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Commissioni VII Municipio di Roma: Seduta del Consiglio del 21 luglio 2016 (video)

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Il 21 luglio 2016 ha avuto luogo la 2° Seduta del consiglio del Municipale Roma VII di Roma con il seguente ordine del giorno:

  • Delibera su costituzione e composizione delle Commissioni consiliari.

Il video dell'intera seduta è disponibile anche su canale Youtube di Liberi.tv

Componenti delle Commissioni

Commissione I - Lavori Pubblici, Parcheggi, Alberature Stradali e Urbanistica.

RINALDI Stefano
PRINCIPATO Antonio
LAZAZZERA Anna Rita
LAZZARI Maurizio
TOSATTI Eugenio
GIANNONE Attilio
GUNNELLA Alessandro
GUIDO Roy Andrea
GUGLIOTTA Francesco
CIANCIO Antonio
VITROTTI Valeria
GIULIANO Fulvio
TOTI Sandro

Commissione II - Attività Produttive e Turismo, Sviluppo Locale (Politiche del Lavoro), Servizi Pubblicitari, Legalità e Sicurezza.

TRIPPUTI Angela
CANDIGLIOTA Marco
DE CHIARA Claudia
ARIANO Maria Cristina
ALABISO Maura
POMPEI Luigi
ZITOLI Elisa
BIONDO Francesca
STELITANO Rocco
CARLONE Domenico
CERQUONI Flavia

Commissione III - Mobilità, Trasporti, Ambiente (Verde Pubblico e Parchi), Decoro Urbano, AMA.

ARIANO Maria Cristina
DE CHIARA Claudia
TOSATTI Eugenio
GUIDO Roy Andrea
GIANNONE Attilio
GUNNELLA Alessandro
ZITOLI Elisa
ALABISO Maura
STELITANO Rocco
BIONDO Francesca
GUGLIOTTA Francesco
GIULIANO Fulvio
TOTI Sandro

Commissione IV - Politiche Sociali, Pari Opportunità e Politiche Abitative.

PRINCIPATO Antonio
LAZZARI Maurizio
LAZAZZERA Anna Rita
CANDIGLIOTA Marco
TRIPPUTI Angela
POMPEI Luigi
RINALDI Stefano
VITROTTI Valeria
CIANCIO Antonio
CERQUONI Flavia
CARLONE Domenico

Commissione V - Scuola, Cultura, Sport e Politiche Giovanili, Edilizia Scolastica.

GIANNONE Attilio
GUIDO Roy Andrea
LAZAZZERA Anna Rita
TRIPPUTI Angela
LAZZARI Maurizio
ALABISO Maura
TOSATTI Eugenio
PRINCIPATO Antonio
CIANCIO Antonio
BIONDO Francesca
CERQUONI Flavia
GIULIANO Fulvio
TOTI Sandro

Commissione VI - Personale, Decentramento, Servizi Tecnologici, Regolamenti, Trasparenza Amministrativa, Patrimonio, Bilancio e Polizia Locale.

POMPEI Luigi
RINALDI Stefano
ARIANO Maria Cristina
GUNNELLA Alessandro
CANDIGLIOTA Marco
DE CHIARA Claudia
ZITOLI Elisa
VITROTTI Valeria
STELITANO Rocco
GUGLIOTTA Francesco
CARLONE Domenico

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5 luglio 2016 – primo consiglio VII Municipio di Roma (video)

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(clicca sull'immagine per vedere il video su YouTube o vai qui - video realizzato da http://www.liberi.tv)

Presentata la nuova giunta del VII Municipio di Roma

Il 5 luglio 2016 – dalle ore 16.30 – ha avuto luogo il primo consiglio del VII Municipio di Roma  dopo le elezioni amministrative del maggio 2016 che hanno visto la vittoria del Movimento 5 Stelle.

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(Monica Lozzi)
La nuova Presidente del VII Municipio è Monica Lozzi e la nuova giunta municipale  è così composta (Ordinanza n. 1 del 1° luglio 2016, qui in pdf):

  • Vice Presidente Giuseppe Commisso - Politiche del Personale, Decentramento, Servizi Tecnologici, Regolamenti, Trasparenza Amministrativa, Patrimonio, Bilancio, Polizia Locale.
  • Assessore Piero Accoto - Politiche delle Attività Produttive, Turismo, Sviluppo Locale, (Politiche del Lavoro), Servizi Pubblicitari, Legalità e Sicurezza.
  • Assessore Marco Pierfranceschi - Politiche della Mobilità, Trasporti, Ambiente (Verde Pubblico e Parchi), Decoro Urbano e AMA.
  • Assessore Veronica Mammì - Politiche Sociali, Pari Opportunità e Politiche Abitative.
  • Assessore Elena De Santis - Politiche della Scuola, Edilizia Scolastica, Cultura, Sport e Politiche Giovanili.
  • Assessore Salvatore Vivace - Politiche dell'Urbanistica, Lavori Pubblici, Parcheggi e Alberature Stradali.

L’ordine dei lavori giorno del consiglio del VII Municipio  del 5 luglio 2016 è stato:

  1. Convalida degli eletti ed eventuali surrogazioni.
  2. Elezione del Presidente del Consiglio del Municipio.
  3. Elezione dei Vice Presidenti del Consiglio del Municipio.
  4. Giuramento del Presidente del Municipio.
  5. Comunicazione dei componenti la Giunta.
  6. Illustrazione delle linee programmatiche di governo.

La registrazione video del Consiglio

La registrazione video dell’intera riunione (1 ora e 35 minuti) è disponibile sul canale YouTube di http://www.liberi.tv a questo link

Le votazioni

Convalida degli eletti ed eventuali surrogazioni

Il consiglio ha votato con voto palese (25 favorevoli su 25) per la convalida degli eletti sulla base dei risultati delle elezioni amministrative 2016 (primo turno e ballottaggio)

Oltre alla presidente Monica Lozzi sono stati quindi proclamati eletti:

  1. Attilio Giannone    Movimento 5 Stelle
  2. Eugenio Tosatti    Movimento 5 Stelle
  3. Antonio Principato    Movimento 5 Stelle
  4. Alessandro Gunnella    Movimento 5 Stelle
  5. Andrea Guido Roy    Movimento 5 Stelle
  6. Rinaldi Stefano    Movimento 5 Stelle
  7. Elisa Zitoli    Movimento 5 Stelle
  8. Maurizio Lazzari    Movimento 5 Stelle
  9. Claudia De Chiara    Movimento 5 Stelle
  10. Maria Cristina Ariano    Movimento 5 Stelle
  11. Annarita Lazazzera    Movimento 5 Stelle
  12. Marco Candigliota    Movimento 5 Stelle
  13. Luigi Pompei    Movimento 5 Stelle
  14. Maura Alabiso    Movimento 5 Stelle
  15. Angela Tripputi    Movimento 5 Stelle
  16. Sandro Toti    Roma Popolare
  17. Fulvio Giuliano    Fratelli d’Italia
  18. Flavia Cerquoni    Fratelli d’Italia
  19. Domenico Carlone    Fratelli d’Italia
  20. Valeria Vitrotti    Partito Democratico
  21. Francesca Biondo     Partito Democratico
  22. Antonello Ciancio     Partito Democratico
  23. Franco Gugliotta     Partito Democratico
  24. Rocco Stelitano     Partito Democratico
  • Municipio Roma VII, “Deliberazione n. 13 - Convalida  del  Presidente  del  Municipio  e  dei  Consiglieri  eletti”, 5 luglio 2016, (pdf, 3 pp.)

Elezione del Presidente del Consiglio del Municipio.

Il consiglio ha eletto con voto segreto Elisa Zitoli  – Movimento 5 Stelle – Presidente del Consiglio del VII Municipio.
Questo il dettaglio dei voti:

Zitoli    15
Schede bianche    8
Carlone    1
Gunnella    1
Totale    25

Elezione dei Vice Presidenti del Consiglio del Municipio

Il consiglio ha eletto con voto segreto:

  • Alessandro Gunnella – Movimento 5 Stelle – Vicepresidente vicario del Consiglio del VII Municipio (16 voti)
  • Fulvio Giuliano – Fratelli d’Italia - Vicepresidente del Consiglio del VII Municipio (8 voti)

Giuramento del Presidente del Municipio

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La neo presidente Monica Lozzi ha giurato sulla Costituzione.

Comunicazione dei componenti la Giunta

La neo presidente Monica Lozzi ha invitato i componenti della giunta a presentarsi al Consiglio.

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Salvatore Vivace - Assessore alle Politiche dell'Urbanistica, Lavori Pubblici, Parcheggi e Alberature Stradali – 39 anni, architetto, con importanti esperienze di lavoro anche all’estero ha detto che l’assessorato sarà aperto, trasparente, aperto a tutte le buone idee indipendentemente dal colore politico perché “un progetto condiviso è un progetto migliore”.

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Veronica Mammì - Assessore  alle Politiche Sociali, Pari Opportunità e Politiche Abitative – 28 anni, psicologa, master in “recupero disabilità”, ha detto di essere stata consigliera nel VI Municipio (Tor Bella Monica) dove ha maturato esperienze nella Commissione “Servizi sociali e sanità”.

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Giuseppe Commisso - Vice Presidente e Assessore alle Politiche del Personale, Decentramento, Servizi Tecnologici, Regolamenti, Trasparenza Amministrativa, Patrimonio, Bilancio, Polizia Locale – laureato in “Relazioni internazionali”, esperienze di lavoro all’estero (Argentina e Corea del Sud)

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Piero Accoto - Assessore alle Politiche delle Attività Produttive, Turismo, Sviluppo Locale, (Politiche del Lavoro), Servizi Pubblicitari, Legalità e Sicurezza – laureato in “Scienze Politiche indirizzo economico” a Bologna, 50 anni, dirigente e manager in diverse aziende anche internazionali, nel 1998 tra i soci fondatori del primo comitato di quartiere di Nuova Tor Vergata.

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Elena De Santis - Assessore alle Politiche della Scuola, Edilizia Scolastica, Cultura, Sport e Politiche Giovanili – professoressa di Latino e Greco, impegnata nel volontariato ha detto che il motto del suo assessorato sarà quello di Don Milani: “I care” (mi importa, mi interessa, ho a cuore).

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Marco Pierfranceschi - Assessore alle Politiche della Mobilità, Trasporti, Ambiente (Verde Pubblico e Parchi), Decoro Urbano e AMA – ha detto che si impegnerà per una “mobilità leggera e sostenibile” e per una maggiore “sicurezza e qualità della vita”

Quadro riassuntivo nuova giunta

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(immagine tratta da Ordinanza n. 1 del 1° luglio 2016, qui in pdf):

Illustrazione delle linee programmatiche di governo

La neopresidente Monica Lozzi ha illustrato le proprie “Linee programmatiche di governo”  (qui anche in versione pdf) sottolineando in particolare l’importanza de:

  • la trasparenza amministrativa
  • la lotta alla corruzione e al clientelismo
  • il coinvolgimento e partecipazione attiva dei cittadini
  • pulizia e decoro
  • il miglioramento della mobilità specie nelle zone municipali extra GRA
  • la costituzione di una consulta per la mobilità sostenibile
  • un piano regolatore sociale
  • il contrasto all’emergenza abitativa
  • il rilancio istruzione, scuola e cultura

Il Consiglio municipale ha votato in modo palese sulle “Linee programmatiche di governo” della Presidente con il seguente risultato:

A favore    19 (5 Stelle e Fratelli d’Italia)
Contrari    6 (PD e Roma popolare)
Astenuti    0
Totale    25

Interventi da parte dei consiglieri

A conclusione dell’incontro sono intervenuti:

  • Flavia Cerquoni, Fratelli d’Italia
  • Valeria Vitrotti, Partito Democratico
  • Sandro Toti, Roma Popolare
  • Fulvio Giuliano, Fratelli d’Italia
  • Antonello Ciancio, Partito Democratico

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Mattia Mor, Officine Democratiche Milano: I love job, I love Italia (14 gennaio 2014)

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(Mattia Mor, clicca per ingrandire foto)

Officine Democratiche è un “luogo di libertà” diverso da un partito politico: è la casa di tutti coloro che sognano

Agatino Grillo: Ciao Mattia. Ti presenti in due battute?
 
Mattia Mor: Sono un giovane “imprenditore intraprendente”. Nato a Genova ma milanese d’adozione, laureato alla Bocconi, poi per vari anni in primarie aziende di “consulenza organizzativa” (Bain & Company, Value Partners) fino a che ho deciso di creare una mia prima impresa nel settore dell’abbigliamento, creando il marchio Blomor, e successivamente una seconda azienda nel campo della ristorazione, Gaudeo, con l’idea di veicolare l’eccellenza italiana nel cibo in tutto il mondo. Appassionato di politica. Liberal. Animo leggero e grandezza di pensiero.

Agatino Grillo: Perché passare da dipendente di una grande firm di eccellenza nella consulenza alla costituzione di una propria impresa?

Mattia Mor: Credo che il lavoro debba essere gioia, che debba essere l’inseguimento di un sogno e di un progetto, e che lavorando in tal modo si possa essere più felici. Lavorare in consulenza, seppur per importanti società e con importanti stipendi, non era ciò che rendeva la mia giornata piena ed interessante, né lo vedevo come un modo per costruire qualcosa per il mio futuro. Era una routine in cui non ero a mio agio e per la quale non ero portato, mentre la mia mente viaggiava verso progetti troppo grandi per poter essere contenuti in un lavoro da dipendente. Sono sempre stato politicamente e socialmente fortemente interessato ai temi dell’imprenditoria giovanile, intesa come coronamento di un proprio sogno, sogno che fa essere gli imprenditori e i liberi professionisti per l’appunto i lavoratori più entusiasti, motivati e performanti e cittadini più felici.

Agatino Grillo: Da breve è stata costituita Officine Democratiche Milano, di cui tu sei il “motore”. Di che si tratta?

Mattia Mor: OffDem Milano è la branca milanese di Officine Democratiche.  Ci siamo costituiti ufficialmente il 31 ottobre 2013 al termine di un percorso partito dalla costituzione di un semplice Comitato per la candidatura alle primarie di Matteo Renzi, proseguito con l’adesione mia, di Karin Fischer (fb ) e Antonio Garufi  al progetto di OD, e con la volontà profonda di costruire un soggetto che a Milano potesse portare avanti il lavoro di analisi e proposta politica svolto a livello nazionale.

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Agatino Grillo: Perché un’altra associazione?

Mattia Mor: OffDem Milano vuole e deve essere luogo di incontro di persone di valore, con percorsi professionali diversi, senza curricula partitici, ma con grande desiderio di partecipazione alla proposta politica attuale, partendo dai propri valori, dalle proprie passioni, dalle proprie competenze specifiche.
OffDem Milano è il luogo in cui far nascere un nuovo modo di fare e di amare la Politica.
Perché la politica può essere bellissima, come non ci vergogniamo a dire, quando è al servizio delle persone e dei loro bisogni, quando si prendono decisioni con coraggio, con dignità, con visione del futuro e dell’interesse generale, quando dà l’esempio in ogni momento al Paese intero e ai suoi cittadini.

Agatino Grillo: Non è questo il momento di tornare a far politica nei partiti? Ora che Matteo Renzi è stato eletto segretario del PD non avrà bisogno al suo fianco di tutte le forze ed energie  possibili?

Mattia Mor: Officine Democratiche è un “luogo di libertà” diverso da un partito politico. È un luogo di socialità, di confronto e di condivisione piacevole di idee in maniera innovativa, diverso da ogni altro luogo attuale e lontano dagli schemi anacronistici di troppa politica politicante che non fa che parlarsi addosso senza capacità di ascolto e di inclusione delle migliori forze intellettuali della società. Officine Democratiche vuole essere la casa di tutti coloro che sognano.

Agatino Grillo: Non serve anche un progetto politico oltre che una visione?

Mattia Mor: Il progetto di Officine Democratiche è quello della “ripartenza”. Crediamo che questo sia il momento per ridare slancio a questo Paese, che non sia troppo tardi, che le risorse che abbiamo a disposizione siano straordinarie e vanno soltanto messe in condizione di crescere ed essere vive, senza soffocarle.
Siamo convinti che con l’intelligenza, la passione, l’umiltà, l’ascolto, la condivisione e la proposta di soluzioni, l’Italia possa rinascere.
E noi, con Officine Democratiche e OffDem Milano, di questa rinascita vogliamo essere il motore.

Agatino Grillo: Nel tuo intervento alla Leopolda 2012 (video) hai molto insistito sul tema “cultura e turismo” come motore della crescita economica e sociale dell’Italia. Che intendi?

Mattia Mor: La vera ricchezza dell’Italia è il suo patrimonio culturale, artistico etno-gastronomico. È come se fossimo seduti su un mare di petrolio e non lo estraessimo. Il nostro petrolio a mio avviso è la bellezza dell’Italia. Sono indignato per la mancanza di un progetto lungo termine, di una vera politica industriale, nel campo del turismo. Il nostro petrolio non inquina ed è blu come il colori dei nostri mari e dei nostri laghi. Sembra semplicistico e in molti si sono riempiti la bocca con slogan a riguardo di questo, ma purtroppo abbiamo assistito a governi che nulla hanno fatto per creare una vera e propria industria intorno al turismo italiano.

Agatino Grillo: Cosa dovrebbe fare la politica in questo campo?

Mattia Mor: All’estero il mondo ama l’Italia molto più di quanto l’amiamo noi stessi. È assurdo che in America il 90% dei prodotti che recano “italian” nel proprio nome siano fatti in America! È assurdo che l’Italia abbia la metà dei turisti rispetto alla Francia. Il turismo deve essere al centro della politica industriale di questo Paese. Ma investire in turismo non vuol dire solo investire denaro ma investire nella cultura della bellezza. Vuol dire indignarci perché i turisti vengono truffati o il wi-fi è a pagamento nei nostri hotel. Ma soprattutto questa bellezza va comunicata. Serve una visione di grandezza che aumenti il senso di bene comune troppo a lungo mancato in questo Paese. Credo seriamente nel poter dar vita a un nuovo Rinascimento, come ho detto e scritto nel pezzo pubblicato sul mio blog sul Fatto quotidiano.

Agatino Grillo: Recentemente sei intervenuto su RainNews24 (video) sul tema del “Job Act” che Renzi sta predisponendo  . Qual è la tua visione?

Mattia Mor: Penso che in questo caso la risposta perfetta l’abbiamo in casa, considerando che il cosiddetto Job Act nasce dalle riflessioni e gli studi del nostro Presidente Guido Ferradini. Sono assolutamente d’accordo sulla necessità di riformare le leggi sul lavoro, che rispecchiano un mondo di 40 anni fa che è completamente scomparso, e credo che il focus maggiore debba essere non sulla tutela di chi il lavoro lo ha e lo può difendere grazie a degli strumenti di legge quanto verso chi il lavoro non lo ha o lo ha in modo precario. Va eliminato il dualismo tra iperprotetti e ipoprotetti, che crea cittadini e lavoratori di Serie A e di Serie B. E’ necessaria a mio avviso l’eliminazione della cassa integrazione in deroga, in quanto anch’essa crea delle distorsioni a seconda di come vengono concesse le deroghe e va soltanto a procrastinare situazioni fallimentari che avrebbero bisogno di cambiamenti radicali. In sostanza, sono per un approccio che pensi a chi il lavoro non lo ha, a chi lo crea, a chi lo vive per anni in modo precario, visto che la maggior parte delle volte queste persone lavorano fianco a fianco in quella piccola impresa che costituisce il tessuto industriale italiano e che è quella che maggiormente soffre la crisi attuale.

Agatino Grillo: Oltre ad essere il responsabile di OffDem Milano sei anche il responsabile del fund-raising di Officine Democratiche a livello nazionale. Che ne pensi delle proposte di riforme del finanziamento pubblico? Con quali iniziative intende finanziarsi Officine Democratiche?

Mattia Mor: In merito al finanziamento pubblico ai partiti finalmente si è provato a fare qualcosa, anche se si tratta a mio avviso di un primo passo troppo timido. Il finanziamento pubblico è già stato abolito da un referendum del 93, e come tale non deve e non può più sussistere. La politica ha dato troppe volte negli ultimi anni dimostrazione di abusare del proprio potere e della fiducia dei cittadini, come lo scandalo dei rimborsi dei gruppo regionali ha confermato ultimamente, alimentando l’antipolitica e il rifiuto dei cittadini verso la propria classe dirigente. È chiaro però che il finanziamento privato andrà regolarizzato, in modo da evitare lo strapotere delle lobby. L’esempio della campagna per le primarie di Renzi è stato però uno straordinario esempio di partecipazione dal basso e può essere di insegnamento a quanti dicono che la politica senza fondi pubblici non è possibile
Come Officine Democratiche cercheremo di finanziarci nella maniera più trasparente possibile come fa ogni associazione che lavori senza contributi pubblici ma solo sulla base dello sforzo di sostenitori e cittadini. Attraverso l’organizzazione di eventi tematici, cene di raccolta fondi, merchandising, oltre ovviamente alle sottoscrizioni dei soci che sono la linfa vitale di ogni associazione. La raccolta di fondi di Officine non potrà comunque prescindere, come tutta l’attività che svogliamo, dalla qualità delle proposte e delle idee, per le quali ci vogliamo sempre distinguere.

Agatino Grillo: Grazie Mattia e buon lavoro

Mattia Mor: Grazie a voi

Chi è Mattia Mor?

Genovese trapiantato a Milano, dove si è laureato con lode all’Università Bocconi con una specializzazione in Economia e Gestione delle Imprese Non Profit.
Ha lasciato il lavoro da dipendente nel 2007 per dedicarsi a tempo pieno alla coltivazione di un sogno nato sui banchi del liceo, ovvero fare l’imprenditore nel settore dell’abbigliamento, creando il marchio Blomor, diversificando poi le sue attività imprenditoriali nel campo della ristorazione con la creazione di Gaudeo, panineria gourmet lanciata con l’idea di veicolare l’eccellenza italiana nel cibo in tutto il mondo.
Politicamente e socialmente è fortemente interessato ai temi dell’imprenditoria giovanile, come coronamento di un proprio sogno, sogno che fa essere gli imprenditori e i liberi professionisti lavoratori più entusiasti, motivati e performanti e cittadini più felici, oltre che al turismo come industria portante del Paese da tutelare e sfruttare come motore di crescita e sviluppo, economico e culturale grazie al suo bagaglio di storia, cultura, umanità, bellezza.
Profondamente fiero dell’Italia nei suoi aspetti migliori e di essere italiano, è responsabile del fund-raising di Officine Democratiche a livello nazionale e di OffDem Milano.

Per contattare Mattia

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Officine Democratiche

2013: un anno vissuto renzianamente, ma mò basta! (video, 2 gennaio 2014)

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Rottamiamo tutte le correnti del Partito Democratico: è tempo di guardare avanti

Un anno bellissimo insieme a tanti amici e amiche per cambiare il Partito Democratico insieme a Matteo Renzi e contro il Porcellum insieme a Roberto Giachetti.
Ma adesso è tempo di guardare avanti e di immaginare un futuro diverso.

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Renato Giallombardo: cambiare metodo per rilanciare il processo d’innovazione culturale, politica e sociale di Roma (20 dicembre 2013)

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(Renato Giallombardo, foto di Salvatore Contino, clicca per ingrandire)

Manifesto per Roma: serve un nuovo modo di far politica in cui le idee ed i progetti abbiano prima di tutto una larga base di consenso

Agatino Grillo: Ciao Renato, vuoi presentarti?

Renato Giallombardo: avvocato specializzato in fusioni, acquisizioni societarie ed esperto in operazioni di partnership pubblico. Ho inoltre maturato una solida esperienza in operazioni di startup e venture capital e recentemente sono stato nominato nella Commissione Start Up e Impresa Innovativa della Regione Lazio. Sono attualmente coordinatore del Master in corporate finance e strutture societarie dell’Istituto di Studi Giuridici Arturo Carlo Jemolo.

Agatino Grillo: Renato Giallombardo e la politica. Qualche settimana fa hai annunciato, con altri, la nascita di una nuova associazione politico-culturale “Capitale Roma . Di che si tratta?

Renato Giallombardo: Lo scopo primario dell’Associazione è contribuire al processo d’innovazione culturale, politica e sociale di Roma favorendo processi di ricambio generazionale, innovazione tecnologica ed infrastrutturale, internazionalizzazione delle imprese, del mondo del lavoro e delle professioni. L’associazione si propone, tra le altre cose, di costituire una rete sociale usando ogni strumento a disposizione con il fine di creare reti complementari tra individui, fuori dalle consorterie, dalle lobby e da tutto ciò che sia autoreferenziale e protezionistico.

Agatino Grillo: Perché fare “politica” fuori dai partiti? Le primarie dell’8 dicembre hanno rappresentato un momento di fortissima discontinuità rispetto al passato. La grande partecipazione al voto e i consensi ottenuti da Matteo Renzi non indicano che anche nel PD e nel centro sinistra si è “cambiato verso”?

Renato Giallombardo: I risultati dell’8 dicembre sono molto importanti. Tuttavia io ritengo che serva un nuovo modo di far politica. Credo che occorra “cambiare metodo” oltre che “cambiare verso”. Mi spiego meglio: serve un metodo nuovo che metta in rete la partecipazione dei cittadini e di coloro che tutti i giorni compongono il quadro della politica dei territori con i professionisti, i commercianti, i manager, gli imprenditori. Occorre che quella che possiamo definire “la borghesia produttiva della città”, troppo spesso assente negli ultimi anni, torni ad impegnarsi insieme ai territori. Questo è ancor più vero a Roma che ha un grande bisogno di ricominciare a progettare il proprio futuro e la propria mission politicamente, economicamente e culturalmente.

Agatino Grillo: “Capitale Roma” nel suo evento d’esordio, che ha registrato la presenza di oltre 400 persone, ha chiamato ad esprimersi, a proporre soluzioni a condividere best practice esponenti della politica, della società civile, della cultura, delle imprese e delle professioni. È sembrata quasi la presentazione di un “Manifesto per Roma”. Era questo l’obiettivo?

Renato Giallombardo: Roma deve uscire dall’immobilismo e deve riappropriarsi del ruolo che le compete come Capitale non solo politica ma anche della cultura, dell’innovazione, dello sviluppo. Abbiamo denominato l’associazione “Capitale Roma” sia per fare una sorta di calembour linguistico semantico nei confronti del più noto “Roma Capitale” sia per fare un esplicito richiamo al fatto che esiste nel nostro territorio un capitale economico, sociale e culturale che la neo associazione individua come “motore” per far ripartire l’azione politica.

Agatino Grillo: In pratica, come vuole agire “Capitale Roma”?

Renato Giallombardo: “Capitale Roma” vuole individuare e studiare professionalmente progetti per attrarre nella città le opportunità che esistono e viaggiano a livello nazionale o internazionale e che per varie ragioni la città non conosce o non intercetta, il tutto con la collaborazione ed il consenso dei territori. Avremo modo di tornare sull'argomento con idee concrete. Per ora il messaggio dell’Associazione è quello di avviare un metodo di costruzione del consenso, usando strumenti e sensibilità di nuova generazione.

Agatino Grillo: Il nuovo Partito Democratico di Matteo Renzi può essere un interlocutore affidabile per quella che hai definito la “la borghesia produttiva della città”?

Renato Giallombardo: Seguo la traiettoria innovativa di Matteo da qualche anno e l’ho personalmente conosciuto e sostenuto sin dalle primarie con Bersani. Ma a livello nazionale e in molte realtà locali i gruppi di conservazione del partito sono ancora molto forti. Credo invece che Roma e il Lazio sia uno dei luoghi in cui la politica abbia mantenuto la sua credibilità grazie anche alla presenza di Nicola Zingaretti. E sarebbe un grave errore non cogliere questa opportunità di rinnovamento per la città e per i nostri territori. Vedremo quindi quali saranno i prossimi passi del PD e se sarà (saremo?) capaci oltre al verso di cambierà anche metodo.

Agatino Grillo: Cosa intendi con “cambiare metodo”?

Renato Giallombardo: Credo che nel nostro Paese si debba passare da un metodo in cui le idee ed i progetti si realizzano per le relazioni che si hanno ad un modello in cui le idee ed i progetti abbiano prima di tutto una larga base di consenso. E’ questo il metodo della democrazia diretta senza intermediazioni che deve oggi provare a mettere in campo la politica. I corpi intermedi sono oggi in grave difficoltà o addirittura  incapaci di rappresentare le idee collettive e questo vale anche per i partiti. Anche il Partito Democratico che con 300 mila tesserati seleziona buona parte della classe politica e dirigente di centro sinistra è parte di questo meccanismo di rappresentanza debole.  Certo non è paragonabile al Movimento 5 Stelle o al centro-destra dove un manipolo di persone decide per tutti ma non possiamo certo fermaci li.

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(Inaugurazione di "Capitale Roma", 3 dicembre 2013, foto di Salvatore Contino, clicca per ingrandire)

Agatino Grillo: Ad alcuni, specie nel centro sinistra, sentir parlare di “democrazia diretta” potrebbe far paura o suscitare fastidio …

Renato Giallombardo: Ma il punto è proprio questo: non possiamo continuare a subire l’agenda politica su tutto, dobbiamo provare a disintermediare provando a pensare che senza una iniziativa individuale che pensi in collettivo non si riuscirà mai a fare sistema (tanto invocato e mai veramente cercato). Le nostre energie vanno dirette a realizzare progetti concreti (fondazioni, associazioni, comitati a tema ne abbiamo fin troppi) arrivando a questo risultato tramite un metodo partecipativo, inclusivo e che non garantisca il successo ma che contribuisca a creare una cultura del consenso e non della relazione.

 Agatino Grillo: Prossime attività di “Capitale Roma”?

Renato Giallombardo: Lanceremo una iniziativa proprio sul tema delle idee e del consensus building molto a breve.

Agatino Grillo: Grazie Renato e buon lavoro

Renato Giallombardo: Grazie a voi

Per contattare Renato Giallombardo

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Capitale Roma

Sito, manifesto, statuto

Foto

Le foto dell’evento sono disponibili sull’album Facebook “Capitale Roma”  (24 foto) di Salvatore Contino

Video di presentazione di "Capitale Roma"

Link diretto su YouTube

Legge elettorale: una procedura d’urgenza per cancellare il Porcellum (robertogiachetti.it, 29 luglio 2013)

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Roberto Giachetti, Gennaro Migliore, Antonio Martino, Arturo Parisi e Mario Segni promotori dell’attacco finale al “Porcellum” appoggiati da Sel che presenterà la “richiesta d'urgenza” sottoscritta anche dai “parlamentari renziani”. Nessuna notizia dal PD ...

Abolire il “Porcellum” e tornare al “Mattarelum” in modo da avere una legge elettorale "di salvaguardia", ovvero una legge nuova nel caso che quella prevista dal piano di riforme dei “saggi” non dovesse vedere la luce.
È la richiesta di una cinquantina di deputati di tutti gli schieramenti, ad eccezione di Lega e Fratelli d'Italia, che ha sottoscritto la "richiesta di procedura d'urgenza" affinché' la Camera affronti il tema entro il mese di agosto.
Promotori dell'iniziativa sono Roberto Giachetti, Gennaro Migliore, Antonio Martino, Arturo Parisi e Mario Segni che l'hanno illustrata questa mattina in piazza Montecitorio.
Sel presenterà "richiesta d'urgenza" alla capigruppo in programma oggi a Montecitorio affinché' l'argomento sia affrontato in tempi rapidissimi dalla Camera. Se la richiesta venisse accettata almeno dai tre quarti dei membri della capigruppo, la commissione Affari costituzionali dovrà esaminare il testo in un solo mese.
Nel caso di bocciatura da parte della capigruppo (al momento l'opzione più probabile), la richiesta d'urgenza passerebbe all'Aula in base all'articolo 69 comma 2 del regolamento. A quel punto basterebbe una maggioranza semplice per l'approvazione della procedura d'urgenza.
«Per ripristinare il Mattarellum basterebbe un solo articolo. Diciamo che ce la faremmo in un mese alla Camera e un altro mese al Senato. Stando larghi», spiega Migliore di Sel.
«Ho raccolto già 45 firme e ne servono solo 10 per la richiesta d'urgenza. Non si può pensare di andare avanti cosi. Mentre il governo va avanti sulle riforme, il Parlamento ha il diritto di chiedere di toccare il 'porcellum': è una clausola di salvaguardia», sottolinea Giachetti.
«Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Il vizio è quello dei politici che non vogliono che a sceglierli sia la gente ma preferiscono essere "nominati". E' una battaglia di democrazia, prima ancora che di efficienza: il Parlamento è stato svuotato dei suoi poteri», conclude Segni.

Il video

(circa 4 minuti, con sorpresa finale!)

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Pietro Ichino: “Le disavventure di un cittadino che vuol pagare le tasse” (Il Corriere della Sera, 15 luglio 2013)

Politica: 

Pietro Ichino

(Se Renzi avesse vinto primarie ed elezioni Pietro Ichino sarebbe oggi il ministro dell’Economia. Invece è un semplice cittadino alle prese con l’arroganza  e la cialtroneria della pubblica amministrazione fiscale. Peggio di Neripoppins (video) ! Neanche Neri Marcorè nel suo “Burocrazia” aveva osato tanto …)

L’arroganza di un’amministrazione fiscale alla quale tutto è dovuto dal cittadino-suddito, mentre nulla essa stessa al cittadino deve: non la semplificazione possibile, non l’informazione completa e tempestiva, non la proporzione tra gli aggravi per il cittadino e i vantaggio che l’erario ne trae

“Lettera sulla burocrazia”, pubblicata dal Corriere della Sera il 15 luglio 2013

Caro Direttore, la burocrazia che affligge il nostro Paese fa molto danno ai cittadini, ma forse ne fa ancora di più allo Stato stesso che la produce.
Nei mesi scorsi ho ereditato con mio fratello l’appartamento in cui ha abitato mia madre; e lo abbiamo affittato. Da aspirante buon cittadino, decido di andare a registrare il contratto, per poterlo poi indicare nella denuncia dei redditi. L’impiegato che esamina la pratica osserva che sul contratto avrei dovuto apporre due marche da bollo, da 14,62 euro l’una. Vado dunque a comprarle e torno con le marche da bollo; senonché l’impiegato osserva che le marche avrebbero dovuto recare una data anteriore a quella della stipulazione del contratto e ci aggiunge una sanzione di euro 3,65 (ma perché mai, dal momento che la registrazione, per legge, può avvenire fino a 30 giorni dopo la stipulazione?).
A questo punto, l’impiegato rileva che i proprietari sono due: non si può procedere alla registrazione senza che siano presenti entrambi. Ma mio fratello abita in un’altra città! Allora deve inviare una procura perché io possa rappresentarlo. Obietto che, se anche mio fratello non mi avesse incaricato di questo adempimento, lo Stato dovrebbe essere contentissimo del fatto che io lo compia. Niente da fare: occorre la procura. Perché? Perché anche su quella si paga l’imposta di registro: altri 168 euro. E se mio fratello fosse venuto di persona? Altri 168 euro anche in quel caso, senza rimedio. E se mio fratello non ne volesse proprio sapere? L’impiegato non risponde; ma i suoi occhi parlano da soli: “vuole smetterla di formulare ipotesi totalmente estranee a quelle contemplate dal regolamento?”
Chiedo dunque a mio fratello di prendere appuntamento con un notaio per stipulare la procura. Costo: 300 euro per il notaio più i 168 della registrazione dell’atto. Torno quindi all’Agenzia delle Entrate, convinto di avere superato l’ultimo ostacolo. A questo punto viene effettuato il computo dell’imposta di registro da pagare: di base 472 euro. Ma l’impiegato osserva che nel contratto abbiamo inserito una penale – peraltro assai modesta – per il caso in cui l’inquilino ritardi nei pagamenti. Per questa sola clausola aggiuntiva l’imposta di registro aumenta di 168 euro (e se poi non ci saranno ritardi nei pagamenti? non importa: l’imposta aggiuntiva va pagata lo stesso). Insomma, alla fine l’imposta da pagare viene determinata in 640 euro più i 168 per la procura. E mi spiegano che per pagarla devo compilare un modulo F23 e andare a fare il pagamento in Banca.
Eseguito diligentemente anche questo passaggio, torno fiero all’Agenzia delle Entrate con il mio F23 timbrato dalla Banca. Penso dentro di me: “ho pagato, ora devono soltanto prendere atto ed effettuare la registrazione”. Effettivamente, a questo punto l’impiegato prende a digitare intensamente sul suo terminale. Ma subito aggrotta la fronte: “lei ha più di nove proprietà immobiliari”. “No”, rispondo “ne ho solo tre: oltre alla prima casa, un appartamentino in montagna e una casa in Toscana”. Già, ma se si contano anche due pezzetti di terreno che vi sono attaccati, due box e due soffitte di cui una adattata a mansarda, si arriva proprio a nove. E ora con l’appartamento della mamma fanno dieci. Devo riconoscere che l’impiegato ha ragione; ma ancora non comprendo dove voglia andare a parare. Me lo spiega impietosamente lui stesso: chi possiede più di nove unità immobiliari non può fare la registrazione allo sportello; può farla solo per via telematica.
Oddio, e ora come si fa? Mi spiegano che devo andare a un altro sportello per chiedere un codice Pin, necessario per eseguire la pratica on line. Ma mi avvertono anche del fatto che, eseguendo la pratica in questo modo, il pagamento dell’imposta non può essere effettuato per mezzo del modulo F23: va fatto anche quello on line. E io che ha già pagato con l’F23 in banca? Non c’è altro modo per rimediare che quello di chiedere il rimborso e intanto procedere a pagare una seconda volta con l’altro sistema.
Mi sento vessato e persino schernito per questa mia pretesa di registrare da solo   senza consulenti!   un contratto di locazione. In questa gimkana costosissima (più ancora di tempo che di denaro) a cui ho dovuto sottopormi vedo l’arroganza di un’amministrazione fiscale alla quale tutto è dovuto dal cittadino-suddito, mentre nulla essa stessa al cittadino deve: non la semplificazione degli adempimenti che un management minimamente capace e attento al benessere del contribuente onesto dovrebbe essere capace di garantire con intelligenza e sollecitudine; non l’informazione completa e tempestiva che un impiegato minimamente diligente e ben addestrato dovrebbe fornire fin dal primo contatto con il contribuente; non l’attenzione a evitare tutti i piccoli e grandi aggravi degli adempimenti, le piccole e grandi complicazioni gratuite, che costano al cittadino sproporzionatamente di più di quanto rendono allo Stato.
Che stupido, questo Stato! Quanto più volentieri pagheremmo le tasse, se avessimo la sensazione che l’amministrazione pubblica si comporta verso di noi con la stessa diligenza, sollecitudine e buona fede che da noi essa pretende!

Peggio di Neripoppins!

Le disavventure di Pietro Ichino mi ricordano una famosa gag “Burocrazia”presentata a Neripoppins l’8 aprile 2013. A quanto pare la realtà supera la fantasia!

(durata 8,42 minuti)

Margherita Hack nel video “Alfonsina e la bici - Têtes de Bois” (30 giugno 2013)

Politica: 

margherita-hack

Ciao Margherita, figlia delle stelle ...

Margherita Hack su Wikipedia, l'enciclopedia libera

Margherita Hack (Firenze, 12 giugno 1922 – Trieste, 29 giugno 2013) è stata un'astrofisica, divulgatrice scientifica e attivista italiana (continua)

Così Brunetta è diventato il vero leader degli anti renziani (Il Foglio, 22 giugno 2013)

brunetta

“Renzi è come lo spread!” Dossier, slide e sorrisini dei bersaniani. Il Pdl e la campagna contro il sindaco

“Renzi è come lo spread: se non lo conosci bene, lo temi; se impari a conoscerlo, capisci che non fa paura a nessuno”.
Ecco. Probabilmente ve ne sarete accorti, ma da qualche settimana a questa parte, dopo una lunga fase di maliziosi sbaciucchiamenti a distanza e dopo una lunga fase di velenosi messaggi d’amore consegnati con buona regolarità al Pd, Matteo Renzi non è più per il Pdl un leader “ironico”, “simpatico” e “spiritoso” che “porta avanti le nostre idee sotto le insegne del Pd” e con il quale “il Pd potrebbe uscire dall’età della pietra e avvicinarsi finalmente alle moderne sinistre europee”. Molto più semplicemente Renzi oggi è diventato un “pavone” “iper-presenzialista” che “più che un leader sembra Fonzie” e che “se fosse coerente con se stesso oggi dovrebbe rottamarsi da sé”.
E che è successo? Semplice. Dal punto di vista politico la ragione dell’improvvisa trasformazione di Renzi nel nemico pubblico numero del centrodestra è sotto la luce del sole: nel nuovo bipolarismo che si sta venendo a creare attorno al governo Letta, infatti, il sindaco si sta trasformando nel naturale competitor di Silvio Berlusconi, ed è naturale che il Pdl abbia cominciato la sua campagna contro il rottamatore.
A parte questo però all’interno del Popolo della libertà si indovina anche una precisa preoccupazione legata a un boomerang che il centrodestra forse non aveva messo nel conto.
Durante la campagna elettorale, ricorderete, il Pdl ha spesso utilizzato gli elogi a Renzi come un’arma utile per dividere il Pd.
Oggi però i leader del centrodestra hanno capito che il proprio popolo, come testimoniato da molti sondaggi, nutre una certa simpatia per il sindaco, e in un certo senso è per questo che nel Pdl è cominciata un’operazione verità sul Rottamatore.

Obiettivo: evitare che gli elettori si facciano incantare dalle sirene del “pavone” fiorentino. La complicata operazione “rottamare il rottamatore”, lo avrete visto, è stata affidata a Renato Brunetta, ovvero lo stesso politico che durante l’ultima campagna elettorale, a proposito di missioni spericolate, ha combattuto un’altra battaglia quasi impossibile: quella finalizzata a dimostrare che

  • a) lo spread è stato un grande imbroglio ordito dall’Europa per far fuori il governo Berlusconi e che
  • b) sotto il governo Monti lo spread è stato più alto in media rispetto allo spread del governo Berlusconi.

Ecco.
Con lo stesso stile con cui Brunetta ha provato a spiegare il famigerato imbroglio dello spread, oggi il capogruppo del Pdl alla Camera ha cominciato una guerra a colpi di slide, dossier, di articoli e incessanti dichiarazioni quotidiane per spiegare perché Renzi, sotto sotto, è proprio come lo spread.
“Se non lo conosci bene – dice Brunetta – ovviamente Renzi lo temi; se invece impari a conoscerlo, capisci che non fa paura a nessuno”.
Brunetta, da martedì, proponendosi come il capo di una sorta di grande coalizione degli anti renziani di Pdl e Pd, ha inaugurato sul proprio sito una rubrica per monitorare le attività del sindaco, dedicando al rottamatore un doppio fact checking settimanale.
Il “dossieraggio”, al momento, ha portato come  unico risultato apprezzabile un calcolo gustoso fatto da Brunetta sugli anni trascorsi in politica dal rottamatore.
Il sindaco, la scorsa settimana, a Piazza Pulita ha detto di essere da poco in politica ma Brunetta, facendo due conti, ha scoperto – oplà – che in realtà Renzi fa politica da ventidue anni, ovvero tre anni in più rispetto a Berlusconi: “Vedete! Si dovrebbe rottamare da solo!!”.
Il monitoraggio sul sindaco andrà avanti “come una goccia d’acqua, lenta e inesorabile” fino al congresso del Pd, e conversando con il Foglio Brunetta, sorridendo, confessa di aver avuto diversi apprezzamenti anche all’interno del Partito democratico per la mia “spietata operazione trasparenza”.
Il capogruppo del Pdl dice di non voler criminalizzare Renzi ma di voler soltanto dimostrare che “non è tutto oro quello che tocca il re Mida di Firenze”.
Nonostante ciò, discostandosi in questo non in sintonia con li amici bersaniani, Brunetta ammette però di fare un tifo forsennato perché Renzi arrivi alla guida del Pd, “perché in quel modo il partito si dividerebbe in almeno tre grandi tronconi, e per noi sarebbe una pacchia!”.
Una pacchia fino a un certo punto però. Perché, con Renzi in campo, Brunetta sa che per il governo comincerebbe il conto alla rovescia. E visto che le condizioni in cui si trova oggi il Pdl sono quelle che sono c’è da scommettere che alla fine, forse, il centrodestra ci penserà due volte prima di sperare che sia davvero Renzi a novembre a guidare il Pd.

Brunetta e il suo quasi premio Nobel

Fonte: YouTube
Video del 15 giugno 2011
Intervista di Mentana al ministro Brunetta che, con l'umiltà che lo contraddistingue, confida di esser stato "vicino" al premio Nobel per l'Economia.
Mentana basito: "Spero che stia scherzando!?!?"

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