ancora Fernanda – è salvaguardare i beni comuni e impedire arricchimento privati basati sullo sfruttamento di tali beni.

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Foto Nocera, fonte immagine Wikimedia: Di Pinodario - Opera propria, Pubblico dominio

Sulle cause del malaffare e della corruzione il sindaco Gigliotti ha indicato tre fattori:

  1. la modifica del Titolo V della Costituzione che ha eliminato i comitato regionali di controllo che erano utilissimi per vigilare contro gli abusi
  2. aver introdotto il criterio del “massimo ribasso” nelle gare pubbliche
  3. aver permesso la costituzione di “società di scopo” senza responsabilità per i debiti contratti nelle ATI aziendali per i bandi pubblici.

Concludendo il suo intervento Fernanda ha ringraziato il PD Roma e gli organizzatori del seminario del Forum legalità perché si tratta di un “coraggioso tentativo” per rafforzare correttezza e trasparenza nell’azione pubblica a partire dalla formazione e dalla condivisione delle esperienze comuni.

Luca Giordano: la legge 69 del 2015

L’avvocato Luca Giordano – della Camera penale di Roma - ha presentato e commentato la legge 69 del 2015 che ha modificato le pene per alcuni reati tra cui la corruzione e la concussione.
Tra le principali novità della legge vi sono:

  • l'inasprimento delle pene,
  • il conseguente aumento dei termini di prescrizione,
  • la previsione di un accesso al patteggiamento solo a seguito di una «restituzione integrale del prezzo o del profitto del reato»
  • la reintroduzione del reato di falso in bilancio.

Tuttavia secondo Giordano contro la corruzione non basta la repressione ma occorre un approccio che rafforzi anche le misure di prevenzione: da questo punto di vista – come già ricordato da Marco Irace di Transparency – occorre per la PA un provvedimento normativo simile al d.lgs 231/01 per le imprese pubbliche che hanno reso obbligatorio l’adozione di un “modello organizzativo” e di protocolli di controllo – tra cui la formazione obbligatoria e il monitoraggio continuo – per reati come corruzione e concussione.
Infine Giordato ha ricordato il progetto Camere penali / Miur http://camerapenalediroma.it/storia/: “I penalisti nelle scuole secondarie – progetti sulla legalità” che consiste in un percorso di formazione condotti da gruppi di tre avvocati che andranno nelle scuole secondarie di Roma e del Lazio a parlare ai giovani.
“L’obiettivo è far circolare la cultura della legalità, intesa quale rispetto dei diritti fondamentali e delle garanzie del giusto processo. I penalisti delle Camere penali diventano messaggeri di legalità, esaltando così il ruolo sociale dell’avvocato” ha concluso Giordano.

Gianpiero Cioffredi, presidente dell’Osservatorio Tecnico Scientifico per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio

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Le azioni della Regione Lazio nella lotta alla corruzione e per la trasparenza

Giampiero  (web, fb tw) ha illustrato le azioni intraprese  dall’amministrazione Zingaretti nella lotta alla corruzione e per la trasparenza.

  • Ridotti i centri decisionali. Le direzioni regionali sono state dimezzate, semplificato l’assetto delle società, che sono passate da 8 a 2, ed è stato anche abbattuto il numero complessivo dei membri dei Cda, ridotto di 450 unità.
  • Digitalizzazione dei processi amministrativi e della spesa. La Regione Lazio è la prima in Italia ad aver introdotto la fatturazione elettronica. Tra le altre cose la Regione ha anche adottato la centrale acquisti in tutti i settori e poi si è proceduto anche con la completa digitalizzazione per quanto riguarda il processo di acquisti di beni e servizi. La Regione ha anche costituito un albo elettronico dei fornitori, che prevede una rotazione delle aziende e “white list” che privilegiano aziende virtuose.
  • Riduzione della discrezionalità amministrativa. Due anni fa la Regione aveva un debito commerciale di 12 miliardi di euro e c’era un’assenza totale di criteri di pagamento: per questo è stato introdotto anche un metodo rigoroso per il pagamento dei fornitori.
  • Lotta contro frodi e corruzione nella gestione dei fondi europei. Per garantire la gestione migliore dei fondi europei la Regione ha dato vita a un sistema di controlli e misure con cui prevenire fenomeni di corruzione.

Tutto questo è stato fatto con un piano di rafforzamento amministrativo definito in stretta collaborazione con la commissione europea, e con una serie di misure per contrastare la corruzione e la frode nel settore dei fondi strutturali e di investimento.

Il Rapporto sulle Mafie nel Lazio

Il 7 luglio 2016 l’Osservatorio Tecnico Scientifico per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio ha pubblicato il “Rapporto sulle Mafie nel Lazio”, uno strumento importante che si propone l’obiettivo di offrire un quadro d’insieme delle mafie nel Lazio per denunciare e affrontare con determinazione il fenomeno e la sfida della legalità.
Il Rapporto rivela che nel Lazio ci sono 92 organizzazioni criminali, un numero in aumento rispetto al 2015, in cui erano stati censiti 88 gruppi.
Nella provincia e nella città di Roma, operano circa 70 clan, 23 invece sono le organizzazioni dedite al narcotraffico.
Il “Basso Lazio” continua a rappresentare un’area particolarmente condizionata dalla presenza di clan tradizionali, ‘ndrangheta e camorra in particolare e da una escalation di violenza delle mafie.

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Non sottovalutare il rischio mafie

Secondo Giampiero “nel Lazio per troppo tempo si è sottovalutato il rischio delle infiltrazioni da parte della malavita organizzata perché la nostra regione non è originariamente una terra con mafia e per questo motivo parlare di tale argomento, fino a qualche tempo fa, non era affatto semplice. Chiunque provava ad affrontare tale tema, spesso veniva accusato di fare inutile allarmismo. Ma è stata proprio la sottovalutazione e rimozione che, intrecciandosi con un allarmante deficit di conoscenze, ha prodotto un terreno favorevole alla crescita della criminalità organizzata”.
In conclusione Cioffredi ha ricordato che il rispetto della legalità costituisce prima di tutto un valore etico e morale, pilastro imprescindibile di ogni convivenza civile, ma anche un fondamentale valore economico, in quanto condizione necessaria per il pieno sviluppo dei territori, a protezione della libertà degli operatori economici che sono la stragrande maggioranza degli imprenditori laziali, del regolare svolgimento delle dinamiche imprenditoriali, della trasparenza del mercato, della sana concorrenza.

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Uno dei compiti principali che si è data la Regione Lazio – unitamente alle rappresentanze degli imprenditori e dei lavoratori – è mantenere e incrementare la competitività delle attività economiche e del territorio contrastando la concorrenza sleale, mantenendo e incrementando il capitale di competenza, dei posti di lavoro e della sicurezza, favorendo una generale qualità del lavoro e del vivere civile nelle comunità.
L’economia criminale, al contrario, altera le regole del gioco e distorce il mercato, svilendo il lavoro, mortificando gli investimenti, distruggendo la proprietà intellettuale, ostacolando il credito, intimidendo la libertà di impresa.

Allegato

  • “Rapporto Mafie nel Lazio”, 7 luglio 2016 (pdf, 3.2 M, 283 pp.)

Il Rapporto è stato curato dall’Osservatorio Tecnico-Scientifico per la Sicurezza e la Legalità  della Regione Lazio in collaborazione con “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie.  La raccolta della documentazione utile ai fini della redazione del Rapporto è stata chiusa il 19 maggio 2016

Normative

  • DECRETO LEGISLATIVO 8 giugno 2001, n. 231, Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell'articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300. (GU n.140 del 19-6-2001 ). Note: Entrata in vigore del decreto: 4-7-2001
  • LEGGE 27 maggio 2015, n. 69, Disposizioni in materia di delitti contro la pubblica amministrazione, di associazioni di tipo mafioso e di falso in bilancio. (15G00083) (GU n.124 del 30-5-2015 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 14/06/2015

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