Comitati Renzi

Comitati Adesso!

Resoconto dell’evento “Costruiamo la bella politica. Adesso! A Roma e nel Lazio” (31 marzo 2014)

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Dare bellezza e valore alla politica nei fatti e non solo a parole è l’unica strada per rinnovare il PD e il Paese

Sabato 29 marzo 2014, dalle 9.00 alle 14.00, presso il “Roma Scout Center”, largo dello Scautismo 1 (nei pressi di p.zza Bologna, metro B) i comitati, le associazioni e coloro che appoggiano il programma e l’impegno di Matteo Renzi si sono incontrati per condividere esperienze, scambiarsi “buone pratiche politiche”, costituire un coordinamento “leggero” (liquido, operativo, non formale), individuare le “campagne” e i progetti su cui impegnarsi nei prossimi mesi.

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Adesioni

All’evento (qui su FaceBook)  hanno aderito:

  1. Adesso Roma 3
  2. Con Matteo Renzi – Roma 5
  3. Adesso Roma 7
  4. Adesso Giustiniano per Matteo Renzi
  5. Capitale Roma
  6. San Giovanni per Renzi
  7. Per Matteo Renzi segretario e premier
  8. Adesso Latina
  9. Adesso Nuovi Italiani Con Renzi
  10. Città democratica
  11. Big Bang Roma
  12. Big Bang Rignano Flaminio

Interventi

Agatino Grillo, Adesso Roma 7

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Agatino, che è stato insieme a Carlo d’Aloisio Mayo e Gianni  Sabato tra i promotori dell’incontro, ha rapidamente presentato i temi dell’incontro (qui la sua presentazione in pdf) soffermandosi su 4 punti:

  1. analisi e ragionamenti sulla “bella politica”
  2. condivisione di buone pratiche e progetti sui territori
  3. censimento delle competenze
  4. presentazione del documento “l’impegno di Bologna

“L’impegno di Bologna” è il manifesto conclusivo elaborato dalle associazioni presenti alla conferenza organizzativa nazionale svoltasi il 15 e 16 marzo 2014 a Bologna: Agatino ha invitato tutti i comitati e le associazioni presenti a sottoscrivere il documento.

Chi è Agatino Grillo?

Agatino è:

  • il coordinatore di “Adesso Roma 7”, comitato creato in occasione delle primarie del PD del 2013 per appoggiare la candidatura di Matteo Renzi e successivamente trasformatosi in associazione;
  • il responsabile della comunicazione del Circolo PD Alberone di via Appia Nuova 361 a Roma;
  • creatore del sito http://democratici-digitali.com/

Nel febbraio 2014 Agatino è stato eletto all’Assemblea regionale del PD Lazio.

Slide

  • Slide dell’intervento di Agatino all’evento “Costruiamo la bella politica”. Adesso! A Roma e nel Lazio del 29 marzo 2014 (pdf, 423 K, 11 pp.)

Augusto Zucaro, “Con Matteo Renzi – Roma 5”

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Augusto, dopo aver rapidamente presentato il comitato “Con Matteo Renzi – Roma 5” (V Municipio di Roma), ha illustrato la necessità di operare in maniera continuata e coordinata nei territori facendo da cerniera tra i cittadini e il Partito Democratico ed impegnandosi per eliminare fenomeni quali “signori delle tessere”, finanziatori privati di circoli che dovrebbero essere pubblici, “circoli fantasma” eccetera.
Augusto ha poi illustrato la sua attività  anche in relazione al “Tavolo civico” costituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per migliorarne la trasparenza, la gestione della dirigenza, l’efficienza e parlato della necessità di arrivare anche in Italia ad un vero e proprio “Freedom Of Information Act” (FOIA) che sul modello della legge statunitense sulla libertà di informazione consenta l’accesso totale o parziale a tutti i documenti delle amministrazioni pubbliche se non espressamente coperte da segreto.
Nella successiva discussione è emersa la volontà, da parte de comitati presenti, di approfondire il tema del “Freedom Of Information Act” italiano anche attraverso la costituzione di un “gruppo di studio”.

Chi è Augusto Zucaro?

Augusto Zucàro è nato a Roma, dove vive tuttora, 53 anni fa.
È dirigente, da 10 anni, presso l’Agenzia delle dogane e dei monopoli; è dirigente anche dell’Associazione degli Allievi della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione  (oggi Scuola Nazionale dell’Amministrazione) e del sindacato “Dirpubblica”.
È iscritto al PD fin dalla sua fondazione (in passato è stato iscritto al PCI e ai DS) ed è il coordinatore del comitato “Con Matteo Renzi – Roma 5” (comitato del V Municipio di Roma).

Alessandra Ponzo, Capitale Roma

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Alessandra ha presentato “Capitale Roma” associazione che vuole contribuire al processo d’innovazione culturale, politica e sociale di Roma.
“Capitale Roma” opera costruendo reti sociali tra individui, fuori dalle consorterie, dalle lobby e da tutto ciò che sia autoreferenziale e protezionistico per favorire processi di ricambio generazionale grazie all’innovazione tecnologica ed infrastrutturale, all’internazionalizzazione delle imprese, del mondo del lavoro e delle professioni.
La prima iniziativa dell’associazione è un concorso di idee denominato “Casting delle Idee”: un nuovo modello di “azione sociale” per sperimentare innovative forme di consensus building tra i territori di Roma Capitale, usando strumenti virali come le app e un “Palco” dal quale presentare la propria “Idea – Progetto” in 10 minuti.
Nella presentazione di Alessandra che segue tutti i dettagli e le modalità per partecipare al “Casting delle idee”.

Slide

  • Presentazione “Casting delle idee: le idee si realizzano con il consenso e non con le relazioni” (pdf, 277 K. 11 pp.)

Capitale Roma

•    Sito web: http://capitaleroma.it
•    Pagina Facebook: https://www.facebook.com/CapitaleRoma
•    Email: castingdelleidee@capitaleroma.it

Video di presentazione di “Capitale Roma”
•    Link diretto YouTube http://youtu.be/lhT_94ZWWbg

Per contattare Alessandra Ponzo

Valentina Grippo, consigliere comunale di Roma Capitale

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Valentina ha affrontato il tema di cosa significhi realmente impegnarsi per “cambiare il Paese”.
Il punto di partenza dell’analisi di Valentina è stata la necessità che la battaglia politica che Matteo Renzi sta conducendo in Parlamento e nel Partito sia accompagnata dall’impegno politico dei comitati e delle associazioni di cittadini e di iscritti.
Nei quartieri, nei municipi, nei posti di lavoro, “fare il cambiamento” significa impegnarsi anche attraverso campagne di informazione, tavoli di lavoro, punti di ascolto.
Al cambiamento nella società civile si deve accompagnare però anche il cambiamento nel Partito Democratico.
“Noi iscritti al PD, specie se ricopriamo cariche, dobbiamo impegnarci in prima persona per rendere il partito sempre più accogliente, trasparente, aperto alle proposte di iscritti e cittadini ed economicamente sostenibile” ha sottolineato Valentina.
Incontri di comitati ed associazioni, dove cittadini, elettori e iscritti si riuniscono e individuano le priorità per l’azione politica congiunta sono utili e aiutano il rinnovamento del Paese.
È importante, però, ha concluso Valentina, che questi incontri non rimangano episodici ma siano il punto di partenza per una pratica politica coordinata e continuata.

Chi è Valentina Grippo?

Valentina Grippo è Consigliere Comunale e Presidente della Commissione Turismo, Moda e Relazioni internazionali e componente della Commissione Cultura di Roma Capitale.

Andrea Alemanni, “Città democratica”

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Andrea ha presentato “Città democratica” associazione attiva dal 2009 e che si caratterizza per le attività di formazione e informazione su temi civili e sociali a Roma grazie all’organizzazione di “tavoli di lavoro e di incontro” intorno ai quali si incontrano e discutono rappresentanti delle forze politiche , sociali, economiche.
Nelle prossime settimane, ha annunciato Andrea, “Città democratica” organizzerà un evento dedicato al tema “Europa”.

Chi è Andrea Alemanni?

Andrea è stato il primo degli eletti nel 2013 nel Municipio II di Roma dove ora è capogruppo del PD e Presidente della Commissione Scuola.
Ha coordinato i comitati romani per Matteo Renzi nelle primarie del 2012.
Qui il suo cv completo http://www.civicadvisor.it/place/andrea-alemanni/

Per approfondire

Gianni Sabato, Comitato nazionale “2 x 1000”

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Gianni, che è stato insieme a Agatino Grillo e Carlo d’Aloisio Mayo, tra i promotori dell’incontroha incentrato il suo intervento sull’importanza dell’azione civile e sociale evidenziando come l’associazionismo, quello reale, quello vero, sarà il futuro della partecipazione politica, proprio per la riforma che entrerà in vigore dal 2017, quando saranno definitivamente interrotte le erogazioni da parte dello Stato ai Partiti e, quindi, vi sarà, effettivamente, l’abolizione del finanziamento pubblico.
Sull’importanza della partecipazione politica, Gianni ha citato Alexis de Tocqueville che affermava: “se vuoi partecipare alla vita politica del tuo Paese se sei in Inghilterra rivolgiti ad un Lord inglese, se sei in Francia rivolgiti al Governo, se sei negli Stati Uniti d’America rivolgiti ad un’associazione o ad un Comitato”.
Infine Gianni ha presentato il “Comitato Nazionale 2x1000 per il PD”, che ha l’obiettivo di sostenere le iniziative del Partito Democratico ed, in particolare promuovere, mediante la dichiarazione dei redditi, il 2x1000 dell’Irpef, al Partito Democratico e sponsorizzare, a tal fine, la relativa attività politica e parlamentare.

Discorso di Gianni

  • Qui il documento completo dell’intervento di Gianni in pdf  (69 K 2 pp.)

Chi è Gianni Sabato?

Console italiano della Repubblica di Macedonia, Consigliere Giuridico presso la Cancelleria dell’Ambasciata in Italia, coordinatore per gli aspetti culturali ed inter-universitari europei dell’Università di Heraclea (Macedonia).
Dal 2001 al 2003 Consigliere per i rapporti con il Parlamento presso il Ministero delle Comunicazioni, dal 2003 al 2006 Coordinatore dell’Ufficio Relazioni Internazionali, nell’ambito dell’Ufficio Diplomatico del Dipartimento Internazionalizzazione del Ministero della Attività Produttive.

Andrea Occhiello, “7 punti per il nuovo Coordinatore del PD del VII Municipio”

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Andrea dopo aver presentato il Circolo Quadraro Tuscolano e rapidamente tratteggiato la situazione politica del VII Municipio di Roma caratterizzata da una forte dialettica tra il PD e il Presidente di SEL, ha presentato la bozza di “Manifesto per un nuovo PD del VII Municipio di Roma” (qui in pdf) su cui sta lavorando “Adesso Roma 7” , associazione formata da cittadini, elettori ed iscritti del Partito Democratico che vivono o lavorano nel VII Municipio di Roma nata sulle ceneri dell’omonimo comitato che appoggiava Matteo Renzi durante le primarie del dicembre 2013.
Attraverso il “Manifesto” l’associazione chiede, in vista delle prossime elezioni per l’assemblea municipale del Partito Democratico, che il futuro Coordinatore Municipale del PD, chiunque sia e quali che siano le modalità di selezione, si impegni nel suo mandato a garantire i seguenti 7 punti:

  1. razionalizzazione dei Circoli
  2. trasparenza interna dei Circoli
  3. rapporti vivi e continuativi tra gli iscritti e il gruppo del Partito Democratico in Consiglio Municipale
  4. rapporti vivi e continuativi tra gli iscritti e la giunta del Municipio
  5. contribuzioni obbligatorie al Partito da parte degli eletti
  6. percorsi di democrazia partecipata che vadano oltre la sola pratica delle primarie ad esempio con campagne di raccolta problemi e referendum per scegliere le priorità politiche
  7. integrazione, conoscenza, scambio di “buone pratiche” tra i Circoli e gli iscritti del Municipio.

Il “Manifesto” al momento ancora in bozza e sul qualse si chiedono commenti e contributi anche da parte dei altri Municipi, associazioni e Circoli è disponibile in formato pdf a questo link  (249 K , 11 pp.)

Chi è Andrea Occhiello?

Andrea Occhiello è il segretario del Circolo PD “Quadraro Tuscolano”

Italo Pesce Delfino, Circolo PD Ponte Milvio

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Italo ha presentato l’iniziativa “Dillo a noi”  una sorta di “punto di ascolto” presso il Circolo PD di Ponte Milvio  per raccogliere e classificare le segnalazioni dei cittadini sui temi e problemi del quartiere: tutti i venerdì dalle 18 alle 20 il Circolo è dedicato a questa iniziativa; le segnalazioni possono avvenire anche telefonicamente (06 333 6765) e via mail (dilloanoi.pdpontemilvio@gmail.com).
Il tutto poi , ha spiegato Italo “si concretizza negli incontri aperti con i rappresentanti del Partito Democratico che siedono nel Municipio”.
“Dillo a noi” non garantisce ovviamente una soluzioni a tutte le problematiche sollevate anche perché spesso le competenze esulano dalla giurisdizione del Municipio, ha spiegato Italo “ma quello che ci sembra di primaria importanza è far tornare la fiducia nella possibilità di cambiare le cose e risolvere i problemi. Occorre rimettere al centro dell’azione politica i cittadini con le loro esigenze e sensibilità, ed il PD deve essere il riferimento di tutto questo”.
A conclusione del suo intervento Italo ha proiettato un video realizzato l’8 marzo 2014 in occasione della presentazione in piazza dell’iniziativa “Dillo a noi”.
Nella successiva discussione è emersa la volontà, da parte de comitati presenti, di rilanciare e amplificare l’iniziativa del Circolo di Ponte Milvio in altri Circoli del PD e associazioni e dar vita ad un coordinamento cittadino di questo tipo di esperienze per poi confrontarsi con il Comune.

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Il video di “Dillo a noi”

Chi è Italo Pesce Delfino?

Italo è un antropologo visivo, fan del digitale, che lavora nel campo cinetelevisivo. Il PD è l’unico partito al quale è stato iscritto nella sua vita.

Federica Venni, “Pd Community”

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Federica ha illustrato il progetto “Pd Community” al quale collabora per  Roma e provincia chiedendo a tutti i partecipanti di sostenere l’iniziativa.

Per contattare Federica

Raffaella Rojatti, “Big Bang Rignano Flaminio”

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Raffaella ha affrontato affrontato il tema degli open data, quale opportunità per promuovere un reale cambiamento della PA italiana; parlando di trasparenza, Raffaella ha auspicato un maggior confronto fra la militanza politica tradizionale e i civic hacker della società civile, citando a riguardo il caso twitantonio , una applicazione realizzata gratuitamente dal gruppo “Spaghetti Open Data” che, in occasione delle elezioni politiche del 2013, ha raccolto tutti gli account twitter dei candidati per dare ai cittadini uno strumento per comunicare con facilità con i candidati e, soprattutto, per farlo in modo pubblico (e quindi mettendo a sistema la forza di pressione della rete).
Nella successiva discussione è emersa la volontà, da parte de comitati presenti, di costituire un “tavolo di lavoro” per la realizzazione di applicazioni simili anche in ambito romano e laziale.

Chi è Raffaella Rojatti?
Delegata alla “trasparenza e partecipazione,” del comune di Rignano Flaminio (Rm), iscritta al Partito Democratico dal 2008, eletta in Assemblea del PD Lazio nel 2014, imprenditrice nell’ambito della consulenza e traduzione linguistica. Appassionata di diritti civili (con particolare riferimento alla giustizia, gli stranieri e le minoranze), trasparenza, open government, rapporti fra tecnologie della comunicazione e processi democratici e partecipativi, Open data e Big data.

Approfondimenti

Mimmo di Biagio, “Roma Big Bang”

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Mimmo, dopo aver presentato rapidamente “Roma Big Bang”  associazione politico culturale vicina al PD ma indipendente dai partiti, che ha lo scopo di promuovere ed elaborare proposte e progetti finalizzati al rinnovamento culturale, sociale e politico dell’Italia, ha affrontato il tema dell’impegno “civile” sui territori vicino alle esigenze dei cittadini. “Meno social e più sociale” ha provocatoriamente affermato Mimmo per richiamare tutti alla necessità di fare politica per strada per dare ascolto e risposte alle esigenze delle persone normali.

Per contattare Mimmo di Biagio

Ennio Fenis Bonanno, Officine Democratiche Roma

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Ennio, che è intervenuto a nome di “Off Dem Roma”,  la rappresentanza “romana” dell’associazione “Officine Democratiche”, ha svolto un intervento sul tema dell’impegno politico sul territorio che si deve tradurre nell’ascolto delle esigenze dei cittadini e e nella proposizione di “temi e tavoli di lavoro” che affrontino e risolvano esigenze concrete.
Ennio ha anche ironizzato sui “pavoni” politici che passano più tempo a studiarsi l’ombelico invece che risolvere i problemi.
Parlando di “Officine Democratiche” Ennio ha detto che si tratta di un’associazione che vuole essere un laboratorio in cui le idee diventano proposte concrete e soluzioni applicabili.

Chi è Ennio Fenis Bonanno?

41 anni, malato cronico di Filosofia Informatica, Campano di nascita, vita, lingua e mentalità. Non iscritto al PD.

Agatino Grillo, “Circolo PD Alberone: Customer satisfaction”

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Agatino ha raccontato l’esperimento di “Customer satisfaction” svolto dal suo Circolo.
In occasione delle Primarie del 16 febbraio 2014 per la scelta del segretario regionale del PD, il Circolo Alberone  di Roma ha distribuito ai votanti un questionario  per raccogliere le opinioni di iscritti ed elettori sul partito, sul circolo, sulle primarie, sulla recente “staffetta” alla guida del Governo nazionale.
I questionari compilati sono stati 105 rispetto a 109 votanti alle Primarie presso il Circolo.
I risultati del questionario sono stati sintetizzati in un documento (scaricabile in formato word  e pdf  ) successivamente presentato agli iscritti del Circolo e condiviso con i votanti alle primarie.
Qui l’infografica  di sintesi.

Link e approfondimenti

Slide

  • Slide dell’intervento “Circolo PD Alberone: Customer satisfaction”di Agatino all’evento “Costruiamo la bella politica”. Adesso! A Roma e nel Lazio del 29 marzo 2014 (pdf, 842 K 10 pp.)

Carlo d’Aloisio Mayo, Adesso! Roma 3

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Carlo, che è stato insieme ad Agatino Grillo e Gianni Sabato, tra i promotori dell’incontro ha chiuso l’evento con un intervento in cui ha sottolineato la “bellezza politica” dell’iniziativa.
“Oggi ha avuto luogo un incontro originale sia per diversità d’impostazione sia per ricchezza di contenuti” ha commentato Carlo “ anche perché abbiamo non solo discusso di politica ma anche ascoltato tante voci volando ben al di là delle mediocri logiche di appartenenza congressuale.”
Essere riusciti a presentare, condividere e rilanciare progetti e strumenti politici trasversali e concreti sui territori, ha continuato Carlo, ha anche dimostrato che alcune preoccupazioni che taluni avevano prima dell’incontro che cioè si creasse “confusione” su ruoli, sigle e rappresentanze erano ingiustificate.
“Siamo convinti” ha concluso Carlo “che dare bellezza e valore alla politica nei fatti e non solo a parole sia l’unica strada per rinnovare il Pd e il Paese. Dobbiamo far vivere la politica, attivando diffusamente strumenti di ascolto, di conoscenza, di consenso, di trasparenza e di condivisione per far crescere la vera partecipazione che vuol dire consapevolezza di appartenere ad una Comunità. Dobbiamo rivolgerci non solo agli iscritti o agli elettori già motivati, ma a tutti i cittadini partendo dai problemi e dai temi dei territori. Solo così possiamo indebolire le logiche conservatrici del potere delle lobby e delle correnti che continuano a pesare grazie al controllo consociativo della cosa pubblica: per farlo occorre avere il coraggio e la determinazione di praticare nella visione e nel metodo l'essere democratici e liberi”.

Leggi anche

Amministrative 2014: “Questioni primarie, diamo un nome al futuro”, Collegno, 11 gennaio 2014

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(clicca sull'immagine per ingrandire)

Il nuovo PD è già nato. Crede nel merito, nella competenza, nella passione. Nelle primarie come metodo. Coordiniamoci e vinciamo

Sabato 11 gennaio 2014 dalle ore 10.00 presso la Sala delle Tessitrici, Corso Francia 269, a Collegno - Villaggio Leumann.
La strada delle PRIMARIE è tracciata. Ed è l’unica che possiamo percorrere.
Tutti i cittadini, le associazioni e i comitati che hanno sostenuto Matteo Renzi e il Partito Democratico e tutti coloro che vorranno sostenerlo devono fare un salto di maturità.
Dobbiamo farlo, come deve diventare costume di chi ricerca il cambiamento, mettendo al centro del nostro agire politico merito, competenza e passione portandoli in Città, per contagiare e vincere!
In questi mesi e anche recentemente sono molti nuovi amici si sono aggiunti, per questo dobbiamo essere organizzati, innanzitutto a partire dal livello cittadino. Dobbiamo aprire un tavolo di partecipazione tra tutti coloro che in città pensano di potersi riconoscere nelle proposte di cambiamento!
Deve essere un’incontro aperto, libero e democratico.
Con:
130920-silvia-fregolentSilvia Fregolent , parlamentare, Direzione Nazionale PD
130920-pino-catizonePino Catizone, sindaco di Nichelino, Direzione Nazionale PD
130920-davide-riccaDavide Ricca, coordinatore di Adesso! Torino e Ateniesi, Assemblea Nazionale PD
140104-marcello-mazzuMarcello Mazzù, Segreteria Provinciale PD, Assemblea Nazionale PD

Tutti coloro che vogliono cambiare Collegno partendo dal PD sono invitati a partecipare. Coordiniamoci e vinciamo!

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2013: un anno vissuto renzianamente, ma mò basta! (video, 2 gennaio 2014)

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Rottamiamo tutte le correnti del Partito Democratico: è tempo di guardare avanti

Un anno bellissimo insieme a tanti amici e amiche per cambiare il Partito Democratico insieme a Matteo Renzi e contro il Porcellum insieme a Roberto Giachetti.
Ma adesso è tempo di guardare avanti e di immaginare un futuro diverso.

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I renziani contro Renzi. Il caso della direzione romana del Pd (Fronte Orientale, 29 dicembre 2013)

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In politica gli uomini e le donne si misurano allorquando gli si propone una candidatura

Un vecchio lupo di mare della Prima Repubblica un giorno mi disse: “In politica gli uomini e le donne si misurano allorquando gli si propone una candidatura”. Poi seguì un lungo silenzio ed una boccata al suo toscano. Questa massima è sempre valida, dalle ceneri della Prima Repubblica sino agli albori della Terza, sempre che ci si ponga supini a tali trovate giornalistiche. A ben guardare ad oggi le reazioni di uomini e donne dinnanzi ad una candidatura, sembra di ritrovarsi in piena Prima Repubblica.
Ed ora veniamo a noi.

I renziani romani. Chi sono? Quante sono le correnti sub renziane?

Dove è, a poco meno di un mese dalle primarie dell’8 dicembre, lo spirito che ha animato tanti renziani della prima ora? La situazione a me, che sono un simpatizzante piddino senza tessera, sin dal primo istante in cui ho messo piede sulla soglia di via dei Pianellari, la sede del comitato centrale renziano in occasione delle ultime Primarie Pd, mi è parsa subito piuttosto chiara.

Una squadra quella renziana romana composta da diverse anime.

Una componente di giovani di belle speranze candidi e puri. Una sotto componente di giovani renziani, fuoriuscita dai giovani democratici di stampo ex-Ds in rampa di lancio, disposti a tutto pur di farsi candidare. Ed una buona componente di riciclati i quali, in virtù della propria storia pregressa e dei voti presi alle ultime tornate elettorali, erano sicuri di uno strapuntino nel rinnovamento a macchie di leopardo di Matteo Renzi.

Ultima componente, non meno importante in verità, quella composta da una manciata di amici personali del leader fiorentino, sparuta compagine romana del bel salotto di Palazzo della Signoria. I professanti della religione della prima Leopolda (ben attenti a guardare dall’alto in basso quelli della seconda Leopolda).

Forti degli sberleffi che, sino a due anni fa, avevano sopportato nella Roma bersaniana e dalemiana, vantavano un diritto inalienabile di primogenitura e quindi destinati per direttissima nelle alte sfere del nuovo Pd.
In quelle settimane prima dell’8 dicembre i giochi mi parvero già fatti.

Così negli ultimi due mesi mi sono limitato unicamente ad osservare la nascita del nuovo Pd renziano, ben disposto ad aggiungere nuove classificazioni nel mio personale bestiario dell’umanità politica italiota di sinistra.
Ma il Pd romano detta sempre la linea delle nuove tendenze ed il fascino della Capitale è anche in questo.

Tutto sta nel ragionare con ordine per mettere insieme i pezzi del puzzle romano.

Nei due mesi precedenti le Primarie del Pd si sono strutturati e radicati, soprattutto in rete, i Comitati “Adesso!” Renzi. Almeno uno per ogni municipio romano.

Da questi è stata creata una mailing list nella quale tutti gli ammessi potevano dare il proprio contributo in fatto di spunti di riflessione (per la verità pochi) e coordinate organizzative (per lo più durante l’ultima settimana).

Ho fatto anche io parte di una di queste mailing list dei renziani romani.

Vi sono potuto entrare soltanto dopo che uno degli eletti in pectore della prima Leopolda è stato rassicurato sulle mie intenzioni.

Sapendo che ero un giornalista locale “de quartiere”, qualcuno ha dovuto garantire che non fossi lì in veste di cronista, ma di simpatizzante. Difatti durante quelle due settimane, non ho scritto parola dinnanzi a quella massa immane di mail che si susseguivano l’una all’altra senza soluzione di continuità.
Tuttavia anche durante la mia permanenza nella mailing list dei Comitati renziani mi si è subito palesata la stessa sensazione che ebbi sull’uscio di via dei Pianellari: i giochi erano già fatti ben prima dell’8 dicembre.
Nel mentre che ricevevo una valanga di mail dalla mailing list dei Comitati renziani, ho dato il mio contributo, timido per la verità, presso il Comitato “Adesso!” del terzo municipio di Roma. Ho dato il mio contributo perché a fondare quel comitato c’era Silvia Di Stefano. A molti questo nome magari non dirà molto, ma ai renziani romani sì. Silvia è quella donna che vedete in fotografia. Tiene ben esposto un cartello “Io voto Renzi, tu che ne penzi?”. Quel cartello lo scrisse sui divanetti del foyer dell’Auditorium di via della Conciliazione. Mi chiese pure che mi sembrava di quel cartello. E io, con il mio solito fare snob, le risi in faccia. Lei accettò quel mio sorriso, perché veniva da un amico. Ed infine quella foto venne pubblicata pure sui giornali nazionali che ripresero quel primo evento romano del tour di Renzi per le primarie con Bersani.
Ma perché vi sto parlando di Silvia? Perché Silvia, dinnanzi ad una proposta di candidatura nella lista per l’assemblea nazionale a sostegno di Matteo Renzi ha detto di no.

Qui torniamo alla massima del politico con il toscano.

Silvia ha declinato l’invito a candidarsi perché non sopportava l’idea di condividere quella battaglia con quei riciclati piddini che erano saliti sul carro del vincitore.

A me la coerenza fa sempre commuovere, ragione per cui ancor oggi ripenso di quel mio sorriso snob da veltroniano con la puzza sotto il naso che le ho riservato. Ma Silvia ha fatto molto di più. Laddove ci si era resi conto che durante i congressi dei vari circoli Pd di Roma, venivano avallate votazioni di circoli fantasma e con tesseramenti gonfiati, ha chiesto a più riprese l’intervento delle commissioni di garanzia del partito ed anche della stessa componente renziana.

Dinnanzi al menefreghismo del Partito e persino della componente renziana, alla fine Silvia e il direttivo storico del suo circolo hanno deciso di chiudere la sede del Pd di Castel Giubileo. Un circolo vero, in carne ed ossa. L’unico che aveva sostenuto Matteo Renzi a Roma quando tutti erano bersaniani e che l’aveva persino fatto vincere quando tutto il partito remava contro il rottamatore.
È stato così che, avendo il suo esempio in mente, ho rifiutato anche io una proposta di candidatura all’assemblea nazionale.

Il Circolo Renziano del Terzo municipio doveva esprimere un nome. Dopo il passo indietro di Silvia, è stato fatto il mio nome per il quinto posto in lista (quindi ineleggibile per ragioni di sistema elettorale).

Fatto sta che il mio nome è stato comunque cassato in piena notte da coloro che non mi faccio problemi a definire la peggior feccia della politica romana piddina.

Il giorno dopo scrissi una nota su Facebook denunciando l’ostracismo sul mio nome. La risposta non si fece attendere.

Fui chiamato da quelli di via dei Pianellari che mi proposero il reinserimento in lista. Rifiutai.

Avendo capito oramai il giochino, mi tirai subito fuori. E di questo devo ringraziare l’esempio di Silvia.
Ad oggi mi trovo costretto a ritirare fuori tutto ciò perché mi trovo davanti ad una lettera aperta che gira su Facebook. La scrive Cristiana Alicata.

Una lettera in polemica con il neo eletto segretario del Pd romano. Tale Cosentino.

Si chiede chiarezza nella nomina della direzione romana del Pd. Si chiedono criteri certi, che non si rifacciano al codice cancelli sulle quote percentuali derivanti dalla tornata delle Primarie. E io mi chiedo: perché pretendere per la direzione romana ciò che non si è preteso per quella nazionale? Anzi ciò che nemmeno si è avuto il coraggio di chiedere?
Cristiana perché? Perché chiedere oggi ciò che non è stato chiesto all’indomani delle liste per l’assemblea nazionale zeppe di riciclati?

Perché non aver promosso una raccolta di firme per chiedere all’indomani della nomina della direzione nazionale, conto di alcune scelte, una fra tutte quella ad esempio di Fioroni?

Laddove Matteo Renzi ha dato una grande rappresentazione plastica di realismo politico con la nomina in direzione di D’Alema, Fioroni, Veltroni e molti altri che sarebbero dovuti essere rottomati, tante anime candide del Renzismo sono salite su qualche scialuppa ed hanno abbandonato la nave. E chi può dargli torto?
La lettera aperta, corredata da circa 100 firme sembra un capriccio da fanciullo dinnanzi ai deludenti regali di Babbo Natale.

È stato chiaro sin dall’inizio cosa sarebbe successo. Renzi ha imbarcato pezzi di apparato pur di stravincere le Primarie.

Scelta discutibile, ma che ha dato i frutti sperati. Oggi lui è segretario di tutto il Pd.

Ragione per cui, sempre su questo blog, ho scritto che oggi i Comitati Adesso Renzi devono sciogliersi, semplicemente perché hanno raggiunto con successo il proprio scopo: far eleggere Renzi.

Ho auspicato anche che i renziani che vogliano sostenere il Pd con Renzi segretario debbano iscriversi ai Circoli Pd e portare idee e contributi dentro le sedi del partito, come è normale in un movimento organizzato che prevede nel suo statuto che i circoli siano centrali per l’attività del partito.
Invece, ci ritroviamo ancora una volta con una lettera aperta in polemica con il Pd romano.

Come se i renziani dovessero, al pari di due anni fa, imporre una figura nuova al comando con nuove linee di gestione del Partito. Come se i renziani dei comitati non vogliano accettare la realtà: Renzi è venuto a patti con l’apparato che lui stesso deve adesso gestire al meglio. Non voler accettare questa evidenza equivale a disconoscere la scelta fatta dallo stesso Renzi.
E ci troviamo al punto di partenza: Cristiana Alicata perché hai accettato la candidatura alla Assemblea nazionale del Pd in quota Renzi, se ancor oggi non sei in sintonia con la linea dettata dal tuo leader? Battere i piedi non serve a nulla. Oppure sbaglio?

Enrico Pazzi

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Per approfondire

Andare oltre i comitati e le associazioni per Matteo Renzi (Ateniesi.it, 18 dicembre 2013)

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Subito una festa di scioglimento dei comitati e delle associazioni per Matteo Renzi o non saremo credibili nella nostra battaglia per il rinnovamento del partito e del Paese. Bruciare le navi che ci hanno portato alla vittoria dell’8 dicembre …

di Agatino Grillo

I risultati delle primarie dell’8 dicembre sono stati un vero e proprio tsunami politico per il Partito Democratico e più in generale per tutti coloro che si riconoscono nell’ampio e variegato campo del centrosinistra.
I numeri parlano chiaro: in prima luogo con l’inattesa affluenza (oltre 2 milioni e 800 mila votanti) e poi con il grado di consenso verso chi esplicitamente si presentava auspicando un cambiamento radicale (Matteo Renzi, circa il 68 per cento dei voti e Pippo Civati con oltre il 14% dei voti). Se confrontiamo queste cifre con i consensi ottenuti dagli stessi candidati nelle consultazioni per i soli iscritti del PD che hanno avuto luogo solo poche settimane fa (Renzi: 46,7%, Cuperlo: 38,4%, Civati: 9,19%) emerge con chiarezza che il PD è clamorosamente “disallineato” rispetto al Paese.
Dunque in primo luogo il PD deve aprire porte e finestre alla società civile e ritornare in sintonia con i cittadini.
Penso che a questo processo di rinnovamento debbano partecipare tutte le componenti del partito, compresi coloro che per semplificare si riconoscono sotto l’etichetta di “renziani”.
E il primo atto di questo processo non può che essere lo scioglimento delle correnti, quindi anche dei comitati e delle associazioni che si riconoscono e si definiscono nel nome di Matteo Renzi.
Questo è il momento per un grande atto politico di coraggio e di apertura: dobbiamo dimostrare nei fatti che non esiste una corrente “renziana” e che siamo tutti “semplicemente democratici”.

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Dunque io penso che i comitati Renzi vadano sciolti immediatamente: sciolti nell’acido, come ho scritto altrove, per garantire che il cambiamento avverrà in forme nuove con il coinvolgimento di tutti coloro che vogliono lavorare insieme per un nuovo grande partito democratico aperto, trasparente, inclusivo, liquido.
Questo è il momento di abbattere gli steccati, di creare contaminazione culturale e politica tra le varie anime che compongono il “popolo dell’8 dicembre”, di asfaltare una volta per tutte le correnti, vero “male oscuro” del PD, in primis quella dei renziani.
Io propongo quindi di organizzare subito una festa di scioglimento dei comitati e delle associazioni.
Se non lo faremo, non saremo credibili nella nostra battaglia per il rinnovamento del partito e del Paese.
Alcuni obietteranno che comitati e associazioni sono però punto di raccolta e incontro tra anime diverse: non tutti vogliono o possono iscriversi al PD.
Perché rinunciare dunque a questa ricchezza?
Ebbene, chi ragiona così (e io stesso ragionavo così) temo sia mossa dalla paura del nuovo. Abbiamo paura di lasciare una casa che abbiamo costruito in questi mesi e nella quale finalmente ci siamo trovati a nostro agio dopo anni di peregrinazioni.
Ma la nostra casa da oggi deve essere il Partito Democratico: chiedo di avere coraggio e di abbandonare le vecchie categorie mentali e politiche che di fatto il popolo dell’8 dicembre ha spazzato via; non voglio cancellare la ricchezza di associazioni e comitati ma è necessario che essi si allarghino a tutti gli altri che la pensano come noi e che hanno fatto scelte diverse dalle nostre nel lungo confronto politico che si è concluso con l’elezione del nuovo segretario democratico.

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E Ateniesi ?
Io dico di bruciare le navi che ci hanno portato a quest’approdo e alla bellissima vittoria dell’8 dicembre o avremo continuamente la tentazione di rifugiarvici.
So che è dura, so che le nostre associazioni sono stati i nostri scudi quando eravamo attaccati e sbeffeggiati, ma sono sicuro che abbiamo le idee, l’immaginazione e la forza per creare qualcosa di nuovo.

Il dibattito sullo scioglimento

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Assemblea Circolo Alberone (16 dicembre 2013)

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(Gabriele e Fabio)

Circolo Alberone: analisi politica delle primarie e presentazione delle iniziative sul territorio

Il 16 dicembre 2013 ha avuto luogo l’assemblea degli iscritti del Circolo PD Alberone di Roma, via Appia Nuova 361.
L’assemblea, aperta a tutti i cittadini, è stata l’occasione per una prima analisi politica dei risultati delle primarie dell’8 dicembre e per presentare pubblicamente le iniziative del Circolo sul territorio.
All’incontro sono stati invitati gli eletti all’assemblea nazionale del 7° Municipio di Roma:

Sandro Liberatori e Marco Mauri hanno partecipato all’incontro. Laura Pastore che aveva preannunciato la sua presenza non ha potuto partecipare per motivi di salute. Nessuna notizia invece da parte di Kumaramangalam e Marroni.

All’incontro erano presenti anche componenti del disciolto comitato per Matteo Renzi “Adesso Roma 7” interessati a iscriversi al PD.

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Introduzione di Fabio Salamida, segretario del Circolo

Fabio dopo aver brevemente presentato i risultati delle primarie e commentato l’elezione della nuova segreteria e della direzione del PD, ha presentato le nuove iniziative del Circolo Alberone: nuovi gruppi tematici e campagna di trasparenza sull’utilizzo dei fondi “natalizi” in Municipio.

Costituzione dei “gruppi tematici”

Sono stati costituiti i seguenti “gruppi tematici” aperti a iscritti e cittadini con l’obiettivo di affrontare i problemi del territorio e proporre soluzioni agli amministratori:

  • Metro C
  • Trasparenza
  • Sito web
  • Cultura/Teatro Villa Lazzaroni
  • Gioco d'azzardo, slot machine, legalità nel territorio
  • Donne e pari opportunità
  • Diritti degli animali
  • Area caserma piazza Zama
  • Moneta complementare, rete d'impresa, gruppo d’acquisto solidale, commercianti
  • Politiche sociali
  • Ex deposito ATAC p.zza Ragusa

Spese “natalizie” in 7° Municipio

I consiglieri comunali del PD del 7° Municipio hanno segnalato che nei giorni scorsi Roma Capitale ha destinato, a sorpresa, quarantamila euro a ciascun municipio della città per realizzare i “festeggiamenti” per il Natale.
Nel 7° Municipio tali fondi sarebbero stati assegnati direttamente dal Presidente Susi Fantino (SEL) con criteri che hanno sollevato molti dubbi (si veda ad esempio “Cinecittà, Matronola (FI): “40mila euro per iniziative natalizie? Sono troppi” su Roma Today).
Su proposta del segretario Fabio Salamida l’assemblea delibera di far piena luce sulla faccenda con una interrogazione urgente al Presidente Fantino e in mancanza di risposte esaurienti di chiedere al segretario del PD Roma Cosentino di intervenire urgentemente.

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(Intervento di Sandro Liberatori)

Interventi di iscritti e cittadini

Al dibattito sono intervenuti iscritti e cittadini affrontando temi di rilevanza nazionale e locale: crisi economica, nuove norme in materia di finanziamento dei partiti, scioglimento dei comitati elettorali nati in occasione delle primarie, nuove scadenze elettorali interne al partito (elezione a marzo del segretario regionale e dei segretari dei municipi), iniziative culturali nel municipio.
Sono anche intervenuti Sandro Liberatori e Marco Mauri eletti all’Assemblea nazionale del PD alle primarie dell’8 dicembre attraverso le liste collegate ai candidati segretari.
Entrambi hanno garantito che terranno costantemente informato il Circolo della loro attività in Assemblea specie per le tematiche relative ai territori.

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(Entrata del Circolo Alberone, clicca per ingrandire, fonte: BomberBlog)

Invito a Fabrizio Barca

Su proposta di alcuni iscritti l’assemblea delibera di invitare Fabrizio Barca per discutere del suo progetto di ideazione e realizzazione di un nuovo Partito Democratico.
Nei giorni scorsi Barca ha rilanciato il suo progetto sottolineando come “Dalla partecipazione ampia all’elezione del Segretario del Pd è venuto un segnale forte di voglia di rinnovamento radicale. (…)
Secondo Barca “dobbiamo tutti impegnarci a ricostruire il Pd per farne uno strumento della società, che elabori una visione di sinistra del futuro, raccogliendo le «idee per cambiare il mondo» che il Paese pure esprime, e che sviluppi e pratichi un metodo moderno di partecipazione e mobilitazione delle conoscenze e di verifica e pressione sull’azione pubblica.”
Qui le nuove “tesi progettuali” di Fabrizio Barca.

Aprire il Circolo ai volontari dei comitati elettorali ora sciolti

Su proposta di alcuni cittadini già facenti parti di comitati elettorali costituiti in occasione delle primarie dell’8 dicembre (comitati ora disciolti) si delibera di organizzare dopo le feste natalizie un incontro di “accoglienza e benvenuto” ai volontari dei comitati che vogliano iscriversi al PD.
Questa iniziativa verrà proposta a tutti i Circoli PD del 7° Municipio.

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Lettera aperta alla Assemblea Nazionale del PD: in Direzione eleggiamo Simona Bazzoni (14 dicembre 2013)

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(Simona Bazzoni, clicca per ingrandire immagine)

Domani, domenica 15 dicembre 2013, la nuova Assemblea Nazionale del Pd eleggerà la Direzione Nazionale del partito, ossia l'organo di indirizzo politico e di esecuzione degli indirizzi dell’Assemblea.
Quali saranno i criteri di scelta?
Saranno i “soliti noti” a sgomitare tra di loro per garantirsi un posto nell’assise politica del Pd?
Noi chiediamo che il nuovo Partito Democratico cambi verso sin dalle sue prime mosse.
Il nuovo PD che vogliamo deve rinnovare la propria classe dirigente usando un metodo democratico e trasparente, valorizzando il merito, le competenze professionali e personali, la rappresentanza dei territori .
Per tali motivi chiediamo che Simona Bazzoni, mamma, manager internazionale, espressione vera del territorio di Roma, sia eletta in Direzione Nazionale.

Il Curriculum di Simona

Simona Bazzoni, laurea in Economia e Commercio Università Cattolica, durante gli anni della laurea ha lavorato, in Europa, per Tyco Ltd come Oracle development.
In seguito revisore dei conti presso Ernst&Young Milano per cinque anni e dopo una breve parentesi in Leroy Merlin si è trasferita in Thailandia come Direttore Generale di una società di food trading e ristorazione. A conclusione di questa esperienza è stata chiamata a dirigere il settore della ristorazione e delle sponsorizzazioni food and beverage nel Padiglione Italiano Expo di Shanghai 2010. In seguito dopo una breve esperienza nelle istituzioni a Roma, ha intrapreso la carriera di libera professionista come esperta organizzativa di aziende italiane nei mercati stranieri dirigendo progetti a New York, Brisbane ed Hong Kong.
Da pochi mesi mamma è tornata in Italia, dove, come volontaria per il comitato Renzi si è occupata di organizzare le candidature, i seggi e seguire le elezioni dei delegati esteri in quota Matteo Renzi nel collegio “PD Mondo”.

Perché Simona?

Il grande successo ottenuto da Matteo Renzi nel voto all’estero porta anche il nome di Simona che ha saputo trovare soluzioni ad ogni problema, ha saputo essere un punto di riferimento per i nostri italiani all'estero, e che non si è mai tirata indietro ad ogni sfida, soprattutto del voto online, permettendo di far votare migliaia di italiani sparsi nel mondo e che volevano esprimere il loro voto.
La sua esperienza all’estero è una caratteristica alla quale non possiamo rinunciare, per la visione del futuro, per la visione del lavoro, per la visione dell’internazionalizzazione delle nostre imprese, per la visione che non esistono più confini nazionali o europei ma solo globali.
I mercati europei sono saturi e maturi: se si vuole essere competitivi e si vuole veramente uscire dalla crisi occorre guardare ai nuovi mercati e questo è l’apporto di valore che può dare Simona al PD.

Link

Adesso Roma 7: sciogliere nell’acido i comitati Renzi (13 dicembre 2013)

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Dobbiamo annunciare subito la festa dello scioglimento dei comitati o non saremo credibili nella nostra battaglia per il rinnovamento del partito e del Paese

Uso volutamente un titolo “duro” e un po’ provocatorio per questo articolo perché dura (e franca) è stata la discussione ieri sera alla riunione di “Adesso Roma 7” sul tema del futuro dei comitati per Matteo Renzi.
Dico subito che sono entrato con una idea in mente (rilanciare l’azione politica dei comitati Renzi) e ne sono uscito con un’altra (sciogliere nell’acido i comitati Renzi).
Seguite il mio ragionamento …

Premessa: l’8 dicembre non abbiamo solo vinto. È stato un vero big bang

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I risultati delle primarie dell’8 dicembre rappresentano un cambiamento epocale per il Partito Democratico.
Scrivo “epocale” perché i risultati vanno letti da due punti di vista.
In primo luogo ci sono i numeri puri e semplici:

  • schiacciante consenso a Matteo Renzi (circa il 68 per cento dei voti)
  • ampia e imprevista partecipazione (oltre 2 milioni e 800 mila votanti)
  • rilevante consenso ottenuto da Pippo Civati (oltre 14% dei voti)
  • bocciatura sonora di Gianni Cuperlo (solo il 18 % dei consensi)

(fonte: sito web primarie pd 2013  ).
Dall’altro occorre confrontarsi con i numeri ottenuti dagli stessi 3 candidati nelle consultazioni per i soli iscritti del PD che hanno avuto luogo solo poche settimane fa e che riassumo di seguito:

  • Renzi: 46,7%
  • Cuperlo: 38,4%
  • Civati:9,19%

(fonte: PolisBlog  )
Emerge con chiarezza, confrontando i diversi risultati dei 3 candidati tra gli iscritti e gli elettori, che il PD è clamorosamente “disallineato” rispetto al Paese.
Non è mai corretto metter insieme mele e pere, lo so, ma è innegabile che i voti a Renzi e Civati rappresentino indiscutibilmente una forte richiesta, da parte degli elettori, di cambiamento e discontinuità (insieme rappresentano circa l’82% dei voti tra i cittadini elettori del PD).
Dunque il PD è chiamato a dimostrare ai suoi elettori che la strada del cambiamento sarà imboccata con decisione.
A questo processo di rinnovamento devono partecipare tutte le componenti del partito.
Dirò di più: è giunto il momento che i tanti cittadini elettori del PD che hanno votato per il rinnovamento  e chiesto il cambiamento collaborino in modo attivo a questo processo.
Si pone in particolare il caso dei cittadini non iscritti al PD che hanno attivamente partecipato alla campagna elettorale delle primarie associandosi nei comitati per Matteo Renzi (migliaia in tutta Italia) e contribuendo, io penso, in maniera decisiva alla vittoria del sindaco di Firenze.

Dopo il big bang: sciogliere i comitati

«Da un grande potere derivano grandi responsabilità» (Spiderman)

Tutto ciò premesso, ieri sera sono arrivato alla riunione del comitato “Adesso Roma 7” di cui sono coordinatore con la proposta di rilanciare l’azione politica del nostro comitato assumendo una “forma giuridica” nuova (ad esempio trasformandoci in associazione).
Ebbene dopo oltre due ore di accesa discussione la mia proposta è stata di fatto clamorosamente bocciata!
Io stesso ho mutato la mia convinzione: credo si debba prima possibile sciogliere i comitati per dare un chiaro messaggio politico.
I motivi sono vari e ne parlerò dopo più in dettaglio ma credo che la vera ragione di fondo sia semplicemente una: l’8 dicembre è cambiato tutto e nessuno, neanche noi “renziani” possiamo continuare a ragionare con vecchie categorie politiche.
Per essere più chiari: trasformare i comitati in associazioni puzza troppo di trucchetto semantico per nascondere il fatto che i renziani vogliono rimanere una corrente organizzata all’interno del partito.
Forse è troppo dura dirla così ma è meglio essere chiari: questo è il momento di abbattere gli steccati, di creare contaminazione culturale e politica tra le varie anime che compongono il “popolo dell’8 dicembre”, di asfaltare una volta per tutte le correnti, in primis quella dei renziani, che sono il vero “male oscuro” del PD.
Come ha “brutalmente” detto Andrea ieri sera: “Dobbiamo annunciare subito la festa dello scioglimento dei comitati o non saremo credibili nella nostra battaglia per il rinnovamento del partito e del Paese”.

Falsi motivi per non sciogliere i comitati Renzi

I comitati sono un’arma che Matteo Renzi può usare contro chi nel PD non vuole portare avanti il rinnovamento

Matteo Renzi è segretario del PD, di tutti gli iscritti del PD. Non possono esserci iscritti di serie A  (renziani) e di serie B (tutti gli altri). Matteo Renzi non ha bisogno di armi “segrete” contro il suo partito. Il più grande ostacolo al rinnovamento del PD sono le correnti: la prima azione da fare è dunque sciogliere la corrente renziana.

I comitati comprendono molti non iscritti al PD. Sciogliendo i comitati perderemmo i contatti con tutti i “volontari” che si sono impegnati in questi mesi per la vittoria di Matteo Renzi

Sciogliere i comitati è in primo luogo un gesto “politico” che segna l’inizio di una nuova fase. Non si chiede di cancellare dalle proprie rubriche i contatti dei volontari. Sarà sempre possibile ricontattare i volontari quando ce ne sarà bisogno.

Ci sono molti volontari dei comitati Renzi che non si iscriveranno mai al PD e che invece vogliono continuare a lavorare nei comitati

Ne siamo veramente sicuri? Per chi non si è mai iscritto a un partito può esserci una difficoltà psicologia a varcare la soglia di un circolo PD e iscriversi. Però si può facilitare questo passaggio organizzando, in sintonia con i circoli,  un “percorso” di accoglienza dei nuovi iscritti.

Ci sono molti volontari dei comitati Renzi che erano iscritti negli anni precedenti al PD e che si sono allontanati dal partito in polemica con le scelte politiche delle precedenti segreterie. Costoro non si iscriveranno mai al PD e preferirebbero continuare a lavorare nei comitati.

Ne siamo veramente sicuri? Per chi si è allontanato dal PD ora che Matteo ha vinto è giunto il momento di tornare a dare il proprio apporto al partito. Dobbiamo fare contaminazione culturale e politica, non rinchiuderci in riserve indiane.

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Open Dem: un vero progetto politico e culturale sul quale impegnarci

Io credo che - come stiamo elaborando insieme a Carlo d'Aloisio Mayo di Adesso! Roma 3 - nei prossimi mesi dovremo impegnarci in un nuovo e vero progetto politico e culturale, progetto che per semplificare, chiamerò (provvisoriamente)  Open Dem”.
“Open Dem” consiste nel progettare e realizzare un nuovo grande Partito Democratico che sia il luogo naturale di tutti coloro che nel nostro Paese credono in un progetto di rinnovamento basato sui valori di una sinistra nuova, inclusiva, trasparente che crede nel merito, nell’innovazione e nella giustizia sociale.
“Open Dem” deve guardare al futuro: futuro vuole dire sviluppo, futuro vuol dire creare ricchezza e non solo vivere di rendita sul lavoro fatto dai nostri genitori e nonni.
“Open Dem” deve comprendere tutte le anime che già convivono nell’attuale Partito Democratico e deve allargarsi alle associazioni e alle “entità politiche” che vivono e lavorano nei territori.
“Open Dem” deve offrire un nuovo modello di “partecipazione politica” che permetta non solo agli iscritti ma anche ai cittadini di collaborare su “campagne” territoriali (ad esempio: difesa dei beni comuni, tavoli tematici con le categorie professionali, legalità, bilancio partecipativo, scelta dei candidati alle cariche elettive locali) e tematiche (ad esempio: la democrazia diretta tramite le piattaforme liquide, incentivi alla nuova imprenditoria e start-up, eccetera).
“Open Dem” deve avere, se mi permettete la contaminazione, un cuore Open Source: tutti devono poter contribuire alla sua costituzione, tutti devono poter verificare i comportamenti e le azioni dei suoi membri e dei suoi vertici.
“Open Dem” infine non può essere un “brand” dei “renziani”, dei “civatiani” o dei “cuperliani”: queste categorie politiche sono morte quando milioni di cittadini si sono messe in fila ai gazebo chiedendo che si voltasse pagina.
Quindi cominciamo a sciogliere nell’acido, perché scompaiono in fretta, i comitati Renzi.

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Comitati in Rete – quale futuro per i comitati per Matteo Renzi? Incontro venerdì 13 dicembre a Roma

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Dopo l’8 dicembre che fare dei comitati Renzi? Sciogliersi o rilanciare in forme nuove l’azione politica?
Ne parliamo tutti insieme venerdì 13 dicembre 2013 a Roma presso Economy Roma  Viale di Trastevere 152  (grazie Luigi e Antonella!) dalle ore 20,30

Agenda (provvisoria)

  • Quale futuro per i comitati?
  • Panettone e spumante, battute e sfottò
  • Consegna dei premi Oscar dei comitati Renzi primarie 2013

(non è detto che i lavori seguano quest’ordine)

Presentarsi muniti di spumante, panettùn o altri generi alimentari (chi porta i palloncini?)

Evento su Facebook

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Adesso! Roma 3: festa e discussione sul futuro dei comitati (11 dicembre 2013)

(Articolo aggiornato il 12 dicembre ore 7:34, nel testo e con nuove foto, qui l'intero album)

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(clicca per ingrandire immagine. Foto tratta da Facebook, qui l'intero album)

Quale futuro per i comitati per Matteo Renzi? Appassionata discussione ad “Adesso Roma 3”. Occorre “fare rete” per collaborare in modo efficace su campagne politiche comuni

Ieri sera sono andato alla festa del comitato “Adesso Roma 3”  presso il circolo “Nuovo Salario” in piazza Bortolo Belotti 37 per festeggiare la vittoria di Matteo Renzi e, come recitava l’invito, “scambiarci le prime opinioni ed idee sul da farsi con tutti coloro che hanno apertamente e concretamente sostenuto il progetto di Matteo in questi anni, in questi mesi, in queste settimane o anche solo in questi giorni!”
All’incontro erano presenti anche Valentina Grippo e Simona Bazzoni elette in Assemblea nazionale nel collegio IV della Capitale (municipi III e IV). Assente il 3° eletto Fabrizio Panecaldo sebbene invitato.

Valentina e Simona

Valentina e Simona hanno dato inizio alla discussione politica dando una prima lettura dei risultati delle primarie dell’8 dicembre e garantendo che il loro impegno in Assemblea nazionale sarà improntato alla massima trasparenza tenendo costantemente informati i comitati, gli iscritti al partito e gli elettori delle discussioni e delle decisioni adottate.

 

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(clicca per ingrandire immagine. Foto tratta da Facebook, qui l'intero album)

Cambiare verso

Silvia Di Stefano, già segretaria del circolo Pd Castel Giubileo Settebagni di Roma, ha ricordato quanto accaduto in fase di compilazione delle liste per l’Assemblea nazionale: i comitati e i segretari di circolo sono stati “tagliati fuori” dal tavolo delle decisioni per privilegiare “accordi di corrente” che nulla hanno a che vedere con la rivoluzione democratica renziana. Silvia ha auspicato che il neosegretario Matteo Renzi sappia cambiare verso al PD e ristabilire criteri di scelta delle candidature basate sul merito e non sull’appartenenza a filiere di potere.

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Il futuro dei comitati

Riccardo Corbucci, presidente del consiglio del III Municipio, ha dato il via alla discussione sul futuro dei comitati auspicandone lo scioglimento.
“Renzi è adesso il segretario di tutti” ha sottolineato Riccardo “e dunque i comitati hanno esaurito il loro compito storico. I componenti dei comitati devono confluire nei circoli del PD portando loro nuove energie e idee”
Agatino Grillo (cioè io) è intervenuto sostenendo invece la tesi opposta: “Occorre rilanciare l’azione politica dei comitati: per la loro diffusione capillare e per la composizione dei loro associati i comitati sono una risorsa preziosa sui cui il neosegretario del PD potrà far ricorso nella lunga battaglia che lo vedrà impegnato per il rinnovamento del partito e del Paese”
Sul tema “sciogliere o rilanciare i comitati” sono intervenuti con tesi e proposte diverse tutti i convenuti ciascuno sottolineando vantaggi e svantaggi delle 2 opzioni.

Conclusioni

Le conclusioni comuni del dibattito sono state sintetizzate da Carlo d’Aloisio Mayo individuando nell'obiettivo prioritario quello di costruire da subito strumenti ed iniziative per riuscire a far ripartire la Politica dai Cittadini e dai Territori, quale strumento per incidere nelle scelte comuni del nostro futuro, riconquistando fiducia e credibilità verso la Democrazia, per cui:

  • i comitati possono evolversi in libere forme associative per promuovere iniziativa politica e culturale che sia da volano dinamico tra i Cittadini e il Partito Democratico
  • è necessario lavorare nei e con i circoli PD per rendere il partito sempre più inclusivo e trasparente
  • occorre complessivamente “fare rete”, promuovere “servizi comuni” quali infrastrutture web (sito, social network, piattaforma liquida di partecipazione), format di eventi partecipativi per l'elaborazione politica ed economica, condivisione delle best practice sui territori...

La festa

Torte e spumante, birra e pizza, battute e sfottò, palloncini rossi hanno segnato la fine della serata.

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