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Mafia e riciclaggio – intervista al senatore Giuseppe Lumia della Commissione Parlamentare Antimafia

Politica: 

Peppe Lumia (da ://www.giuseppelumia.it/ )

Il senatore Lumia, che sarà tra i relatori del convegno  "Mafia e riciclaggio: l'emergenza criminale e gli strumenti di contrasto " del 13 giugno 2011 presso il Senato della Repubblica, ha gentilmente acconsentito a rispondere ad alcune domande sul fenomeno del riciclaggio. Tra i temi affrontati: il nodo dell'autoriciclaggio, la situazione nel "comparto giochi", lo sviluppo della banda larga.

Questa intervista è pubblicata con licenza aperta Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 2.5 Italia License

Agatino Grillo (AG): Buonasera senatore e grazie per la collaborazione. Lei è membro del Comitato antiriciclaggio in seno alla Commissione Parlamentare Antimafia. Cos'è il riciclaggio e perché è importante il contrasto di questo fenomeno?

Giuseppe Lumia (GL): Il riciclaggio è l'attività con cui le organizzazioni criminali ripuliscono il denaro sporco che proviene dai loro traffici illeciti. Diventata oggi, con il passaggio dalla mafia rurale alla mafia imprenditoriale e finanziaria, una delle principali attività mafiose. Le organizzazioni criminali, infatti, gestiscono quantità ingenti di capitali che reinvestono nell'economia legale. Tutto questo, ovviamente, oltre ad essere utile alla mafia, inquina il sistema produttivo dei territori perché danneggia gli operatori economici onesti che rispettano le regole e rischiano il proprio denaro.

AG: La normativa antiriciclaggio richiede agli operatori economici una serie di adempimenti (e di costi) non indifferenti. Lei crede che l'attuale sistema sia efficace o sono necessari miglioramenti (e semplificazioni).

GL: Il sistema degli adempimenti è indispensabile e anzi all'estero esistono regole ben più stringenti e severe. La normativa italiana può e deve essere migliorata, soprattutto focalizzando l'attenzione sui soggetti che gestiscono denaro: oltre le banche bisogna attenzionare le finanziarie e introdurre meccanismi automatici di verifica e maggiori controlli nelle attività imprenditoriali e commerciali dove ci sono grossi giri di denaro.

AG: Da più parti (Banca d'Italia, UIF, Guardia di Finanza) si chiede di introdurre il reato di "auto riciclaggio" nel nostro ordinamento. Può spiegare cos'è l'autoriciclaggio? Qual è la sua posizione a riguardo?

GL: Chi in Italia ricicla il proprio denaro ottenuto attraverso, ad esempio, l'estorsione, può essere perseguito dalla legge per il reato di estorsione, ma non per quello di riciclaggio. È questa la grande anomalia e la grande vergogna italiana, una vera e propria pacchia per boss e delinquenti. Più volte ho chiesto in Commissione antimafia e in Parlamento di introdurre questo tipo di reato, ma il governo e la maggioranza fanno orecchie da mercante e ne rinviano ogni volta l'introduzione al provvedimento antimafia successivo. Perché questa titubanza? Da parte nostra continueremo a chiederne l'introduzione in tutte le sedi e ad ogni occasione.

AG: Lei ha recentemente lanciato un allarme in relazione all'abnorme sviluppo del mercato dei "giochi". Da dove nasce la sua preoccupazione?

GL: Proprio pochi giorni fa la Dia di Palermo ha arrestato dieci persone ai vertici dell'Agenzia dei Monopoli perché ricevevano da alcuni prestanome dei boss denaro e benefit in cambio di licenze e concessioni facili. È provato, quindi, che la mafia ha interesse a gestire questo tipo di attività, cercando complicità nell'amministrazione pubblica che, purtroppo, è molto permeabile alla corruzione.

AG: Anche il comparto dei "giochi" è soggetto alla normativa antiriciclaggio? Qual è la situazione reale?

GL: Il comparto dei giochi risponde alle stesse regole di qualsiasi attività imprenditoriale. Tuttavia, alla stregua di banche e finanziarie, è un settore particolare per il circolo di denaro. Proprio per questo esso è l'ambiente ideale per il riciclaggio e l'autoriciclaggio. Si tratta di un mondo da passare al setaccio per individuare  proprio i buchi neri dove è possibile far scomparire soldi sporchi e farli riapparire puliti.

AG: Il contrasto del riciclaggio e più in generale il rispetto delle regole economiche sono fondamentali per garantire lo sviluppo e la nascita delle nuove imprese. Pensa che la classe politica debba fare di più a riguardo? Gli operatori economici (banche, intermediari) sono abbastanza vigili sull'argomento? Il PD in particolare ha delle proposte e dei progetti a riguardo?

GL: Tutti possiamo e dobbiamo fare di più. I singoli operatori economici e finanziari, intanto, hanno l'obbligo di rispettare le leggi, mentre le associazioni di categoria potrebbero adottare codici di autoregolamentazione per tutelare gli imprenditori onesti. Da tempo abbiamo presentato ddl ed emendamenti per aumentare il sistema delle verifiche e dei controlli e per inasprire le pene. Su tutte spicca l'introduzione dell'autoriciclaggio.

AG: L'economia sommersa, il lavoro nero, l'evasione fiscale, la corruzione sono spesso fenomeni collaterali al riciclaggio. Cosa si può fare per combattere questi fenomeni?

GL: Questo bisognerebbe chiederlo al governo visto che è suo il compito di far rispettare le leggi. Basterebbe, infatti, che nel nostro Paese si pretendesse un'applicazione più rigida e severa delle norme che già esistono per combattere questo fenomeno. Allo stesso tempo bisognerebbe introdurre sanzioni e incentivi che rendano la legalità più conveniente dell'illegalità.

AG: Nel 2009 lei lanciò l'allarme sullo stato di Internet e della "banda larga" in Italia criticando l'immobilismo del governo Berlusconi a riguardo. Dopo due anni a che punto siamo?

GL: Più precisamente criticavo la scelta del governo di congelare le risorse dedicate alla infrastrutturazione tecnologica del nostro Paese. La ritenevo, e continuo a ritenerla, una decisione dannosa per lo sviluppo dell'Italia, poiché la rete è uno dei fattori economici e sociali di crescita più significativi.
Oggi rispetto a quell'allarme non è cambiato nulla.

AG: Grazie Senatore e buon lavoro.

Chi è Giuseppe Lumia?

Giuseppe Lumia è nato a Termini Imerese, in provincia di Palermo, il 28 giugno 1960. Ha iniziato ad occuparsi di impegno sociale con l'Azione Cattolica Italiana. Nel 1990 ha partecipato da indipendente alla fondazione del Partito Democratico della Sinistra. Dal 1994 al 2008 è stato deputato alla Camera per i DS. Nel 2008 è stato eletto senatore della Repubblica per il Partito Democratico. Attualmente è membro della V Commissione permanente (Bilancio) e componente della Commissione Parlamentare Antimafia.

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