Primarie 2012

#Primarie e Social Media: la nascita nuovi modelli e la predizione del voto (Stilografico.com, 9 dicembre 2012)

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 Dopo il risultato delle Primarie del Centrosinistra la luna di miele tra i Social Media e la politica in Italia sembra già essere finita.
Il candidato con meno appeal online, stando ai parametri più quantitativi, non solo vince a man bassa (60 a 40) ma in realtà secondo i sondaggi non è mai stato in discussione.
Ora c’è chi si affretta a dire che non solo la comunicazione online non sposta voti ma si dubita che possa avere qualche presa sul “Paese reale”, a giudicare dalla fetta di elettorato considerato storicamente più evoluto dal punto di vista dell’uso delle tecnologie.
Tutto era iniziato, in Italia, col referendum su acqua e nucleare a giugno 2011, snobbato come tante altre volte dai dirigenti dei partiti e dai mass-media ma giunto al successo anche grazie al passaparola online.
L’evento aveva fatto sognare i più su come con semplici azioni di comunicazione online (la conversazione su Twitter e su Facebook, il lancio di meme virali, gli hashtag, la raccolta di fan e follower) si potesse fare politica o quantomeno influenzare gli elettori.
Evidentemente è più complicato di così, a partire dal fatto che l’Italia è spaccata decisamente in due tra chi usa la Rete con continuità e tra chi si rifiuta letteralmente di farne uso (ogni anno verso fine dicembre l’ISTAT ce ne offre una visione impietosa).
Certamente non è possibile fare un’analogia tra il nostro Paese e come viene usata la Rete per innescare cambiamenti politici nei Paesi Arabi né sull’uso evoluto per la rielezione di Obama o per l’organizzazione delle proteste di Occupy Wall Street, eppure l’esempio della crescita del movimento di Grillo da qualche anno a questa parte segnala che c’è qualcosa di più e che la presenza fisica sul territorio ha un ruolo determinante.
Queste Primarie invece hanno accarezzato l’idea che i Social Media potessero essere la nuova TV, ormai vero feticcio della cultura italiana, in grado di costruire facilmente un frame narrativo in grado di influenzare gli elettori.
La TV si è certamente attivata creando per la prima volta dei confronti in diretta, tanto seguiti quanto confusi e irrisolti, su cui si è innestata una conversazione online mai vista prima in Italia.
Emanuela Zaccone e Massimiliano Spaziani hanno analizzato da vicino la campagna online fino al primo turno delle Primarie e quello che ne viene fuori è un quadro poco correlato ai risultati delle urne.
 

Chi è l'autore di questo articolo?

Storia minima di un blogger

Tra il 2000 e il 2001 Ezekiel inizia a leggere con gusto i primissimi blog italici (Cavedoni, Flamingpxl, La Pizia (…))
Nel 2001 crea il suo ezekiel’s blog volume1.
Scrive il suo primo post e subito dopo smette, diventando così il “primo blogger italiano ad aver abbandonato il blog”.
Come esperimento aspetta un altro anno, nel frattempo legge tutto.
All’inizio del 2002 ritorna al blog e inizia a scrivere regolarmente, diventando così “il primo blogger italiano ad essere ritornato al blog”.
Conosce molti amici, rallegra la comunità romana (e non) con i suoi simpatici brontolii depressivi e partecipa alla famosa prima “festa blogger a casa de La Pizia” (la versione in casa) che finisce con la prima bloggata comune dal vivo della storia italiana alle 5 a.m. ubriachi.
Poichè non erano ancora stati inventati i commenti (o funzionavano molto male) viaggia spesso tra Roma e Milano per andare a trovare i suoi amici blogger e scambiare 4 chiacchiere sui post.
Nel 2002 è anche “il primo blogger a cui viene offerto di scrivere un libro sul blog”, previdentemente rifiuta diventando “il primo blogger italiano ad aver rifiutato di scrivere un libro sui blog”.
Nel 2003 appena La Repubblica esce col primo articolo in cui definisce i blog “diari online” tenta di farla finita.

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Ricostruire il Paese. Facciamo la nostra parte - appello dei cittadini che hanno partecipato alle primarie (8 dicembre 2012)

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Faccio mio e rilancio l’appello di Livio Noto, Maria Pia Erice, Sabrina Rocca, Federica Maineri , Pippo Civati, Francesca Terzoni e altre centinaia di cittadini che hanno partecipato alle primarie 2012 e invito tutti a sottoscriverlo!

A Pierluigi Bersani, Nichi Vendola, Riccardo Nencini;
Alle assemblee nazionali di Partito Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà e Partito Socialista Italiano;
Le primarie dei Progressisti appena terminate hanno regalato una bellissima pagina di partecipazione e di festa ad un Paese, il nostro, offeso e ferito da troppi anni di pessima politica che hanno allontanato i cittadini dall'idea di bene comune e ci restituiscono l’immagine di un’Italia che ha scommesso sul proprio futuro affidando al centrosinistra una grande responsabilità: il cambiamento.
Se la crisi economica del Paese e la crisi morale che ha attraversato la politica dipingevano un’Italia rassegnata, impaurita, arrabbiata o disinteressata, il 25 novembre e il 2 dicembre 2012 oltre tre milioni di elettrici ed elettori hanno voluto dare un segnale forte, chiedendo più coraggio, più partecipazione, più volontà di voltare pagina. Insieme, per restituire all’Italia la speranza.
Se, come è prevedibile, le prossime elezioni politiche saranno regolamentate dal Porcellum, una legge infame che ha tolto ai cittadini il potere di scelta, è però nelle nostre possibilità di donne e uomini di centrosinistra fare in modo che al popolo delle primarie, alle nostre elettrici e ai nostri elettori, siano date le chiavi per esprimersi sui rappresentanti in Parlamento che in primavera saranno chiamati a governare l’Italia nei prossimi cinque anni.
Diceva Gandhi: “Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”.
Ecco perché noi, donne e uomini del centrosinistra, chiediamo ai partiti che hanno partecipato alle primarie Italia Bene Comune, PD SEL e PSI, di attivare tutti gli strumenti, dalle primarie alle assemblee popolari, per la discussione e la scelta dei candidati nelle nostre liste. Per restituire a chi ha partecipato alle primarie la fiducia che è stata riposta in noi.
C’è chi il cambiamento lo invoca a gran voce. Noi vogliamo esserlo, davvero.
Istruzioni per sottoscrivere l'appello a fondo pagina

Primi firmatari

Istruzioni per sottoscrivere l'appello (usando Facebook o via email)

Quanti vorranno sottoscrivere quest'appello, possono farlo scrivendo nei commenti Nome, Cognome, Città e indicando se iscritti a partiti della coalizione o elettori, oppure inviando una mail a 'facciamolanostraparte-2012@yahoo.it' con le stesse informazioni. Messaggi, commenti, critiche, suggerimenti sono i benvenuti, chiediamo solo di evitare battibecchi e riservare questa pagina per la raccolta delle firme , che verranno aggiunte man mano che arrivano e in rigoroso ordine alfabetico. Sentitevi liberi di condividere quest'appello sulle vostre bacheche e di raccogliere firme tra i vostri contatti, mandando poi un elenco (in mail, o in formato txt-doc-xls) all'indirizzo sopra citato. Per ovvi motivi, non verranno considerate adesioni i "mipiace" alla nota. Arrivati a 100 sottoscrittori, la petizione continuerà online e chi ha firmato qui figurerà come promotore. Grazie

Qui tutte le atre firme

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I renziani si organizzano - Pd, nasce l'area degli "Entusiasti" (7 dicembre 2012)

Politica: 

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CASERTA. È fissata per lunedì 10 dicembre, alle ore 18, nella cornice dell’Hotel Jolly (via Vittorio Veneto, 13 – Caserta) l’assise di tutti i Coordinamenti dei “Comitati Adesso! per Matteo Renzi” costituitisi, nel corso delle settimane che hanno preceduto le Primarie della coalizione “Italia. Bene Comune”, su gran parte del territorio della Provincia di Caserta.
L’assemblea degli “Entusiasti”, aperta anche ai semplici sostenitori e simpatizzanti del primo cittadino di Firenze, rappresenterà un momento di riflessione e confronto sull’ottimo risultato conseguito da Matteo Renzi in Terra di Lavoro. Se, infatti, il dato finale ci indica come in Provincia di Caserta il giovane sindaco abbia ottenuto una percentuale, che sfiora il 32 per cento dei consensi; un’analisi più attenta evidenzia come, in importanti città della stessa, la percentuale dei consensi abbia raggiunto e talvolta superato la soglia del 40 per cento. Attestandosi nella città capoluogo al 48 per cento.
Ma l’appuntamento di lunedì sera sarà anche l’occasione per rilanciare con la passione, l’entusiasmo e la leggerezza, che hanno contraddistinto la nostra “battaglia” politica, la sfida al cambiamento. Perché per rinnovare il nostro Paese è necessario che si affermi, in Italia come a Caserta, un nuovo modo di intendere e vivere l’impegno politico.
 

Civati: «Ho votato Pierluigi perché ha avuto coraggio » (Il Secolo XIX, 3 dicembre 2012)

Pippo Civati (da Wikipedia)

  • Fonte: rassegna stampa della Camera, qui l’articolo completo in formato pdf

di Bruno Lugaro
Il rottamatore “pentito”: Matteo non mi è piaciuto, ha rischiato di spaccare tutto

«Ho votato Bersani». Pippo Civati è un rottamatore pentito. Per carità, il sodalizio con Renzi si era già sciolto da un paio d’anni, ma Civati fa pur sempre parte della “meglio gioventù” del Pd.
Insomma, ci si poteva aspettare almeno una solidarietà generazionale da parte del consigliere regionale lombardo. E invece no.

Perché, Civati, il voto al segretario?

«Perché il merito di aver tenuto delle primarie vere è tutto di Bersani, nonostante non tutti coloro che gli stanno dietro condividessero questa scelta. E comunque, in campagna elettorale ho mantenuto una posizione “terza”.

Renzi l’ha delusa?

«La sua è una sfida politica importante. E doveroso criticare il centrosinistra che ha governato fin qui, ma non si può soltanto “spaccare”. Questo non mi è piaciuto»

Giudica pesante la sua sconfitta?

«Matteo non ha vinto, come del resto avevo ampiamente previsto. Punto. Le percentuali non mi interessano. Mi interessa invece sottolineare che quando il partito si mette in gioco e si confronta con un nuovo spirito, vincono tutti. Posso aggiungere che mi sarei risparmiato volentieri queste due settimane di polemiche deliranti».

Lei oggi vede un Pd più forte?

«Naturalmente, oggi ha le carte in regola per lanciare la sfida di dare un governo vero al Paese. Ma attenzione, si fa presto a “bruciare” l’effetto benefico delle primarie».

Cos'è,  un avvertimento a Renzi, a non alimentare polemiche? Teme possa “spaccare” il partito?

«Sarebbe un grave errore. No, non mi aspetto “strappi” da Renzi, anche se una parte minoritaria del suo entourage avrebbe questa tentazione. Io credo che per Matteo questa sia una prova di maturità: ora deve fare un lavoro nuovo, costruire relazioni all’interno del Pd, dare un contributo al dibattito interno».

Magari se lo ritrova segretario, proprio lei che aspira a quel ruolo.

«Non credo che Renzi punti alla segreteria. Io si. E comunque con Matteo sarebbe mia sfida davvero stimolante».

Le primarie hanno appena espresso il verdetto e già si pensa alle prossime mosse di Bersani. Che direzione prenderà il Pd sul fronte delle alleanze?

«Penso che queste primarie abbiamo dimostrato che il Pd ha una capacità inclusiva, come dimostrala partecipazione di Sel e dei moderati di Tabacci».

Insomma, siete autosufficienti, anche senza Casini? Bersani sembra credere di no.
 
«E su questo punto non sono d’accordo con il segretario. Io penso valga la pena di chiedersi se non si possa tentare di vincere le elezioni anche senza fare pasticci».

Cosa resta del Civati “rottamatore”?

«Restano tutte le battaglie che oggi vanno di moda e di cui, mi permetta la presunzione, io ho parlato prima di tanti altri. Ho avuto forse il difetto di correre troppo forte».

Ora chiede le primarie per la scelta dei Parlamentari?

«Le chiedo da tempo e credo ci sia ancora il tempo per organizzarle, ma dobbiamo metterci subito al lavoro. Sarebbero una scelta ancora più rivoluzionaria delle primarie per la leadership del centrosinistra. E ci consentirebbero di costruire una relazione costante tra elettori ed eletti».

Ne ha parlato con Bersani e Renzi?

«Tutti e due hanno detto di essere interessati al progetto. Vedremo».

Credits

Immagini tratte da Wikipedia in Italiano

Tutto su Pippo Civati

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Mini intervista a Livio Gigliuto, coordinatore del Comitato per Matteo Renzi di Catania (2 dicembre 2012)

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Democratici digitali: Ciao Livio. Vuoi presentarti rapidamente?

Livio Gigliuto: Certo! Ho 27 anni, sono laureato in sociologia e sono il Responsabile Area Marketing di un'agenzia di marketing e pubblicità catanese. Nella vita quindi faccio quello che ho sempre amato: aiuto le piccole e medie imprese a crescere e a fare bene il loro lavoro, con un po’ di creatività! Oltre a questo ho deciso di fare politica e di farla nel Pd. Sono stato segretario dei Giovani Democratici per 3 anni nella mia città e adesso sono Presidente regionale dei Giovani Democratici.

Democratici digitali: Come è nato il Comitato per Matteo Renzi di Catania e che attività ha svolto per la campagna delle primarie ?

Livio Gigliuto: Abbiamo fatto di tutto davvero. Con un entusiasmo senza fine. Volantinaggi, banchetti in tutta la provincia. Da Catania a Paternò, da Pedara ad Acireale, con centinaia di ragazzi straordinari. Poi abbiamo fatto due incontri, pieni di contenuti ma fuori dai rituali politici tradizionali. Video, spunti, tweet, interventi di ragazzi che non avevano mai preso un microfono in mano e ovviamente di tanti altri che invece fanno politica da una vita. E menomale che ci sono. Se c'è una cosa che ci ha insegnato Matteo, è che la politica è una cosa bella. Di quelle di cui andare fieri, e da raccontare ai nipotini quando saremo grandi. Poi certo, Facebook, Twitter, tante email. Io a chi critica chi fa politica online dico una cosa: trovatemi un altro posto in cui incontrare 10 milioni di italiani tutti insieme, e ci vado subito. In attesa, va bene anche Facebook.

Democratici digitali: Perché scegliere Matteo Renzi?

Livio Gigliuto: Perché la sfida di Matteo sta dimostrando che in Italia c'è ancora spazio per la speranza. Che c'è un'Italia viva che ha voglia di sinistra, se sinistra vuol dire modernità, più asili nido, green economy, sostegno alle piccole e medie imprese e alla genialità dei giovani italiani, facilitazioni per chi ha il coraggio di dare vita a una nuova startup, tagli decisi ai costi della politica. In queste settimane in tutto il Paese, e mi succede ogni giorno anche qui a Catania, migliaia di ragazzi di talento chiedono di partecipare al loro futuro, di averne un pezzo sulle loro spalle, di sentirsi utili, indispensabili. Abbiamo già iniziato a cambiare l'Italia con la politica, come a molti non sembrava più possibile.

Democratici digitali: Come vedi il futuro, politico e personale?

Livio Gigliuto: Il mio futuro lo vedo nella mia città. Il futuro politico di Catania lo vedo segnato: Catania è una città affacciata alla finestra, nella trepidante speranza che succeda qualcosa. I cittadini hanno bisogno di un punto di riferimento. Servono qualità, capacità di creare sinergia, autorevolezza, entusiasmo. Serve un Grande Sindaco. Chi saprà presentarsi come tale, vincerà le elezioni. Ne sono convinto.

Democratici digitali: Un ultimo appello a votare Matteo nel ballottaggio del 2 dicembre …

Livio Gigliuto: Siamo a un'incollatura. Possiamo davvero cambiare il Paese. A tutti quelli che in questi anni hanno atteso un cambiamento, oggi sarà consegnata in mano una matita in cui mettere una X. Potranno scegliere se metterla su qualcosa che conoscono, e che forse li ha delusi, o su qualcosa di nuovo, di innovativo ma con una robusta esperienza amministrativa già sulle spalle, votata all'innovazione. A loro dico che a volte è più rischioso andare sul sicuro ed e più sicuro decidere di rischiare. Io scelgo Matteo Renzi, a tutti, in ogni caso, auguro di divertirsi, e di non rinunciare mai ai propri sogni e alla propria speranza, anche se devono correre un rischio per provare a raggiungerla.

Democratici digitali: Grazie Livio e buone primarie

Livio Gigliuto: Buone primarie a tutti!

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Comitato per Matteo Renzi di Catania

Interviste ai comitati per Matteo Renzi

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Bersani vince sui giornali. Renzi convince in tv e sbanca sui social network, ma potrebbe non bastargli (Il Sole 24 Ore, 1° dicembre 2012)

di Marco Cacciotto
Per i francesi, nelle elezioni a doppio turno, la prima volta si vota "per", la seconda "contro". Non faranno probabilmente eccezione le primarie del centrosinistra, con i candidati che si devono preoccupare di riportare al voto i propri elettori e, soprattutto nel caso dell'inseguitore Renzi, conquistarne di nuovi. I consensi necessari possono arrivare da cittadini che al primo turno hanno votato un candidato non più in corsa (Vendola, Puppato e Tabacci) oppure da chi non si è recato alle urne domenica scorsa.
Le regole del gioco rendono difficile, ma non impossibile, una mobilitazione dell'ultim'ora e non è un caso che la polemica scoppiata giovedì sia dipesa proprio dal tentativo di rendere più facile la partecipazione a chi non ha votato al primo turno (da parte di Renzi e terze parte "fiancheggiatrici" come la Fondazione Big Bang) o sul rispetto delle regole.

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Un primo elemento predittivo dell'esito finale del secondo turno è, quindi, costituito dal numero di nuove registrazioni e dalla partecipazione complessiva. Un secondo elemento è costituito dal clima di opinione che si forma tra il primo e il secondo turno, se i candidati riescono ad attirare la copertura mediatica e diventare elemento di discussione tra le persone. Naturalmente questo è un elemento non solo quantitativo, ma qualitativo: conta molto se la copertura e i commenti sono positivi o negativi.
La Rete e i social network, si prestano particolarmente a questo tipo di indagini e in particolare Twitter, che non solo è stato protagonista nella giornata del dibattito, ma ha anche prevalso in termini quantitativi su tutte le altre fonti online.
Come sempre un confronto televisivo rappresenta un'occasione formidabile per chi insegue, dando l'opportunità di attaccare e di incalzare il favorito. Non ha fatto eccezione lo scontro di mercoledì scorso, che ha visto Renzi all'attacco. Ma è stato efficace? Sondaggi effettuati a caldo davano un vantaggio a Renzi tra quanti avevano cambiato idea in seguito alla visione del dibattito. Un'analisi del sentiment su Twitter conferma che la campagna di Renzi è stata capace di generare una maggiore interazione e una prevalenza di tweet e retweet positivi (vedi tabella 1).

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Ma nel nostro Paese le campagne non si vincono ancora sui social network e, se andiamo a vedere il complesso delle citazioni sui vari media, i rapporti di forza cambiano, con Bersani che prevale sulla carta stampata (vedi tabella 2). Ancora una volta sarà decisiva la capacità di mobilitazione tradizionale, ma con l'ampliamento del numero di cittadini connessi ad internet e l'innalzamento dell'età media degli utilizzatori, social media, tablet e smartphone diventeranno decisivi per informare e mobilitare gli elettori. Chi sarà partito per tempo potrà quindi avere un vantaggio competitivo decisivo nel prossimo futuro.

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Politica & social network: Renzi vs Bersani, analisi del Politecnico di Milano (1° dicembre 2012, video)

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Il 29 novembre 2012 il professor Giuliano Noci, prorettore del Politecnico Milano e ordinario di Marketing, ospite di Corradino Mineo a RaiNews , ha presentato i risultati di un'indagine svolta da Blogmeter e dal Politecnico di Milano sulla presenza sui social network di Renzi e Bersani e degli effetti su Facebook e Twitter dopo la “sfida televisiva” su RaiUno del 28 novembre.

  • Link diretto YouTube  (27 minuti circa: l'intervista a Noci è alternata alla lettura dei quotidiani)

Nel seguito la trascrizione delle parti più importanti del video.

Trascrizione

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Corradino Mineo: Professor Noci, come ha vissuto la Rete il confronto tra Renzi e Bersani?

Giuliano Noci: In rete si è parlato moltissimo dei candidati alla primarie del centro sinistra. Da novembre ad oggi abbiamo registrato, grazie alla piattaforma Blogmeter, oltre 1 milione di conversazioni. Negli ultimi 3 giorni (26, 27e 28 novembre ndr) c’è stato un aumento del 20% delle conversazioni. È impressionante quanto si è twittato e postato su Facebook durante il confronto televisivo Ranzi Bersani su Rai1 del 28 novembre.

Corradino Mineo: Che dati avete rilevato?

Giuliano Noci: Le rilevazioni vanno suddivise in due fasi; nella prima fase dal 1° al 25 novembre Bersani la fa da padrone sulle testate online mentre Renzi si impone sui social network più rilevanti (Twitter e Facebook). Nella seconda fase dal 26 al 28 novembre Renzi recupera un poco sulle testate online e Bersani, che deve essersi accorto della sua debolezza sui social network, accelera vistosamente su Twitter e FB.

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Quanto si parla
(numero di conversazioni rilevate)
Periodo dalle ore 0.00 del 26 novembre alle ore 24.00 del 28 novembre 2012

    Social Network    Testate online
Primarie del centrosinistra (Bersani, Puppato, Renzi, Tabacci, Vendola)    253.909    2.995
Bersani    133.208 (52%)    2.204 (74%)
Renzi    166.931 (66%)    2.152 (72%)

Giuliano Noci: I dati mostrano che Bersani ha recuperato molto rispetto alla settimana precedente.
 
Studiando l’andamento grafico della “capacità di coinvolgimento sui social network” si nota subito che Renzi ha avuto un picco “impressionante” nell’ultima parte.

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Corradino Mineo: Cosa vuol dire capacità di coinvolgimento?

Giuliano Noci: I 2 candidati, o i loro staff, inseriscono messaggi su Twitter e FB; questi messaggi possono essere a loro volta da un lato commentati o condivisi da parte degli utenti, dei fan di FB e dei follower di Twetter.
Il grafico mostra il grado di “condivisione” dei follower dei due candidati su Twitter.
Emerge in modo plastico come i fan e i follower di Renzi siano in grado di innestare un “effetto rimbalzo” nella rete enormemente superiore rispetto a Bersani.

Corradino Mineo: Che conclusioni avete tratto?

Giuliano Noci: Alla luce delle nostre analisi sembra emergere che ci sia un sentiment cioè un orientamento, una valutazione positiva nella rete, per Renzi per quanto riguarda la fascia delle persone più giovani mentre il messaggio più rassicurante di Bersani colpisce positivamente nella fascia di persone che ha oltre 50 anni.

Corradino Mineo: Sui temi affrontati durante il confronto in TV avete registrato delle variazioni?

Giuliano Noci: Il tema delle alleanze è il tema cruciale. C’è stato un picco “spaventoso” quando si è affrontato il tema delle alleanze.

Corradino Mineo: Con i social network cambia il modo di fare politica?

Giuliano Noci: Credo che stiamo vivendo un momento importante della nostra democrazia e del modo di fare “comunicazione politica”.
Va subito detto che entrambi i candidati hanno strutturato la loro comunicazione in modo preciso e serio rispetto alla propria base elettorale.
Bersani con molta umiltà dopo il primo turno ha anche adattato la propria strategia sulla rete modificandola e cercando di essere più efficace.

Corradino Mineo: Professore chi ha vinto secondo lei il confronto TV?

Giuliano Noci: La strategia comunicativa di Renzi è sicuramente più impattante anche in tv: risposte dirette, messaggi chiari anche se in certi casi semplicistiche.
Direi che ai punti ha vinto Renzi.
Sui social network Bersani sta recuperando ma è avanti, senza dubbi, Renzi.
Dobbiamo però essere consapevoli che la rete non è assolutamente un campione rappresentativo dell’elettorato anche se ormai ci sono 30 milioni di italiani in Rete.
Rimane indispensabile operare sul territorio, muoversi nelle varie città per dare l’ultimo colpo di coda per convincere gli indecisi.

Corradino Mineo: Renzi può attrarre l’elettorato vendoliano?

Giuliano Noci:  Se guardiamo alla rete ci sono 500.000 fan di Vendola su FB, mentre il distacco tra Renzi e Bersani al primo turno è di soli 300.000 voti.
Personalmente non sono così convinto che l’accordo tra Vendola e Bersani convincerà i i follewer di Vendola a votare per Bersani perché la base di Vendola è molto “liquida” e potrebbe essere attratta dal messaggio di rottura e cambiamento che ieri sera Renzi in TV ha cercato di trasmettere agli indecisi.

Corradino Mineo: Per concludere?

Giuliano Noci: Il dibattito online sulle primarie del centrosinistra evidenzia – per qualità e quantità – quanto sia importante per i candidati sviluppare una vera e propria piattaforma di comunicazione multicanale. Questo vuol dire che a differenza dei “tempi che furono” in cui ce la si “cavava” con un’intervista al telegiornale e/o ad un talk show o sulla carta stampata, ora, per vincere, è necessario che il candidato diventi esso stesso un broadcaster in grado di veicolare ai suoi potenziali elettori messaggio chiari e coerenti, reagire in tempi rapidi alle sollecitazioni provenienti dagli internauti nonché assumere una capacità di ascolto. Il web diventa insomma un ulteriore teatro (permanente) in cui vanno in onda continui comizi elettorali; con importanti differenze: dai discorsi fiume ai messaggi brevi, dai monologhi al dialogo continuo, da una comunicazione che dura il tempo della ripresa televisiva o della giornata in cui il quotidiano viene pubblicato ad una presenza indelebile (nel tempo) di quanto si è postato sul web. Cambia dunque molto la vita del candidato; ma questa è la rete e nessuno può permettersi di evitarla.

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Renzi cresce sui social, Bersani su Twitter (RaiNews, 30 novembre 2012)

Politica: 

Renzi dal canto suo continua a guadagnare moltissimo in termini di fan e follower: dal 27 al 29 novembre ha incrementato di oltre 8.000 fan su Facebook e 5.300 follower su Twitter raggiungendo circa 215.000 fan su Facebook e 227.000 follower su Twitter. Per Bersani l'incremento è stato di circa 530 fan su Facebook e 1.900 follower su Twitter, raggiungendo oltre 84.500 fan su Facebook e 160.000 follower su Twitter.
Dopo il primo turno e il confronto televisivo su RaiUno continua la sfida tra Renzi e Bersani sui social network. Il numero di conversazioni che menzionano almeno uno dei due candidati, dalle 21 di mercoledì sera alle 9 di ieri mattina, ha raggiunto quota 112.000 e rappresenta più del 10% del totale delle conversazioni sviluppatesi dall'inizio di novembre.
Tale volume è comparabile alle conversazioni sviluppatesi nell'ambito del primo confronto televisivo del 12 novembre e nella giornata del primo turno delle primarie. È quanto emerge da un'indagine svolta da Blogmeter e dal Politecnico di Milano secondo cui nel frattempo cambiano le strategie comunicative online di Bersani, il quale ha più che raddoppiato il numero di tweet giornalieri: rispetto ad un media di 7,9 tweet al giorno, dall'inizio del dibattito televisivo alle 13 di giovedì, ha spedito ben 17 tweet.
Renzi dal canto suo continua a guadagnare moltissimo in termini di fan e follower: dal 27 al 29 novembre ha incrementato di oltre 8.000 fan su Facebook e 5.300 follower su Twitter raggiungendo circa 215.000 fan su Facebook e 227.000 follower su Twitter. Per Bersani l'incremento è stato di circa 530 fan su Facebook e 1.900 follower su Twitter, raggiungendo oltre 84.500 fan su Facebook e 160.000 follower su Twitter.
Per quanto riguarda Renzi, il tweet che ha ricevuto maggiore attenzione da parte dei follower è stato quello relativo al taglio dei costi della politica: "Soltanto una classe politica che fa tagli per se stessa è in diritto di tagliare per gli altri" (756 retweet). Per Bersani, invece, si è ottenuto il massimo effetto di amplificazione quando ha evidenziato la necessità di affrontare la politica con la prospettiva della gente comune: "ho incontrato #Lucrezia, a Natale vuole bambola e stipendio per mamma. Per cambiare guardo il mondo con quegli occhi" (138 retweet).
Secondo l'indagine "si conferma lo stile assertivo di Renzi e quello più empatico-emozionale di Bersani".  Utilizzando la sentiment analysis per indagare le opinioni espresse verso i candidati, sembra emergere (su un numero totale di tweet pari più di 3.081 per Renzi e 1757 per Bersani) che la trasmissione televisiva di mercoledì sera abbia aumentato su Twitter il consenso positivo per Bersani: nella giornata di mercoledì questo si attestava al 45%, mentre giovedì - fino alle 13 - è cresciuto al 48%; dal canto suo Renzi passa dal 43% di mercoledì al 36% di opinioni positive nella giornata di giovedì (fino alle 13).
Sembra dunque che gli "opinionisti della Rete" la pensino diversamente dai notisti politici della carta stampata, i quali hanno attribuito un leggero vantaggio a Renzi. "Il dibattito online sulle primarie del centrosinistra - dichiara Giuliano Noci, ordinario di Marketing del Politecnico di Milano - evidenzia, per qualità e quantità, quanto sia importante per i candidati sviluppare una vera e propria piattaforma di comunicazione multicanale.
Questo vuol dire che a differenza dei "tempi che furono" in cui ce la si 'cavava' con un'intervista al telegiornale e/o ad un talk show o sulla carta stampata, ora, per vincere, è necessario che il candidato diventi esso stesso un broadcaster in grado di: veicolare ai suoi potenziali elettori messaggio chiari e coerenti, reagire in tempi rapidi alle sollecitazioni provenienti dagli internauti nonché assumere una capacità di ascolto.
Il web diventa insomma un ulteriore teatro (permanente) in cui vanno in onda continui comizi elettorali; con importanti differenze: dai discorsi fiume ai messaggi brevi, dai monologhi al dialogo continuo, da una comunicazione che dura il tempo della ripresa
televisiva o della giornata in cui il quotidiano viene pubblicato ad una presenza indelebile (nel tempo) di quanto si è postato sul web. Cambia dunque molto la vita del candidato; ma questa è la rete e nessuno può permettersi di evitarla".

Patrizia Prestipino: L’Italia e Roma hanno bisogno di un grande rinnovamento – io voto Matteo Renzi al ballottaggio del 2 dicembre (30 novembre 2012, video)

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Trascrizione del video

Domenica 2 dicembre avete una grande possibilità di cambiare la politica italiana, di cambiare il Partito democratico, di cambiare il centro sinistra tutto. Abbiamo al ballottaggio la possibilità di votare per un uomo, un giovane uomo, che ha deciso coraggiosamente di mettersi in campo e di cambiare il sistema politico italiano, il sistema politico del Partito democratico, di liberarlo dalla sclerotizzazione degli apparati di partito, della nomenklatura quella che si scrive con il K e lo sta facendo coraggiosamente andando in tutti i paesi d’Italia, in tutte le città d’Italia.
Roma è una città che ha bisogno dell’apporto di rinnovamento di Matteo Renzi, della sua squadra, della nostra squadra.
Io sono vicina a Matteo da tanto tempo, ho partecipato alle Leopolde, a Firenze, ho detto le cose che pensavo sull’apparato non solo nazionale ma anche cittadino e molti si sono anche incavolati con 4 Z con me per aver detto le cose che pensavo.
Io sto con Matteo.
Voto Matteo.

Tanta gente voterà Matteo Renzi con me a Roma.
Nel nostro municipio, il municipio XII, Matteo è andato molto bene ma un po’ meno bene è andato negli altri municipi.
Ecco perché ci vuole una grande voglia di riscossa.
Chi non ha votato al primo turno a Roma torni a votare domenica portando un amico un parente convincendolo a votare; ci si può registrare al 2° turno: basta andare alla sede del partito romano o scrivere per email o per fax la voglia, la volontà di volersi registrare per tornare a votare o per andare a votare per la prima volta al secondo turno.
Abbiamo bisogno di questo grande momento di riformismo per il partito democratico.

Abbiamo bisogno di liberarlo dalla sclerotizzazione della burocrazia interna, della burocrazia degli apparati e Roma ne ha tanto più bisogno perché il Partito democratico deve essere plurale, aperto, libero: non può essere ancorato ai vecchi schemi del passato, non possiamo ancora vergognarci o avere il peso delle ex appartenenze.
Vogliamo vivere, convivere, in un partito dove tutti si sentano rispettati, rispettino gli altri e abbiamo la voglia e la volontà di far crescere il paese per poter vincere il centro destra alle prossime elezioni nazionali per poter vincere alle regionali per poter vincere contro la gestione disastrosa di Alemanno a Roma abbiamo bisogno di una espressione di un Pd libero dagli apparati.
Ecco perché votare Matteo Renzi insieme a me, insieme a noi, vuol dire dare questa grande impronta di rinnovamento.
Quindi non mancate a questa straordinaria festa popolare che ci sarà domenica 2 dicembre e poi se non avremo vinto vorrà dire che il cambiamento ancora in questa città non è pronto ma io penso davvero che the best is yet to came soprattutto a Roma.
Grazie e buon ballottaggio a tutti.

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Matteo Renzi: "Rispondiamo con un sorriso a chi ci insulta e andiamo avanti" (video, 29 novembre 2012)

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Matteo chiede a tutti di non cadere nelle provocazioni e di rispondere con un sorriso alle provocazioni.

Trascrizione del video

In queste ore c’è chi sta cercando di avvelenare il clima della parte finale della campagna elettorale.
Il confronto con Bersani è stato seguito da 6 milioni e mezzo di persone, 2 volte il numero di quelli che hanno votato alle primarie: una cifra pazzesca ed è stato, credo, un confronto civile.
Oggi (29 novembre ndr) è iniziata la rissa con le polemiche.
In alcune federazioni del Partito democratico stanno respingendo coloro i quali a norma di regolamento vogliono iscriversi e registrarsi per il ballottaggio di domenica e c’è una polemica nei mie confronti con un tono francamente triste e desolante.
Mi dispiace molto.
Però io vi invito a tenere alto il sorriso, a tenere alto il cuore in queste ultime ore della campagna elettorale.
Stanno facendo di tutto per avvelenare il clima ma noi rispondiamo a ciò che sta accadendo con la faccia di chi conferma il proprio impegno e non viola nessuna regola.
Noi non abbiamo violato nessuna regola.
Le pagine a pagamento per dire “vota Bersani” sono quelle che sono state pubblicate ad esempio sui giornali del Piemonte.
Noi non abbiamo messo nessuna pagina a pagamento per dire “votate Renzi”.
Abbiamo detto, questo sì, attraverso le pagine dei giornali e attraverso i siti Internet, di andare a registrarsi per chi vuole sul sito www.domenicavoto.it
L’operazione è perfettamente regolare secondo i canoni e i criteri che ha dato il comitato dei garanti.
Abbiamo ancora 48 ore davanti, vi prego, vi imploro di continuare a lavorare per parlare di politica, per ragionare del futuro del paese, di che cosa vogliamo immaginare per il domani dei nostri figli
Non caschiamo nel tranello!
Lasciamoli a discutere delle loro regole e regoline, lasciamoli a discutere dei loro insulti.

Spero che Pierluigi Bersani abbia la saggezza di riportare all’ordine coloro i quali in questo momento stanno dicendo cose francamente ingiuste che non meritiamo.
In ogni caso noi rispondiamo ai loro insulti con il sorriso di chi sa che sta cercando di fare una battaglia per la correttezza, la partecipazione, per la democrazia.
Se riportiamo inostri a votare abbiamo tutte le carte in regola per provare a vincere e in ogni caso la nostra vittoria sarà quella di mantenere lo stile che ci ha caratterizzato in questi mesi.
Guai a chi cade nelle provocazioni.
E rispondiamo ai trappoloni con la forza del sorriso.

Matteo

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